Gregorio de Falco

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Gregorio de Falco
Gregorio De Falco 2018 datisenato 2018.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 23 marzo 2018
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
Gruppo misto componente: Non iscritti (dal 29/03/2021)

In precedenza:

Movimento 5 Stelle (fino al 31/12/2018)[1]
Gruppo misto componente:
- Non iscritti (dal 31/12/2018 al 18/11/2020)
- +Europa-Azione (dal 18/11/2020 al 27/01/21)
Europeisti-Maie-Centro Democratico (dal 27/01/2021 al 29/03/2021)

Circoscrizione Toscana
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Indipendente (2018-2021; dal 2021)
In precedenza:
M5S (2018)
CD (2021)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università degli Studi di Milano
Professione Ufficiale di Marina
Gregorio de Falco
NascitaNapoli, 8 marzo 1965
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataNaval ensign of Italy.svg Marina Militare
ArmaCorpo delle Capitanerie di Porto
Anni di servizio1994 - 2018
GradoCapitano di fregata
AzioniNaufragio della Costa Concordia
Comandante diCapitaneria di Santa Margherita Ligure
Sezione Operativa Capitaneria di Livorno
Studi militariAccademia navale
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Gregorio de Falco (Napoli, 8 marzo 1965) è un politico e militare italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Napoli nel 1965 e trasferitosi a Milano in giovane età, consegue la laurea in giurisprudenza all'Università degli Studi di Milano.[2] Nel 1994 vince il concorso per entrare nel Corpo delle Capitanerie di Porto a Livorno e frequenta i nove mesi di corso all'interno dell'Accademia navale. Nel 1995, dopo alcuni periodi di imbarco, riceve la prima destinazione di servizio e i primi incarichi a Mazara del Vallo. Nel 2000 viene trasferito presso la Capitaneria di Porto di Genova.[2]

Con il grado di tenente di vascello, gli viene assegnato il Comando a Santa Margherita Ligure, dove rimane dal 2003 al 2005 nel ruolo di comandante dell'Ufficio circondariale marittimo, la cui circoscrizione si estende da San Fruttuoso sino a Deiva Marina e comprende Portofino, Santa Margherita Ligure, Rapallo, Zoagli, Chiavari, Lavagna, Sestri Levante e Riva Trigoso. Nel settembre 2005 viene trasferito presso la Capitaneria di porto di Livorno ed impiegato prevalentemente in incarichi di carattere tecnico e operativo.[2]

Nel gennaio 2012 diventa noto al grande pubblico per aver coordinato le operazioni di soccorso in occasione del naufragio della nave Costa Concordia. Nel settembre 2014 venne trasferito alla Direzione Marittima di Livorno, con le mansioni di capo ufficio studi e relazioni esterne; l'ufficiale presentò ricorso al TAR contro tale provvedimento del Comando generale, considerandolo illegittimo e persecutorio nei suoi confronti, ma il ricorso, per motivi formali e di rito, viene dichiarato inammissibile. In seguito, ha prestato servizio presso il comando logistico della Marina Militare (MARICOMLOG) dislocato a Nisida.[3]

È sposato dal 1997 con Raffaella Iebba e ha due figlie.[4]

Il ruolo nel naufragio della Costa Concordia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Naufragio della Costa Concordia.

Il 13 gennaio 2012 la grande nave da crociera Costa Concordia, di proprietà della compagnia di navigazione Costa Crociere e comandata da Francesco Schettino, impatta contro uno degli scogli delle Scole, nelle acque di fronte all'Isola del Giglio, riportando l'apertura di una falla lunga circa 70 metri sul lato di sinistra; l'impatto provoca la brusca interruzione della navigazione, un forte sbandamento e il conseguente incaglio sul gradino roccioso del fondale di Punta Gabbianara, a nord di Giglio Porto, seguito dalla parziale sommersione della nave. Il naufragio causa 32 vittime e 110 feriti.[5]

De Falco a quel tempo aveva il ruolo di capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno, che ha responsabilità per quanto riguarda le acque marittime del tratto di costa compreso tra la zona a sud di Livorno e l'isola d'Elba. Il tratto di mare nel quale avvenne il grave sinistro marittimo in parola, era invece sotto la responsabilità della Direzione marittima di Roma. L'8 febbraio 2018, nel corso di un'intervista alla trasmissione televisiva L'aria che tira, De Falco dichiarerà di aver preso l'iniziativa di coordinare i soccorsi nonostante l'evento fosse avvenuto in un'area non di sua competenza, motivando ciò con il fatto di «saperlo fare».

Le comunicazioni telefoniche tra de Falco e Schettino, registrate dalla Sala operativa della Guardia Costiera (come previsto dalla legge), furono divulgate tramite Internet ed attraverso la televisione e divennero presto molto popolari, in particolare per quanto riguarda le parti in cui il militare, in modo perentorio e senza successo, tentava di intimare al comandante, sceso a terra, di ritornare sulla nave[4][6][3]. La rilevanza dell'accaduto e il notevole apprezzamento suscitato da esso nell'opinione pubblica spinsero il Viceministro alla Infrastrutture e Trasporti Mario Ciaccia a proporre, il 18 gennaio 2012, di assegnare a de Falco l'Encomio solenne poiché "straordinario per l'impegno profuso".[7]

«Guardi, Schettino, che lei si è salvato, forse, dal mare, ma io la porto... veramente molto male, le faccio passare un'anima di guai! Vada a bordo, cazzo!»

(Gregorio De Falco nella telefonata al comandante Schettino durante il naufragio[8][3][9][10])

«Lei vada a bordo! È un ordine! Lei non deve fare altre valutazioni, lei ha dichiarato l'abbandono nave! Adesso comando io! Lei vada a bordo! È chiaro?»

(Gregorio De Falco nella stessa telefonata)

Impegno politico[modifica | modifica wikitesto]

Elezione a senatore[modifica | modifica wikitesto]

Candidatosi al Senato della Repubblica nelle liste plurinominali del Movimento 5 Stelle, nella circoscrizione Toscana, per le elezioni del 2018, viene eletto senatore.[11]

A seguito della formazione del Governo Conte I si oppone all'adozione di alcuni provvedimenti come il Decreto "Sicurezza" che vengono adottati dall'esecutivo, senza alcuna discussione, né determinazione del Gruppo parlamentare del M5S. Successivamente si oppone anche al provvedimento di condono per le case di Ischia inserito nel cosiddetto "decreto Genova"[12]. A causa di tali posizioni, in data 31 dicembre 2018 il M5S ne delibera l'espulsione dal Gruppo al Senato e dal Movimento, per "reiterate violazioni del codice etico" interno al soggetto politico.[13] In conseguenza di tali decisioni De Falco si ritrova costretto a lasciare il gruppo parlamentare pentastellato e, non aderendo ad altri partiti politici, passa alla componente dei non iscritti nel Gruppo misto.

Nel dicembre 2019 è tra i primi firmatari della richiesta di referendum oppositivo al taglio dei parlamentari che rimette al corpo elettorale la decisione su quella riforma costituzionale approvata.[14]

Il 24 novembre 2020, +Europa e Azione annunciano l'entrata di de Falco nel gruppo parlamentare di +Europa-Azione, avvenuta il 18 novembre, tramite un comunicato congiunto.[15][16][17]

Il 19 gennaio 2021 dichiara pubblicamente l'intenzione di votare la fiducia al Governo Conte II, contrariamente ai parlamentari di +Europa e Azione, ma che tale fiducia andrà alimentata costantemente e sarà condizionata al rispetto tempestivo degli impegni presi in Parlamento.[18]

Il 26 gennaio 2021 fa richiesta alla presidenza del Senato di aderire alla componente di Centro Democratico.[19] Il giorno dopo al Senato nasce Europeisti-MAIE-Centro Democratico, gruppo di 10 parlamentari del Misto, tra cui De Falco, di diversa provenienza (MAIE, lui per il CD, Autonomie, ex M5S, ex PD, ex FI).[20] Il 29 marzo il gruppo si scioglie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Movimento 5 Stelle espelle 4 parlamentari, 31 dicembre 2018.
  2. ^ a b c Chi è Gregorio De Falco, su ilpost.it.
  3. ^ a b c Diego Pretini, Costa Concordia, De Falco 5 anni dopo: "Schettino? Se mi avesse dato retta, gli avrebbero steso i tappeti rossi", su il Fatto Quotidiano, 13 gennaio 2017. URL consultato il 9 gennaio 2022 (archiviato il 3 gennaio 2022).
  4. ^ a b Gregorio De Falco, eroe del mare e del web, su magazine.excite.it.
  5. ^ Concordia: 5 anni fa la tragedia che causò 32 vittime, su ansa.it.
  6. ^ Schettino, De Falco: «È triste che un uomo sia in carcere, ma è la risposta della società», su ilmessaggero.it.
  7. ^ De Falco, l’eroe normale della Concordia, su fanpage.it.
  8. ^ Redazione Online, Le telefonate della Capitaneria a Schettino «Comandante che fa, vuole tornare a casa?», su Corriere della Sera. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  9. ^ De Falco e il "Salga a bordo, c....": «Ho bluffato, non sapevo di essere registrato», su Il Tirreno, 15 maggio 2017. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  10. ^ Concordia, la telefonata De Falco-Schettino: 'Vada a bordo cazzo!', su Repubblica TV - Repubblica, 12 maggio 2017. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  11. ^ Elezioni: De Falco, io eletto al Senato, su ansa.it.
  12. ^ Fronda M5S, la sfida di De Falco: "Mi cacciano per il decreto sicurezza? Anche Di Maio è a termine", su la Repubblica, 3 novembre 2018. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  13. ^ M5S espelle senatori De Falco e De Bonis - Politica, su ANSA.it, 31 dicembre 2018. URL consultato il 31 dicembre 2018.
  14. ^ Taglio parlamentari, Forza Italia guida la coalizione dei salva-poltrone. Firmano per il referendum pure 7 Pd, 3 M5S e due renziani, su ilfattoquotidiano.it, 18 dicembre 2019. URL consultato il 26 dicembre 2019.
  15. ^ Manovra: il governo accolga proposte di +Europa/Azione e dica no alla politica delle mance, su Più Europa, 24 novembre 2020.
  16. ^ Azione e +Europa, il Governo accolga proposte o votiamo no alla Manovra, su Azione, 24 novembre 2020.
  17. ^ Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 277 del 25/11/2020 (Definitivo) - Allegato B, su Senato della Repubblica, 25 novembre 2020.
  18. ^ Gregorio De Falco, Voterò la fiducia al Governo Conte, una fiducia che andrà alimentata costantemente, e che sarà condizionata al rispetto tempestivo degli impegni presi in Parlamento., su Twitter.
  19. ^ Governo: senatore De Falco chiede di aderire a Cd di Tabacci - Ultima Ora, su Agenzia ANSA, 26 gennaio 2021. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  20. ^ Sky TG24, Crisi di governo, in Senato nasce il gruppo degli Europeisti: chi sono, su tg24.sky.it. URL consultato il 3 ottobre 2021.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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