Rosmonda (Goldoni)

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Rosmonda
Tragicommedia in cinque atti
John William Waterhouse - Fair Rosamund.jpg
Waterhouse, La bella Rosmonda
AutoreCarlo Goldoni
Generetragicommedia in versi
AmbientazioneReggia di Alerico
Composto nel1734-1735
Prima assoluta17 gennaio 1735
Teatro San Samuele di Venezia
Personaggi
  • Alerico, re dei Goti
  • Rosmonda, sua figlia
  • Germondo, re di Norvegia
  • Stenone, principe di Gotia
  • Alvida, del sangue dei re normanni
  • Cratero, suo germano, amico di Germondo
  • Soldati goti
  • Soldati norvegi
  • Guardie
 

Rosmonda è una tragicommedia in cinque atti in versi endecasillabi di Carlo Goldoni rappresentata per la prima volta dalla compagnia Imer nel gennaio del 1735 nel Teatro San Samuele di Venezia. L'opera non ottenne il successo della precedente tragicommedia Belisario, ma fu comunque replicata una decina di volte:

«Rosmonda non cadde, ma dopo il Belisario non potevo sperare un successo così splendido; fu ripetuta in quattro rappresentazioni molto passabili, e alla quinta Imer la spalleggiò con un nuovo intermezzo, La Birba che piacque sommamente: questa bagattella piena d'arguzie, e molto bizzarra sostenne Rosmonda per quattro altre recite; bisognò peraltro tornare al Belisario. »

(Carlo Goldoni, Mémoires)

Ispirandosi a Rosimonda, romanzo secentesco del predicatore Giovanni Maria Muti[1], il commediografo veneziano compose questa tragedia per venire incontro alle richieste dell'attrice Andriana Bastona, che aveva impersonato perfettamente il personaggio di Teodora in Belisario[2].

Ritratto di Giovanni Maria Muti

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Aranna, nell'immaginario regno di Gotia: la tragica vicenda di Rosmonda figlia del re Alerico che, innamorata di re Germondo nemico del padre, decide di avvelenarsi per non dispiacere al genitore.

Poetica[modifica | modifica wikitesto]

Se per Giuseppe Ortolani, quest'opera può essere considerata un saggio malriuscito di teatro tragico goldoniano[3], per altri studiosi Rosmonda è la testimonianza non solo di un precoce esempio della riforma goldoniana che doveva ancora prendere avvio, ma anche di una cosciente partecipazione dell'autore veneziano al complesso dibattito sul tragico di inizio Settecento[4] e può essere interessante per l'evidente ricerca di forme di teatro più regolari e razionali (ricerca del verisimile, del decoroso, dell'unità di luogo e di tempo), adatte ad un vasto e vario pubblico[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ C. Goldoni, Mémoires: La Rosimonda del Muti, cattivo romanzo del secolo passato che mi aveva suggerito l'argomento
  2. ^ C. Goldoni, Mémoires: La Bastona la quale, sostenuto avendo il carattere odioso di Teodora, pretendeva di farsi onore con una parte virtuosa, ed eroica; ma tutti e due c'ingannammo: ella non era fatta per queste parti, ed io non era ancora assai pratico per iscegliere gli argomenti
  3. ^ G. Ortolani, Tutte le opere di C. Goldoni, 1950, Mondadori Editore
  4. ^ P. Quazzolo, in C. Goldoni. Rosmonda, Marsilio Editore, 2009
  5. ^ W. Binni, Goldoni, Il Ponte Editore, 2015