Girolamo Chiti

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Girolamo Chiti (Siena, 19 gennaio 1679Roma, 4 settembre 1759) è stato un compositore italiano.

Ancora adolescente iniziò gli studi musicali a Siena sotto la guida di Giuseppe Ottavio Cini e del nipote di questo Tommaso Redi. Dal 1708 fu maestro di cappella del collegio Tolomei. Nel 1712 si recò a Roma dove studiò con Giuseppe Ottavio Pitoni e Antonio Caldara.[1] Nel 1717 divenne maestro di cappella della Pia casa degli Orfani di Santa Maria in Aquiro a Roma. Nel 1726 fu nominato coadiutore del maestro di cappella Francesco Gasparini nella basilica di San Giovanni in Laterano. Morto Gasparini, dall'aprile 1727 gli succedette nella carica di maestro di cappella della basilica, mantenendola fino alla morte. Nel 1735 divenne anche cappellano custode della cappella Corsini allora fatta costruire da Clemente XII nella basilica lateranense.

Dal settembre 1745 al maggio 1759 Chiti mantenne una fitta corrispondenza con il compositore e teorico della musica bolognese Giovanni Battista Martini, contribuendo notevolmente all'accrescimento della biblioteca musicale di quest'ultimo.[2] Coltivò sempre un forte interesse verso la musica polifonica dei secoli XVI e XVII, e in particolare verso la musica sacra di Palestrina.

Restano di Chiti oltre 3000 composizioni da chiesa, in gran parte conservate nell'archivio della basilica lateranense, sia in stile a cappella, sia in stile concertato, con e senza strumenti.[3]

Morì a Roma il 4 settembre 1759

Lasciò per testamento alla biblioteca del cardinale Neri Corsini i libri di teoria musicale e di musica pratica, manoscritti e stampati, da lui raccolti in oltre quarant'anni. La raccolta è tuttora conservata nella biblioteca Corsiniana e dell'Accademia dei Lincei a Roma.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Morelli, «Tutte le professioni ed arti nobili hanno la loro istoria». Girolamo Chiti e la storia come fondamento della pratica musicale, in Le note del ricordo. Il codice musicale M13 della Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana di Roma, a cura di Emilio Sala, Venezia, Nova Charta, 2015, p. 77.
  2. ^ Epistolario Giovanni Battista Martini e Girolamo Chiti (1745-1759). 472 lettere del Museo Internazionale e Biblioteca della musica di Bologna, a cura di Giancarlo Rostirolla, Luciano Luciani, Maria Adelaide Morabito Iannucci, Cecilia Parisi, Roma, Ibimus, 2010,
  3. ^ L’Archivio musicale della basilica di San Giovanni in Laterano. Catalogo dei manoscritti e delle edizioni (secc. XVI-XIX), a cura di Giancarlo Rostirolla, Roma, Ibimus, 2002
  4. ^ Vito Raeli, La collezione Corsini di antichi codici musicali e Girolamo Chiti, «Rivista musicale italiana», XXV (1918), pp. 345-376; XXVI (1919), pp. 112-139; XXVII (1920), pp. 60-84

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Siegfried Gmeinwieser, Girolamo Chiti, 1679-1759: eine Untersuchung zur Kirchenmusik in S. Giovanni in Laterano, Regensburg, Bosse, 1968.
  • Vincent Duckles, The revival of early music in 18th-century Italy. Observations on the correspondence between Girolamo Chiti and Padre Giambattista Martini, «Revue Belge de Musicologie / Belgisch Tijdschrift voor Muziekwetenschap», XXVI-XXVII (1972/1973), pp. 14–24.
  • Anne Schnoebelen, The growth of Padre Martini's library as revealed in his correspondence, «Music & Letters», LVII (1977), pp. 379–397.
  • Giancarlo Rostirolla, La corrispondenza fra Martini e Girolamo Chiti: una fonte preziosa per la conoscenza del Settecento musicale italiano, in Padre Martini, musica e cultura nel Settecento europeo, a cura di Angelo Pompilio Firenze, Olschki, 1987, pp. 211–275.
  • Epistolario Giovanni Battista Martini e Girolamo Chiti (1745–1759. 472 lettere del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, a cura di Giancarlo Rostirolla, Luciano Luciani, Maria Adelaide Morabito Iannucci, Cecilia Parisi, Roma, Ibimus, 2010.
  • Arnaldo Morelli, «Tutte le professioni ed arti nobili hanno la loro istoria». Girolamo Chiti e la storia come fondamento della pratica musicale, in Le note del ricordo. Il codice musicale M13 della Biblioteca dell'Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana di Roma, a cura di Emilio Sala, Venezia, Nova Charta, 2015, pp. 73–91.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN3264610 · ISNI (EN0000 0000 4780 1594 · LCCN (ENnr93025600 · GND (DE118675923 · BNF (FRcb144685735 (data) · BAV ADV12458091 · CERL cnp00584554 · WorldCat Identities (ENnr93-025600
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