Thomas Wolfe

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Thomas Clayton Wolfe

Thomas Clayton Wolfe (Asheville, 3 ottobre 1900Baltimora, 15 settembre 1938) è stato uno scrittore e poeta statunitense. È famoso soprattutto per i suoi romanzi, nei quali mescolando una scrittura originale, poetica, rapsodica e impressionista con elementi autobiografici descrisse la varietà e la diversità della cultura Americana. Scrisse anche molti racconti brevi e alcune opere teatrali. il suo stile ha influenzato Jack Kerouac e la Beat Generation, e gode dell'ammirazione di numerosi scrittori contemporanei quale l'americano Edward Bunker, che spesso lo cita nelle sue opere.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

Thomas Wolfe nacque ad Asheville, una località turistica sulle montagne del North Carolina frequentata soprattutto dalla borghesia. La madre, Julia Elizabeth Westall Wolfe, era una speculatrice immobiliare di successo, un mestiere che, secondo Wolfe stesso, la tenne lontana dai suoi doveri di madre e moglie. Il padre, William Oliver, era un incisore di lapidi originario della Pennsylvania, dal carattere esuberante e grande bevitore con ambizioni artistiche ormai abbandonate. Nei suoi romanzi Wolfe ritrasse i suoi genitori in maniera satirica.

Nel 1904 si reca a Saint Louis dove la madre ha affittato una casa ad alcuni visitatori della World's Fair (una fiera espositiva di carattere scientifico e artistico) del 1904, dove il fratello Grover contrae la febbre tifoide che gli sarà fatale. Questo evento segnò Wolfe, il quale lo riprese anni più tardi nelle sue opere.

Due anni dopo la famiglia si trasferì in una pensione di proprietà della madre, una sistemazione che Wolfe soffrirà molto sentendosi trascurato dai genitori e infastidito dai pensionanti. In questo contesto sviluppò un particolare affetto per suo fratello Ben, il quale era molto legato a Wolfe e trovava sempre il tempo per stare con lui. Frequentava già la scuola pubblica, ma fu nella scuola privata, anche grazie all'insegnante Margaret Roberts, che gli studi divennero il suo interesse principale e crebbe l'amore per la letteratura infusogli da suo padre che recitava a memoria Shakespeare e alcuni stralci di poemi epici. Iniziò a leggere Walter Scott, Charles Dickens, Robert Louis Stevenson, Edgar Allan Poe ed altri ancora. Si diplomò nel 1916 coi voti più alti.

L'università e i primi lavori[modifica | modifica sorgente]

Thomas Wolfe si iscrisse alla North Carolina University a Chapel Hill nel settembre del 1916. Wolfe, a causa delle sue origini provinciali e della sua altezza (era alto due metri) si sentì un escluso dai suoi compagni. Quando in un tema scrisse della sua famiglia i suoi compagni credevano fosse finzione.

Nel secondo anno cominciò a farsi notare come scrittore collaborando al giornale della scuola, il Tar Heel Magazine, in cui pubblicò una poesia sulla prima guerra mondiale. In questo periodo suo fratello Ben contrasse una grave forma di polmonite e morì all'età di venticinque anni, un evento questo che scosse molto Wolfe.

Wolfe ricevette varie onorificenze come scrittore, ma cominciò a orientare i suoi sforzi verso il teatro, scrivendo The Return of Buck Gavin and The Third Night, quest'ultimo prodotto dalla Carolina Playmakers.

Dopo la laurea i genitori decisero di finanziargli un anno ad Harvard, dove si iscrisse nel settembre del 1920 per studiare drammaturgia col professor George Pierce Baker, in quello che è conosciuto come il 47 Workshop. In quell'anno scrisse un altro dramma, The Mountains. Nello stesso periodo giunse la notizia dell'imminente morte del padre, il quale spirò mentre Wolfe era in viaggio per casa.

Durante il terzo anno scrisse Welcome To Our City, un dramma di carattere autobiografico ambientato nella sua città natale, che chiamerà Altamont, i cui personaggi faranno poi parte anche del suo primo romanzo, Angelo, guarda il passato. Nessun editore comprò tale opera e Wolfe, abbattuto, accettò un posto da insegnante all'università di New York, un lavoro che occuperà i successivi sei anni della sua vita.

Nell'ottobre del 1924 partì per l'Inghilterra e si recò anche in Francia ed Italia. Nell'agosto dell'anno successivo, durante il viaggio di ritorno verso New York, incontrò Aline Bernstein, una donna sposata di quasi vent'anni più vecchia che fu il più grande amore della sua vita. La loro relazione fu molto turbolenta.

Nel giugno del 1926 ripartirono per l'Europa. Wolfe chiese ad Aline di sposarlo ma lei non era dell'idea di chiedere il divorzio al marito. Aline ripartì dall'Inghilterra e Wolfe iniziò un nuovo romanzo dal titolo O Lost, il prototipo di Angelo, guarda il passato. Viaggiò anche in Germania, un paese che gli piacque molto, dove si sentiva a casa.

Ritornato a New York scrisse a tempo pieno e finì il romanzo nel 1928. La ricerca di un editore fu alquanto ardua in primo luogo per la lunghezza del manoscritto (330.000 parole) e per la difficoltà di inserirlo in un genere letterario ben preciso. Il romanzo, inoltre, mancava di forma.

Il successo[modifica | modifica sorgente]

Frustrato per i continui rifiuti Wolfe si reca all'Oktoberfest, ove viene coinvolto in una rissa che lo costringe ad un ricovero in ospedale e che lo ispira nella scrittura di un episodio dal titolo The October Fair, mai dato alle stampe. Due settimane dopo ricevette la notizia che la prestigiosa casa editrice newyorchese Scribner's Sons è interessata al suo romanzo. Il 2 gennaio 1929 incontrò a New York Maxwell Perkins, il più famoso curatore editoriale del tempo, scopritore di Hemingway e Scott Fitzgerald.

Perkins diventò il curatore editoriale di Wolfe e spinse quest'ultimo a cambiare profondamente la struttura di O Lost, accorciandolo di molto. Decisero di anche di cambiarne il titolo in Angelo, guarda il passato, prendendo ispirazione da un poema di Milton.

Quando il romanzo iniziò ad avere successo Wolfe troncò la relazione con Aline, e si trasferì a Brooklyn per evitare la mondanità newyorchese e concentrarsi esclusivamente sulla scrittura. Scrisse molte bozze per un secondo romanzo, ma Perkins le rifiutò tutte. Fu proprio da Perkins, però, che venne l'idea di scrivere un seguito di Angelo, guarda il passato, e lo stesso Perkins gli presentò Elizabeth Nowell, la quale editò con successo i racconti brevi di Wolfe.

Nel dicembre del 1933 il romanzo era pronto e Wolfe lo portò a Perkins, si intitolava The October Fair, un’epopea in più volumi sulla falsariga di Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust. Perkins, dopo aver considerato le potenzialità commerciali di un libro così strutturato, optò per tagliare estremamente il romanzo fino a farlo diventare un singolo volume che prese il titolo di Il fiume e il tempo. Quando uscì nel 1935 era molto diverso dall'idea iniziale di Wolfe, che, frustrato, partì per l'Europa, in un viaggio che toccò Francia e Germania, dove era molto amato.

In patria, dopo un primo momento di entusiasmo, ricevette critiche per l'antisemitismo presente nel romanzo, scrittori tradizionalisti del sud criticarono la mancanza di forma e di controllo del romanzo. Ricevette anche alcune denunce che comportarono il pagamento di risarcimenti. In questo periodo vennero a galla i risentimenti di Wolfe verso Perkins per essersi preso tutte quelle libertà nella revisione del romanzo e aver rifiutato così tante bozze.

Ripartì per la Germania dove assistette alle olimpiadi del 1936, ma trovò il paese in un'atmosfera di oppressione. Scrisse una storia sul regime nazista ispirata alla sua visita dal titolo Have a Thing to Tell You. Quando ritornò in patria troncò le relazioni con Perkins e la Scribner's.

Nel maggio del 1937 ritornò ad Asheville per prendersi un periodo di tranquillità, ma non era possibile per le continue telefonate, quindi mosse verso Oteen, molti chilometri distante.

Trovato un nuovo editore, la Harper & Brothers, Wolfe ritornò a New York e riprese a lavorare regolarmente. Il nuovo romanzo si intitola The Web and the Rock ed è ambientato in un periodo che va dal 1793 al 1937 e non è altro che la continuazione della propria vita, raccontata nei romanzi precedenti, con gli stessi personaggi (pur con i nomi diversi).

Nell'estate del 1938 partì per lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti, un'esperienza che sarà riassunta nel libro A Western Journal. Durante una sosta a Seattle divise una pinta di whisky con un barbone, il quale aveva probabilmente l'influenza. Wolfe si ammalò. I primi sintomi si verificarono mentre stava navigando da Victoria a Vancouver, il 6 luglio. Invece che andare a curarsi, decise di ritornare a Seattle e solo l'11 fu visitato da un dottore che gli diagnosticò la polmonite. Venne trasferito a Providence dove una radiografia evidenziò una vecchia lesione tubercolare ad un polmone. Col tempo la sua condizione si aggrava, il 6 settembre soffre di mal di testa violenti e viene trasferito a Baltimora, nel Maryland, al Johns Hopkins Hospital, dove avevano mezzi più adeguati per curarlo. Il 10 settembre viene tentato un intervento chirurgico al cervello per capire le cause della sua malattia, che si palesa essere una forma di tubercolosi cerebrale che ormai ha intaccato un intero lobo del cervello. Wolfe non riprese mai più conoscenza e morì il 15 settembre.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • The Return of Buck Gavin. The Tragedy of a Mountain Outlaw e The Third Night, entrambi in Carolina Folk-Plays (a cura di Frederick H. Koch, postfazione di Paul Green) (1941)
  • Angelo, guarda il passato (Look Homeward, Angel. A Story of the Buried Life, 1929), trad. it. di Jole Jannelli Pintor, Torino: Einaudi, 1949, 1965
  • Il fiume e il tempo (Of Time and the River. A Legend of Man's Hunger in His Youth, 1935), trad. it. di C. Vivante, Milano: Mondadori, 1958
  • Dalla morte al mattino (From Death to Morning, 1935), trad. it. di Laurana Berra, postfazione di Carlo Pagetti, Milano: SE, 1988, Milano: Mondadori, 1991
  • Storia di un romanzo: autobiografia (The Story of a Novel, 1936), trad it. di Laurana Palombi Berra, Milamo: Il saggiatore, 1958, n. ed. a cura di Igina Tattoni, Roma: Fazi, 1997
  • La ragnatela e la roccia (The Web and the Rock, 1939), introduzione di John Boynton Priestley, Milano: Mondadori, 1955
  • Non puoi tornare a casa (You Can't Go Home Again, 1940), trad. it. di Ettore Capriolo, Milano: Mondadori, 1962
  • The Face of a Nation. Poetical Passages from the Writings of (1939)
  • Il bambino perduto (The Hills Beyond, 1941), trad. it. di Marilena Fonti, Viterbo: La caravella, 2009. ISBN 978-88-95402-30-7
  • A Stone, a Leaf, a Door. Poems by (a cura di John S. Barns) (1945)
  • A Western Journal: A Daily Log of the Great Parks Trip, June 20-July 2, 1938 (1951)
  • The correspondence of Thomas Wolfe and Homer Andrew Watt (a cura di Oscar Cargill e Thomas Clark Pollock) (1954)
  • Letters (a cura di Elizabeth Nowell) (1956)
  • Short Novels (a cura di C. Hugh Holman) (1961), trad. it. parziale di Laurana Palombi Berra in Morte orgogliosa sorella, Milano: Il saggiatore, 1959
  • Purdue Speech: Writing and Living (a cura di West Lafayette) (1964)
  • The letters of Thomas Wolfe to his mother (a cura di C. Hugh Holman e Sue Fields Ross) (1968)
  • The Notebooks of (a cura di Richard S. Kennedy e Paschal Reeves) (1970)
  • The Mountains. A Play in One Act; The Mountains: A Drama in Three Acts and a Prologue (a cura di Pat M. Ryan) (1970)
  • A Prologue to America (a cura di Aldo P. Magi) (1978)
  • The Autobiography of an American Novelist (a cura di Leslie Field) (1983)
  • Welcome to Our City. A Play in Ten Scenes (a cura di Richard S. Kennedy) (1983)
  • Beyond Love and Loyalty (corrispondenza con Elizabeth Nowell che contiene anche il racconto No More Rivers, a cura di Richard S. Kennedy) (1983)
  • My Other Loneliness (corrispondenza con Aline Bernstein, a cura di Suzanne Stutman) (1983)
  • Mannerhouse: A Play in a Prologue and Four Acts (a cura di Louis D. Rubin e John L. Idol) (1985)
  • The Complete Short Stories of (a cura di Francis E. Skipp, introduzione di James Dickey) (1987)
  • Edward Campbell Aswell, In the Shadow of the Giant, Thomas Wolfe (corrispondenza tra Edward C. Aswell e Elizabeth Nowell, a cura di Mary Aswell Doll e Clara Stites) (1988)
  • The Good Child's River (a cura di Suzanne Stutman) (1991)
  • The Lost Boy. A Novella (a cura di James W. Clark) (1992)
  • The Party at Jack's (a cura di Suzanne Stutman e John L. Idol) (1995)

Critica[modifica | modifica sorgente]

  • The Enigma of Thomas Wolfe. Biographical and Critical Selections (a cura di Richard Walser, Cambridge: Harvard University Press, 1953)
  • C. Hugh Holman, The World of Thomas Wolfe (Charles Scribner's Sons, 1962)
  • Thomas Wolfe. Three Decades of Criticism (a cura di Leslie A. Field, New York University Press, 1968)
  • The Merrill Studies in «Look Homeward, Angel» (a cura di Paschal Reeves, Columbus, OH: Charles E. Merrill, 1970)
  • Thomas Wolfe. A Collection of Critical Essays (a cura di Louis D. Rubin, Englewood Cliffs, N.J.: Prentice-Hall, *1973)
  • Paschal Reeves, Thomas Wolfe: The Critical Reception (Ayer Publishing, 1974)
  • C. Hugh Holman, The Loneliness at the Core (Baton Rouge: Louisiana State University Press, 1975)
  • Thomas Wolfe. A Harvard Perspective (a cura di Richard S. Kennedy, Athens, OH: Croissant & Co. 1983)
  • Critical Essays on Thomas Wolfe (a cura di John S. Phillipson, Boston: G.K. Hall & Co., 1985)
  • Thomas Wolfe (a cura di Harold Bloom, New York: Chelsea House, 1987)
  • Donald Davidson, Look Homeward. A Life of Thomas Wolfe (Boston: Little, Brown, 1987)
  • Ted Mitchell, Thomas Wolfe. A Writer's Life (1997), poi come Thomas Wolfe. An Illustrated Biography (Pegasus Brooks, 2006)
  • The Sons of Maxwell Perkins: The Letters of Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway, Thomas Wolfe, and Their Editor (a cura di Matthew J. Bruccoli, University of South Carolina Press, 2004)

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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