Medea (Cherubini)

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Medea
Medea Cherubini titelblad.jpg
Frontespizio della partitura completa originale
Titolo originale Médée
Genere opéra comique
Musica Luigi Cherubini
Libretto François-Benoit Hoffmann,
tratto dalla Medea di Euripide
(libretto francese on-line)
(libretto italiano on-line)
Atti tre
Prima rappr. 13 marzo 1797
Teatro Théatre Feydeau, Parigi
Prima rappr. italiana 30 dicembre 1909
Teatro Teatro alla Scala, Milano
Personaggi
  • Creonte, re di Corinto (Basso)
  • Glauce-Dircé, figlia del re (Soprano)
  • Giasone, condottiero (Tenore)
  • Medea, moglier di Giasone (Soprano)
  • Neris, ancella di Medea (Contralto o Mezzosoprano)
  • Un capo delle Guardie (Basso)
  • due ancelle, (Soprano)
  • Argonauti, combattenti e popolo di Corinto
  • Coro

Medea (Médée) è un'opera lirica in tre atti di Luigi Cherubini, su libretto di François-Benoît Hoffmann, basato sulla tragedia greca omonima di Euripide e di Seneca, ma recenti studi hanno dimostrato una certa affinità con Corneille. Ragione per cui potremmo porre l'opera sul filo continuo di una tradizione, forse annosa, di ricchi riferimenti al mito che parte da Euripide e arriva fino al Novecento.

Rappresentata per la prima volta al Théâtre Feydeau di Parigi il 13 marzo 1797 con successo anche grazie all’interpretazione della protagonista, Julie-Angélique Scio nel ruolo di Medea e con Pierre Gaveaux nel ruolo di Giasone.

La prima rappresentazione in Italia avvenne il 30 dicembre del 1909, al Teatro alla Scala di Milano. Durante l'edizione scaligera del 1909 vestiva i panni di Medea una giovane e carismatica Ester Mazzoleni. Ci resta una bellissima foto d'epoca in cui la Mazzoleni è ritratta mentre si appoggia a un elemento scenico e osserva con sguardo cupo e folle -gli occhi sono fissi sull'osservatore- il vuoto, elemento questo rivelatore della lettura che di Medea Cherubini diede nella sua opera (collezione Aiello). Tuttavia, l'opera in suolo italiano non ebbe lo stesso successo che aveva riportato nel lontano 13 marzo del 1797 a Parigi. Proprio a Parigi essa era stata definita come "large, espressive, majesteuse et terrible".

L'opera[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda storica dell'opera sintetizza diversi gusti musicali: italiano, francese e tedesco. Si capisce quanto i più grandi maestri dell'Ottocento debbano a Cherubini e a questa sua opera sì maestosa solo attraverso le parole di Brahms, che, non a caso, la definì: "quella che noi musicisti riconosciamo fra noi come la cosa suprema nella musica drammatica.

La versione originale francese fu composta conformemente ai canoni dell'opéra-comique e pertanto presenta una struttura dicotomica basata sull'alternanza di parti cantate e recitate. Non vi si trova cioè quella forma ibrida, con funzione di tessuto connettivo, propria del melodramma italiano che è il "recitativo". L'opera ebbe nell'Ottocento un successo durevole e clamoroso in Germania, dove furono inseriti recitativi in musica in sostituzione delle parti in prosa, a partire dalla riscrittura operata da Franz Lachner su commissione del teatro di Francoforte nel 1856.

Nel Regno Unito la premiere è stata nel 1965 al Her Majesty's Theatre di Londra con i recitativi di Luigi Arditi e con il soprano Thérèse Tietjens e nel 1870 al Royal Italian Opera oggi Royal Opera House.

La versione tedesca fornì poi la base per l'allestimento scaligero del 1909, in occasione del quale l'intero libretto fu tradotto in italiano ad opera di Carlo Zangarini. È nella versione italiana che l'opera ha goduto delle sue maggior fortune nel corso del Novecento.

Opera severa, di impianto tipicamente neoclassico e senza concessioni alla fluente melodia italiana, Medea godette dell'ammirazione dei compositori tedeschi (tra cui Weber, Beethoven, Schumann, Brahms e Wagner) più che di quelli italiani. La ragione di un sì clamoroso successo è dovuto essenzialmente alla presenza di una profondissima escursione psicologica dei personaggi, i quali portano dentro se' un complesso impianto emozionale e una netta motivazione verso ogni gesto compiuto: Medea è ossessionata, seppur con attimi di incertezza, dalla logica della vendetta (così come in Euripide), Giasone dalle nuove nozze e dal desiderio di eliminare la possente minaccia che per lui rappresenta Medea, Glauce e Creonte dalla pace del regno e dalla felice riuscita delle nozze, Neris dalla fedeltà alla padrona ("Dovunque andrai ti seguirò...") ma al contempo, da "corifea", della logica del popolo, del buon senso della comunità ("Signor! La crudele..."). L'ambivalenza, la contraddizione si stagliano sullo sfondo e dominano incontrastati la scena sin dall'ouverture, dove si possono distinguere chiaramente due tempi ben marcati: l'Allegro Vivace da un lato, che esprime la tragicità e l'indicibile sfrenata passione che muove Medea (si ricordi che anche Euripide esalta questa caratteristica propria di Medea ricorrendo al termine miainofoteron, cioè "animo assetato di sangue"); dall'altro, l'Andantino con moto che esprime al contempo la serenità di un regno e di imminenti nozze prospere e dall'altro l'angoscia di Glauce. Ricordiamo a tal proposito che nella versione cinematografica di Pasolini la morte di Glauce viene inscenata ben due volte: nei sogni di Medea e nella realtà. Nel sogno di Medea Glauce, indossate le vesti di Medea, si guarda allo specchio e fugge disperata verso l'esterno; frattanto le vesti vanno in fiamme portandola alla morte. Secondo un'interpretazione questa scena demarcherebbe proprio la paura e l'immaturità di Glauce, la quale, indossate le vesti di Medea (simbolo della nuova posizione sociale che sta per assumere, cioè il passaggio da fanciulla a donna, quale è Medea), impazzisce non sentendosi in grado di svolgere questo compito, dovendo persino competere con Medea, la sapiente da cui tutti sono atterriti.

La riscoperta dell'opera di Cherubini in Italia ed a livello internazionale si legò, negli anni cinquanta del XX secolo, all'interpretazione di Maria Callas, che è rimasta paradigmatica: la grande intensità drammatica di essa fu tale da spingere successivamente, come già menzionato, il regista italiano Pier Paolo Pasolini ad affidare al grande soprano il ruolo di attrice protagonista nell'omonimo film (in prosa, non correlato all'opera) da lui diretto nel 1969. Nel 1953 al Teatro Comunale di Firenze Vittorio Gui dirige con successo Medea con Maria Callas, Fedora Barbieri, Gabriella Tucci e Mario Petri. Nel dicembre successivo Maria Meneghini Callas canta Medea alla Scala diretta da Leonard Bernstein con la Barbieri e Gino Penno. Nel 1954 Gui dirige Medea con la Callas, Giorgio Tozzi, la Tucci e Miriam Pirazzini al Teatro La Fenice di Venezia. Nel 1955 Gabriele Santini dirige Medea con la Callas, Boris Christoff, la Barbieri, la Tucci e Francesco Albanese al Teatro dell'Opera di Roma. Nel 1958 Nicola Rescigno dirige Medea con la Callas, Nicola Zaccaria, Jon Vickers, Teresa Berganza a Dallas. Nel 1959 Rescigno dirige Medea con la Callas, Zaccaria, Vickers e Fiorenza Cossotto al Royal Opera House, Covent Garden di Londra.

Al San Francisco Opera va in scena nel 1958 con Eileen Farrell.

Al Palais Garnier di Parigi la prima è stata nel 1962 diretta da Georges Prêtre con Rita Gorr.

Al Wiener Staatsoper va in scena nel 1972 con Leonie Rysanek, Nicolai Ghiuselev, Bruno Prevedi e Lucia Popp.

Al Grand Théâtre di Ginevra va in scena nel 1978 con Cristina Deutekom e Nicola Ghiuselev.

All'Opéra National de Paris la prima è stata nel 1986 con Dunja Vejzović/Shirley Verrett.

Al Festival di Salisburgo va in scena nel 2000 diretta da Sir Charles Mackerras con Angela Denoke ed i Wiener Philharmoniker.

Al Teatro Regio di Torino la prima è stata nel 2008 con Anna Caterina Antonacci, Giuseppe Filianoti, Cinzia Forte e Sara Mingardo trasmessa da Rai 3.

La trama[modifica | modifica wikitesto]

L'azione si svolge a Corinto.

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Davanti al palazzo del Re. Glauce sta facendo i preparativi per il suo matrimonio con Giasone. Questi intende ripudiare Medea, la sua attuale consorte. Lei a suo tempo l'aiutò nell'impresa di rubare il Vello d'oro, tradendo così la sua stessa famiglia, e dalla loro unione nacquero due figli. Medea riesce ad entrare nel palazzo ed incontra Giasone, al quale chiede il ritorno in seno alla famiglia. Lui però rifiuta, allora lei lo maledice e giura vendetta.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del palazzo del Re. Medea vuole vendicarsi; la sua ancella Neris cerca di convincerla a lasciare Corinto. Arriva Creonte che ordina a Medea di abbandonare immediatamente la città. Lei implorando ottiene ancora un giorno da passare con i suoi figli. Incontra ancora Giasone e insieme rievocano i felici momenti del loro amore. Infine Medea ordina all'ancella di recare in dono a Glauce il manto e la corona che ella ebbe da Apollo.

Atto III[modifica | modifica wikitesto]

Tra il palazzo e il tempio. Neris accompagna i due figli al cospetto della loro madre Medea. Dal tempio giungono voci e lamenti: Creonte e Glauce sono morti perché i doni di Medea erano avvelenati. La folla furente si scaglia contro Medea, ma questa, con Neris e i due figli, si rifugia nel tempio. Giasone accorre per arrestarla, ma Neris esce sconvolta dicendo che Medea ha assassinato i loro figli nel tempio. Indi appare Medea, con ancora in mano il pugnale insanguinato e dice a Giasone di aver compiuto la sua giusta vendetta. Sconvolto dal dolore egli muore e Medea rientra nel tempio, mentre questo sta andando in fiamme.

Incisioni discografiche[modifica | modifica wikitesto]

Anno Cast (Medea, Giasone, Glauce, Creonte, Neris) Direttore
1953 Maria Callas, Gino Penno, Maria Luisa Nache Giuseppe Modesti, Fedora Barbieri Leonard Bernstein
1957 Maria Callas, Mirto Picchi, Renata Scotto, Giuseppe Modesti, Miriam Pirazzini Tullio Serafin
1961 Maria Callas, Jon Vickers, Ivana Tosini, Nicolai Ghiaurov, Giulietta Simionato Thomas Schippers
1967 Gwyneth Jones, Bruno Prevedi, Pilar Lorengar, Justino Díaz, Fiorenza Cossotto Lamberto Gardelli
1972 Leonie Rysanek, Bruno Prevedi, Lucia Popp, Nicolai Ghiuselev, Margarita Lilowa Horst Stein

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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