Fairlight CMI

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Fairlight CMI
Fairlight CMI.jpg
Informazioni generali
Classificazione Elettrofoni semielettronici
Uso
Musica pop e rock

Il Fairlight CMI (Computer Musical Instrument) è stato il primo sintetizzatore-campionatore digitale. È stato progettato nel 1979 dai fondatori della Fairlight, Peter Vogel e Kim Riye, e basato su un doppio microprocessore, progettato da Tony Furse a Sydney. Ha acquistato popolarità nei primi anni ottanta ed ha finito per competere sul mercato con il Synclavier della New England Digital.

Adozione[modifica | modifica wikitesto]

I primi acquirenti del Fairlight CMI furono Iva Davies degli Icehouse, Herbie Hancock, Kate Bush, Peter Gabriel, Mike Oldfield, Richard James Burgess, Todd Rundgren, Nick Rhodes dei Duran Duran, il produttore Rhett Lawrence, Stevie Wonder ed EBN dei EBN-OZN, che misero in contatto gli esperti della Fairlight con la comunità dei musicisti americani. Tra i primi album commerciali eseguiti con il CMI c'erano Never for Ever di Kate Bush (1980), prodotto da Richard James Burgess e John L. Walters, e Magnetic Fields di Jean Michel Jarre (1981). Jarre utilizzò molto lo strumento anche in The Concerts in China e Zoolook. Alan Parsons fece largo uso del CMI nei suoi album degli anni '80, in particolare nelle canzoni Sirius ed Eye in the Sky, ambedue contenute nell'album che prende il titolo da quest'ultima. Il film Liquid Sky era caratterizzato da una colonna sonora interamente eseguita al Fairlight CMI.

Il Fairlight fu utilizzato nell'ultimo album dei The Buggles, Adventures in Modern Recordings e, dopo lo scioglimento dei The Buggles, Geoff Downes continuò ad utilizzarlo con gli Yes e gli Asia. Anche nella canzone di Peter Gabriel Shock The Monkey e nell'album omonimo dell'artista il CMI era utilizzato, come anche negli album The Unforgettable Fire degli U2 e Album dei Public Image Ltd, in quest'ultimo suonato da Ryūichi Sakamoto. Il brano AEIOU Sometimes Y degli EBN-OZN è stato il primo singolo americano registrato interamente con un Fairlight CMI, pubblicato nel 1983 dall'Elektra Records e dall'Artista Records in Gran Bretagna. L'album Feeling Cavalier, sempre degli EBN-OZN, è stato registrato anch'esso interamente tramite Fairlight CMI, ed è stato il primo album americano ad avere questa particolarità. Comunque, un precedente album intitolato Erdenklang - Computerakustische Klangsinfonie dei musicisti austriaci Hubert Bognermayr e Harald Zuschrader, pubblicato nel 1982 era quasi interamente basato sul Fairlight. Il nome Erdenklang è stato successivamente utilizzato come nome di una casa discografica.

In Italia fu introdotto da Franco Serafini che ne divenne endorser, oltre che importatore e distributore insieme a Pietro Pellegrini, utilizzandolo largamente in sala di registrazione sia nei propri album che in quelli di molti altri artisti coi quali collaborò come arrangiatore e strumentista. Nel 1983 Roby Facchinetti lo utilizzò nell'album Tropico del nord dei Pooh ed in seguito lo utilizzò anche nei live della band. In questo speciale elenco non va dimenticato Detto Mariano che ha usato il Fairlight Series IIx fin dal 1983 nei film "Exterminator of the year 3000", "È arrivato mio fratello" ed "Il ragazzo di campagna" per poi utilizzare l'aggiornamento Fairlight Series III nei film "Grandi Magazzini" "Il burbero" e "C'era un castello con 40 cani".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Fairlight CMI è un'evoluzione di un precedente sintetizzatore chiamato Qasar M8, nato come tentativo di creare il suono modificando in tempo reale tutti i parametri di un'onda sonora. Sfortunatamente, questo progetto andava al di là delle capacità e delle conoscenze del tempo, e perciò il risultato fu deludente. Nel tentativo di fare qualcosa di simile, Vogel e Ryrie decisero di provare a vedere cosa sarebbe successo utilizzando un'onda sonora naturale (piuttosto che creata artificialmente e poi campionata) come punto di partenza per effettuare variazioni sonore. Con loro sorpresa il risultato fu notevole, e così nacque il campionatore digitale (Campionamenti di suoni analogici in playback, uniti all'uso delle audiocassette furono in circolazione dagli anni cinquanta, quando nacquero strumenti come la tastiera Chamberlin ed il Mellotron).

Dal 1979, il funzionamento del Fairlight CMI Series I poteva dirsi dimostrato, ma la qualità del suono non era paragonabile agli standard professionali, poiché avente solo 24 kHz di suono campionabile, e il problema non si risolse fino alla Series II del 1982. Nel 1983 il supporto MIDI fu aggiunto nella Series IIx, e nel 1985, con la Series III, si ottenne una qualità di suono campionato da CD completo.

Il Fairlight funziona con il suo sistema operativo, chiamato QDOS (una versione modificata del sistema operativo Motorola MDOS) ed ha un menu guida GUI piuttosto arretrato (in confronto agli standard odierni). Il sistema di base sfrutta un gran numero di processori Motorola 6800, con cards diverse collegate ognuna ad ogni parte del sistema, come il driver del display, l'interfaccia della tastiera, ecc. Il principale dispositivo, oltre alla tastiera, per interagire con il sistema era una penna ottica, che veniva utilizzata per selezionare le impostazioni da un display verde monocromatico.

Il modello Series III declinò la penna ottica (che era considerato una delle parti più fragili del sistema) a favore di un'interfaccia a tavoletta grafica, che fu collocata dentro la tastiera. Questo modello fu costruito attorno a processori Motorola 68000 e 6809 con sistema operativo Microware OS-9 di Livello II. Uno dei software più significativi inclusi nel Fairlight era il cosiddetto Page-R, che permetteva di modificare in tempo reale sequenze e pattern; questo sistema è stato largamente copiato da software di sintetizzatori precedentemente creati. Per questo software, era in commercio anche un ulteriore tastiera, il cui acquisto era facoltativo.

Il Fairlight era uno strumento ben costruito, assemblato a mano e fatto con componenti molto costosi; di conseguenza il suo prezzo era piuttosto elevato (circa £20.000 per un Series I). Benché le versioni di uscita più tarda avessero un prezzo minore a causa dell'abbassamento dei prezzi dei componenti, strumenti con simili caratteristiche e prezzi molto minori cominciarono a moltiplicarsi. La Fairlight riuscì a sopravvivere fino alla metà degli anni ottanta, basandosi principalmente sulla notorietà del suo nome e del suo status di cult, ma soffrendo il fatto che pochi potevano permettersi i suoi prezzi.

La Fairlight andò in bancarotta a causa dei costi eccessivi di costruzione degli strumenti - 20.000 dollari australiani per ogni elemento. Dopo un ultimo disperato tentativo di salvare qualcosa, tutti i macchinari vennero venduti all'asta in un processo mondiale. Peter Vogel nel 2005 ha dichiarato: "Eravamo fiduciosi di riuscire a vendere e pagare i debiti, ma questo era un affare terribilmente costoso... Le nostre vendite stavano migliorando proprio all'ultimo minuto, ma ancora non ci permettevano di pagare i debiti e gli R&D".

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

Il successo del Fairlight CMI causò l'introduzione di strumenti da campionamento anche da parte di altre aziende produttrici. La New England Digital modificò il suo Synclavier per renderlo utilizzabile come campionatore, mentre la E-Mu produsse una tastiera/campionatore meno costoso degli altri: l'Emulator.

Negli Stati Uniti, una nuova compagnia produttrice di campionatori chiamata Ensoniq introdusse nel 1985 l'Ensoniq Mirage, facendo sì che la tecnica del campionamento fosse utilizzabile anche da musicisti che non potevano permettersi gli strumenti più costosi. Benché il Mirage fosse in poche parole il campionatore economico con molta memoria in meno, con un costo inferiore ai 2000 dollari, era sufficientemente potente per segnare l'inizio del declino del CMI. In aggiunta a questi sistemi a basso prezzo, cominciarono a quei tempi ad apparire delle cards aggiuntive per i computer, dal prezzo molto economico, come per esempio Greengate DS3, basata sulla tecnologia Apple-II.

Artisti che usano o hanno usato il Fairlight CMI[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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