Shirley Jones

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Shirley Mae Jones (Charleroi, 31 marzo 1934) è una cantante e attrice statunitense.

Vinse il premio Oscar alla miglior attrice non protagonista nel 1961 per la sua interpretazione ne Il figlio di Giuda.

Biografia e carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua lunga carriera, iniziata nel 1950, Shirley Jones interpretò oltre 50 pellicole, per la maggior parte di grande successo commerciale. Dopo la sua partecipazione a film di genere leggero o musicale, come Oklahoma! (1955) di Fred Zinnemann, Carousel (1956) di Henry King, Il sole nel cuore (1957) di Henry Levin e Pepe (1960) di George Sidney, la Jones raggiunse la maturità artistica e la notorietà con il ruolo della ambigua prostituta Lulu Bains nel film drammatico Il figlio di Giuda (1960) di Richard Brooks, ove recitò accanto a Burt Lancaster e Jean Simmons e che le valse il premio Oscar alla miglior attrice non protagonista.

Nel 1961 venne scelta per il ruolo di Elizabeth "Regina" Martin nella commedia Angeli con la pistola di Frank Capra, poi assegnato ad Hope Lange[1]. Tra gli altri film da lei interpretati negli anni sessanta sono da ricordare il western Cavalcarono insieme (1961) di John Ford, il musical Capobanda (1962) di Morton DaCosta, le commedie Una fidanzata per papà (1963) di Vincente Minnelli, Le astuzie della vedova (1963) di George Sidney, I due seduttori (1964) di Ralph Levy e The Secret of My Success (1965) di Andrew L. Stone, e il sentimentale Lieto fine (1969), diretta ancora da Richard Brooks. Nel 1964 si recò Italia per recitare nel film L'intrigo di Vittorio Sala e George Marshall. Riprese il ruolo della prostituta, ma in un contesto brillante, nel western parodistico Non stuzzicate i cowboys che dormono (1970) di Gene Kelly, accanto a James Stewart ed Henry Fonda.

Dopo il 1970 la Jones diradò le partecipazioni sul grande schermo per concentrare la propria attività in campo televisivo, ove è particolarmente ricordata per essere stata tra i protagonisti della serie di grande successo La famiglia Partridge (1970-1974), che le valse due candidature ai Golden Globe come miglior attrice. Tornò sul grande schermo nel 1979 con il film di genere catastrofico, molto in voga in quegli anni, L'inferno sommerso di Irwin Allen, accanto a Michael Caine, Karl Malden e Sally Field. Recitò poi come guest star in numerose altre serie televisive di successo, tra le quali Love Boat (1983), La signora in giallo (1988-1990) e Sabrina, vita da strega (1999), in cui interpretava la nonna paterna di Sabrina.

Nel 1983 una sua azione legale contro Iain Calder, direttore del National Enquirer, relativa ad un caso di diffamazione per la pubblicazione di un articolo che la riguardava, fu discussa dinanzi alla Corte Suprema degli Stati Uniti d'America. La sentenza, pubblicata il 20 marzo 1984, nota come Calder vs. Jones, è tuttora considerata una pietra miliare del diritto statunitense sulla personal jurisdiction[2]. Nel 2006 recitò nel film televisivo La vera eredità di Yelena Lanskaya, in un ruolo che le valse una candidatura all'Emmy Award. Più di recente è tornata anche alla commedia, partecipando al film Weekend in famiglia (2013) di Benjamin Epps.

Per i suoi contributi al cinema nel 1986 la Jones ha ottenuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame. Dal 1956 al 1974 è stata sposata con l'attore Jack Cassidy, con il figlio del quale, David Cassidy, aveva recitato nella serie televisiva La famiglia Partridge.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Hollywood Walk of Fame[modifica | modifica wikitesto]

  • Stella per il suo contributo all'industria cinematografica, (1986)

Premio Oscar[modifica | modifica wikitesto]

Vinti:

Golden Globe[modifica | modifica wikitesto]

Nomination:

Emmy Awards[modifica | modifica wikitesto]

Nomination:

Screen Actors Guild Awards[modifica | modifica wikitesto]

Nomination:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frank Capra, il nome sopra il titolo, Ed. Lucarini, 1989, p. 561-563
  2. ^ Calder v. Jones, 465 U.S. 783 (1984)

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