Una delle ultime sere di carnovale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Una delle ultime sere di carnovale
Commedia in tre atti
AutoreCarlo Goldoni
Lingua originaleVeneto
GenereCommedia
AmbientazioneA Venezia in casa di Zamaria
Composto nel1761
Prima assoluta16 febbraio 1762
Teatro San Luca di Venezia
Personaggi
  • Sior Zamaria testor, cioè fabbricatore di stoffe
  • Siora Domenica, figlia di Zamaria
  • Sior Anzoletto, disegnatore di stoffe
  • Sior Bastian, mercante di seta
  • Siora Marta, moglie di Bastian
  • Sior Lazaro, fabbricatore di stoffe
  • Sior'Alba, moglie di Lazaro
  • Sior Agustin, fabbricatore di stoffe
  • Siora Elenetta, moglie di Agustin
  • Siora Polonia, che fila oro
  • Sior Momolo, manganaro
  • Madama Gatteau, vecchia francese ricamatrice
  • Cosmo, garzone lavorante di Zamaria
  • Baldissera, garzone lavorante di Zamaria
  • Martin, garzone lavorante di Zamaria
 

Una delle ultime sere di carnovale è una commedia in prosa in tre atti di Carlo Goldoni del 1761, messa in scena la prima volta il 16 febbraio 1762, al teatro San Luca di Venezia, a coronamento della stagione teatrale che aveva visto il trionfo de Le baruffe chiozzotte e de I rusteghi. La commedia riscosse molto successo e Goldoni annotò nei suoi Mémoires: Fu la più splendida per me, poiché tutta la platea risuonava di applausi, in mezzo ai quali si sentiva distintamente gridare: - Buon viaggio! Felice ritorno! Non mancate! - Confesso che ne fui commosso fino al punto di piangere[1]. Si tratta infatti dell'ultima commedia scritta dal commediografo a Venezia prima della sua partenza per Parigi, chiamato come autore della Comédie Italienne[2][3].

Commedia della malinconia delle cose che finiscono[4], Una delle ultime sere di carnovale è una vera e propria allegoria autobiografica dell'addio. L'autore stesso la definì nella prefazione per l'edizione a stampa come una commedia d'allegoria che ha bisogno di una spiegazione: Essendo io in quell’anno chiamato in Francia, e avendo risolto di andarvi, per lo spazio almeno di due anni, immaginai di prender congedo dal Pubblico di Venezia col mezzo di una commedia[5].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Venezia. Nella casa-laboratorio del commerciante di stoffe Zamaria, la cui giovane figlia Domenica è innamorata del disegnatore di stoffe Anzoleto, si festeggia la fine del Carnevale: si chiacchiera, si gioca al gioco di carte meneghella[6], si balla, si cena. Ma quando Anzoletto comunica che partirà per la Moscovia (Se vol provar, se una man italiana, dessegnando sul fatto, sul gusto dei moscoviti, possa formar un misto, capace de piàser ale do nazion[7]) con madame Gatteau, anziana ricamatrice francese innamoratasi di lui, si scatena la gelosia di Domenica e monta una maretta che si placherà solamente con le nozze dei due giovani e di Zamaria con madame Gatteau che partiranno per la Moscovia con Domenica e Anzoletto. Durante l'assenza di Zamaria, la gestione del negozio a Venezia verrà affidata a Momolo.

Poetica[modifica | modifica wikitesto]

Domenica, la figlia di Zamaria, rappresenta la Commedia Riformata, mentre madame Gatteau, la nuova moglie di Zamaria che aveva insidiato Anzoletto sperando di averlo tutto per sé, è il simbolo della Comédie Italienne. All'interno dell'opera, assume una particolare valenza la discussione tra madame Gatteau e Anzoletto in merito alla lingua da adoperare: l'una (alla quale viene sovente richiesto di usare l'italiano) parla un giocoso italo-francese, l'altro il dialetto veneziano sconfinante nell'italiano[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Goldoni, Mémoires
  2. ^ a b Alberto Casadei e Marco Santagata, Manuale di letteratura italiana medievale e moderna, Gius.Laterza & Figli Spa, 3 novembre 2014, ISBN 9788858117286. URL consultato il 23 marzo 2017.
  3. ^ Carlo Goldoni, Le Baruffe chiozzotte, Bur, 25 novembre 2010, ISBN 9788858614648. URL consultato il 23 marzo 2017.
  4. ^ G. Ortolani, Tutte le opere di C. Goldoni, Mondadori Editore, 1955
  5. ^ Carlo Goldoni, prefazione a Una delle ultime sere di carnovale
  6. ^ Vi ho introdotto, per adornarla, il giuoco detto della Meneghella, giuoco di carte particolar di Venezia, che non giuocasi in altre parti, e serve di trattenimento alle Società che si trovano numerose e si compiacciono di giuocar tutti insieme, potendo giuocare fino in sedici, alla stessa tavola, e nella medesima compagnia - Carlo Goldoni, prefazione a Una delle ultime sere di carnovale
  7. ^ Una delle ultime serer di carnovale, Atto I, scena 15, verso 53

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]