La donna bizzarra

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La donna bizzarra
Commedia in cinque atti
Goldoni - Opere complete, Venezia 1912, XV (page 331 crop).jpg
AutoreCarlo Goldoni
Generecommedia in versi
Composto nel1758
Prima assoluta1758
Villa Predosa di Zola Predosa
Personaggi
  • La contessa Ermelinda, vedova
  • La baronessa Amalia
  • Il barone Federico, suo padre
  • Il capitano Gismondo
  • Il cavaliere Ascanio
  • Don Armidoro
  • Don Fabio, poeta
  • Martorino, cameriere della Contessa
  • Un Notaro
 

La donna bizarra è un'opera teatrale in cinque atti in versi martelliani di Carlo Goldoni scritta nel 1758, riadattando la precedente commedia La donna stravagante del 1756. Il testo fu scritto per l'amico Marchese Albergati, che era solito recitare con una compagnia di comici dilettanti nella sua villa di Zola Predosa. Dell'adattamento nessuno si accorse e la commedia ha goduto, soprattutto nel corso dell'Ottocento, di una certa fortuna[1].

Per il teatro privato dell'Albergati, Goldoni aveva già ideato negli anni precedenti L'avaro e Il cavaliere di spirito, e in seguito scriverà L'osteria della posta e La burla retrocessa nel contraccambio.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mantova. La vedova contessa Ermelinda è alle prese con ben quattro corteggiatori, ma nessuno di loro corrisponde alle sue esigenze.

Poetica[modifica | modifica wikitesto]

Scrive l'autore nella prefazione dell'edizione a stampa: La bizzarria di questa mia Donna non dipende né da iracondia, né da vivezza di spirito, ma da capriccio, che vale a dire da una testa mal regolata. Vi sono delle Donne e degli Uomini di tal carattere; meritano di esser corretti, ed io ho avuto animo di far del bene a chi n'ha bisogno, e di far ridere chi è esente da tal difetto. Ma chi sa che non rida degli altri chi è più attaccato da una simile malattia? Raro è lo specchio che disinganni, l'amor proprio vi mette un velo, e l'abituazione fa che si sente l'odore degli altri, e non si fa caso del nostro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Ortolani, Tutte le opere di C. Goldoni, Milano, Mondadori Editore, 1943
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