L'impostore (commedia)

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L'impostore
Commedia in tre atti
AutoreCarlo Goldoni
Generecommedia
Composto nel1754
Prima assolutaprimavera 1754
Modena
Personaggi
  • Orazio Sbocchia, finto capitano
  • Il dottor Polisseno
  • Ridolfo, di lui fratello minore
  • Pantalone de' Bisognosi, mercante veneziano
  • Ottavio, di lui figliuolo
  • Flaminio, altro di lui figliuolo, sempliciotto
  • Fabio Cetronelli, giovane del paese
  • Brighella, compagno d'Orazio, finto sargente
  • Un tenente di fanteria
  • Arlecchino, oste
  • Soldati del tenente
  • Soldati arrolati falsamente da Orazio
 

L'impostore è un'opera teatrale in tre atti in prosa di Carlo Goldoni scritta nel 1754 su commissione di padre Giambattista Roberti e rappresentata per la prima volta nel collegio dei Gesuiti di Modena nella primavera dello stesso anno e poi replicata, sempre con grande successo, nei collegi di Bologna, Reggio nell'Emilia e Milano[1].

L'argomento militare, alquanto inconsueto per il teatro goldoniano (ha due precedenti nell'intermezzo per musica Il quartiere fortunato del 1744 e nella commedia L'amante militare del 1751[2] e verrà ripreso con La guerra del 1760) fu scelto per venire incontro alle esigenze di una commedia senza donne e suscettibile di qualche esercizio militare, per un collegio di Gesuiti[3].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Venezia. Orazio Sbocchia si finge capitano dell'esercito, ma dopo una serie di peripezie verrà smascherato e giungerà al ravvedimento finale.

Poetica[modifica | modifica wikitesto]

Scrisse l'autore: Varie sono le specie degl'Impostori, dei Raggiratori, dei Furbi. Fra questi uno ne ho scelto, il di cui argomento è pur troppo vero, e tanto vero, che io medesimo interessato ne sono, e ne formo uno de' personaggi della Commedia[4]. Infatti la commedia trae spunto da un episodio autobiografico risalente agli anni 1742-43, al tempo delle guerre franco-spagnole, quando Goldoni svolgeva a Venezia le funzioni di console della Repubblica di Genova e dove ebbe a che fare con un impostore che per sette lunghi mesi si spacciò per capitano di una potenza europea[1]: Feci uso di tutta l’energia che lo sdegno poteva ispirarmi, collocando mio fratello in tutta l’estensione del fatto, nulla risparmiando a me stesso e dando alla mia balordaggine tutto il ridicolo che meritava. Questo piccolo lavoro mi produsse un infinito bene, e dissipò dal mio animo il turbamento che la malignità di un birbante vi aveva destato. Mi credetti vendicato[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b G. Ortolani, Tutte le opere di C. Goldoni, 1941, Mondadori Editore
  2. ^ [1]
  3. ^ a b Carlo Goldoni, Mémoires
  4. ^ Carlo Goldoni, prefazione a L'impostore