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Cinderella Man - Una ragione per lottare

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Disambiguazione – Se stai cercando la serie sudcoreana del 2009, vedi Cinderella Man (serie televisiva).
Cinderella Man - Una ragione per lottare
Russell Crowe in una scena del film
Titolo originaleCinderella Man
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2005
Durata146 min
Rapporto2,35:1
Generebiografico, sportivo, drammatico
RegiaRon Howard
SoggettoCliff Hollingsworth
SceneggiaturaCliff Hollingsworth, Akiva Goldsman
ProduttoreRon Howard, Brian Grazer, Penny Marshall
Produttore esecutivoTodd Hallowell
Casa di produzioneTouchstone Pictures, Universal Pictures, Miramax Films, Imagine Entertainment
Distribuzione in italianoBuena Vista International
FotografiaSalvatore Totino
MontaggioDaniel P. Hanley, Mike Hill
Effetti specialiLaird McMurray, Mark O. Forker
MusicheThomas Newman
ScenografiaWynn Thomas, Peter Grundy, Dan Yarhi, Gordon Sim
CostumiDaniel Orlandi
TruccoAnn Brodie, Lance Anderson, David LeRoy Anderson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Cinderella Man - Una ragione per lottare (Cinderella Man) è un film del 2005 diretto da Ron Howard ispirato alla vera storia del pugile James J. Braddock, che aveva questo soprannome.

Jim Braddock è un giovane irlandese cresciuto nelle strade di New York. Promessa del pugilato nella categoria dei mediomassimi, si trova costretto a smettere dopo aver perso qualche match ed essersi fratturato più volte la mano destra. Egli infatti per sfamare la propria famiglia aveva deciso di combattere anche con la mano fratturata, compromettendone la guarigione. Nel periodo in cui gli Stati Uniti attraversano la grande depressione Braddock svolge diversi lavori di fatica, specie come portuale, per mantenere la moglie Mae e i suoi bimbi, ma sogna ancora di tornare alla boxe ad alto livello. Al porto fa amicizia con un altro lavoratore in disgrazia: Mike Wilson. Un giorno nella sua casa viene rimossa la corrente elettrica a causa del mancato pagamento, e Braddock si reca nel circolo degli organizzatori di eventi pugilistici per chiedere l'elemosina a quelli che un tempo erano i suoi ammiratori e datori di lavoro. Successivamente Braddock riceve la visita del suo vecchio manager, e scopre che grazie alla cancellazione all'ultimo minuto dell'impegno di un altro pugile, avrà una seconda possibilità per combattere, ma si trova ad affrontare il numero due al mondo: Corn Griffin. Braddock stupisce però gli esperti della boxe e i fans mettendo al tappeto al terzo round il suo eccellente avversario. Braddock continua a vincere anche contro John Henry Lewis e Art Lasky e in breve tempo si trova a incarnare e a rappresentare le speranze e le aspirazioni del pubblico americano alle prese con la Grande depressione. Nel frattempo il suo amico Mike Wilson, viene licenziato, e inizia a frequentare Hooverville, una baraccopoli in cui risiedevano i senza tetto a seguito della grande depressione. La moglie di Mike, Sara, chiede aiuto a Jim Braddock che si reca a Hooverville a cercare Mike, trovandolo in fin di vita a seguito di disordini civili. Purtroppo Mike morirà poco dopo. Le lacrime di Sara per la morte del marito traumatizzano Mae, la moglie di Jim, portandola a temere per la sua vita, in quanto il suo prossimo avversario Max Baer, ha già ucciso due uomini sul ring. Nel suo ufficio Jimmy Johnston, l'organizzatore di eventi, fa vedere a Jim Braddock la proiezione dell'incontro in cui Max Baer uccise Frankie Campbell, sottolineando che quest'ultimo ha caratteristiche molto simili a quelle di Braddock. Successivamente Jim Braddock viene soprannominato Cinderella Man in un articolo del giornalista Sporty Lewis. Alla serata pre-incontro Jim Braddock incontra Max Baer, che gli aveva precedentemente fatto arrivare una bottiglia di champagne al tavolo. I due dialogano pacificamente e fanno delle foto per la stampa, ma Baer si presta a sgradevoli battute sulla possibile morte di Jim sul ring. Tali affermazioni portano il manager Joe Gould e la moglie di Jim, Mae, ad inveire contro Baer. Dopo aver manifestato il suo timore per l'incontro, Mae va a trovare Jim nello spogliatoio prima del match, promettendogli di seguire il match ed incoraggiandolo. Il 13 giugno 1935, in una delle più grandi sorprese della storia della boxe, Jim Braddock riuscì faticosamente a sconfiggere al Madison Square Garden il temutissimo campione in carica statunitense Max Baer, diventando così campione mondiale dei pesi massimi.

Durante le riprese a Toronto, molte zone sono state riallestite in modo da apparire come la New York degli anni '30. Sono state ricreate false facciate di negozi e semafori e sono state utilizzate dozzine d'auto d'epoca. Le riprese sono state svolte di notte, in modo da permettere l'uso delle strade durante il giorno.

Distribuzione

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Cinderella Man - Una ragione per lottare è stato distribuito negli Stati Uniti il 3 giugno 2005 dalla Universal Pictures e in Italia il 9 settembre dalla Buena Vista International attraverso la Touchstone Pictures.

Versione Italiana

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La direzione del doppiaggio e i dialoghi italiani sono stati a cura di Fiamma Izzo, con l'assistenza al doppiaggio di Simona Romeo, per conto della PumaisDue.[1] La sonorizzazione, invece, venne affidata alla SEFIT-CDC.[1]

Sebbene il film abbia riscosso buoni giudizi di critica e pubblico, ha avuto un successo relativamente scarso al botteghino durante le prime settimane di programmazione. Nell'importante mercato nordamericano, il film (che è costato 88 milioni di dollari) ne ha incassati solo una sessantina. Uno dei motivi che è stato addotto per la scarsa vendita di biglietti è stato il periodo della programmazione.[senza fonte]

Max Baer è dipinto come un vero "cattivo" che si comporta in modo inappropriato fuori del ring e in modo malvagio in combattimento (al punto di uccidere due avversari sul ring). Il critico cinematografico Roger Ebert, gli storici della boxe e i parenti di Baer hanno criticato la versione offerta dal film, perché avrebbe ucciso solo Frankie Campbell e non anche Ernie Schaaf, anche se il fatto che fosse stato una causa indiretta della sua morte era sostenuto anche dalla stampa del tempo. Inoltre Baer era ritenuto da molti un gentiluomo, il cui comportamento era molto meno brutale di quanto rappresentato dal film che ristabilisce, pur nella finzione cinematografica, l'identità negativa di Baer. Altri sostengono che Baer fosse gentile, carismatico, amato e rispettato, e sottolineano lo stress emozionale che Baer aveva sopportato per tutto il resto della sua vita dopo la morte di Campbell.

Una parte della critica al film appare comunque ingiusta. Max Baer era rappresentato dalla stampa del tempo nello stesso modo del film e questa immagine era spesso utilizzata dai promotori degli incontri per suscitare interesse. Contrariamente a quanto affermato dai critici, il Max Baer dello schermo non si vanta mai di aver ucciso Campbell o Schaaf; in realtà, i suoi sentimenti in proposito non sono mai menzionati. Forse ancor più significativamente, Max Baer stesso (in veste di attore) recitò una parte di pugile ancor più negativa nel film Il colosso d'argilla, in un ruolo chiaramente basato su se stesso.

Riconoscimenti

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  1. 1 2 "Cinderella Man - Una ragione per lottare", su antoniogenna.net. URL consultato il 7 aprile 2022.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 176460736 · LCCN (EN) no2005051189 · GND (DE) 4912434-1