Teucrium scorodonia

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Scorodonia
Teucrium scorodonia 002.JPG
Teucrium scorodonia L.
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Sottofamiglia Ajugoideae
Genere Teucrium
Specie T. scorodonia
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Famiglia Lamiaceae
Nomenclatura binomiale
Teucrium scorodonia
L., 1753
Sinonimi

Scorodonia vulgaris
(Raf.)
Scorodonia scorodonia
(L.)
Teucrium sylvestre
(Lam.)
Scorodonia heteromalla
(Moench.)
Teucrium salviifolium
(Salisb.)
Scorodonia solitaria
(Stokes)
Scorodonia sylvestris
(Lam.)
Scorodonia trivialis
(Raf.)
Monochilon cordifolius
(Dulac)
Teucrium scorodonia subsp. gasparrinii
(Nyman)

Nomi comuni

Camedrio scorodonia,
Scorodonia

La Scorodonia (Teucrium scorodonia L., 1753) è una pianta erbacea, perenne, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, originaria dei paesi del Mediterraneo occidentale.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Pianta rara, presente sia in Europa compresa l'Inghilterra che in America settentrionale, in Italia trova nei boschi del settentrione dal mare al piano submontano e nelle isole di Sardegna e Corsica fino a 1500 m s.l.m.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Il fusto è eretto, con un'altezza di oltre i 50 cm, di forma quadrangolare, di colore rossastro e pubescente semplice o ramoso con rami eretti e patenti.

Le foglie le fogli inferiori grandi 5-6 cm e larghe 3-4 cm, ovali o oblungo ovate, arrotondate o cordate alla base, crenate con denti lunghi, ristretti ed acuti, non rugose, dalle foglie superiori poco più piccole delle inferiori si passa direttamente alle brattee piccolissime dell'infiorescenza. Ogni brattea alla base ha all'ascella un paio di fiori. La pagina inferiore delle foglie è punteggiata di ghiandole bianchicce. Le foglie e tutte le parti verdi della pianta sono pubescenti con peli più o meno brevi.

I fiori riuniti in coppie, formano uno spicastro lungo 6-9 cm, fitto, sottile data la loro piccolezza. Il calice persistente, lungo 3-4 mm ha il dente superiore molto più largo degli altri, la corolla lunga poco più di 1 cm, è di colore giallo-verde. Ha 4 stami paralleli allo stilo, sporgenti dalla fessura del labbro superiore i due inferiori più lunghi, i cui filamenti sono di colore rossiccio, Anter biloculari, cosparse di ghiandole resinifere, con logge confluenti in una sola fessura di deiscenza. Il gineceo è quadripartito, portato da un ginobasio carnoso e denticolato, con logge arrotondate all'apice, sparse di ghiandolette resinifere, stilo semplice, caduco, stimma bifido a lacinie eguali e divergenti.

Il frutto consiste in 4 piccoli achemi distinti detti nocule, ovati, arrotondati all'apice, glabri, bruni, lisci.

Sottospecie[modifica | modifica sorgente]

Esistono due sottospecie di T. scorodonia:

  • T. scorodonia subsp. baeticum (Boiss. & Reut.) Tutin (1972)
  • T. scorodonia subsp. euganeum (Vis.) Arcang.

Principi attivi[modifica | modifica sorgente]

Il sapore amaro è dato dalla scordeina, sostanze tanniniche, olio essenziale, una saponina acida.[1]

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Vengono utilizzate le sommità fiorite e le foglie della pianta. Ha proprietà tonico-aromatiche, stimolanti della funzione gastro-intestinale, utilizzato esternamente favorisce l'atrofia delle adenoidi delle fosse nasali e della faringe fungifughe e antisettiche.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Negri, op. cit., p. 234

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Lodi, Piante Officinali Italiane, Bologna, Edizioni Agricole Bologna, 1957, pag. 791.
  • Giovanni Negri, Erbario Figurato, Milano, Ulrico Hoepli Editore Milano, 1979, pag. 459, ISBN 88-203-0279-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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