Gli amori di Alessandro Magno

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Gli amori di Alessandro Magno
tragicommedia in cinque atti
Alexander The Greate and Roxane by Rotari 1756.jpg
Pietro Rotari, Alessandro Magno e Rossana
AutoreCarlo Goldoni
Lingua originaleItaliano
Generetragicommedia in versi
AmbientazioneArbela, città della Persia
Composto nel1759
Prima assolutaCarnevale del 1759
Venezia
Personaggi
  • Alessandro
  • Statira, figlia di Dario,
  • Talestri, regina delle Amazzoni
  • Rossane, promessa di Alessandro
  • Barsina, sorella di Statira
  • Efestione, amico di Alessandro
  • Leonato, capitano di Alessandro
  • Policrate, medico persiano
  • Lisimaco, poeta
  • Besso, capitano di Dario
  • Ardena, seguace di Talestri
  • Niso, ufficiale di Dario
  • Megabise
  • Soldati macedoni
  • Guardie
  • L'ombra di Dario
 

Gli amori di Alessandro Magno è una tragicommedia in versi composta da Carlo Goldoni nel 1759 e messa in scena per la prima volta, senza alcun successo, nel Teatro San Luca di Venezia durante il periodo di Carnevale del 1759. Con questa tragicommedia d'evasione, Goldoni si concesse il lusso di magnificenze scenografiche dal carattere esotico, assecondando la moda veneziana del periodo[1].

Nei programmi dell'autore e dell'impresario Vendramin, questa doveva essere la prima di un ciclo di nove commedie (Nove Muse), diverse per argomento, registro e metro letterario, ognuna dedicata a una musa (Clio in questo caso), che avrebbero dovuto risanare il bilancio negativo della stagione 1758-1759 del Teatro San Luca. L'operazione non ebbe il successo sperato, al punto che solo cinque componimenti furono recitati nel corso di quell'anno comico (oltre a questa: La scuola di ballo e Artemisia in autunno,Gl'innamorati e L'impresario delle Smirne a Carnevale), mentre due slittarono all'autunno dell'anno seguente (Enea nel Lazio e Zoroastro); due non furono mai scritti o andarono perduti[2]. La caduta dell’ambizioso progetto delle Nove Muse scosse talmente Goldoni che nelle sue memorie non ne fece menzione[3].

Poetica[modifica | modifica wikitesto]

Per Giuseppe Ortolani, malgrado le continue trovate del testo, tese a movimentare l'azione, il dramma resta tutto sommato convenzionale[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R. Tessari, Teatro e spettacolo nel Settecento, Ed. Laterza, 2018
  2. ^ Marzia Pieri, in Studi goldoniani, Fabrizio Serra Editore, 2013
  3. ^ L. Galletti in [1], Firenze University Press, 2013
  4. ^ G. Ortolani, Tutte le opere di C. Goldoni, Mondadori Editore, 1950
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