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Giuseppe Becherini

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Giuseppe Becherini (Prato, 29 agosto 1758Prato, 3 settembre 1840) è stato un compositore, teorico musicale e organista italiano.

Targa dedicata a Giuseppe Becherini sulla facciata di Palazzo Becherini a Prato

Nato a Prato, fu il primogenito di una numerosa famiglia di lanaioli e musicisti. Suo padre Anton Maria Becherini (1729-1786)[1] era compositore e affiliato dal 1772 all'Accademia Filarmonica di Bologna[2][3]; suo fratello minore, Giovanni Averardo Becherini divenne invece violinista.[1][4] Giuseppe Becherini studiò al Real Collegio Cicognini di Prato dove nel 1775 sostenne con lode, a soli 17 anni, una dissertazione in filosofia data alle stampe lo stesso anno.[2] Ricevette la sua prima educazione musicale dal padre, che allora prestava servizio come organista nella Basilica dei Santi Vincenzo e Caterina de' Ricci. Successivamente si perfezionò sotto la guida di Giovan Francesco Becattelli (figlio) e fu in seguito allievo, per un breve periodo, del bolognese Stanislao Mattei.[2][3][5] Nel 1773 fu affiliato all'Accademia degli Armonici di Prato dove ebbe la possibilità di assistere e partecipare attivamente alle esecuzioni musicali, pubbliche e private, organizzate dal sodalizio.[6] Contrariamente a quanto affermato in passato[7][8][9][10][11] non fu mai accademico filarmonico di Bologna[12][13], e svolse la sua attività quasi esclusivamente in Toscana. Il 17 novembre 1787, quasi un anno dopo l'improvvisa morte del padre gli successe nella carica di organista e compositore presso la Basilica dei Santi Vincenzo e Caterina de' Ricci.[14][15]

Giuseppe Becherini, L'ottava musicale, 1821

Col tempo Becherini divenne una figura di primo piano nella vita musicale e culturale di Prato: la sua musica era apprezzata e la sua fama si consolidò progressivamente.[15] Oltre all’attività artistica ricoprì incarichi civili, tra cui quello di provveditore della Confraternita della Misericordia (dal 1805), che riorganizzò dal punto di vista economico.[7][10][16]

Nel 1812, insieme al maestro di cappella del Duomo di Prato Gaetano Bottari, partecipò al concorso per l’assegnazione di una cattedra di clavicembalo e canto nelle scuole comunali. La commissione, dopo aver valutato le referenze, gli attribuì la cattedra, scelta che suscitò le proteste di Bottari. La controversia si concluse dopo alcuni mesi con la divisione delle due cattedre: a Becherini fu affidata quella di clavicembalo, a Bottari quella di canto.

Nel 1813 fu ammesso al Collegio dei professori di musica di Firenze e nel 1821 all'Accademia di belle arti di Firenze nella classe di canto e declamazione.[17]

Il primo marzo 1821 fu eletto maestro di Cappella del Duomo di Prato.[2][18] La nomina, preceduta da lunghe polemiche tra il capitolo e il gonfaloniere della città, fu però confermata da un motu proprio del granduca il 21 maggio 1821. Durante il suo servizio, durato diciassette anni, Becherini arricchì l'archivio musicale della Cattedrale copiando, acquistando e soprattutto componendo nuove musiche per tutte le occorrenze dell'anno liturgico.[18] Sotto la sua direzione le esecuzioni migliorarono qualitativamente, anche per effetto di un rinnovamento dell’orchestra della cappella.[2][19]

Nel 1836, ormai segnato dall'età e con la vista gravemente compromessa Becherini iniziò a pensare a un successore. Due anni dopo, il 30 novembre 1838, ormai completamente cieco, fu finalmente dispensato dal servizio. Il suo posto fu rilevato da Camillo Bertini.

Morì il 3 settembre 1840, alle nove e trenta pomeridiane.

Frontespizio del trattato Cognizioni pratiche di musica, Prato, 1813

Cultore della musica liturgica, Becherini lasciò un corpus di oltre trecento composizioni, tra cui messe, messe di requiem, mottetti, cantici e salmi.Nella sua musica è possibile scorgere l'influenza di compositori come Jommelli, Stanislao Mattei, Mozart e, dal secondo decennio del secolo XIX, anche di Gioachino Rossini, assai amato da Becherini[20]. Il suo lavoro più celebre fu la Messa di Requiem concertata a quattro voci (SATB) e orchestra. Composta nell'estate 1823 fu eseguita la prima volta a Prato nella chiesa di Chiesa di San Francesco per l'anniversario di morte di Francesco Datini. L'anno dopo, nel giugno 1824 fu riproposta in Duomo per la morte del Granduca Ferdinando III di Toscana. La Messa di Requiem fu parte importante del repertorio pratese di tutto l'Ottocento. Il 31 agosto 1857 fu eseguita a Prato in occasione del funerale di Emilia Goggi-Marcovaldi, in una versione riadattata da Pietro Bogani, che per l'occasione ne ampliò l'organico[21].

Fra i pochi lavori profani si ricorda una cantata a due voci composta nei primi anni dell'Ottocento, La melodia e l'armonia (oggi dispersa) e il terzetto per sole voci (TTB) Cada il tiranno su versi del Metastasio, di cui è sopravvissuta una trascrizione di Giuseppe Orlandi conservata nella biblioteca del Conservatorio di Firenze.[22]

Si ricordano anche tre lavori teorici di Becherini: le Cognizioni pratiche di musica (stampata a Prato da Vestri nel 1813, fu utilizzata come libro di testo da molte scuole toscane[2]), l'Ottava musicale (1821)[2][23], e il Transunto di regole, le più necessarie per il portamento della mano per i suonatori d'Organo e Cimbalo, quest'ultimo inedito.[8][9]

La maggior parte delle opere di Becherini è conservata nel Fondo della Cappella Musicale dell’Archivio storico diocesano di Prato[24], che raccoglie oltre duecento composizioni, in gran parte autografe[25]. Nello stesso fondo si trovano anche lavori di Antonio Brunetti [26]e Stanislao Mattei[27], copiati da Becherini durante la sua attività di maestro di cappella. Altre fonti si trovano: a Firenze, nella Biblioteca del Conservatorio “Luigi Cherubini” e nell’Archivio della Santissima Annunziata[28]; a Prato, nella Biblioteca Lazzerini[29] e nella Biblioteca Roncioniana, e a Pistoia, nell’Archivio Capitolare[30]. Una parte significativa del lascito del compositore è inoltre custodita nell’archivio privato della famiglia Badiani, suoi discendenti[1].

  1. 1 2 3 Gabriele Badiani, Una famiglia pratese, in Archivio storico pratese, LXXXI-LXXXII, n. 132, pp. 5-72.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Tosciri 2013.
  3. 1 2 Tosciri 2014, pp. 67-69.
  4. Tosciri 2018, p. 17.
  5. Tosciri 2013^2.
  6. Tosciri 2013, pp. 14-15, 29.
  7. 1 2 Fioravanti, Roberto, La musica a Prato tra il Duecento e il Settecento, Prato, Azienda Autonoma del Turismo, 1973. Ristampa anastatica a cura del Rotary Club di Prato: Prato, Edizioni del Palazzo, 1994, pp. 120-26.
  8. 1 2 Becherini, Giuseppe (sub voce), in Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, a cura di Alberto Basso, serie II: Le biografie, vol. 1: A-BUR, Torino, UTET, 1985, p. 366.
  9. 1 2 Biblioteca Roncioniana di Prato, Carte Guasti, n. 313, cc. 361 r e v.
  10. 1 2 Leila Galleni Luisi, Becherini, Giuseppe (sub voce), in Dizionario biografico degli italiani, vol. 7, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970, pp. 505-07, consultabile online su Treccani.it.
  11. Fantappiè, Renzo, Organari, organisti e organi a Prato. XIV-XX secolo, Prato, Società pratese di storia patria, 2013, pp. 185-86 e passim.
  12. Tosciri 2013, pp. 29-30.
  13. Tosciri 2014, p. 67.
  14. Tosciri 2013, pp. 32-33.
  15. 1 2 Tosciri 2014, p. 68.
  16. Bertini, Giovanni, Le riforme leopoldine e l'opera di Giuseppe Becherini nella Misericordia di Prato, Nutini, Prato, 1911.
  17. Tosciri 2014, pp. 70, 73.
  18. 1 2 Tosciri 2018, pp. 23-28.
  19. Tosciri 2018, pp. 29-33.
  20. Tosciri 2013^2, pp. 57-58.
  21. Tosciri 2013^2, pp. 71-75, Tosciri 2013, pp. 58-62.
  22. Tosciri 2013, pp. 55-56.
  23. Tosciri 2013, p. 72.
  24. Pagina dell'Archivio storico della Cappella musicale del Duomo, su CeDoMus.
  25. Opere di Becherini, su OPAC dell'Archivio storico diocesano di Prato.
  26. Messa breve a Cappella a 2 voci, su SBN.it.
  27. Messa a Cappella per i Defunti, su SBN.it.
  28. Opere di Becherini, su SBN.it.
  29. La Biblioteca Lazzerini conserva il manoscritto del citato Requiem del 1823, copiato e ristrumentato da Pietro Bogani nel 1857 per il funerale della Goggi Marcovaldi. Vedi Scheda del documento alla Lazzerini su SBN.it.
  30. L'Archivio pistoiese conserva una copia manoscritta ottocentesca di una Messa a tre voci per due tenori e organo: cerca «Becherini, Giuseppe», su URFM.
  • Leila Galleni Luisi, Becherini, Giuseppe (sub voce), in Dizionario biografico degli italiani, vol. 7, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970, pp. 505-07, consultabile online su Treccani.it.
  • Roberto Fioravanti, La musica a Prato tra il Duecento e il Settecento, Prato, Azienda Autonoma del Turismo, 1973. Ristampa anastatica a cura del Rotary Club di Prato: Prato, Edizioni del Palazzo, 1994, pp. 120-26.
  • Becherini, Giuseppe (sub voce), in Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, a cura di Alberto Basso, serie II: Le biografie, vol. 1: A-BUR, Torino, UTET, 1985, p. 366.
  • Gabriele Badiani, Una famiglia pratese, in Archivio storico pratese, LXXXI-LXXXII, 132 (2005-2006), pp. 5-72.
  • Filippo Tosciri, La musica a Prato fra Sette e Ottocento: l'opera di Giuseppe Becherini. Tesi di laurea in storia della musica, Bologna, Università di Bologna, 2013. Estratti leggibili sul sito del CeDoMus in pdf.
  • Filippo Tosciri, Musica sacra e liturgica a Prato fra tradizione e rinnovamento. Il contributo di Giuseppe Becherini, in Archivio storico pratese, LXXXIX, I-II, 2013.
  • Renzo Fantappiè, Organari, organisti e organi a Prato. XIV-XX secolo, Prato, Società pratese di storia patria, 2013.
  • Filippo Tosciri, Un compositore pratese fra Sette e Ottocento. Giuseppe Becherini e il suo Requiem, in Prato, storia e arte, n. 114-115, 2013-2014.
  • Filippo Tosciri, La cappella musicale del Duomo di Prato (1750-1940), collana Biblioteca dell'Archivio storico pratese, Prato, Società pratese di storia patria, 2018.
  • Filippo Tosciri, “Becherini, Giuseppe”, DEUMM Online. (New York: Répertoire International de Littérature Musicale, 2024–) Article published 18 settembre 2025.(Accessed 24 September 2025.) https://deumm.org/deu/stable/595188.

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