Giuseppe Cambini

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Giuseppe Maria Gioacchino Cambini (Livorno, 13 febbraio 1746Parigi, 29 dicembre 1825[1]) è stato un compositore e violinista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie non verificate[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie sulla sua vita sono difficilmente rintracciabili. Hanno stilato una sua biografia l'erudito francese Louis-Gabriel Michaud[2] e il musicologo belga François-Joseph Fétis[3], e Cambini stesso parla del suo passato in un articolo sulla Allgemeine musikalische Zeitung del 1804[4], ma sono tutti documenti pieni di errori[5] e quindi bisognosi di verifica.[6] Non possiamo confermare i suoi estremi biografici (solo Fétis indica la sua data di nascita[3][6]), né i suoi primi studi.[6] Forse ebbe a che fare con padre Giovanni Battista Martini[7][8], e, più probabilmente, con Filippo Manfredi, suo quasi certo insegnante di violino.[6][7][9] Fétis parla di un suo sfortunato esordio operistico a Napoli nel 1766, dopo il quale, durante il rientro via mare a Livorno, venne rapito dai pirati, che lo trattarono terribilmente fino alla sua liberazione da parte di un patrizio veneziano.[3] La narrazione del belga ha molte affinità con una storia contenuta nel periodico di poesia Correspondance littéraire, philosophique et critique[10], fatto che ne incrina l'attendibilità.[6][8] Nello scritto sulla Allgemeine musikalische Zeitung del 1804, Cambini dice di aver suonato, per sei mesi nel 1767[11], la viola in un quartetto d'archi formato con Luigi Boccherini, Pietro Nardini e il suo maestro Manfredi.[4] Se quello che dice è vero[12], questo quartetto rappresenterebbe la prima formazione di tal genere apparsa almeno in Italia, se non in tutta Europa.[7][8][13][14] Questa notizia, per molti anni, ha alimentato una gigantesca leggenda sull'importanza del ruolo di Cambini nella definizione del quartetto d'archi.[6][15][16][17][18] In realtà egli fu solo uno dei tanti (anche se uno dei più prolifici) che, nello stesso periodo, contribuirono allo sviluppo del genere.[6][9][19][20]

I primi anni a Parigi[modifica | modifica wikitesto]

La prima notizia certa della sua biografia è l'arrivo a Parigi all'inizio degli anni '70 del '700, dove rimase 20 anni[7][8][9], durante i quali compose oratori, lavori concertistici, cameristici, sinfonici e teatrali (si ha notizia di almeno 14 opere teatrali, di cui per lo meno 12 rappresentate a Parigi[6], e anche di alcuni balletti che destarono l'ammirazione di Christoph Willibald Gluck[7][8][21]), ed eseguì suoi concerti al violino (durante i Concert Spirituel e i Concerts des Amateurs, gestiti da François-Joseph Gossec).[7][8][22] Più di 600 composizioni furono pubblicate con il suo nome nella capitale francese fino al 1800 (soprattutto dagli editori Venier, Berault e Sieber, vedi anche la sezione Fonti)[6][8], delle quali più di 80 sono sinfonie concertanti: ne scrisse molte di più di qualsiasi altro compositore francese coevo, divenendo il campione del genere.[6][7][23]

La polemica con Mozart[modifica | modifica wikitesto]

Il suo successo nella sinfonia concertante ispirò la rivalità di Wolfgang Amadeus Mozart, che nel 1778 accusò Cambini di aver impedito l'esecuzione della sua sinfonia concertante KV 297b[24] presso i Concert Spirituel, in quanto geloso della sua perfezione.[22][25] La diffidenza di Mozart nei confronti di Cambini non si riscontra in altri compositori che ebbero a che fare con lui, anzi, Gluck, negli stessi anni, lo raccomandò spesso come uomo di integerrima onestà[21], perciò è probabile che il salisburghese abbia esternato sentimenti esagerati.[6]

Le alterne fortune parigine[modifica | modifica wikitesto]

L'accusa di Mozart è poco consistente anche perché il potere di Cambini a Parigi non arrivò certo al livello denunciato dall'austriaco. Alla sua vasta produzione corrisponde una tutto sommato poco lusinghiera attenzione da parte della stampa musicale.[6][8][9] Viene citato relativamente poco nelle recensioni coeve, e la sua carriera da violinista è meno apprezzata rispetto a quella degli altri solisti attivi nello stesso periodo.[6][9] I suoi successi maggiori furono, come detto, le sinfonie concertanti e i suoi quartetti, verso i quali perfino Mozart ebbe parole benevole.[6][9][19] Il suo stile facile, affascinante e brillante[8], aperto solo quanto basta alle novità[6], lo rese una sorta di paladino della Parigi galante[6], e molti suoi pezzi furono accolti favorevolmente anche a Londra[7] e in America[8] (alcuni parteciparono attivamente alla definizione della cosiddetta forma sonata[7]), però le sue opere teatrali vennero quasi sempre stroncate[6][8] e l'affermarsi anche in Francia del più complesso stile viennese (dal 1785 in poi), a cui cercò maldestramente di aderire[7], minò molto la sua fama, intaccata anche da sfavorevoli pareri sulla stampa di area tedesca.[6][9]

La Rivoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1788 divenne manager del Teatro Beaujolais, e vi lavorò durante i tumulti rivoluzionari, fino al 1791.[7] La sua tenuta permise la continuità di un'offerta operistica di qualità anche negli anni della Repubblica.[8][26] Al tempo del Terrore, dal 1791, diresse il Teatro Louvois, che la crisi economica dovuta alla guerra fece chiudere nel 1794.[7][26] Crisi che colpì molto anche il patrimonio di Cambini e lo costrinse a cercare le più diverse occasioni di lavoro: dal 1794 accettò lo stipendio dell'armaiolo Armand Séguin, per il quale tenne concerti privati e compose più di 100 quartetti[6][8]; compose inni rivoluzionari e patriottici per la neonata Repubblica[27]; insegnò privatamente violino, canto e composizione[8]; trascrisse arie d'opera di altri autori per qualsiasi committente[7]; e accettò commissioni editoriali (nel 1795, l'editore Gavreaux gli chiese di curare la ristampa del metodo per violino di Geminiani[8][28], e nel 1799 Nademann et Lobry lo incaricarono di redigerne uno per flauto).[6][7][9][29]

L'oblio[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni dell'Ottocento firmò contratti con periodici e riviste, tra i quali la Allgemeine musikalische Zeitung[30] e i Tablettes de Polymne, che pubblicò i suoi articoli fino al 1811.[6][7][8][31] Da questa data, Cambini sparisce senza lasciar traccia dai documenti.[6][7][8] Michaud afferma che la sua morte è avvenuta in Olanda nel 1818[2], notizia che gode di una certa credibilità presso gli studiosi[8][19], mentre Fétis parla di un suo doloroso e tragico ricovero nel manicomio di Bicêtre, dove trovò la morte nel 1825.[3]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Risultano più di 600 esemplari di opere di Cambini sparsi in tutto il mondo. Più di 300 sono costituiti da edizioni a stampa, 250 ci sono giunti in copie manoscritte, e un centinaio sono gli autografi accertati.[32] Ci è pervenuta solo la sua musica strumentale; delle sue opere teatrali ci è rimasta la musica solo di Le Tuteur avare, scritta in collaborazione con Pasquale Anfossi nel 1787 (oggi conservata nella Bibliothèque Municipale di Lille).[33] Per molti anni si è considerata sua una sinfonia composta in realtà da Joseph Martin Kraus per l'editore Boyer: nel 1784-1786, l'editore pubblicò il lavoro dello sconosciuto Kraus con il nome del più famoso Cambini per vendere più copie, originando l'equivoco di attribuzione, risolto solo nel 1989.[34]

Autografi[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i cento autografi conosciuti di Cambini sono in America, alla Library of Congress di Washington[32] e alla New York Public Library for the Performing Arts.[35]

Manoscritti[modifica | modifica wikitesto]

La collezione più cospicua di copie manoscritte delle opere di Cambini è a Praga, nel dipartimento storico-musicale del Museo Nazionale Ceco della Musica.[32] Seguono, per numero di copie conservate, il Benediktinerstift del Bibliothek und Musikarchiv di Seitenstetten in Austria (la cui maggior parte del posseduto cambiniano è però non datata)[32], il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia (Fondi Torrefranca e Correr)[32][36][37] e la Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte di Palazzo Venezia a Roma (Fondo Vessella).[32][38] Collezioni italiane meno grandi[39] sono nel Fondo Pasini del Conservatorio Luca Marenzio di Brescia[32][40], nel Conservatorio Cherubini di Firenze[41], nel Conservatorio Paganini di Genova[36], nella Biblioteca Estense di Mantova[36], nella Casa Verdi di Milano[42], nel Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, e nella Biblioteca Casanatese di Roma (Fondo Marefoschi ma non solo).[36][43] Il Centro Documentazione Musicale della Toscana ha rivenuto tre manoscritti delle singole parti di altrettante opere cameristiche di Cambini nel Fondo musicale Venturi di Montecatini Terme.[44] Città estere che conservano almeno cinque copie manoscritte sono Basilea (Universitätsbibliothek), Cheb (Státní okresní archiv), Keszthely (Helikon Kastélymúzeum Könyvtára), Leutkirch im Allgäu (Fürstlich Waldburg-Zeilsches Archiv), Lille (Bibliothèque Municipale), Lund (Universitetsbiblioteket), New Haven (Music Library della Yale University), Praga (Biblioteca Nazionale Ceca), Steinfurt (Fondo Fürst zu Bentheimsche Musikaliensammlung Burgsteinfurt, gestito dalla Westfälische Wilhelms-Universität all'interno della Universitäts- und Landesbibliothek di Münster), Stoccolma (Musik- och teaterbiblioteket) e Västerås (Stadsbibliotek).[32]

Edizioni a stampa[modifica | modifica wikitesto]

Il Conservatoire de Paris e la Bibliothèque Nationale de France sono le istituzioni che conservano la maggior parte delle edizioni stampate durante la vita di Cambini[32], seguono[45] la British Library di Londra, la Rossijskaja Gosudarstvennaja Biblioteka di Mosca, il Fürst zu Bentheimsche Musikaliensammlung Burgsteinfurt di Steinfurt, la Gesellschaft der Musikfreunde di Vienna, la Biblioteca Nacional de España, la Kongelige Bibliotek di Copenaghen, la Biblioteca Estense di Modena[32], e la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (nella collezione Foà e Giordano).[46]

Composizioni[modifica | modifica wikitesto]

Trois quintetti concertans (info file)
Trois quintetti concertans (2° quintetto, 1° movimento, 1802) di Giuseppe Cambini.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Les romans (ballet-héroïque, libretto di L.-C.-M. de Bonneval, 1776 all'Académie Royale de Musique di Parigi)
  • Rose et Carloman (comédie-héroïque, libretto di A.D. Dubreuil, 1779)
  • La statue (comédie, libretto di M.-R. de Montalembert, 1784)
  • La bergère de qualité (comédie, libretto di M.-R. de Montalembert, 1786)
  • Le tuteur avare (opéra bouffon, libretto di J.-L. Gabiot de Salins, 1788)
  • La croisée (comédie, 1788, Beaujolais)
  • Colas et Colette (opéra bouffon, 1788, Beaujolais)
  • Le bon père (opéra bouffon, libretto di J.-F. Le Pitre, 1788, Beaujolais)
  • La prêtresse du soleil (drama, 1789, Beaujolais)
  • La revanche, ou Les deux frères (comédie, libretto di P.U. Dubuisson, 1790, Beaujolais)
  • Adèle et Edwin (opéra, 1790, Beaujolais)
  • Nantilde et Dagobert (opéra, libretto di P.-A.-A. de Piis, 1791, Louvois)
  • Les trois Gascons (opéra, libretto di Cambini, 1793, Louvois)
  • Encore un tuteur dupé (comédie, libretto di P.-J.-A. Roussel, 1798, Montansier)

Di dubbia attribuzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Alcméon (tragédie lyrique, libretto di A.D. Dubreuil, 1782, mai rappresentata)
  • Alcide (opéra, libretto di A.D. Dubreuil, 1782, mai rappresentata)
  • L'Amour et la peur, ou L'amant forcé d'être fidèle (opéra-comique, libretto di Cambini, 1795)

Musica sacra[modifica | modifica wikitesto]

  • Le sacrifice d'Isaac (oratoire françois, 1774)
  • Joad (oratoire françois, 1775)
  • Samson (oratoire, libretto di Voltaire, 1779; perduto)
  • Le sacrifice d'Abraham (oratoire, 1780; perduto)
  • 5 messe
  • Miserere, motet à grand choeur (1775, perduto)
  • Diversi altri mottetti

Inni e canti rivoluzionari[modifica | modifica wikitesto]

Hymne à l'être suprème (1794)

Hymne à l'égalité (1794)

Hymne à la Vertu (1794)

Hymne à la Liberté (1794)

Hymne à la Victoire (1794)

Ode sur Bara et Viala (1794)

Ode sur nos victoires (1794)

Ronde Républicaine (1794)

Le pas de charge républicain - Air de combat (1794)

Musica strumentale[modifica | modifica wikitesto]

  • concerto per viola e orchestra
  • 3 sinfonie per archi, 2 oboi e 2 corni, op.5 (1776)
  • 3 symphonies à grand orchestre per archi, flauto, 2 oboi, fagotto e 2 corni (1787)
  • 3 sinfonie per archi, 2 oboi e 2 corni (1788)
  • 82 sinfonie concertanti (delle quali 76 pubblicati e 52 attualmente esistenti)
  • 110 quintetti per 2 violini, viola, 2 violoncelli (forse 114), di cui 84 completi (conservati alla Washington Library)
  • 149 quartetti per archi (1773-1809)
  • Almeno 104 trii
  • Almeno 212 duo
  • 5 Quartetti per cembalo, violino, oboe e violoncello
  • 6 sonate per violino e basso
  • Petits airs variés per violino
  • 12 sonate per flauto e basso
  • 6 sonate per clavicembalo/fortepiano e violino, op.21 (1781)
  • Air de Marlborough avec variations per fortepiano/clavicembalo e violino obbligato
  • 6 sonate per clavicembalo/fortepiano e flauto
  • Marche des Marseillois et la Carmagnole variées per flauto e basso (1794)
  • Variations sur le Hymne du siège de Lille (L'amour dans le coeur d'un Français) (1794) per due violini Variations sur le Hymne "Vos aimables fillettes" (1794) per due violini Variations sur Cadet Roussel (1794) per due violini
  • Petits airs connus variés per flauto e basso
  • Air variés per flauto, op.6
  • Différens solfèges d'une difficulté graduelle (1783)

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Nouvelle méthode théorique et pratique pour le violon (1795 ca.)
  • Méthode pour la flûte traversière suivie de vingt petits airs connus et six duo à l'usage des commençans (1799)
  • Ausführung der Instrumentalquartetten, Allgemeine musikalische Zeitung (1803-4)
  • 2 articoli in Correspondance des professeurs et amateurs de musique (1804)
  • Über den Charakter, den die italienischen und deutschen Musik haben, und die französische haben sollte, Allgemeine musikalische Zeitung (1804-5)
  • 6 articoli in Les tablettes de Polymnie (1810-1)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Intorno al 1936[47], il Quartetto di Roma (Francesco Montelli e Oscar Zuccarini, violini; Aldo Perini, viola; Luigi Silva, violoncello), registrò un Quartetto in Re maggiore di Cambini ridotto da Fausto Torrefranca. Il 78 giri della prima pubblicazione è conservato nell'Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi di Roma, ed è digitalizzato su Internet Culturale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Data presunta
  2. ^ a b Louis-Gabriel Michaud, Biographie Universelle ancienne et moderne, nuova edizione, vol. 6, Paris, Desplaces, 1854, pp. 457-458, digitalizzazione disponibile su Internet Archive.
  3. ^ a b c d François-Joseph Fétis, Biographie universelle des musiciens et bibliographie générale de la musique, seconda edizione, vol. 2, Paris, Didot, 1861, pp. 162-164, digitalizzato in Google Books.
  4. ^ a b Giuseppe Cambini [Cambiui in Paris], Ausführung der Instrumentalquartetten, in «Allgemeine musikalische Zeitung», VI/47 (22 agosto 1804), Leipzig, Breitkopf & Härtel, 1804, colonne 781-783 (digitalizzazioni disponibili su Internet Archive e su Google Books).
  5. ^ L'articolo è stato anche ritenuto di dubbia attribuzione, cfr. Marcello De Angelis, Introduzione a Claudio Paradiso (a cura di), Il cavalier Ferdinando Giorgetti musicista romantico a Firenze, Roma, Società Editrice di Musicologia, 2015, p. 10.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Chappell White, Jean Gribenski, Amzie D. Parcell, voce Cambini, Giuseppe Maria (Gioacchino), in The New Grove of Music and Musicians. Second Edition, edited by Stanley Sadie, executive editor John Tyrrell, vol. 4: Borowski to Canobbio, London, Macmillan, 2001-2002, pp. 858-861.
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Guido Salvetti, voce Cambini, Giuseppe Maria Gioacchino, in Dizionario enciclopedico della musica e dei musicisti, diretto da Alberto Basso, serie II: Le biografie, vol. 2: BUS-FOX, Torino, UTET, 1985, pp. 80-81.
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Raoul Meloncelli, voce Cambini, Giuseppe Maria (Giovanni Giuseppe, Giangiuseppe), in Dizionario biografico degli italiani, vol. 17, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1974, consultabile on-line su Treccani.it.
  9. ^ a b c d e f g h Jean Gribenski, voce Cambini, Giuseppe Maria (Gioacchino), in Die Musik in Geschichte und Gegenwart. Allgemeine Enzyklopädie der Musik begründet von Friedrich Blume, a cura di Ludwig Finscher, serie I: Personenteil, vol. 4: Cam-Cou, Kassel-Basel-London-New York-Praha, Bärenreiter/Stuttgart-Weimar, Metzler, 2000, colonne 9-17.
  10. ^ Rivista esitita dal 1747 al 1793, diretta da Friedrich Melchior Grimm.
  11. ^ Nell'articolo, Cambini afferma soltanto di aver suonato «per sei fortunati mesi durante la mia gioventù», senza altri riferimenti cronologici: il 1767 è dato come verosimile data da alcune evidenze documentali, per esempio l'indicazione della presenza di Cambini a Lucca per la Festa di Santa Croce degli anni immediatamente precedenti, discusse in Gabriella Biagi-Ravenni, voce Manfredi, Filippo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 68, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2007, consultabile on-line su Treccani.it
  12. ^ Come già accennato in nota, tutto l'articolo è da molti ritenuto spurio, cfr. Marcello De Angelis, Introduzione a Claudio Paradiso (a cura di), Il cavalier Ferdinando Giorgetti musicista romantico a Firenze, Roma, Società Editrice di Musicologia, 2015, p. 10; e, soprattutto, i dubbi espressi in Daniel Heartz, Music in European Capitals: The Galant Style (1720-1780), New York, Norton, 2003.
  13. ^ Guido Salvetti, voce Nardini, Pietro, in Dizionario enciclopedico universale delle musica e dei musicisti, diretto da Alberto Basso, serie II: Le biografie, vol. 4: ME-PIA, Torino, UTET, 1988, p. 326.
  14. ^ Gabriella Biagi-Ravenni, voce Manfredi, Filippo, in Dizionario enciclopedico universale delle musica e dei musicisti, diretto da Alberto Basso, serie II: Le biografie, vol. 5: JE-MA, Torino, UTET, 1986, p. 608.
  15. ^ Gino Roncaglia, Di Giovanni Giuseppe Cambini. Quartettista Padre, in «La rassegna musicale», VI/5 (settembre 1933), Torino, Fedetto, 1933, pp. 267-274.
  16. ^ Gino Roncaglia, Giovanni Giuseppe Cambini quartettista, in Adelmo Damerini e Gino Roncaglia (a cura di), Musiche italiane rare e vive da Giovanni Gabrieli a Giuseppe Verdi. Per la XIX settimana musicale, 22-30 luglio 1962, Siena, Ticci, 1962, pp. 183-194.
  17. ^ Fausto Torrefranca, Avviamento allo studio del quartetto italiano, in «L'approdo musicale», 23 (1966), numero monografico su Torrefranca a cura di Alfredo Bonaccorsi, Roma, ERI, 1966, pp. 15-181.
  18. ^ Cesare Fertonani, Gli ultimi quartetti di Giuseppe Maria Cambini, in Francesco Degrada e Ludwig Finscher (a cura di), Luigi Boccherini e la musica strumentale dei maestri italiani in Europa tra Sette e Ottocento, Atti del convegno internazionale di studi, Siena, 29-31 luglio 1993, numero monografico di «Chigiana», nuova serie XLIII/23 (1993), Firenze, Olschki, 1993, pp. 247-279.
  19. ^ a b c Dieter Lutz Trimpert, Die Quatuors concertants von Giuseppe Cambini, Tutzing (Baviera), Schneider, 1967.
  20. ^ Daniel Heartz, Music in European Capitals: The Galant Style (1720-1780), New York, Norton, 2003.
  21. ^ a b Jacques-Gabriel Prod'homme (a cura di), Lettres de Gluck et à propos de Gluck (1776-1787), in «Zeitschrift der Internationale Musikgesellschaft», 13 (1911-12), Leipzig, Breitkopf & Härtel, 1912, p. 257.
  22. ^ a b Constant Pierre, Histoire du «Concert Spirituel» 1725-1790, Paris, Heugel, 1975.
  23. ^ Barry S. Brook, The «Symphonie Concertante»: An Interim Report, in «The Musical Quartertly», XLVII/4 (ottobre 1961), New York, Oxford University Press, 1961, pp. 493-516.
  24. ^ L'autografo del lavoro di Mozart risulta perduto forse proprio in conseguenza di questa vicenda, vedi note successive.
  25. ^ Martin Staehelin, Ist die sogenannte Mozartsche Bläserkonzertante KV 297b/Anh. I,9 echt?, Berlin-Boston, De Gruyter, 2013, pp. 3-6. Vedi anche Robert Levin, Mozarts Bläserkonzertante KV Ahn. 9/297B und ihre Rekonstruktionen im 19. und 20. Jahrhundert, in «Mozart-Jahrbuch des Zentralinstitutes für Mozartforschung der Internationalen Stiftung Mozarteum Salzburg» (1984/1985), Kassel (ecc.), Bärenreiter, 1986, pp. 187-207; e ID., Who Wrote the Mozart Four-Wind Concertante?, Stuyvesant (NY), Pendragon, 1988.
  26. ^ a b Michel Noiray, Les créations d’opéra à Paris de 1790 à 1794, in Jean-Rémy Julien e Jean-Claude Klein (a cura di), Orphée phrygien. Les Musiques de la Révolution, Paris, Editions du May, 1989, pp. 193-203.
  27. ^ Constant Pierre, Les hymnes et chansons de la Révlution. Aperçu général et catalogue, Paris, Imprimerie Nationale, 1904, digitalizzazione disponibile in Gallica.
  28. ^ Francesco Geminiani, The Art of Playing the Violin, London, a cura dell'autore, 1751.
  29. ^ Gianni Lazzari, Il flauto traverso. Storia, tecnica, acustica, con Il flauto del Novecento di Emilio Galante, Torino, EDT, 2003, pp. 109, 125, 127-128, 131.
  30. ^ Oltre al più volte citato articolo sul suo passato quartettistico ne scrisse anche un altro sulle differenze tra gli stili musicali tedeschi, francesi e italiani: Giuseppe Cambini [C. de Paris], Über den Charakter, den die italienischen und deutschen Musik haben, und die französische haben sollte, in «Allgemeine musikalische Zeitung», VII/10 (5 dicembre 1804), Leipzig, Breitkopf & Härtel, 1804-1805, pp. 149-155, digitalizzato da Internet Archive.
  31. ^ Guglielmo Barblan, Giovanni Maria Cambini e i suoi scritti sulla musica, in Memorie e contributi alla musica dal medioevo all’età moderna offerti a Federico Ghisi nel settantesimo compleanno (1901-1071), Bologna, Antiquae Musicae Italicae Studiosi, 1971, pp. 295-310.
  32. ^ a b c d e f g h i j Cerca Giuseppe Cambini, su RISM.
  33. ^ Unica opera lirica di Cambini pervenutaci, su RISM.
  34. ^ Joseph Martin Kraus, Symphony in F major (VB 145) (AE253), a cura di Bertil von Boer, Wien, Artaria, 1999. Un estratto della prefazione è disponibile on-line sul sito di Artaria.
  35. ^ Autografo di Cambini a New York, su RISM.
  36. ^ a b c d Cerca Cambini, su URFM.
  37. ^ Manoscritti di Cambini al Conservatorio di Venezia, su SBN.it.
  38. ^ Manoscritti di Cambini a Palazzo Venezia, su SBN.it.
  39. ^ Elenchiamo le istituzioni che possiedono almeno 5 manoscritti.
  40. ^ Opere di Cambini a Brescia, su SBN.it.
  41. ^ Documento di Cambini al Conservatorio di Firenze, su SBN.it.
  42. ^ Manoscritti di Cambini alla Casa Verdi di Milano, su SBN.it.
  43. ^ Manoscritti di Cambini, su SBN.it.
  44. ^ Opere di Cambini nel Fondo Venturi, su REDOP.
  45. ^ Elenchiamo le istituzioni che possiedono almeno 20 edizioni a stampa.
  46. ^ Stampe di Cambini a Torino digitalizzate, su Internet Culturale.
  47. ^ Impossibile risalire alla data di incisione, poiché non indicata in alcuna edizione della registrazione. Il 1936 è la data della prima pubblicazione, cfr. pagina del 78 giri della prima edizione su Internet Culturale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean-Benjamin de Laborde, Essai sur la musique ancienne et moderne, 4 voll., Paris, Pierres, 1780, digitalizzato in Gallica.
  • Antoine-Jean-Baptiste-Abraham d'Origny, Annales du Théâtre Italien, depuis son origine jusqu'a ce jour, Paris, Duchesne, 1788, digitalizzato in Gallica.
  • Giuseppe Cambini [Cambiui in Paris], Ausführung der Instrumentalquartetten, in «Allgemeine musikalische Zeitung», VI/47 (22 agosto 1804), Leipzig, Breitkopf & Härtel, 1804, colonne 781-783 (digitalizzazioni disponibili su Internet Archive e su Google Books).
  • Giuseppe Cambini [C. de Paris], Über den Charakter, den die italienischen und deutschen Musik haben, und die französische haben sollte, in «Allgemeine musikalische Zeitung», VII/10 (5 dicembre 1804), Leipzig, Breitkopf & Härtel, 1804-1805, pp. 149-155, digitalizzato da Internet Archive.
  • Louis Picquot, Notice sur la vie et les ouvrages de Luigi Boccherini, suivie du catalogue raisonné de toutes ses œuvres, tant publiées qu'inédites, Paris, Philipp, 1851, digitalizzato in Internet Archive.
  • Louis-Gabriel Michaud, Biographie Universelle ancienne et moderne, nuova edizione, vol. 6, Paris, Desplaces, 1854, pp. 457-458, digitalizzazione disponibile su Internet Archive.
  • François-Joseph Fétis, Biographie universelle des musiciens et bibliographie générale de la musique, seconda edizione, vol. 2, Paris, Didot, 1861, pp. 162-164, digitalizzato in Google Books.
  • Antoine Vidal, Les instruments à archet: les feseurs, les joueurs d'instrument, leur histoire dur le continent européen, suivi d'un Catalogue général de la musique de chambre, vol. 3, Paris, Claye et Quantine, 1878, p. 59, digitalizzato in Internet Archive.
  • Constant Pierre, Les hymnes et chansons de la Révlution. Aperçu général et catalogue, Paris, Imprimerie Nationale, 1904, digitalizzazione disponibile in Gallica.
  • Jacques-Gabriel Prod'homme (a cura di), Lettres de Gluck et à propos de Gluck (1776-1787), in «Zeitschrift der Internationale Musikgesellschaft», 13 (1911-12), Leipzig, Breitkopf & Härtel, 1912, p. 257.
  • Arnaldo Bonaventura, Musicisti livornesi, Livorno, Belforte, 1930.
  • Gino Roncaglia, Di Giovanni Giuseppe Cambini. Quartettista Padre, in «La rassegna musicale», VI/5 (settembre 1933), Torino, Fedetto, 1933, pp. 267-274.
  • Gino Roncaglia, Appunti di storia musicale. Ancora di Giovanni Giuseppe Cambini, in «La rassegna musicale», VII/2 (marzo 1934), Torino, Fedetto, 1934, pp. 131-133.
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