Quark top

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Quark top
Composizione Particella elementare
Famiglia Fermione
Gruppo Quark
Generazione Terza
Interazione Gravità, Elettromagnetica, Debole, Forte, Gravità
Antiparticella Antiquark top (t)
Teorizzata Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa (1973)[1]
Scoperta collaborazione CDF e , 1995
Simbolo t (t-)
Massa 173,1 ± 1,3 GeV/c2 [1]
Vita media 5 × 10-25 
Prodotti di decadimento quark bottom (99,8%)
quark strange (0,17%)
quark down (0,007%)
Carica elettrica 2⁄3e
Carica di colore Si
Spin ½

Il quark top è una particella fondamentale del Modello Standard delle interazioni elementari. È stato scoperto nel 1995 dagli esperimenti CDF e [2][3] al laboratorio Fermilab situato presso Chicago, negli USA.

Il quark top è di gran lunga la particella elementare più massiva: la più recente misura della sua massa è 173,1 ± 1,3  GeV/c2,[4] quasi come quella di un nucleo atomico di oro.

È un quark di terza generazione di tipo up con una carica di +(2/3)e. Il quark top interagisce prevalentemente con l'interazione forte, ma può decadere solamente attraverso la forza debole. Decade quasi esclusivamente in un bosone W ed un quark bottom.

Il Modello Standard prevede che il suo tempo di vita sia approssimativamente attorno a 5×10−25 secondi,[5] cioè 20 volte più veloce della scala di tempo delle interazioni forti; quindi non adronizza, dando ai fisici un'occasione unica per studiare un quark "nudo".

Scoperta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1973 i fisici Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa predissero l'esistenza di un quark di terza generazione per spiegare la violazione della parità CP nel decadimento del Kaone.[1] I nomi di "quark top" e "bottom" furono introdotti da Haim Harari nel 1975,[6][7] per correlarli ai quark di prima generazione quark up e down in relazione al fatto che essi erano le componenti di spin up e down di un doppietto di isospin debole.[8] Il quark top veniva anche chiamato "quark truth", ma la dizione "top" è ora predominante anche se entrambe hanno la stessa iniziale "t" usata nelle abbreviazioni.[9]

L'idea di Kobayashi e Maskawa si basava sul meccanismo GIM proposto da Sheldon Lee Glashow, John Iliopoulos e Luciano Maiani,[10] che prediceva l'esistenza del fino ad allora mai osservato quark charm. Quando nel novembre 1974 due team indipendenti che lavoravano rispettivamente al Brookhaven National Laboratory (BNL) e allo Stanford Linear Accelerator Center (SLAC) annunciarono simultaneamente la scoperta del mesone J/ψ, questo fu subito identificato come uno stato legato del mancante quark charm e del suo antiquark. La scoperta fece sì che il meccanismo GIM diventasse parte del Modello Standard.[11]

Con l'accettazione del meccanismo GIM, la previsione di Kobayashi e Maskawa guadagnava in credibilità, che fu ulteriormente accresciuta dalla scoperta della particella tau da parte del team guidato da Martin Lewis Perl allo SLAC tra il 1974 e il 1978.[12]

Questo introduceva una terza generazione di leptoni, che rompeva la simmetria tra leptoni e quark introdotta dal meccanismo GIM. Il ristabilimento della simmetria implicava l'esistenza di un quinto e un sesto quark.

Il quinto quark, il bottom fu identificato poco dopo nel 1977 dal gruppo dell'esperimento E238 condotto da Leon Lederman al Fermilab.[13][14][15]

Questo risultato suggeriva fortemente l'esistenza del sesto quark, il top, per completare la coppia. Era noto che la sua massa doveva essere superiore a quella del bottom, richiedendo così maggior energia per crearla durante la collisione tra particelle, ma si riteneva che la scoperta sarebbe arrivata di lì a poco. Ci vollero invece altri 18 anni prima che l'esistenza del top fosse confermata.[16]

Dopo una serie di tentativi a vuoto sia allo SLAC che al DEISY di Amburgo, fu la scoperta dei bosoni W e Z al Super Proton Synchrotron (SPS) del CERN a dare nuovo impulso alla ricerca del "top" e a confermare che la sua massa doveva essere superiore a 77 GeV/c2.[16]

Fino all'entrata in funzione dell'LHC del CERN, il Tevatron del Fermilab era l'unico acceleratore di particelle con una potenza in grado di produrre il top quark. Fu però necessario aggiungere un secondo rivelatore, il D zero, e nell'ottobre 1992 i due gruppi diedero un primo cenno della rilevazione di un possibile evento contenente il top. Solo nel 1995 però i due gruppi di ricerca furono in grado di annunciare congiuntamente la scoperta del quark top con una probabilità del 99,9998% e indicando una massa di 176,18 GeV/c2.[2] [3][16]

Negli anni seguenti ci si avvide che la precisione delle misure della massa dei bosoni vettori della forza elettrodebole e dei loro accoppiamenti, erano molto sensibili al valore della massa del quark top. Lo sviluppo delle tecniche che hanno portato a calcoli molto accurati di questi valori, ha permesso a Gerardus 't Hooft e Martinus Veltman di vincere il Premio Nobel per la fisica nel 1999.[17][18]

Produzione e decadimento del quark top[modifica | modifica sorgente]

Il primo acceleratore con un'energia sufficiente alla produzione del quark top è stato il Tevatron del Fermilab, un collisore protone - antiprotone con un'energia nel centro di massa di 1,96  TeV. Dall'autunno del 2009 è entrato in funzione al CERN l'LHC (Large Hadron Collider): quando lavorerà a regime sarà capace di un'energia nel centro di massa ben superiore, fino a circa 14  TeV.

Esistono due processi principali finalizzati alla produzione di quark top:

  • Produzione di coppia attraverso le interazioni forti. Questo è il processo più frequente e il meglio studiato; fu osservato per la prima volta nel 1995 simultaneamente nei due esperimenti CDF e .
  • Produzione singola attraverso la forza debole. Questo processo è circa due volte più raro del precedente e più difficile da osservare a causa della presenza di molti altri processi che mimano la stessa segnatura. È stato osservato per la prima volta nel marzo 2009 simultaneamente dalle due collaborazioni CDF[19] e D0.[20]
Collisione protone antiprotone al Tevatron, che forma una coppia top antitop. I quark top (e antitop) decadono immediatamente; sono visibili nell'immagine i prodotti dei decadimenti degli stessi, cosi' come vengono ricostruiti dal rivelatore CDF.

La massa del Quark top e il bosone di Higgs[modifica | modifica sorgente]

Il Modello Standard descrive le masse dei fermioni attraverso il meccanismo di Higgs. Il bosone di Higgs opera un accoppiamento Yukawa ai quark top a chiralità destrorsa e sinistrorsa; quando esso, in base alla teoria, acquisisce un valore di aspettazione del vuoto (rompendo nel contempo la simmetria elettrodebole), le componenti sinistrorse e destrorse si mescolano diventando un termine di massa e la Lagrangiana \mathcal{L} mostra una rottura spontanea di simmetria, assumendo la forma:

\mathcal{L} = y_t h q u^c \rightarrow \frac{y_t v}{\sqrt{2}}( 1 + h^0/v) u u^c

L'accoppiamento Yukawa dei quark top ha un valore di

y_t = \sqrt{2} m_t/v \simeq 1

dove

v=246~{\rm GeV}

è il valore di aspettazione del vuoto del Bosone di Higgs.

Il grande accoppiamento Yukawa del quark top è una prova indiretta a favore di un Bosone di Higgs elementare (in contrasto con un Bosone di Higgs composito).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b M. Kobayashi, T. Maskawa, CP-Violation in the Renormalizable Theory of Weak Interaction in Progress of Theoretical Physics, vol. 49, 1973, p. 652, DOI:10.1143/PTP.49.652.
  2. ^ a b F. Abe et al. (CDF Collaboration), Observation of Top Quark Production in p \bar{\mathrm{p}} Collisions with the Collider Detector at Fermilab in Physical Review Letters, vol. 74, 1995, pp. 2626–2631, DOI:10.1103/PhysRevLett.74.2626.
  3. ^ a b S. Abachi et al. (DØ Collaboration), Search for High Mass Top Quark Production in p \bar{\mathrm{p}}Collisions at √s  = 1.8 TeV in Physical Review Letters, vol. 74, 1995, pp. 2422–2426, DOI:10.1103/PhysRevLett.74.2422.
  4. ^ A Combination of CDF and D0 Results on the Mass of the Top Quark, arxiv hep-ex/0903.2503v1
  5. ^ A. Quadt, Top quark physics at hadron colliders in European Physical Journal C, vol. 48, 2006, pp. 835–1000, DOI:10.1140/epjc/s2006-02631-6.
  6. ^ H. Harari, A new quark model for hadrons in Physics Letters B, 57B, 1975, p. 265, DOI:10.1016/0370-2693(75)90072-6.
  7. ^ K.W. Staley, The Evidence for the Top Quark, Cambridge University Press, 2004, pp. 31–33, ISBN 978-0-521-82710-2.
  8. ^ D.H. Perkins, Introduction to high energy physics, Cambridge University Press, 2000, p. 8, ISBN 0-521-62196-8.
  9. ^ F. Close, The New Cosmic Onion, CRC Press, 2006, p. 133, ISBN 1-58488-798-2.
  10. ^ S.L. Glashow, J. Iliopoulous, L. Maiani, Weak Interactions with Lepton–Hadron Symmetry in Physical Review D, vol. 2, 1970, pp. 1285–1292, DOI:10.1103/PhysRevD.2.1285.
  11. ^ A. Pickering, Constructing Quarks: A Sociological History of Particle Physics, University of Chicago Press, 1999, pp. 253–254, ISBN 978-0-226-66799-7.
  12. ^ M.L. Perl et al., Evidence for Anomalous Lepton Production in e+ e- Annihilation in Physical Review Letters, vol. 35, nº 22, 1975, p. 1489, DOI:10.1103/PhysRevLett.35.1489.
  13. ^ Discoveries at Fermilab - Discovery of the Bottom Quark, Fermilab, 7 agosto 1977. URL consultato il 24 luglio 2009.
  14. ^ L.M. Lederman, Logbook: Bottom Quark in Symmetry Magazine, vol. 2, nº 8, 2005.
  15. ^ S.W. Herb et al., Observation of a Dimuon Resonance at 9.5 GeV in 400-GeV Proton-Nucleus Collisions in Physical Review Letters, vol. 39, 1977, p. 252, DOI:10.1103/PhysRevLett.39.252.
  16. ^ a b c T.M. Liss, P.L. Tipton, The Discovery of the Top Quark in Scientific American, 1997, pp. 54–59.
  17. ^ The Nobel Prize in Physics 1999, The Nobel Foundation. URL consultato il 10 settembre 2009.
  18. ^ The Nobel Prize in Physics 1999, Press Release, The Nobel Foundation, 12 ottobre 1999. URL consultato il 10 settembre 2009.
  19. ^ , First observation of electroweak single top quark production, arxiv hep-ex/0903.0885
  20. ^ , Observation of single top quark production, arxiv hep-ex/0903.0850

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

meccanica quantistica Portale Meccanica quantistica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di meccanica quantistica