Scandalo Telecom-Sismi
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Lo scandalo Telecom-Sismi, relativo alle presunte intercettazioni illegali (mai provate negli atti dell'inchiesta) effettuate da alcuni responsabili della sicurezza di Telecom Italia, è scoppiato nel settembre 2006, con 21 arresti di vari dipendenti di Telecom, di poliziotti e di militari dei Carabinieri e della Guardia di Finanza a seguito dell'ordinanza fiume (oltre 350 pp) del 23 settembre 2006 del GIP Dott.ssa Paola Belsito [1].
Indice
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[modifica] L'inchiesta
Tale inchiesta è parte di un capitolo più vasto, che vede numerose sinergie, sollevate anche dai giornalisti d'inchiesta Giuseppe D'Avanzo e Carlo Bonini, con i precedenti scandali Nigergate e Laziogate e con il Caso Abu Omar. In questo scenario sono da menzionare, in quanto attaccati telematicamente, i giornalisti Davide Giacalone e Fausto Carioti di Libero, e Massimo Mucchetti del Corriere della Sera, per essere autori, tra le altre, di inchieste giornalistiche su Brasil Telecom, TIM Brazil e la privatizzazione di Telecom Italia.
Tra gli arrestati, Marco Mancini (arrestato anche in relazione al sequestro di Abu Omar), ex numero 2 del SISMI, Giuliano Tavaroli, ex direttore della Security del Gruppo Telecom Italia, ed Emanuele Cipriani, investigatore che da anni ha aperto una fiorente società di investigazioni a Firenze, la Polis d'Istinto (i cui uffici sono in un appartamento della nuora di Licio Gelli, del cui marito Cipriani è amico).
L'inchiesta, partita nel 2002 dal caso dell'ex-manager della Coca-Cola, pedinato e dossierato per conto dei vertici della stessa filiale italiana della Coca-Cola che avevano commissionato a fine 2000 attività per oltre 130 milioni di Lire alla Polis d'Istinto, ha in seguito portato anche alla nascita dello scandalo Laziogate.
Cipriani avrebbe costruito illecitamente, per conto di Tavaroli (all'epoca a capo della security di Telecom), numerosi dossier su varie personalità politiche, economiche e dello spettacolo, oltre a giornalisti e calciatori[2]: non solo dossier con regolare mandato, ma arricchiti di informazioni raccolte con metodi illegali (detti "pratiche grigie", dal colore della copertina), ma addirittura dossier per i quali era stato dato incarico a Cipriani per le "vie brevi", non risultante pertanto da nessun mandato scritto (le "pratiche celesti", custodite nel cosiddetto archivio "Z": un sistema di archiviazione elettronico creato dal softwarista Mirko Meacci che si basava su tre hard-disk esterni, che per precauzione venivano custoditi nella sala consolare e richiusi in cassaforte ogni fine settimana - essendo Emanuele Cipriani anche console onorario di un paese africano - sala comunicante attraverso una porta interna con la Polis d'Istinto). E sono proprio le "pratiche celesti" che successivamente non venivano contabilizzate, anche se effettivamente si trattava di indagini commissionate dai clienti e svolte dalla rete investigativa di Cipriani, composta da investigatori privati (a volte però privi di licenza investigativa) e da pubblici ufficiali corrotti. Anche Mancini avrebbe fornito periodicamente a Cipriani numerose informazioni riservate (su conti correnti, informazioni penali, dati anagrafici, ecc.) dietro pagamento di forti somme di denaro.
Presso Mirko Meacci gli investigatori trovano dei DVD contenenti i back-up degli hard-disk con tutto l'archivio "Z", ossia le "pratiche celesti". L'accesso è criptato e solo la confessione del Cipriani, dopo un lungo periodo di detenzione cautelare, permette di stampare quei dossier, che vengono immediatamente segretati.
In una pen-drive trovata a Tavaroli gli inquirenti trovano "bozze delle decisioni dell'Antitrust, comunicazioni di funzionari, atti di legali difensori nella causa di Telecom davanti all'Antitrust". Il GIP Giuseppe Gennari sottolinea "l'eccezionale gravita' del comportamento della Security di Telecom, la quale era in grado di mettere nelle mani dell'azienda (perché è ovvio che le notizie prelevate non fossero appunto di utilizzo da parte della Security) elementi di conoscenza potenzialmente in grado di interferire, gravemente e illecitamente, nell'operato di un soggetto istituzionale che dovrebbe essere massima espressione di autonomia come il Garante per il Mercato e la Concorrenza".
Figura emblematica, ma anche figura chiave per gli inquirenti, è Marco Bernardini, già collaboratore esterno a contratto del S.I.S.De. e succesivamente investigatore privato in una società che annovera tra i suoi clienti la Pirelli e la Telecom Italia. Bernardini, che in passato ha avuto occasione di utilizzare elementi delle forze dell'ordine per la raccolta di informazioni commissionate, viene interrogato numerose volte dal Pubblico Ministero, Dottor Fabio Napoleone, al quale rilascia una lunga deposizione, nella quale chiarisce la sua posizione nella vicenda. A seguito dei detti interrogatori, il Pubblico Ministero rinuncia all'esecuzione di misure cautelari nei suoi confronti. Marco Bernardini dal momento del primo interrogatorio non si è mai spostato dall'Italia.
Nel gennaio e nel marzo 2007 altri provvedimenti di arresto colpiscono varie persone coinvolte nella vicenda, tra cui Fabio Ghioni e il suo Tiger Team (Andrea Pompili, Rocco Lucia), di Telecom, e nuovamente Giuliano Tavaroli (all'epoca già in carcere) e Mancini. Tra gli arresti del marzo 2007 rientrano anche ex poliziotti ed un ex agente della CIA.
A Ghioni i magistrati contestano anche di aver ottenuto, oltre che da fornitori di Telecomitalia, da Cipriani e Bernardini ingenti somme di danaro per svolgere intrusioni informatiche,su incarichi che egli stesso commissionava. Tali somme, riversate su conti esteri di prestanomi e della fiduciaria neozelandese Finefin, sono state solo in parte recuperate.
I vari capi di imputazione comprendono i reati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali, rivelazione del segreto d'ufficio, appropriazione indebita, falso, favoreggiamento e riciclaggio.
Sotto la guida del commercialista cosentino, Marcello Gualtieri, trapiantato da anni a Milano e diventato fiscalista di Cipriani, quest'ultimo avrebbe costitutito all'estero un piccolo tesoro ammontante ad alcune decine di milioni di €.
Nel giugno 2007 a Tavaroli e Mancini sono stati concessi gli arresti domiciliari. Nel luglio 2007 Cipriani ottiene la scarcerazione dagli arresti domiciliari.
Alcuni dei protagonisti di questo caso sono inoltre coinvolti anche nello scandalo dell'archivio segreto di Via Nazionale e nel caso Abu Omar.
Nel novembre 2007 a Milano sono sono stati arrestati i tecnici del Tiger Team Roberto Preatoni (figlio del magnate Ernesto Preatoni) e messo ai domiciliari e Angelo Jannone (ex Tenente Colonello del ROS dei Carabinieri, già direttore della sicurezza aziendale di Telecom in brasile ), accusati a vario titolo di intrusioni telematiche e associazione a delinquere finalizzata all'illecita acquisizione di informazioni. La vicenda si inquadra nella guerra per il controllo di Brasil Telecom, con spionaggio e controspionaggio internazionale, e per la quale anche l'agenzia investigativa Kroll è stata indagata in Brasile. Jannone ha sempre respinto le accuse mossegli in particolare da Ghioni e Bernardini.
[modifica] La chiusura delle indagini
A metà luglio 2008 i tre PM di Milano titolari dell'inchiesta (Fabio Napoleone, Nicola Piacente e Stefano Civardi) depositano le 371 pagine dell'avviso di chiusura delle indagini[3], dopo aver convocati a fine giugno - contemporaneamente - in Procura, come ultimo atto investigativo, i vertici Telecom di allora, Marco Tronchetti Provera (ex presidente) e Carlo Buora (ex amministratore delegato) in quanto persone informate sui fatti [4][5].
Per non aver vigilato sulla propria security e sui metodi usati per avere le informazioni, i gruppi Telecom e Pirelli risultano indagati in base alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle società[6], pur non essendo stati mossi addebiti contro l'ex presidente e l'ex amministratore delegato Telecom. Una lunga serie di reati sono stati invece contestati a 34 persone, accusate a vario titolo di aver messo in piedi una vera e propria associazione a delinquere al cui vertice c'era l'ex capo della security Giuliano Tavaroli. Gli indagati devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici ufficiali, rivelazione del segreto di stato, appropriazione indebita, falso, accesso abusivo a sistemi informatici, favoreggiamento e riciclaggio. Nelle interviste rilasciate nei giorni successivi alla chiusura delle indagini, Tavaroli si difende scaricando le responsabilità sui suoi superiori, che gli avrebbero commissionate le indagini poi risultate illecite [7] [8]. Dagli stralci degli interrogatori di Marco Mancini, ormai accessibili presso la Procura della Repubblica di Milano, si rileva che Mancini si difende scaricando le responsabilità sui superiori e chiamando in causa il Generale Pollari.[9].
Dall'inchiesta viene stralciato il filone brasiliano, sulle presunte tangenti della vicenda Kroll Opportunity, per quanto nello stesso periodo in Brasile il banchiere Daniel Dantas (che otterrà l'habeas corpus proprio grazie all'esistenza del procedimento milanese) ed il faccediere Nasij Nhas vengono arrestati per associazione per delinquere e riciclggio insieme ad altre 20 persone. Angelo Jannone, uno degli indagati nell'inchiesta milanese, ipotizza che l'esclusione delle vicende brasiliane dall'inchiesta milanese faccia parte di una strategia dei pubblici ministeri volta ad eliminare elementi imbarazzanti rispetto alla credibilità di Marco Bernardini, gola profonda dell'inchiesta milanese.
[modifica] Notifica alle parti lese per pubblici annunci
Il procedimento, nonostante la chiusura delle indagini a metà del 2007, ha subito un rallentamento dato dalla mole della documentazione raccolta (169 faldoni di atti dei PM e 53 faldoni di atti del GIP). Il termine di 20 gg per la presentazione delle memorie da parte degli indagati è quindi slittato. La documentazione è stata tutta scannerizzata con metodologia OCR nella prima metà di ottobre 2008 e resa disponibile dalla Procura di Milano su due dvd a disposizione degli imputati (34 persone che rispondono a vario titolo di: associazione a delinquere, corruzione, appropriazione indebita, accesso abusivo al sistema informatico, procacciamento e diffusione di notizie attinenti alla sicurezza; 2 aziende che rispondono della violazione della legge 231 sulla responsabilità delle società) e, più tardi, anche delle parti lese (che si presume siano almeno 4200).
L'8 gennaio 2009 viene data informazione che le parti lese verranno invitate - mediante un annuncio per pubblici proclami che consentirà alla pubblica amministrazione di risparmiare almeno 200.000 € - ad andare sul sito web del Tribunale di Milano per conoscere le future date delle udienze)[10].
Si assiste poi alla moltiplicazione dei procedimenti cosiddetti Telecom[11]:
- si inizierà il 24 marzo 2009 con una "procedura di distruzione di atti illegalmente formati o acquisiti", che verrà istruita dal GIP Giovanni Gennari[12];
- quasi in parallelo, il 31 marzo 2009 si procederà con l'"udienza preliminare" di competenza del GUP Mariolina Panasiti[13];
- verrà dato vita il 23 aprile 2009 a un procedimento di ""incidente probatorio" relativo a tre imputati (Marco Bernardini, Emanuele Cipriani e Fabio Ghioni), di cui viene reso noto il calendario di 14 udienze terminanti il 16 giugno 2009[14].
Al contempo fonti giornalistiche anticipano che molti degli imputati stanno già trattando il patteggiamento con i PM[15][16].
È probabile che molte delle parti lese si costituiranno parte civile nel procedimento. Ma al momento - per dimostrare le attività illegali perpetrate a loro danno e richiederne i risarcimenti - non potranno far uso dei dossier (si dice oltre 10.000) raccolti illegalmente dalla Polis D'Istinto - le cosiddette "pratiche Z", chiamate anche "pratiche celesti" (dal colore della loro copertina) - in quanto la Consulta, investita da più GIP della questione incostituzionalità della cosiddetta "legge Mastella" (che ne prevederebbe la distruzione), ha rinviato la sentenza a dopo l'approvazione da parte del Parlamento di una nuova legge sulla privacy. Legge di cui, al momento, il Parlamento non ha in programma alcuna redazione[17]. Al riguardo, la Consulta non ha ancora espresso il proprio parere, già atteso per la fine gennaio 2009[18].
[modifica] Procedura di distruzione di atti illegalmente formati o acquisiti (GIP Dott. Giovanni Gennari)
[modifica] Prima udienza (23.03.2009)
Nel corso dell'udienza i pubblici ministeri Stefano Civardi e Nicola Piacente, titolari dell'inchiesta c.d. Telecom, hanno ricordato che da due anni è pendente davanti alla Consulta un ricorso sulla legittimità della norma che prevede la distruzione dei dossier illeciti, e hanno chiesto al giudice di rivolgersi ancora alla Consulta. Il legale dell'imputato John Spinelli ha invece sollecitato il GIP a trasmettere le carte al GUP che la settimana successiva inizierà l’udienza preliminare. Alcuni legali delle parti lese hanno enunciato che stando alle attuali leggi nulla osta alla presa visione - da parte delle parti lese - dei dossier illecitamente formati a loro danno, e si sono pronunciati contro la distruzione dei dossier illegali, in quanto contengono le prove dei reati e servono per scoprire i mandanti, oltre che necessitare per i risarcimenti civili. In un caso è stato anche fatto presente che tale materiale è stato richiesto nell'ambito di altri procedimenti penali che sono attualmente sospesi in attesa dell'acquisizione subordinata al parere della Consulta, pendente già da ben due anni[19][20]. Il GIP si è riservato di decidere nel corso della seconda udienza, che viene fissata per il 18 aprile 2009.
[modifica] Seconda udienza (18.04.2009)
Ritenendo che i dossier equivalgano al corpo del reato e la loro eliminazione comporti quindi l'eliminazione di una prova diretta, il GIP decide di sollevare eccezione di costituzionalità, sospende la procedura di distruzione degli atti illegalmente formati o acquisiti e si investe la Corte Costituzionale della legittimita' della norma sulla distruzione di documenti acquisiti in modo illecito[21].
[modifica] Decisione della Corte Costituzionale
Accogliendo parzialmente le eccezioni sollevate dal GIP, con nota 22.04.2009 - Decisione sulle “intercettazioni” la Consulta dichiara in parte illegittima la norma che impone la distruzione dei documenti e delle intercettazioni ritenute illegali[22]. Infatti, là dove la norma imponeva la distruzione di tutto il materiale illegalmente acquisito (comunicazione telefoniche, telematiche, ecc.) in un'udienza camerale celebrata dal GIP che però avrebbe dovuto redigere un verbale riassuntivo di quanto distrutto, la Consulta ha dichiarato l'illegittimità dell'articolo 240 del codice di procedura penale in due punti[23]:
- i commi 4 e 5, nella parte in cui non prevedono l'applicazione delle stesse regole fissate per l'incidente probatorio (art.401,commi 1 e 2) durante l'udienza per la distruzione dei documenti;
- il comma 6, "nella parte in cui non dice che il divieto di fare riferimento al contenuto dei documenti, supporti e atti nella redazione del verbale" di distruzione "non si estende alle circostanze inerenti la formazione, l'acquisizione e la raccolta degli stessi documenti, supporti e atti".
Da una prima interpretazione si direbbe quindi che la distruzione possa comunque avvenire: servirà però una procedura leggermente più complessa - l'incidente probatorio - che comunque si limiterà ad approfondire solo la formazione, l'acquisizione e la raccolta di tali documenti, ma non il loro contenuto. Pertanto difficilmente potranno tornare utili ai dossierati (parti lese) per ottenere risarcimenti in sede civile o anche solo dimostrare l'esistenza di calunnie o attività di discredito compiuta a loro danno.
[modifica] Udienza preliminare (GUP Dott.ssa Mariolina Panasiti)
[modifica] Prima udienza (31.03.2009)
L'udienza si è svolta parzialmente, in quanto molti difensori degli imputati si sono astenuti per adesione allo scipoero di protesta indetto dalla camera penale. I difensori delle persone offese, che non hanno facoltà di astenersi, sono stati sollecitati dal giudice a depositare gli atti di costituzione di parte civile e le richieste di citazione dei responsabili civili. Quindi, nel corso della prossima udienza sarà nuovamente possibile depositare la costituzioni di parte civile.
[modifica] Seconda udienza (23.04.2009)[24]
Rappresenta la prima vera udienza preliminare. Si terminano di raccogliere le ultime costituzioni di parte civile e si ascoltano le prime eccezioni degli avvocati degli imputati. Da alcune parti offese è stata formulata la richiesta di citazione come responsabili civili dei ministeri dell’Interno, della Difesa e dell’Economia, in quanto le indagini hanno rivelato che informazioni riservate sul conto di alcune parti offese erano state fornite o dai poliziotti o dai carabinieri o dai finanzieri che sono coinvolti nell’inchiesta. Per consentire ai legali degli imputati di esaminare le richieste di costituzioni di parte civile viene concesso un mese. Pertanto la seconda udienza viene rinviata al 22 maggio, cancellando le cinque udienze già previste per l'incidente probatorio prima di tale data.
[modifica] Incidente probatorio
[modifica] Prima udienza (24.04.2009)
[modifica] Nuove connessioni
A distanza di due anni dalla prima ventata di arresti, a Firenze si apre un'indagine fotocopia dello scandalo Telecom-Sismi: anche nel caso di Firenze, al vertice dell'organizzazione era l'ex capo della security di una grossa azienda Gucci. A seguire le indagini è il PM Ettore Squillace Greco, titolare dello stralcio fiorentino dell'inchiesta lombarda[25][26]. L'inchiesta era partita dal suicidio di un agente di polizia avvenuto a Montevarchi il 18 settembre 2006. A seguito dell'ordinanza del GIP Dott.ssa Anna Sacco, sono state effettuate ventidue perquisizioni (tra cui le abitazioni di due poliziotti e due carabinieri in servizio a Firenze e di un finanziere che lavora a Latina), anche in alcune sedi della Gucci (a Scandicci/Casellina, Roma e Milano)[27][28][29][30]. Vengono effettuati sette arresti (cinque in carcere e due ai domiciliari) per corruzione, rivelazione di segreti d'ufficio e accesso abusivo ai sistemi informatici. Coinvolti, oltre che i titolari delle agenzie di investigazioni Sia, Kim e Ciani di Firenze, anche alcuni dipendenti delle stesse. Tre degli arrestati risultano aver lavorato con Emanuele Cipriani, all'epoca titolare della Polis D'Istinto (tra di questi vi sarebbe anche la sua ex-compagna, già segretaria della Polis D'Istinto per quasi un decennio)[31][32].
La prima udienza si tiene il 5 giugno 2009, col GUP di Firenze, dott. Michele Barillaro, che rinvia a giudizio quattro indagati e accetta il patteggiamento di un quinto. Le accuse vanno da corruzione, rivelazione di segreti d'ufficio all'accesso abusivo ai sistemi informatici. Gli indagati avrebbero fornito informazioni riservate dietro compenso ad agenzie investigative, tra cui la Polis d'Istinto. A costituirsi parte civile vi è anche l'avvocatura dello Stato per danno d'immagine al ministero delle Finanze[33].
[modifica] Citazioni
| « ... che Tavaroli gestisse pratiche di questo genere nel suo singolare interesse è altamente improbabile. Ci troviamo di fronte a una gravissima intromissione nella vita privata delle persone e a un tentativo di captazione occulta di dati e notizie riservate, mosse da logiche puramente partigiane, nella contrapposizione dtra blocchi di potere economico e finanziario. Logiche che tendono a beneficiare non già l'azienda come tale, ma colui che, in un dato momento storico, ne è il proprietario di controllo. » | |
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(Dott. Giuseppe Gennari, GIP, Ordinanza 18.01.2006 a pag. 188)
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| « Osserviamo anche il riemergere di una tipologia di investigazioni che, in modo difficilmente revocabile in dubbio, rispondevano a esigenze dei vertici e della proprietà aziendale" » | |
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(Dott. Giuseppe Gennari, GIP, Ordinanza 20.03.2007 a pag. 168)
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| « Nessuno avrà interesse a celebrare il "processo Telecom". Nessuno: né i pubblici ministeri, né gli imputati, né la Telecom vecchia, né la Telecom nuova. Ma io non sono e non farò né accetterò mai di essere il capro espiatorio di questo affare. Io vorrò con tutte le mie forze il processo e nel processo vorrò vederli in faccia ripetere quel che hanno riferito ai magistrati. Il mio vantaggio è che tutti – tutti – hanno mentito in questa storia, e io sono in grado di dimostrare che le informazioni che ho raccolto sono state distribuite in azienda perché commissionate dall'azienda e nel suo interesse… Ne ho sentite di tutti i colori. Come Marco Tronchetti Provera che nega di aver mai avuto conti all'estero, come se non sapessi che per lo meno fino al 2006 i suoi conti erano a Montecarlo. » | |
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(Giuliano Tavaroli, La Repubblica, 21.07.2008)
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| « Sono molto contento e soddisfatto della conclusione cui sono arrivati i giudici dopo tre anni e mezzo di indagine. Dopo che sono stati sentiti centinaia di testimoni, viste migliaia di carte, è emersa con chiarezza la verità. Questo è un dato estremamente importante. Sono peraltro sconcertato che continui una campagna che, malgrado ogni evidenza, cerchi di alterare la verità. Questo è davvero inaccettabile, è qualche cosa di incomprensibile. » | |
| « Una trama allarmante di acquisizione di informazioni riservate da utilizzare contro importanti personaggi dell' imprenditoria, del giornalismo e della politica italiana, prima di incontri che l'alta dirigenza del gruppo aveva in programma con questi personaggi. » | |
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( Tribunale del Riesame di Milano[35])
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[modifica] Bibliografia
- 2007 - Massimo Mucchetti. Il Baco del Corriere. Milano, Feltrinelli, 2007. (ISBN non disponibile)
- 2008 - Giorgio Boatti, Giuliano Tavaroli: Spie, 241 pp, Mondadori, Collana Frecce, ISBN 9788804580720
- 2008 - Sandro Orlando: La repubblica del ricatto - Dossier segreti e depistaggi nell'Italia di oggi (prefazione di Furio Colombo, 299 pp, Chiarelettere editore srl, Milano, ISBN 9788861900042
- 2008 - Emilio Randacio: Una vita da spia - 007 si nasce o si diventa?, 182 pp, Rizzoli, Collana Futuropassato, ISBN 9788817020572
- 2008 - Giorgio Boatti: Spie, 241 pp, Mondadori, Collana Frecce, ISBN 9788804580720
- 2009 - Andrea Pompili. Le Tigri di Telecom. Roma, 2009. ISBN 9788862220682.
[modifica] Note
- ^ Fonte: La Stampa "I nome di tutti gli arrestati e i capi di imputazione
- ^ Fonte: La Repubblica, 28.07.2008, "Non solo Vieri, pedinati anche Mutu, Ronaldo e Jugovic"
- ^ Informazione di garanzia e avviso di conclusione delle indagini - parte 1 - parte 2 - parte 3
- ^ Fonte: Il Sole 24 ore, 21.07.2008, "Dossier illegali Telecom, Tronchetti e Buora «vittime»"
- ^ Fonte: La Repubblica, 22.07.2008, "Dossier illeciti Telecom: ecco l'atto integrale dei PM"
- ^ Fonte: l'Unità, 21.07.2008, "Caso Telecom, i PM: la società non impedì i reati"
- ^ Fonte: La Repubblica, 21.07.2008, intervista a Giuliano Tavaroli - parte 1 "E Tronchetti mi disse: le abbiamo chiesto troppo"
- ^ Fonte: La Repubblica, 22.07.2008, intervista a Giuliano Tavaroli - parte 2 "Tronchetti mi ordinò un dossier sui soldi ai DS"
- ^ Fonte: La Repubblica, 25.07.2008, "Mancini racconta la sua verità: Pollari riferiva a Tronchetti"
- ^ Fonte: Virgilio Notizie, 08.01.2009, "Dossier illegali: con avvisi via web risparmio di 200.000 Euro"
- ^ Fonte: Tribunale di Milano "Procedimento R.G. 30382/03 NR – 4728/03 GIP e 25194/08 NR – 9633/08 GIP (c.d. procedimento TELECOM)"
- ^ Procedura di distruzione di atti illegalmente formati o acquisiti
- ^ Fissazione dell'udienza preliminare
- ^ Incidente probatorio
- ^ Fonte: Agi News On, 24.11.2008 "Inchiesta Telecom: Procura chiede il processo"
- ^ Fonte: Apcom, 15.12.2008, "PM chiede incidente probatorio con 3 imputati"
- ^ Fonte: Il Giornale, 25.11.2008, "Processate Telecom e la sua Security"
- ^ Fonte: Virgilio Notizie, 08.01.2009, "Dossier illegali: con avvisi via web risparmio di 200.000 Euro"
- ^ Fonte: Libero.news, 23.03.2009, "Dossier illeciti: su distruzione atti udienza milano rinviata a 18 aprile 2009"
- ^ Fonte: Wall Street Italia, 24.03.2009, "Dossier illegali: è rebus, il GIP deciderà il 18 aprile 2009"
- ^ Fonte: ANSA, 18.04.2009 "Dossier illegali: atti a Consulta"
- ^ Fonte: La Repubblica, 22.04.2009, "Intercettazioni illegali, la Consulta 'Non tutte devono essere distrutte'"
- ^ Fonte: Kataweb, 22.04.2009, "Intercettazioni da non distruggere, la nota della Consulta"
- ^ Fonte: La Stampa, 23.04.2009, "Intercettazioni, centinaia al processo"
- ^ Fonte: La Repubblica, 21.10.2008, "Firenze, 7 arresti per archivi paralleli - Coinvolti agenti e investigatori privati"
- ^ Fonte: La Repubblica, 22.10.2008, "Spy story alla Gucci, sette in manette: dossier illegali su clienti e fornitori. Tra gli arrestati l'ex del detective coinvolto nel caso Telecom"
- ^ Fonte: AGI, 22.10.2008, "Investigatori fiorentini, i nomi degli arrestati"
- ^ Fonte: ASCA, 21.10.2008, "Firenze: indagine su agenzie investigative, perquisite sedi Gucci"
- ^ Fonte: Il Tempo, 22.10.2008, "Dossier illegali, spunta Gucci
- ^ Fonte: L'Espresso, 22.10.2008, "Archivi su 1800 tra fornitori, clienti, concorrenti e lavoratori dell´azienda - Dossier illegali, Gucci perquisita, arrestati in sette"
- ^ Fonte: Corriere Fiorentino, 22.10.2008, "Dalla Telecom alla Sia, gli uomini di Cipriani"
- ^ Fonte: 55news.it, 23.10.2008, "Spioni a Firenze: scoperto traffico illecito di dati riservati, sette persone arrestate"
- ^ Fonte: Radionostalgia, 06.05.2009, "Intercettazioni, indagini a Firenze: quattro a processo, uno patteggia"
- ^ Fonte: Il Messaggero, 21.07.2008, "Dossier illegali, Telecom ha reso possibili i reatidi Tavaroli. Tronchetti: «E' emersa la verità»"
- ^ Fonte: La Repubblica, 19.07.2008, "Dossier illegali, indagate Pirelli e Telecom Italia"
[modifica] Collegamenti esterni
- Fonte: La Stampa "Ordinanza 23.09.2006 GIP Dott.ssa Paola Belsito: il nome di tutti gli arrestati e i capi di imputazione
- Il servizio della trasmissione televisiva Report 25.03.07 sullo scandalo Telecom - video - trascrizione integrale del testo
- Informazione di garanzia e avviso di conclusione delle indagini, 14.07.2008 - parte 1 - parte 2 - parte 3
- Su Wikinews: Scandalo Telecom-Sismi
- Fonte: Tribunale di Milano "Procedimento R.G. 30382/03 NR – 4728/03 GIP e 25194/08 NR – 9633/08 GIP (c.d. procedimento TELECOM)" - Procedura di distruzione di atti illegalmente formati o acquisiti - Fissazione dell'udienza preliminare e richiesta di rinvio a giudizio allegata- Ordinanza di ammissione all'incidente probatorio

