Segreto di Stato

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Il segreto di Stato è un vincolo giuridico che determina l'esclusione di una determinata notizia dalla divulgazione al di fuori dell'ambito dei soggetti autorizzati, ponendo delle sanzioni nei confronti di chi violi tale obbligo.

Tale tipologia di segreto è solitamente giustificata dalla necessità di tutelare la sicurezza nazionale e la pubblica incolumità.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La legislazione in materia, negli stati moderni e contemporanei, generalmente prevede diritti garantiti dalle Costituzioni: libertà di informazione e diritto alla sicurezza, e in casi specifici, diritto di difesa e diritto alla privacy (inviolabilità del domicilio e segretezza delle comunicazioni), che potrebbero subire deroghe con l'apposizione del segreto.

La possibilità di apporre il segreto è generalmente riservata al potere esecutivo mentre, per quanto riguarda i soggetti responsabilità e i poteri di controllo del Parlamento e dell'autorità giudiziaria, si registra una notevole varietà nella normativa dei vari ordinamenti giuridici. Profonde differenze si riscontrano anche in riferimento al diverso trattamento sanzionatorio riservato a coloro che violino la disciplina posta a salvaguardia del segreto, anche in riferimento ai delicati problemi che tale istituto pone rispetto al principio della libertà di informazione.

Il segreto può riguardare fatti di natura militare (segreto militare) o politica. Secondo alcuni critici la segretezza dei documenti può ledere il diritto di cronaca dei giornalisti e il diritto d'informazione dei cittadini, così come le sanzioni per chi entra in possesso di taluni documenti e li pubblica, possono tradursi in una forma di censura che potrebbe ledere la libertà di stampa.[1][2][3][4][5]

Per contro i suoi sostenitori argomentano che in certi casi pubblicare alcune informazioni potrebbe causare danni di portata ben più vasta rispetto all'occultamento stesso, e che quindi il segreto di stato sia una pratica da usare con parsimonia, ma talvolta necessaria[1][2].

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il codice penale italiano considera due livelli di segreto: segreto in senso proprio e vietata divulgazione.

Rimaneva molto incerta e scarsamente definita la figura professionale dell'addetto ai servizi considerati segreti. La figura era tutelata dalla prassi storica di fatto ma scarsamente tutelata da norme specifiche. A seconda del prevalere di interessi di parte l'addetto poteva essere ben tutelato o privo di tutela.

Il segreto militare è stato invece inizialmente regolamentato dal regio-decreto n. 1161 del 1941 a firma di Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini.

Ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241 il segreto di stato è causa di esclusione del diritto di accesso agli atti amministrativi.

La legge 801/1977[modifica | modifica wikitesto]

Viene introdotto formalmente introdotto dalla legge 24 ottobre 1977 n. 801 "Istituzione e ordinamento dei servizi per le informazioni e la sicurezza e disciplina del segreto di Stato".[6]

Inoltre due decreti ministeriali, il d.m. 1406/1995 n. 519 per la difesa e il d.P.C. 1003/1999 n. 294 per i servizi segreti italiani, regolamentano ulteriormente l'argomento.

La legge 124/2007[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riforma dell'intelligence italiana del 2007.

La regolamentazione eccessivamente frastagliata e la scarsa definizione delle mansioni "coperte" da persone che agiscano per ordine dello Stato, hanno indotto a preparare un disegno di legge che regolamenti organicamente l'argomento.

Infatti la legge 3 agosto 2007, n. 124 ("Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto"), ispirata da proposte di Giuseppe Cossiga,[7] ridisciplinò radicalmente le funzioni specifiche dei singoli addetti, precisandone le responsabilità funzionali.

Vengono definite le aree di competenza del personale, stabilendo aree dove essi sono autorizzati ad agire e aree dove non sono autorizzati ad agire, superando rilevanti incertezze, fonti di polemiche nel passato.

Essa introduce l’articolo 270-bis del codice di procedura penale: ai sensi di tale norma l’autorità giudiziaria - quando abbia acquisito, tramite intercettazioni, comunicazioni di servizio di appartenenti al Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza o ai servizi di informazione per la sicurezza - dispone l’immediata secretazione e la custodia in luogo protetto dei documenti, dei supporti e degli atti concernenti tali comunicazioni.

A parte l'ingresso nel codice del neologismo entrato in uso nella pratica giudiziaria dell'ultimo decennio ("secretazione" in luogo di "segretezza", "occultamento", "messa in custodia riservata" ecc.), la norma è stata inserita con una certa urgenza a seguito della vicenda Abu Omar: essa è originata dai processi in corso a Milano, riguardanti alti funzionari dei servizi e atti della magistratura che nell'indagare su Nicolò Pollari ha svolto indagini su comunicazioni interne ai servizi segreti.

La legge stabilisce che il segreto di Stato decade dopo 15 anni; tale termine può essere prorogato dal Presidente del Consiglio (o dalle altre autorità competenti) ma non può mai superare i 30 anni.

Il d.P.C.M. dell'8 aprile 2008[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 aprile 2008 viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell'8 aprile, che definisce gli "interessi supremi da difendere con il segreto di Stato": "l'integrità della Repubblica, anche in relazione ad accordi internazionali; la difesa delle Istituzioni poste dalla Costituzione a suo fondamento; l'indipendenza dello Stato rispetto agli altri Stati e le relazioni con essi; la preparazione e la difesa militare dello Stato"[8].

Il provvedimento, eredità del governo Prodi II, ha suscitato timori di un possibile utilizzo per coprire con il segreto di stato anche quei luoghi legati all'energia (centrali nucleari e depositi di scorie) che il governo Berlusconi IV si è detto intenzionato ad individuare[9].

La giurisprudenza della Corte costituzionale[modifica | modifica wikitesto]

La Corte costituzionale, con sentenza dell'11 marzo 2009 n. 106, si è pronunciata escludendo il sindacato giurisdizionale sull'individuazione delle notizie che possano costituire segreto di stato. La pronunzia è stata definita "scandalosa" da molti costituzionalisti.[10]

Secondo la Corte, "l'individuazione degli atti, dei fatti, delle notizie che possono compromettere la sicurezza dello stato e che devono rimanere segreti" costituisce il risultato di una valutazione "ampiamente discrezionale". Deve pertanto escludersi ogni sindacato giurisdizionale, in quanto "è inibito al potere giurisdizionale di sostituirsi al potere esecutivo e alla pubblica amministrazione, e di operare il sindacato di merito sui loro atti". L'esercizio del potere di secretazione sarebbe quindi assoggettato al solo Parlamento, "sede normale di controllo nel merito delle più alte e più gravi decisioni dell'esecutivo", attraverso il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir, già Copaco)[10].

Con la stessa pronuncia, la Corte ha esteso anche agli agenti indagati quanto previsto dall'art. 41 della legge 124/2007, ossia che "ai pubblici ufficiali, ai pubblici impiegati e agli incaricati di pubblico servizio è fatto divieto di riferire riguardo a fatti coperti da segreto di Stato", permettendo a Marco Mancini di evitare il giudizio in riferimento allo scandalo Telecom-Sismi[11]

Cronologia dell'utilizzo del segreto di Stato in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Una lista non esaustiva dell'utilizzo del segreto di Stato in Italia:

  • vicenda ENI-Petronim
  • Sempre nel 1985 Craxi oppose inoltre il segreto di stato alle indagini sul comportamento del Sismi che, recuperato in Uruguay l'archivio di Licio Gelli, decise di restituire alle autorità sudamericane due fascicoli riguardanti due politici italiani[12].

Governo Prodi I

  • In seguito alle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone sui rifiuti nucleari e tossici verbalizzate nel 1993, il governo pose nel 1997 il segreto di Stato, tolto dopo 16 anni solo nel novembre del 2013.[13]

Governo Berlusconi III

  • Silvio Berlusconi ha apposto il segreto di Stato sui lavori di ristrutturazione della sua villa privata in Sardegna (villa Certosa)[14]

Governo Prodi II

Governo Berlusconi IV

  • Caso Abu Omar: Nel 2008 il governo Berlusconi IV ha confermato il segreto di stato opposto alle indagini sulla collaborazione dei servizi segreti italiani all'extraordinary rendition compiuta in Italia da agenti della CIA nei confronti di Abu Omar. Marco Mancini è stato quindi prosciolto per improcedibilità[11].
  • L'archivio segreto di Via Nazionale: Nel 2009 è stato opposto il segreto di stato alle indagini sull'archivio di dossier raccolto dal direttore del Sismi Niccolò Pollari in un "ufficio riservato" di via Nazionale a Roma, spiando a partire dal 2001, intensamente fino al 2003 e poi saltuariamente fino al 2006, quattro procure della Repubblica (Milano, Torino, Roma e Palermo), 203 giudici di 12 paesi europei (di cui 47 italiani), giornalisti e politici dell'opposizione di centrosinistra, sorvegliandone le iniziative, intimidendoli con operazioni di disinformazione, fino a screditarli con manovre "anche traumatiche", secondo la definizione dei giudici inquirenti[10].
  • Scandalo Telecom-Sismi: Il 22 dicembre 2009, anche a seguito della sentenza 124/2009 della Corte Costituzionale, il governo Berlusconi IV ha posto il segreto di stato sulle indagini sui dossier illegali di Telecom, per i quali era indagato l'ex numero due del Sismi, Marco Mancini[11]. Secondo il governo[15], le richieste a Marco Mancini si riferirebbero ad "argomenti riguardanti rapporti tra servizi di informazioni italiani e stranieri; assetti organizzativi del Sismi e qualifiche e incarichi ricoperti dai suoi dirigenti; rapporti di dipendenti del Sismi con soggetti esterni al servizio stesso; ordini e direttive interni riguardanti rapporti con soggetti esterni; profili attinenti modalità ed obiettivi operativi; contenuto dei rapporti con informatori e criteri di gestione degli stessi", ossia le "relazioni internazionali tra servizi di informazione e gli interna corporis degli organismi informativi", il disvelamento delle quali "potrebbe da un lato minare la credibilità degli organismi informativi nei rapporti con le strutture collegate, dall'altro pregiudicarne la capacità ed efficienza operativa con grave nocumento per gli interessi dello Stato". L'apposizione del segreto di stato potrebbe portare velocemente al proscioglimento di Mancini per improcedibilità, come avvenuto nel caso Abu Omar[11]
  • L'arsenale della Maddalena: Nel 1994, durante la guerra dei Balcani, una nave carica di armi partita dall'ex Unione Sovietica con destinazione i Balcani, fu intercettata nel Canale d'Otranto e venne sequestrato il carico. Il tribunale di Torino ne aveva ordinato la distruzione. L'arsenale sequestrato nell'Adriatico, formato da 400 missili Fagot con 50 postazioni di tiro, 30 000 fucili d'assaltoAK-47, 5 000 razzi katiuscia, 11 000 razzi anticarro, 32 milioni di cartucce per i fucili; era custodito nell'isola di Santo Stefano. Contenuti in casse, accatastate su più file, inventariate in un lungo elenco, l'originale al tribunale di Torino, le copie presso i comandi militari. Nel mese di maggio 2011 missili, razzi e kalashnikov sono stati portati via dal bunker, consegnati dalla Marina all'Esercito, sbarcati nel Lazio, spariti nel nulla.[1]

L'utilizzo estensivo del segreto di stato durante il governo Berlusconi IV ha sollevato numerose critiche. Secondo Felice Casson (deputato PD), "è invalso un uso esagerato e non corretto dell'apposizione del segreto di stato", e si dimenticherebbero "gli interessi costituzionalmente protetti in gioco: l'accertamento della verità su fatti gravissimi e l'esercizio della giurisdizione". "Il messaggio che passa è che i servizi segreti possono fare quello che vogliono, tanto poi possono appellarsi al segreto e tutto finisce lì"[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b New York Times Co. v. United States, 403 U.S. 713, 714 (1971). La sentenza, relativa al caso Watergate, giudicata unanimemente una pietra miliare della libertà di stampa, diceva:
    (EN)
    « In the First Amendment the Founding Fathers gave the free press the protection it must have to fulfill its essential role in our democracy. The press was to serve the governed, not the governors. The Government's power to censor the press was abolished so that the press would remain forever free to censure the Government. The press was protected so that it could bare the secrets of government and inform the people. Only a free and unrestrained press can effectively expose deception in government. »
    (IT)
    « Nel primo emendamento i padri fondatori hanno dato alla libera stampa la protezione che essa deve avere per realizzare il suo essenziale ruolo nella nostra democrazia. La stampa doveva servire i governati, non i governanti. Il potere del Governo di censurare la stampa fu abolito affinché la stampa rimanesse per sempre libera di censurare il Governo. La stampa fu protetta affinché potesse rivelare i segreti del governo ed informare il popolo. Solo una stampa libera ed indomita può effettivamente svelare gli inganni del governo. »
    (New York Times Co. v. United States, 403 U.S. 713, 714 (1971).)
  2. ^ a b Anthea J. Jeffery, Free Speech and Press: An Absolute Right?, Human Rights Quarterly, Vol. 8, No. 2 (May, 1986), pp. 197-226.
  3. ^ Nimmer, Melville B., National Security Secrets v. Free Speech: The Issues Left Undecided in the Ellsberg Case, Stan. L. Rev. 311 (1973-1974).
  4. ^ Frank, Thomas M., Eisen, James J., Balancing National Security and Free Speech, New York University Journal of International Law and Politics, Vol. 14, n.2, 1982.
  5. ^ Knoll, E., National Security: The Ultimate Threat to the First Amendment, Minn. L. Rev. 161 (1981-1982).
  6. ^ 24 ottobre 1977, n. 801
  7. ^ legge 3 agosto 2007, n. 124
  8. ^ d.P.C. 8 aprile 2008. Criteri per l’individuazione delle notizie, delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attività, delle cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato (Gazzetta Ufficiale Serie gen. - n. 90 del 16 aprile 2008)
  9. ^ Federico Rendina, Esteso all'energia il segreto di Stato, Il Sole 24 Ore, 9 maggio 2008
  10. ^ a b c d Giuseppe D'Avanzo, "Inutile indagare sul Sismi, è segreto di stato", Repubblica, 6 gennaio 2010
  11. ^ a b c d Walter Galbiati, "Governo, segreto di Stato sui dossier illegali di Telecom", La Repubblica, 6 gennaio 2010
  12. ^ a b c Articolo del Corriere della Sera del 5 agosto 2005
  13. ^ Campania: un pentimento segreto… di Stato | Caffè News
  14. ^ Articolo de la Repubblica
  15. ^ Lettera n. 52280/181.6/2/07.XI.I del 22 dicembre 2009 al GIP di Milano dr.ssa Mariolina Panasiti, in riferimento all'ordinanza della stessa del 13 novembre 2009
  16. ^ "Gravissimo Coprire la verità. Così si abusa della legge di Prodi", Repubblica, 6 gennaio 2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]