Un curioso accidente

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«Filiberto: Sono costretto dalla necessità, dall'amore, dalla dabbenaggine mia a pacificarmi. Non so che dire. Siete sposi, siete in casa, stateci, che il cielo vi benedica.»

Un curioso accidente
Commedia in tre atti
AutoreCarlo Goldoni
Generecommedia
Composto nel1760
Prima assolutaottobre 1760
Venezia
Personaggi
  • Monsieur Filiberto, ricco mercante olandese
  • Madamigella Giannina, sua figlia
  • Monsieur Riccardo, finanziere
  • Madamigella Costanza, sua figlia
  • Monsieur de la Cotterie, tenente francese
  • Marianna, cameriera di madamigella Giannina
  • Monsieur Guascogna, cameriere del tenente
 

Un curioso accidente è un'opera teatrale in tre atti di Carlo Goldoni scritta nel 1760 e portata per la prima volta sulle scene a Venezia nell'ottobre dello stesso anno, senza successo. Malgrado ciò, dopo Il servitore di due padroni e La locandiera, questa è la commedia di Goldoni che ha avuto il maggior numero di traduzioni[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'Aia. Monsieur Filiberto, ricco mercante, ritenuto da tutti uomo onesto e buono, deve ospitare in casa Cotterie, un giovane tenente, nobile ma spiantato. Cotterie si innamora, ricambiato, della figlia del mercante, Giannina. Di fronte all'idea di imparentarsi con uno squattrianto, Filiberto escogita una soluzione per distrarre il giovane ufficiale da sua figlia e dal suo patrimonio. La mite Giannina, però, non si perde d'animo e trova un astuto rimedio (il curioso accidente del titolo) per gabbare il padre e quindi sposare il suo bel tenentino.

Poetica[modifica | modifica wikitesto]

Nella prefazione all'edizione a stampa, l'autore specifica: L'argomento di questa Commedia non è che un fatto vero, verissimo, accaduto, non ha molto tempo, in una città di Olanda. Mi fu raccontato da persone degne di fede in Venezia al Caffè della Sultana, nella Piazza di S. Marco, e le persone medesime mi hanno eccitato a formarne una Comica rappresentazione. Il puro fatto, nella maniera colla quale mi venne esposto, era di tal maniera circonstanziato, che quantunque vero, parea inverisimile, e tutta la mia maggiore fatica fu di renderlo più credibile, e meno romanzesco. Tanto è vero, che si danno delle stravaganze in natura, che non sono trattabili sulla Scena, perché contrarie troppo ai caratteri conosciuti, o eccedenti nell'ordine della condotta ordinaria degli uomini[2].

Sotto il ben congegnato meccanismo scenico, in quest'opera affiorano aspetti centrali dell'arte goldoniana: il rapporto tra vero e verosimile, la descrizione di una nuova civiltà evoluta come quella olandese, l'inserimento di figure non tradizionali come quella del mercante e della giovane intraprendente[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Ortolani, Tutte le opere di Carlo Goldoni, Mondadori editore, 1955
  2. ^ Carlo Goldoni, prefazione all'edizione a stampa di Un curioso accidente
  3. ^ R. Ricorda, in Un curioso accidente, Marsilio editore, 1998
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