Pietro Formichi

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Pietro Formichi (Sinalunga, 7 giugno 1829Siena, 22 gennaio 1913[1]) è stato un compositore italiano.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Rinaldo Morrocchi, Formichi è stato maestro di cappella del duomo di Siena ed eccellente pianista, autore di molta musica sacra e di numerosi pezzi per pianoforte.[2] Fece molti concerti nei teatri senesi, e probabilmente fondò una Società Orchestrale negli anni '60 dell'Ottocento, che fu la terza formazione filarmonica della Siena del periodo, insieme alla Banda Municipale (diretta da Rinaldo Ticci) e alla Filarmonica.[3][4] Nel 1868, il Gonfaloniere senese fuse le bande di Formichi e Ticci con l'orchestra dei teatri, ottenendo la più imponente formazione strumentale della città.[4][3] Nel 1879, è proprio Formichi a succedere a Ticci come direttore della Banda e della scuola di musica annessa.[1] Per la banda scrisse una enorme quantità di musica (mazurke, tarantelle, minuetti e valzer), prima di lasciare la direzione a Rinaldo Franci nel 1895.[1][5] Una delle composizioni più famose è la Marcia del Palio, tutt'oggi eseguita. Una leggenda senese vuole che Formichi abbia incontrato Richard Wagner nel 1880, e che abbia tentato di fargli leggere la Marcia del Palio.[1] Al suo funerale, nel 1913, partecipò anche il conte Guido Chigi-Saracini, futuro fondatore dell'Accademia Chigiana.[1]

Opere e fonti[modifica | modifica wikitesto]

Il Répertoire International de Sources Musicales (RISM) e l'Ufficio Ricerca Fondi Musicali (URFM) segnalano un unico Tantum ergo di Formichi rimasto all'Opera Metropolitana Senese.[6][7] Solo nel 2018 gli studiosi hanno riscoperto molta della musica sacra (e anche molti lavori profani) di Formichi, probabilmente in forma autografa, nell'Archivio dell'Opera del Duomo.[8] I numerosi cambi di gestione e sede della Banda Municipale hanno disperso gran parte degli autografi bandistici di Formichi, dei quali sopravvive, probabilmente, il solo autografo della Marcia del Palio, custodito dall'Unione Bandistico Senese, che dal 1959 è l'erede della tradizione filarmonica della città.[3] Alcune composizioni sopravvivono grazie alla tradizione indiretta: il direttore della Banda Municipale degli anni '10 e '20, Ugo Mattii, copiò molto lavoro bandistico di Formichi, in esemplari anch'essi conservati dall'Unione Bandistica.[3] La tradizione indiretta trasmette anche l'op. 113 per pianoforte di cui esiste una copia primo-novecentesca nel fondo delle compositrici Maria e Vittoria Barbetti, conservato nel materiale musicale manoscritto della Biblioteca degli Intronati di Siena.[9] Il resto del lavoro di Formichi ci è pervenuto in forma stampata. Formichi pubblicò con molti editori soprattutto milanesi (Lucca, Giovanni Canti, Ricordi, Alessandro Pigna), torinesi (Giudici & Strada) e fiorentini (Giovanni Gualberto Guidi, Genesio Venturini) una gran quantità di ballabili e canzoni: le prime edizioni sono conservate, in maggior numero, al Conservatorio di Milano, alla Biblioteca Nazionale di Firenze, e al Conservatorio di Roma.[10] Alcune copie più rare, forse appartenute allo strumentista Torquato Ricci[11], sono nel materiale musicale della Biblioteca degli Intronati.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Bio, su Sito del Palio di Siena.
  2. ^ Morrocchi, p. 135.
  3. ^ a b c d Scheda dell'Unione Bandistica Senese, su CeDoMus.
  4. ^ a b Cellesi.
  5. ^ Morrocchi, p. 136.
  6. ^ Scheda dell'item, su RISM.
  7. ^ Cerca «Formichi, Pietro», su URFM.
  8. ^ Sergio Balestracci, I fondi musicali senesi dell'Archivio dell'Opera del Duomo e della Biblioteca degli Intronati, in Giovani, pp. 171-186.
  9. ^ Fondo Barbetti, su CeDoMus.
  10. ^ Cerca «Pietro Formichi», su SBN.
  11. ^ Fondo Ricci, su CeDoMus.
  12. ^ Materiale musicale degli Intronati, su CeDoMus.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rinaldo Morrocchi, La musica in Siena. Appunti storici relativi a quest'arte e a' suoi cultori, Siena, Litografia Sordomuti di Lazzeri, 1886. Edizione a cura di Luciano Banchi con nota biografica dell’autore di Raffaello Lapi. Ristampa anastatica: Bologna, Forni, 1969
  • Luigia Cellesi, Storia della più antica banda musicale senese, Siena, Tipografia e litografia Sordomuti di Lazzeri, 1906. Ristampa anastatica con aggiornamento storico-bio-bibliografico a cura di Duccio Balestracci: Siena, Industria Grafica Pistolesi, 1998.
  • Giulia Giovani (a cura di), Fonti musicali senesi. Storie, prassi e prospettive di ricerca. Atti della giornata di studi: Siena, Complesso monumentale di Santa Maria della Scala, 17 ottobre 2016, Siena, Accademia senese degli Intronati, 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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