Rivolta dei comuneros

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Esecuzione dei Comuneros, di Antonio Gisbert (1860)

La rivolta dei comuneros interessò gli abitanti dei comuni castigliani, che nel 1520 si sollevarono contro il nuovo sovrano Carlo V, per protestare contro il fiscalismo regio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La rivolta, guidata dai ceti medi urbani e dai letrados, aveva come obiettivo la difesa delle tradizionali autonomie cittadine contro l'avanzata dell'accentramento statale e di sottoporre al controllo delle Cortes i poteri della monarchia. Essa, partita da Toledo e Segovia, si diffuse a Toro, Guadalajara, Madrid, Ávila, Soria, Burgos e Valladolid. La rivolta fu repressa nel 1521 in seguito alla sconfitta delle forze dei ribelli a Villalar de los Comuneros. I comuneros resistettero a Toledo fino al 1522.

I personaggi più noti del movimento furono i tre capi militari delle truppe ribelli durante la battaglia di Villalar, Juan de Padilla, Juan Bravo e Francisco Maldonado. Costoro, fatti prigionieri, vennero qualche tempo dopo decapitati. In loro onore, la cittadina di Villalar venne successivamente ribattezzata Villalar de los Comuneros.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]