Carlo D'Amicis

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Carlo D'Amicis (Taranto, 22 maggio 1964) è uno scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Taranto, vive e lavora a Roma[1]. Ha pubblicato undici romanzi, tra i quali, La guerra dei cafoni è stato finalista al Premio Bergamo nel 2009.[2]

Ha firmato la sceneggiatura del film "La guerra dei cafoni"[3], con cui è stato candidato al David di Donatello 2018 per la migliore sceneggiatura non originale. È redattore e conduttore del programma radiofonico di Radio 3 Fahrenheit[4] e autore del programma di Rai 3 "Quante Storie".

È stato per dieci anni capitano della nazionale scrittori Osvaldo Soriano Football Club[5].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Piccolo Venerdì - Transeuropa 1995
  • Il ferroviere e il golden gol - Transeuropa 1998
  • Ho visto un re - Limina1999, Premio CONI per la letteratura sportiva
  • Amor Tavor - Pequod Edizioni 2003
  • Escluso il cane - Minimum Fax 2006
  • La guerra dei cafoni - Minimum Fax 2008
  • Maledetto nei secoli dei secoli l'amore - Manni 2009
  • La battuta perfetta - Minimum Fax 2010
  • Il grande cacciatore - Duepunti edizioni 2011
  • Quando eravamo prede - Minimum Fax 2014
  • Il gioco - Mondadori 2018, finalista Premio Strega[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo D`Amicis: La guerra dei cafoni, dal libro al film, Rai. URL consultato il 5 luglio 2018 (archiviato il 29 marzo 2018).
  2. ^ RACCOLTA PREMIO NAZIONALE DI NARRATIVA BERGAMO, su legacy.bibliotecamai.org. URL consultato il 7 maggio 2019.
  3. ^ Evy Arnesano, La guerra dei cafoni’, tutto splendidamente decadente, su ilfattoquotidiano.it, 6 maggio 2017. URL consultato il 9 aprile 2020.
  4. ^ FAHRENHEIT - La nuova direttiva europea sul copyright, Rai Radio 3. URL consultato il 6 luglio 2018 (archiviato il 6 luglio 2018).
  5. ^ Nazionale italiana scrittori Osvaldo Soriano FC, su nazionalescrittori.it. URL consultato il 6 luglio 2018 (archiviato il 31 dicembre 2009).
  6. ^ Il gioco proposto da Nicola Lagioia, su premiostrega.it. URL consultato il 9 aprile 2020.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN73036243 · ISNI (EN0000 0000 7779 9667 · SBN IT\ICCU\RAVV\057910 · LCCN (ENn91077293 · BNF (FRcb12944119g (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n91077293