Luigi Schiaparelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Luigi Schiaparelli (Cerrione, 1871Firenze, 1934) è stato uno storico e paleografo italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato a Cerrione nel 1871, egli si era laureato a Torino nel 1894 col conte Carlo Cipolla, del quale si professò alunno riconoscente per tutta la vita, e col quale condusse una lunga e fruttuosa collaborazione per decenni. In seguito si recò in Germania, all'università di Monaco di Baviera per approfondire gli studi[1] dove conobbe l'insigne paleografo Kehr, il quale lo coinvolse in un grandioso progetto di spoglio di documenti d'archivio fino allora pressoché inediti che lo portò in quasi tutta Italia e che gli consentì di accumulare una straordinaria esperienza sul campo; nel contempo, d'accordo con Kehr, che gli assicurava la sopravvivenza con finanziamenti della Università di Gottinga o con fondi del governo tedesco, proseguiva studi indipendenti sui diplomi dei re d'Italia, tratteggiava un Codice Diplomatico Longobardo mentre cercava invano di assicurarsi una posizione accademica o nell'ambito degli istituti archivistici italiani, dai quali fu spesso escluso "per essere fuori dal giro".

Nel 1901 ottiene la nomina ad alunno della Scuola storica di Roma, presso la Società romana di storia patria. A Roma prosegue i lavori già intrapresi, comincia uno spoglio dell'Archivio capitolare di S. Pietro in Vaticano e di altri archivi romani, stringendo così rapporti amichevoli coi principali responsabili degli archivi vaticani, soprattutto con padre Francesco Ehrle, prefetto della Biblioteca Vaticana. Proprio dell'appoggio di questi e di Kehr[2] si vale infine per ottenere tramite Pasquale Villari un posto di collaboratore ordinario (con uno stipendio di circa 3000 lire annue) presso l'Istituto storico italiano. La Giunta dell'Istituto lo nomina collaboratore ordinario dell'Istituto a partire dal gennaio 1902. Nel frattempo presentò senza troppe speranze una domanda per la libera docenza, che con sua grande sorpresa venne accolta all'unanimità dalla Facoltà di Lettere e Filosofia del Regio Istituto di studi superiori di Firenze. D'accordo con Cipolla e con Villari, venne chiamato alla cattedra di paleografia e diplomatica, rimasta vacante dalla morte di Cesare Paoli. Egli rimase a Firenze per oltre un trentennio, nel quale gettò le basi per il suo successivo lavoro di ricerca e di studi sul documento. Organizza il corso di studi in due anni, dandogli uno spessore non eguagliato in alcun ateneo europeo dell'epoca[3]. Nel settembre successivo si fidanza con Maria Vitelli, figlia del collega e celebre papirologo Girolamo Vitelli. Nel 1906 ha la gioia di accogliere il carissimo maestro Cipolla come collega (professore di storia medioevale e moderna alla Facoltà di Lettere e Filosofia e all'Istituto superiore di scienze sociali) all'università di Firenze; la collaborazione diventa ancora più intensa. I progetti di grande respiro (codice diplomatico longobardo, Edizione dei Diplomi dei Re d'Italia, numerosi spogli e regesti prendono forma sempre più definita.

Cencetti osserva che Schiaparelli si accostò alla paleografia per la prima volta nel 1906 con studi sulla tachigrafia medioevale[4] “determinati dalla necessità di leggere le note tachigrafiche dei diplomi dei re d'Italia di cui curava l'edizione”. Da allora la paleografia prende un posto sempre più rilevante negli scritti di Schiaparelli, che sempre più spesso egli ama intitolare Note Paleografiche.

Nel 1916 si spegne l'amico Carlo Cipolla e finisce così uno dei più fruttuosi sodalizi della storia degli studi storici italiani.

Schiaparelli morì a Firenze nel 1934. La facoltà lo ricordò con una solenne commemorazione[5] per bocca del professor Piero Torelli nel febbraio 1935.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ frequentò nel semestre invernale 1894-95 i corsi dei proff. H. Grauert (Storia dell'epoca imperiale tedesca: 800-1378) e H. Simonsfeld (Cronologia del Medioevo), nel semestre estivo 1895 le lezioni dei proff. T. Heigel (Geschichte des Zeitalters der französischen Revolution und Napoleons I.), Grauert (Storia dei tentativi di unificazione tedesca dall'antichità al 1871) e Simonsfeld (Diplomatica); inoltre seguì le esercitazioni dei professori Heigel (Esercitazioni di Storia), Grauert (Esercitazioni di critica storica) e Simonsfeld (Esercitazioni di storia).
  2. ^ che si impegnavano a procurargli un posto equivalente (scrittore all'Archivio Vaticano) qualora gli fosse stato rifiutato l'incarico
  3. ^ da una sua lettera:(...) gli allievi possano ricevere tutte le nozioni in tali materie, forse maggiori di quelle che s'impartiscono all'estero, dove non credo si possa dare ad esse sì largo svolgimento” (L 1902 dic. 7).
  4. ^ Giorgio Cencetti, Lineamenti di storia della scrittura latina, Bologna 1956, p. 12; a p. 13
  5. ^ Onoranze a Luigi Schiaparelli, in “Archivio storico italiano” 92, 4 (1934), pp. 165-195 e in “Bullettino dell'Istituto storico italiano per il medioevo” 50 (1935), pp. 79-102

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • I diplomi dei re d'Italia : ricerche storico diplomatiche, Roma, Forzani e C. Tip. del Senato, 1905-1914.
  • La scrittura latina nell'età romana, Como, Tip. Ostinelli di C. Nani e C., 1921.
  • Avviamento allo studio delle abbreviature latine nel Medioevo, Firenze, L. S. Olschki, 1926.
  • Codice diplomatico longobardo, Roma, Istituto storico italiano per il Medio Evo, 1929-1933.
  • Note di Diplomatica (1896-1934), a cura di Alessandro Pratesi, Torino, Bottega d’Erasmo, 1972.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Silio P. P. Scalfati, Carlo Cipolla, Luigi Schiaparelli e la scienza del documento, in Carlo Cipolla e la storiografia italiana fra otto e novecento. Atti del convegno di studio (Verona, novembre 1991), Verona 1994, pp. 145-167

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 7433009 LCCN: n86049046