Soprano sfogato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Nell'arte del canto, la locuzione soprano sfogato designa una cantante (contralto o mezzosoprano) che pur appartenendo ad un registro vocale inferiore sostiene parti di soprano grazie ad una ricca estensione vocale.

Il soprano sfogato è stato introdotto nel XIX secolo da Giuditta Pasta e Maria Malibran, entrambe mezzosoprani, che hanno cantato anche parti di soprano grazie alla loro notevole estensione vocale.

Nella maggioranza dei casi, tale decisione di cantare in un registro non congeniale ha causato alle cantanti sorti infelici: la Pasta accusò presto lo sforzo di sostenere tessiture molto elevate e si rovinò la voce; Marietta Alboni non ottenne gli stessi successi di quando cantava da contralto; Adelaide Comelli aveva evidenti difficoltà a controllare il registro acuto che spesso risultava stridulo o forzato.

Secondo i cronisti dell'epoca, l'elemento che accomunava queste cantanti era un "passaggio di registro" alle zone acute che risultava metallico, poco omogeneo e limpido, nonché forzato e simile a ventriloquismo.

musica Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica