Týr (gruppo musicale)

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Týr
I Týr in una esibizione ad Amburgo il 16 settembre 2006
I Týr in una esibizione ad Amburgo il 16 settembre 2006
Paese d'origine Fær Øer Fær Øer
Genere Folk metal[1][2]
Viking metal[1][2]
Progressive metal[1][2]
Power metal[1][2]
Epic metal
Periodo di attività 1998 – in attività
Etichetta Tutl (2002 - 2006)
Napalm Records (2006 - 2013)
Metal Blade (2013 - presente)
Album pubblicati 9
Studio 7
Live 1
Raccolte 1
Gruppi e artisti correlati Amon Amarth
Sito web
Tyr-runes.svg
« Duemila anni fa, il nostro popolo credeva in divinità come Thor, Odino e Loki, e un'altra era nominata Týr »
(Heri Joensen, leader del gruppo)

I Týr [tʰʊɪːɹ] sono un gruppo folk-viking metal faroese, formatosi nel gennaio 1998 a Runavík.

Il gruppo compone musica strettamente legata alla mitologia norrena e alle tradizioni Scandinave e Faroesi: Týr è infatti il dio della vittoria, della gloria e dell'eroismo nella mitologia nordica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Accuse diffamanti

Nell'aprile 2008 i Týr, assieme alle altre band folk metal partecipanti al Paganfest, furono accusate di essere razziste e nazi-fasciste dall'associazione tedesca BIFFF (Berliner Institut für Faschismus-Forschung und Antifaschistische Aktion) guidata da Peter Kratz.

La risposta di Heri Joensen, leader del gruppo, congiunta con quella di Ville Sorvali dei Moonsorrow, non tardò a farsi sentire: i due gruppi emisero un video[3] rimarcando come tali ideologie non hanno nulla a che vedere con la loro musica e tantomeno con il loro credo politico.

L'accusa sembra essere scaturita in seguito all'utilizzo da parte dei gruppi dell'alfabeto runico per indicare i nomi dei propri gruppi utilizzando quindi anche lettere runiche come la sowilo (esse, a forma di saetta), che erano usate dalle SS. I leader dei due gruppi hanno fatto notare come tali simboli siano in uso da migliaia di anni e siano stati presi in prestito dai nazisti solo recentemente. Tali simboli sono divenuti così simboli di morte, sebbene in origine fossero simboli pacifici.

In una successiva intervista per Capitol Chaos alcuni mesi più tardi Heri Joensen ha ribadito le posizioni del gruppo, aggiungendo che le accuse da parte del BIFFF sono frutto della non conoscenza delle tradizioni nordiche (come l'uso dell'alfabeto runico) oltre che non conoscenza delle ideologie della band. A conferma di ciò, nell'album The Lay of Thrym, è contenuta una canzone, Shadow of the Swastika, il cui testo è chiaramente anti-nazista.

La storia dei Týr inizia nel gennaio 1998 quando Heri Joensen incontrò il suo amico Kári Streymoy ad una festa a Copenaghen in Danimarca e gli propose di fondare un nuovo gruppo. Nonostante l'iniziale rifiuto egli accettò in seguito la sua proposta, e ai due si aggiunse presto il bassista Gunnar Thomsen.

Il nome della band deriva da Týr, una divinità norrena (l'equivalente di Marte per la mitologia romana). Prima dei Týr Joensen e Thomsen suonarono insieme a diciassette anni in una band denominata Cruiser, così come lo stesso Stremoy, anche se quest'ultimo solo per un breve lasso di tempo. Questa band cambiò poi nome in Wolfgang e secondo alcune indiscrezioni di Joensen è ancora attiva e pronta per rilasciare nuovi dischi[4].

Lo sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio della propria carriera la band si avvale della casa discografica faroese Tutl per la produzione dei propri CD, compreso il debutto How Far to Asgaard, ma, dopo sei anni in tour per l'Europa, tra Fær Øer, Islanda, Danimarca, Russia, Finlandia, Lettonia, Norvegia, Germania e Polonia e alcune apparizioni televisive, il loro album Eric the Red, dedicato ad Erik il Rosso, diventa l'album faroese più venduto, grazie ad un particolare sound che diverrà il loro marchio di fabbrica, attirando le attenzioni della casa discografica Napalm Records che decide di ridistribuirlo nel 2006 e diffonderlo così in tutto il mondo. Da questo momento la casa discografica austriaca decide di curare tutti gli album del gruppo, rinnovando così anche la grafica delle copertine e rifacendo i primi cd del gruppo.

Nel medesimo anno esce Ragnarok, l'album migliore della band sotto il punto di vista creativo e compositivo. Le tracce sono divise tra di loro da brevi interludi (sonori e/o effettistici) che garantiscono l'immedesimazione dell'ascoltatore nello scenario di guerra epica - il Ragnarok, appunto - proposto dal gruppo, e i brani (complice una magistrale unione di singolari sonorità folk con possenti tendenze prog) sono davvero unici nel loro genere.

Dopo la pubblicazione dell'album Land a inizio 2008, che persevera nelle sonorità dei precedenti album, il gruppo ha iniziato il suo tour in Europa e negli Stati Uniti per il Paganfest, insieme alle band Ensiferum, Eluveitie, Turisas, Moonsorrow e Korpiklaani, e nel corso del 2009 tornerà negli Stati Uniti prima e in Europa poi.

A fine 2008 la band è stata votata band dell'anno[5] dalla TV e dalla radio Nazionale Faroese, mediante procedura di voto online.

L'anno successivo viene rilasciato l'ennesimo sigillo discografico della band, ovvero By the Light of the Northern Star. Come consuetudine i faroesi ripropongono in un'avvincente chiave viking metal melodie della tradizione nazionale, ma qui i brani diventano dei coinvolgenti inni metallici; esempi fulgidi di tale traslazione musicale sono presentati in brani anthemici come Tróndur í Gøtu, By the Sword in My Hand e Turið Torkilsdóttir.

Nel maggio 2011 esce The Lay of Thrym, album in cui sono fuse le sonorità epico/progressive dei primi lavori e la recente svolta viking/heavy. Tale processo lo si può rilevare ascoltando brani come Evening Star, quasi una ballad vichinga, ed altri come Take Your Tyrant e Fields of the Fallen, più semplici, diretti e in-your-face.

Nel settembre 2012, durante il tour americano con Moonsorrow e Korpiklaani, firmano un contratto con la casa discografica Metal Blade Records.

Nel settembre 2013 esce Valkyrja, primo album registrato sotto la casa discografica americana. La trama dell'album ruota attorno ad un guerriero vichingo, che abbandona patria e moglie per unirsi ad una battaglia nella quale perirà. La ricompensa per il suo sacrificio si presenta con le valchirie che lo accompagnano presso il Fólkvangr, ovvero la dimora della dea Freyja, associata all’amore, alla bellezza, alla fertilità, all’oro, alla magia, alla guerra e alla morte. Le ultime due tracce sono le cover di “Where eagles dare” degli Iron Maiden e “Cemetery Gates” dei Pantera. Entrambi grandi ispirazioni dei Týr, i brani sono eseguiti con grande maestria, con l’impronta tipica della band faroese.

Stile ed influenze[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo compone musica ispirata ad Asgard, Erik il Rosso, i vichinghi, Thor, Odino e le eroiche battaglie della mitologia norrena. Rilevanti sono anche le influenze della Saga dei Faroesi e della Saga dei Nibelunghi. Secondo il leader del gruppo la missione musicale del gruppo è quella di far cadere i muri che dividono i vari generi di musica metal[6].

In molti casi il gruppo parte da pezzi di musica tradizionale faroese come Ólavur Riddararós, sconosciuti nel resto d'Europa, per poi trasformarli con opportuni accorgimenti in pezzi metal. Ciò fa sì che il sound delle canzoni, oltre a essere pulito non sia mai scontato, e le canzoni del gruppo siano pezzi unici anche all'interno dei generi Viking metal e Folk metal.

Per contro alcune canzoni prevedono strofe ripetitive a causa della loro origine di canti tradizionali faroesi. Ciò è particolarmente evidente nell'album Land.

Le lingue utilizzate dal gruppo sono principalmente faroese ed inglese. La prima è usata per i canti più tradizionali, mentre la seconda è usata per i pezzi di maggiore successo. In altre occasioni, hanno cantato anche in danese, come ad esempio in Ramund Hin Unge.

Il loro sound include anche parti epiche tipicamente power metal, rallentamenti tipici del doom metal e stacchi progressive.[2]

Nonostante il cambiamento di stile, passato da un metal più ‘progressive’ a uno più veloce e accattivante (basato sull’ottima capacità tecnica del chitarrista Terji Skibenæs), la caratteristica più importante della musica della band non è mai venuta meno. I testi si riferiscono sempre al mondo norreno ma non con un atteggiamento di esaltazione quasi religiosa della mitologia e delle divinità (riscontrabile in altre band etichettate come ‘viking metal’) ma sempre di rispetto del proprio retaggio scandinavo.  Quello che però differenzia i Týr dalle altre band che trattano argomenti norreni è proprio la loro cultura feroese. Molte canzoni sono cantante nella lingua madre, tratte direttamente da ballate popolari (come Ólavur Riddararós, Fipan Fagra o Regin Smiður), o basate su melodie tipiche feroesi ma con testi e arrangiamenti di Heri Joensen.

È proprio il frontman della band a chiarire: “Facciamo musica che si riferisce al tempo dei vichinghi, che non è preservata da nessuna parte, nemmeno in Islanda. Nelle Fær Øer era tutto tramandato per via orale, ed è ancora vivo e vitale. Costruiamo la nostra musica da questa tradizione, che ci ispira costantemente”.

La band inoltre vanta nel proprio repertorio anche canzoni in danese, norvegese e islandese (rispettivamente: Ramund Hin Unge, Sinklars Visa e Brennivin) e brani costruiti su melodie non feroesi:Valkyrjan, per esempio è un ri-arrangiamento della Canzone di Solveig, tratta dal Peer Gynt di Ibsen, musicato da Edvard Grieg.  

Joensen, principale compositore della band, si è detto fiero del loro status di portabandiera feroesi nel mondo. Sono di sicuro gli artisti più noti provenienti dalle isole (fermo restando che il panorama musicale feroese è molto vitale e spesso si rifà alle proprie radici) e il leader della band si è detto sorpreso di come tanta gente si sia avvicinata alla sua lingua madre grazie alla musica della band e ai testi delle loro canzoni.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Terji Skibenas nel 2007 durante il festival Metalmania

Il cantante Pól Arni Holm e il chitarrista Jón Joensen, fratello di Heri Joensen, facevano parte della band mentre essa registrava How Far to Asgaard ma lasciarono il gruppo poco dopo il rilascio del disco.

Terji Skibenæs entrò dopo che Jón Joensen uscì dal gruppo. Allan Streymoy, fratello di Kári Streymoy, cominciò a cantare alcuni pezzi per un breve periodo durante il rilascio del singolo Ólavur Riddararós. Dopo Allan lasciò Heri Joensen alla voce del gruppo, e in tal modo fu registrato Eric the Red.

Skibenæs lasciò la band per un certo periodo dopo il rilascio di Eric the Red, ed essa suonò come trio per un certo periodo di tempo. Nell'estate del 2004 essi si unirono al chitarrista islandese Ottó P. Arnarson per un breve periodo. Quando Arnarson lasciò, Skibenæs rientrò.

Kári Streymoy a causa di una frattura, nel gennaio 2008, non poté seguire il gruppo in tour fino all'ottobre dello stesso anno. Amon Djurhuus, un batterista faroese e suo apprendista, suonò perciò al suo posto nella parte europea del Paganfest, Merlin Sutter lo sostituì nella parte statunitense e Daniel Ryan in quella canadese. Dopo il festival Amon Djurhuus sostituì ancora Kári al tour europeo. Nell'ottobre 2008 finalmente Kári Streymoy fu pronto per il festival-tour del Ragnarök Aaskereia. Il 12 maggio 2013, la band annuncia la dipartita di Kári dalla band tramite la pagina Facebook ufficiale. Sarà George Kollias a rimpiazzare il batterista nelle registrazioni del nuovo album, in uscita nel settembre 2013. Il batterista che accompagnerà il gruppo nei successivi live sarà ancora una volta Amon Djurhuus, membro del progetto musicale Heljareyga di cui fa parte anche Heri. Il 31 dicembre 2013, la band posta sul proprio account Facebook un resoconto dello sfavillante anno che hanno appena concluso, tra intensi e soddisfacenti tour e ottime recensioni per il loro ultimo nato, Valkyrja. Tra l’altro, annunciano di tenere in pianta stabile Amon, ringraziando di cuore i 15 anni passati con Kári.

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ex componenti[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Collaboratori[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

In studio[modifica | modifica wikitesto]

Live[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Video musicali[modifica | modifica wikitesto]

Questi video sono stati pubblicati su internet, anche se Hail to the Hammer e Regin Smidur sono stati anche pubblicati nel DVD The Realm per conto della Napalm Records.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Band dell'anno[5] secondo la Televisione e la Radio Nazionale Faroese

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Týr in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 26 aprile 2014.
  2. ^ a b c d e Gianni Della Cioppa, 2010, p. 115.
  3. ^ (EN) video di risposta su youtube. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  4. ^ (EN) Intervista. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  5. ^ a b (EN) band dell'anno su napalm records. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  6. ^ (EN) The Metal Observer, Marzo 2004. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  7. ^ Video ufficiale di Ormurin Langi. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  8. ^ Video ufficiale di Hail to the Hammer. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  9. ^ Video ufficiale di Regin Smiour. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  10. ^ Video ufficiale di Sinklar Visa. URL consultato il 13 febbraio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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