Biblioteca capitolare di Verona

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Biblioteca Capitolare di Verona)
Biblioteca capitolare di Verona
Biblioteca capitolare di Verona.jpg
Facciata della biblioteca
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
CittàVerona
IndirizzoPiazza Duomo, 13
Caratteristiche
Tipobiblioteca capitolare
ISILIT-VR0056
[www.capitolareverona.it Sito web]

Coordinate: 45°26′49.53″N 10°59′46.96″E / 45.447091°N 10.996379°E45.447091; 10.996379

La Biblioteca capitolare di Verona è una delle più antiche biblioteche del mondo e tra le più importanti nel suo genere in Europa. Tra le sue mura molti studiosi hanno trascorso mesi di formazione, svolgendovi importanti ricerche. La biblioteca si trova nella zona medievale di Verona, vicino al ponte Pietra ed al Duomo di Verona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della biblioteca avviene in concomitanza con la diffusione del cristianesimo a Verona, intorno all'anno 380, e la nascita di strutture religiose, che hanno avuto la necessità di un luogo in cui archiviare i vari scritti. La struttura, dunque, veniva utilizzata per scrivere ed archiviare i manoscritti utilizzati dalla chiesa a Verona. La Capitolare, infatti, possiede un vero tesoro di codici manoscritti, alcuni scritti nella città stessa, ma la maggior parte proveniente da officine di tutta Italia, arrivati anche grazie alle numerose donazioni; l'alto prestigio di questa biblioteca è documentato dalla presenza in più occasioni di Francesco Petrarca che qui venne spesso a studiare.

Il più antico codice datato è il cosiddetto "Codice di Ursicino". Ursicino, dopo aver copiato il codice, lo ha anche datato: "1 agosto 517".

I manoscritti erano redatti nello scriptorium, luogo nel quale venivano trascritti libri. Questo laboratorio ricevette un nuovo impulso per il lavoro di trascrizione fra il VIII e il IX secolo, quando la produzione calligrafica venne riconosciuta come attività di grande valore durante l'epoca carolingia. L'uomo a cui dev'essere attribuito il merito della promozione della laboriosa opera di trascrizione è l'Arcidiacono Pacifico (776-844). Il patrimonio letterario della Biblioteca rimase sempre affidato al Capitolo della Cattedrale, dal quale viene il nome "Biblioteca Capitolare".[1]

La biblioteca continuò a conservare il materiale anche dopo l'invenzione e la diffusione della stampa. Con la peste che colpì Verona nel 1630, molti codici andarono perduti nelle sale e nei nascondigli della biblioteca, e solo grazie al lavoro di Scipione Maffei, un secolo dopo, si riuscì a ritrovare quasi tutti i manoscritti. L'eco della scoperta si diffuse in tutta Europa, e studiosi di varie nazioni vennero per studiare e creare edizioni dei vari codici.

Scritti presenti[modifica | modifica wikitesto]

Nella biblioteca è contenuto, in un palinsesto, l'unico testo completo superstite di Istituzioni di diritto romano pregiustinianeo, scritto da Gaio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN157684877 · ISNI: (EN0000 0001 2359 4954 · BNF: (FRcb122124775 (data)
Verona Portale Verona: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Verona