Gaetano Palloni (musicista)

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Gaetano Palloni (Camerino, 4 o 5 agosto 1831Roma, 14 luglio 1892) è stato un compositore e insegnante italiano.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto a Fermo, studiò con Nicola Antonio Zingarelli e Saverio Mercadante per poi proseguire con Teodulo Mabellini a Firenze.[1] Rimase molti anni nel capoluogo toscano: Mabellini lo assunse come insegnante di canto al Conservatorio di Firenze e lo volle con sé come membro della Società filarmonica.[1] Nel 1890 si trasferì a Roma dove aprì una sua scuola di canto.[1]

Opere e fonti[modifica | modifica wikitesto]

Il suo lavoro è in gran parte derivato dalla sua attività di insegnante vocale (scrisse molte canzoni, stornelli e duetti canori)[2], ma si dedicò anche alla musica sacra.[1] La mancanza di studi specifici non ci permette di quantificare e localizzare suoi autografi.

Copie manoscritte[modifica | modifica wikitesto]

Esigue sono le copie manoscritte di suoi lavori pervenuteci. Si conservano[3]:

  • nelle Marche: la Biblioteca Federiciana di Fano e la Biblioteca Mozzi-Borgetti di Macerata hanno canzonette ballabili per voce e pianoforte[4];
  • a Pistoia: l'Archivio Capitolare possiede i suoi compiti studenteschi relativi al periodo di apprendistato con Mabellini: il maestro faceva ridurre agli allievi le sue messe per poi ricorreggerle e tra le carte mabelliniane a Pistoia vi sono anche gli esercizi svolti da Palloni (vedi anche Copie manoscritte di Mabellini)[5][6];
  • a Roma: al Conservatorio e all'Accademia di Santa Cecilia hanno pezzi per canto e pianoforte;
  • i conservatori di Brescia e Como hanno canzoni con accompagnamento pianistico.

Alcuni suoi pezzi manoscritti risultano di proprietà di privati e antiquari.[7]

Edizioni a stampa[modifica | modifica wikitesto]

Molto più cospicue sono le edizioni stampate della sua musica: abbiamo notizia di quasi 300 suoi pezzi pubblicati, quasi la metà editi da Ricordi, disseminati in ogni parte d'Italia.[8] La Biblioteca del Conservatorio di Milano è l'istituzione che ne conserva il maggior numero, seguono il Conservatorio di Roma, la Biblioteca Nazionale di Firenze, l'Accademia Santa Cecilia di Roma, la Fondazione Levi di Venezia, il Liceo Musicale di Pesaro e la Biblioteca Reale di Torino.[8] Da segnalare la capillare circolazione delle sue canzoni nelle province toscane: la Biblioteca Guerrazzi di Livorno[8], la Biblioteca Bettarini della Scuola Verdi di Prato[9][10] e l'Archivio Storico Musicale dell'Opera Primaziale Pisana[11] conservano tutte più esemplari stampati dei pezzi di Palloni.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Si ha notizia di una registrazione del 1917, dell'etichetta americana Victor, della sua canzone Domani eseguita da Florence Hinkle, di cui però non risultano essere sopravvissute copie.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Palloni, Gaetano (sub voce), in Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, diretto da Alberto Basso, serie II: Le biografie, vol. 5: ME-PIA, Torino, UTET, 1988, p. 555.
  2. ^ I testi delle sue canzoni sono dei più famosi poeti italiani dell'Ottocento. Nell'Archivio Storico Ricordi di Milano ci sono tre missive che documentano la sua collaborazione con Andrea Maffei, lettere oggi digitalizzate su Internet Culturale: lettera 1, lettera 2, lettera 3.
  3. ^ Musica manoscritta di Palloni, su SBN.
  4. ^ Cerca «Palloni, Gaetano», su URFM.
  5. ^ Umberto Pineschi, Inventario Archivio Capitolare Pistoia Biblioteca Musicale, testo non pubblicato, disponibile in pdf sul sito dell'Archivio Capitolare di Pistoia: per info consulta il testo online disponibile qui e nella Sezione bibliografica pistoiese del Centro Documentazione Musicale della Toscana.
  6. ^ Scheda della Bibliotheca Musicalis dell'Archivio Capitolare di Pistoia, su CeDoMus.
  7. ^ Scheda di un'asta on-line di un manoscritto di una canzone di Palloni, su Copernicum. (ultimo accesso: dicembre 2017)
  8. ^ a b c Edizioni stampate di Palloni, su SBN.
  9. ^ Stampe di Palloni a Prato, su Sistema Bibliotecario Provinciale di Prato.
  10. ^ Scheda del Fondo Bettarini, su CeDoMus.
  11. ^ Scheda dell'Archivio Storico Musicale dell'Opera Primaziale Pisana, su CeDoMus.
  12. ^ Scheda della registrazione, su Discography of American Historical Recordings. (ultimo accesso: dicembre 2017)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN81834579 · ISNI (EN0000 0000 5946 3588 · LCCN (ENno2013080026 · GND (DE13767354X