La burla retrocessa nel contraccambio

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«Maestro Gottardo: Voi mi avete onorato di una burla spiritosissima, ed io mi ho creduto in debito di darvi il contraccambio

La burla retrocessa nel contraccambio
Commedia in cinque atti
Goldoni - La burla retrocessa nel contraccambio.jpg
AutoreCarlo Goldoni
Generecommedia
Composto nel1764
Prima assoluta1764
Villa Predosa di Zola Predosa
Personaggi
  • Maestro Gottardo, linaiuolo
  • Placida, sua moglie
  • Maestro Agapito
  • Pandolfo, mercante
  • Costanza, figlia di Pandolfo
  • Roberto, amante di Costanza
  • Leandro, amico di Roberto
  • Bernardo, oste
  • Narciso, garzone di caffè
  • Berto, servitore di Agapito
  • Garzoni dell'oste
  • Servitori
 

La burla retrocessa nel contraccambio è un'opera teatrale in cinque atti di Carlo Goldoni scritta nel 1764 per l'amico Marchese Albergati, che era solito recitare con una compagnia di comici dilettanti nella sua villa di Zola Predosa[1].

Si tratta della rielaborazione in lingua italiana del canovaccio in francese Arlequin, dupe vengée, che era stato messo in scena a Parigi l'11 maggio 1764. Lo stesso testo fu in seguito riscritto dall'autore in dialetto veneziano, con il titolo di Chi la fa l'aspetta.

Per il teatro privato dell'Albergati, Goldoni aveva già ideato negli anni precedenti L'avaro, Il cavaliere di spirito, La donna bizzarra, L'apatista o sia L'indifferente e L'osteria della posta.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Uno scherzo incrociato tra Gottardo e Agapito provoca l'ingiusta gelosia di Placida e favorirà il coronamento dell'amore prima osteggiato tra Costanza e Roberto.

Poetica[modifica | modifica wikitesto]

Il tema della moglie gelosa e del marito burbero segna la ripresa dei motivi della vita familiare e dell’intimità domestica, con la precisa scelta di ambientazione veneziana, in contrapposizione a quella parigina da poco abbandonata[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Ortolani, Tutte le opere di C. Goldoni, Milano, Mondadori Editore, 1948
  2. ^ Tamara Török, L'esilio volontario di Carlo Goldoni a Parigi[1]