Cavalcarono insieme

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Cavalcarono insieme
Cavalcarono insiemе.png
Una scena del film
Titolo originale Two Rode Together
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1961
Durata 109 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere western
Regia John Ford
Soggetto Will Cook
Sceneggiatura Frank S. Nugent
Fotografia Charles Lawton Jr.
Montaggio Jack Murray
Musiche George Duning
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Cavalcarono insieme (Two Rode Together) è un film western del 1961 diretto da John Ford, con protagonisti James Stewart e Richard Widmark.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lo sceriffo di Tascosa Guthrie McCabe, prossimo alla rielezione, si sta godendo la quiete della sua città, quando arriva un gruppo di soldati al comando del Capitano Gary, con l'incarico di condurlo a Fort Grant. Mc Cabe preferirebbe sapere prima di che si tratta, ma l'idea di allontanarsi un po' da Bella, proprietaria del saloon e sua 'fidanzata' lo attira: lei gli ha chiesto di sposarlo e questa cosa lo turba moltissimo.

Arrivati al forte, McCabe apprende il contenuto della richiesta: andare dal capo dei ComancheQuanah Parker, con cui in passato aveva avuto dei rapporti di commercio, per richiedere la liberazione di numerosi bianchi, catturati negli anni precedenti. I loro parenti, tutti coloni, sono accampati attorno al forte e vogliono giustizia.

McCabe prima rifiuta; poi chiede molto denaro: prima all'esercito e poi ai parenti dei prigionieri. Gary è schifato dalla venalità dell'amico; ma gli tocca pure in sorte d'accompagnarlo, perché così ordina il comandante del forte. Strada facendo scortano i coloni verso un'altra destinazione. Nel viaggio il capitano Gary, adesso in borghese, fa amicizia con Marty, bella biondina determinata, che ha perduto il fratellino anni prima. McCabe non smette di spillare soldi ai poveri parenti dei rapiti; ma anche, quando è brillo, di deriderne le speranze.

Quando McCabe e Gary giungono all'accampamento indiano trovano subito una anziana donna bianca, che riconoscono come la moglie del predicatore del forte; la donna non vuole tornare e preferisce che la credano morta piuttosto che sopportare la vergogna. Lo stesso dicasi per Frida, ragazza sedicenne figlia di un colono, già madre di due bimbi indiani.

I due, avendo dato in cambio a Quanah Parker vari fucili a ripetizione, riescono comunque a riportare indietro un ragazzo, di origini bianche, Lupo Veloce, ma ormai integrato completamente nella civiltà comanche; e una nobildonna messicana di nome Elena, divenuta la squaw del focoso Orso di Pietra, che, nel tentativo di riprendere la donna, verrà ucciso da McCabe sul tragitto del ritorno.

Lupo Veloce non accetta di trovarsi in un ambiente oramai estraneo: non ricorda nulla della sua vita di prima e non parla che la lingua comanche. Peraltro quello che pareva a McCabe il padre del giovane, non lo vuole; mentre lo reclama una donna nevrotica, che vede in lui a tutti i costi suo figlio. Il comandante del Forte lo assegna alla donna, nonostante le rimostranze di McCabe (che aveva pattuito una ricompensa di mille dollari con il presunto padre del ragazzo e ora vede svanire il suo guadagno).

Lasciato solo con la donna che lo crede suo figlio, e che lo libera improvvidamente, Lupo Veloce la uccide. Preso dalla folla inferocita, finisce impiccato, un attimo dopo aver riacquistato, grazie al vecchio carillon di Marty la memoria dell'infanzia di bambino bianco. Marty si accorge della reazione del ragazzo e capisce al volo: lui è suo fratello! Troppo tardi, però, perché il ragazzo muore.

Intanto, le donne del forte sottopongono Elena a chiacchiere umilianti. La ragazza ha uno scatto d'orgoglio: rivendica pubblicamente la dignità della vita con gli indiani; e McCabe interviene in suo aiuto, denunciando il pregiudizio e la malevolenza dei suoi ospiti bianchi. Elena decide allora di partire verso la California, accompagnata da McCabe, con il quale si è stabilito un rapporto d'affetto. Del resto, al suo paese non c'è più posto per lui: le elezioni per lo sceriffo ci sono state e lui non si è candidato; e Bella è sempre in agguato!

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film amplia e approfondisce il tema del recupero dei prigionieri delle tribù pellerossa e del loro reinserimento nella società dei bianchi, già abbozzato in Sentieri selvaggi. Il punto di forza della pellicola è il tentativo di confronto tra la civiltà bianca e quella indiana e una chiara denuncia dell'ipocrisia dei bianchi. Anche l'atteggiamento razzista, non comune nel West, è un elemento da sottolineare. È una delle pellicole che valorizzano il punto di vista degli indiani, filone che sarà ampliato negli anni sessanta e, soprattutto, negli anni settanta.

Lo stile di Ford si denota in diverse sequenze, tra cui l'uccisione di Orso di Pietra e la tentata fuga di Lupo Veloce, con l'omicidio della donna e la sua impiccagione. Manca quel sentimento epico tipico del genere western, ma restano nella memoria i brillanti dialoghi fra i due protagonisti.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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