Franco Floris

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Franco Floris (Cagliari, 1906Firenze, 22 novembre 1998) è stato un compositore e insegnante italiano.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Sulla sua vita si sa pochissimo. Non sappiamo nulla della sua prima formazione in Sardegna, e già nel 1924 lo sappiamo allievo di Vito Frazzi a Firenze.[1] Le sue composizioni giovanili non tardarono a ricevere l'attenzione degli organi di promozione musicale fascista: un suo pezzo fu eseguito durante la Prima Mostra del Sindacato Interprovinciale Fascista Musicisti della Sardegna svoltasi a Cagliari nel 1933, insieme a lavori di Ildebrando Pizzetti, Franco Margola, Umberto Micheli, Giulia Recli ed Ennio Porrino.[2] A Firenze si specializzò con Guido Guerrini, ma le politiche di autarchia fasciste, che si applicavano anche alle teorie didattiche, e la pratica delle nomine accademiche per chiara fama, ideate da Giuseppe Bottai nel 1938, non gli fecero ottenere subito cattedre didattiche: il suo nome compare in una relazione anonima non datata, scritta contro l'operato di Bottai, in cui si denunciava quanto valenti musicisti fossero ancora privi di un posto fisso (oltre a Floris vi si nominano una cinquantina di musicisti tra cui Carlo Maria Giulini, Goffredo Petrassi, Antonio Veretti, Luigi Dallapiccola, Renzo Rossellini e Gilda Dalla Rizza).[3] Ottenne però il benvolere dei suoi insegnanti, grazie ai quali comincia la carriera di revisore musicale e di studioso teorico-musicale: nel 1937, Guerrini gli affida la revisione pianistica dei suoi 19 studi per pianoforte, dedicati a Carlo Clausetti di Casa Ricordi nel 1937[4][5][6], mentre nel 1943 Frazzi lo assiste, stilando la prefazione, nella pubblicazione della sua prima monografia, Le scale: aspetti storici e pratica pianistica, edita a Firenze da Monsalvato.[7][8] È forse nel dopoguerra che finalmente viene assunto al Cherubini, dove lavorerà per il resto della sua vita come insegnante di pianoforte principale, di pianoforte complementare e di musica corale.[9] Nel 1953, per la casa editrice Mignani di Firenze, pubblica la sua prima revisione di un'opera settecentesca (la Cantata del caffé di Bach)[10], un campo a cui si dedicherà con buona lena per tutti gli anni '50.[9] Dal 1955 comincia a studiare la storia dell'armonia (un suo saggio sull'argomento viene pubblicato a Firenze in quella data[11]), e nel 1958 fa squadra con Adelmo Damerini e l'editore padovano Guglielmo Zanibon per un'edizione pratica di alcune composizioni vocali profane di Antonio Vivaldi (che viene ristampata nel 1964).[12][13] Negli anni '50 si hanno sue notizie di collaborazioni con l'Accademia di Santa Cecilia[9] e nel 1959 pubblica un grande lavoro didattico, gli Studi di armonia fondamentale (editi da Zanibon), raccolta di 34 suoi esercizi armonici e 29 temi di noti compositori italiani e stranieri: è tra le prime pubblicazioni di armonia classica a includere pezzi di musica contemporanea (ce n'è uno anche di Dmitrij Šostakovič).[14] Nelle pause degli impegni didattici, oltre a stringere amicizia con i suoi colleghi (tra i quali Piero Farulli), cominciò a lavorare (lo zoccolo duro degli appunti è datato 1979) a un grande saggio storico-teorico sul contrappunto di Palestrina (si sarebbe intitolato probabilmente De italico contrappunto), che alla sua morte, nel 1998, è rimasto incompiuto.[9]

Il Fondo Floris[modifica | modifica wikitesto]

Le sue carte vennero raccolte da Piero Farulli nella biblioteca della sua Scuola di Musica di Fiesole nel 1999. Vi si contano 29 partiture manoscritte, molto probabilmente autografe, di sue composizioni; 18 partiture manoscritte, anch’esse probabilmente autografe, delle musiche degli autori che revisionò; 433 edizioni musicali; 211 monografie di argomento musicale; vario materiale archivistico con alcune note autografe di altri autori (tra i quali Adelmo Damerini, Valentino Bucchi, Antonio Veretti, Wolfgang Jacobi, Renzo Bossi e Corrado Barbieri). Tra queste è notevole quella di Dmitrij Šostakovič, recante l'esercizio per gli Studi di armonia fondamentale del '59, desunto dal suo primo concerto per violino. Numerose sono le carte preparatorie per la pubblicazione incompiuta su Palestrina, che rappresentano una nutrita antologia sulla prassi contrappuntistica cinquecentesca.[9] Le 211 monografie sono state catalogate nel Sistema Documentale Integrato dell'Area Fiorentina (SDIAF), e sono rintracciabili attraverso l'OPAC pubblico.[15]

Elenco opere[modifica | modifica wikitesto]

Tra le sue carte si trovano, probabilmente autografe, 9 composizioni per pianoforte; un oratorio per soli, coro e orchestra; una Ballatella per orchestra; 3 pezzi per voce (soprattutto baritono) e orchestra; 10 per voce accompagnata; un pezzo per violino e pianoforte; un madrigale a 3 voci in stile trecentesco. Nessuna di queste opere risulta pubblicata, così come non lo furono le 14 trascrizioni e riduzioni che effettuò da opere di compositori barocchi, che il fondo conserva in manoscritti forse autografi (insieme alle revisioni dei lavori di Antonio Vivaldi edite nel 1958).

Tabella delle composizioni[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Organico Datazione
Pezzo romantico violino e pianoforte 1933
Stornello voce e pianoforte 1934
Orfano (su testo di Giovanni Pascoli) voce e pianoforte 1934
Momento musicale pianoforte 1935
Romanza in mi minore pianoforte 1935
Sopra le nubi e il vento (su testo di Felice Dahn) baritono e orchestra 1935
Ballatella orchestra 1936
Il cuore nascosto (su testo di Silvia Norano) voce e pianoforte 1936
Rispetto (su testo di Angiolo Orvieto) voce e pianoforte 1936
Io leggo nel cuore che mi celi voce e pianoforte 1936
Il dolore di Gesù baritono e orchestra 1937
Otto piccoli pezzi per il Marchese di Carabà (su testi di Dante Cicogneni) voci e pianoforte 1945
Crepuscolo pianoforte 1953
Epigramma da Platone voce e pianoforte 1958
Madrigale Verso la vaga tramontana è gita (testo di Franco Sacchetti) 3 voci 1958
M’affaccio alla finestra voce e pianoforte 1959
Gaudia tempori acti pianoforte 1961
Petit hommage à Claude Debussy pianoforte 1969
Silenzio (su testo di Nicola Moscardelli) voce e pianoforte 1969
Scherzo pianoforte 1971
La cuginetta è partita pianoforte senza data
Andante pianoforte senza data
Siciliana pianoforte senza data
L’annunciazione dal santo evangelo di San Luca soli, coro e orchestra senza data
Novgorod baritono e orchestra senza data
Senti di là da queste mura voce e pianoforte senza data

Tabella delle rielaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Compositore Titolo Organico trascritto Datazione della rielaborazione
Emanuele Barbella Larghetto 2 versioni: rielaborazione per quintetto d'archi; realizzazione del basso continuo 1939 e 1943
Benedetto Marcello Se franger non potete, SF A305 (1714) realizzazione del basso continuo 1943
Johann Sebastian Bach Aus Liebe dalla Matthäus-Passion, BWV 244 (1727) 2 trascrizioni: per flauto, violino e orchestra; per violino e pianoforte 1948
Alessandro Stradella Queste lacrime e sospiri da San Giovanni Battista, G 3.3 (1676) realizzazione del basso continuo 1948
Antonio Maria Pacchioni Estinta è la mia luce da Sant'Ignazio (1678) realizzazione del basso continuo 1958
Giovanni Bononcini Oimè troppo importuno. Chi mi turba i riposi? da Maddalena ai piedi di cristo (1690) revisione e realizzazione del basso continuo per pianoforte 1958
Francesco Maria Veracini Dissertazioni armoniche sull'op. 5 di Corelli (1745 circa) realizzazione del basso continuo 1963[16]
Jean-Jacques Rousseau Que le jour me dure da Échos de France. Second volume (1750 circa) trascrizione 1970
Muzio Clementi Suite di valzer, opp. 38 e 39 (1798) fantasia elaborata dai temi (dedicata a Guido Guerrini) senza data
Giuseppe Tartini Concerto per violino e orchestra n. 9 fantasia elaborata dai temi senza data

Tabella delle pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Luogo Editore Data Note
19 studi per pianoforte di Guido Guerrini, dedicati a Carlo Clausetti Milano Ricordi 1937-1938 Floris ha curato la revisione pianistica
Le scale: aspetti storici e pratica pianistica Firenze Monsalvato 1943-1944 prefazione di Vito Frazzi
Schweigt Stille, plaudert nicht. Cantata del caffè di Johann Sebastian Bach Firenze Mignani 1953 Floris ha curato la revisione e la realizzazione del basso continuo
Un'opera di filologia armonica immeritatamente ignorata Firenze Coppini 1955 estratto dalla rivista Piazza delle belle arti, Rassegna 1953-54
Cantate profane ad una voce media e pianoforte di Antonio Vivaldi Padova Zanibon 1958 e 1964 note introduttive di Adelmo Damerini
Studi di armonia fondamentale Padova Zanibon 1959 con 34 esercizi realizzati dall'autore e 29 temi proposti da noti musicisti italiani e stranieri

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Testimonianza di Floris su Frazzi, su Centro Arte Vito Frazzi.
  2. ^ De Carli, p. 99.
  3. ^ Nicolodi, p. 285.
  4. ^ Digitalizzazione parziale del manoscritto di Guerrini, su Archivio Digitale Ricordi.
  5. ^ Scheda del manoscritto, su SBN.
  6. ^ Scheda della versione pubblicata degli studi, su SBN.
  7. ^ Scheda della monografia, su SBN.
  8. ^ Scheda della copia della monografia alla Nazionale di Firenze, su SBN.
  9. ^ a b c d e Scheda del Fondo Floris, su CeDoMus.
  10. ^ Scheda della revisione, su SBN.
  11. ^ Scheda del saggio, su SBN.
  12. ^ Scheda dell'edizione vivaldiana del 1958, su SBN.
  13. ^ Scheda dell'edizione vivaldiana del 1964, su SBN.
  14. ^ Scheda degli studi, su SBN.
  15. ^ OPAC pubblico, su SDIAF.
  16. ^ L'opera di Veracini era stata appena ritrovata e pubblicata dall'editore Schott nel 1961. Vedi Nicholas Cook, Music, Performance, Meaning: Selected Essays, New York, Routledge, 2017, pp. 175-179.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiamma Nicolodi, Musica e musicisti nel ventennio fascista, Fiesole, Discanto, 1984; ristampa anastatica con postfazione: Padova, Webster/Libreriauniversitaria, 2018.
  • Ottavio De Carli, Franco Margola (1908-1992). Il musicista e la sua opera, Brescia, Fondazione civiltà bresciana, 1992.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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