Fonologia della lingua inglese
La pronuncia dell'inglese concerne l'utilizzo corretto di suoni vocalici e consonantici nella lingua inglese. Come altre lingue, la lingua inglese parlata varia largamente nella sua pronuncia sia in differenti epoche storiche che nei diversi dialetti. Queste variazioni sono particolarmente salienti nell'inglese, dato che viene utilizzato in un ampio territorio, essendo la lingua predominante in Australia, Canada, Irlanda, Nuova Zelanda, Regno Unito, Stati Uniti, molti paesi africani e isole caraibiche, oltre a essere usata come seconda lingua in molti paesi di ogni continente. In assenza di standard conclusivi e riconosciuti internazionalmente, persino l'inglese parlato in paesi differenti può occasionalmente essere di impedimento alla comprensione, anche se solitamente i differenti accenti regionali sono mutuamente intelligibili.
Il numero dei suoni utilizzati per l'inglese parlato varia da dialetto a dialetto e dipende anche dalle valutazioni del ricercatore che li "conta". Ad esempio il Longman Pronunciation Dictionary di John C. Wells, utilizzando simboli dell'alfabeto fonetico internazionale, mette in evidenza 24 consonanti e 23 vocali utilizzate nella Received Pronunciation, e in più due consonanti e quattro vocali aggiuntive utilizzate esclusivamente in parole straniere. Il General American utilizza 25 consonanti e 19 vocali, con una consonante e tre vocali aggiuntive per le parole straniere. L'American Heritage Dictionary, d'altro canto, suggerisce 25 consonanti e 18 vocali (incluse le vocali rotacizzate) per l'inglese americano, oltre a una consonante e cinque vocali per parole non inglesi [1].
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[modifica] Storia della pronuncia
All'incirca nel tardo XIV secolo, l'inglese ha cominciato un processo di grande mutazione delle vocali, nel quale le vocali alte e lunghe [iː] e [uː] nelle parole come price e mouth si modificarono in dittonghi dapprima a [əɪ] e [əʊ] (dove ancora rimangono oggi, in certi contesti fonetici, in alcuni accenti come l'inglese canadese) e successivamente alle loro dizioni moderne di [aɪ] e [aʊ]. Le altre vocali lunghe si fecero più alte: [eː] divenne [iː] (ad esempio meet), [aː] divenne [eː] (più tardi mutata nel dittongo [eɪ], come in name), [oː] divenne [uː] (ad esempio goose) e [ɔː] divenne [oː] (più tardi mutata nel dittongo [oʊ], come in bone). [ʊ]: suono particolare quasi di una u breve pronunciata facendo aria sulla lingua
[ʃ]: è la fricativa postalveolare sorda, che si pronuncia con il palato verso la lingua [ʒ]: è come ʃ, ma che vibrino le corde vocali [ɣ]: è una specie di c, che si pronuncia col dorso del palato, ma aspirando un po' si ottiene il suono causato dalla vibrazione delle corde vocali [z]: è il suono della s dolce italiana di rosa [θ]: è una specie di t pronunciata col retro della lingua [ð]: è come θ, ma che vibrino le corde vocali [h]: è la h aspirata dell'italiano ha [ŋ]: è una specie di n velare che si pronuncia con il velo della lingua [ʙ]: è una specie di r vibrante bilabiale [ɦ]: è come h, ma che vibrino le corde vocali [ɾ]: è una specie di r alveolare, ma monovibrante [χ]: è una specie di q dolce pronunciata col dorso dell'ugola [ʟ]: è una specie di l velare pronunciata col dorso della lingua che emette un suono velarizzato come in milk
Sviluppi successivi complicano il quadro: mentre al tempo di Geoffrey Chaucher food, good, e blood avevano tutti la vocale [oː] e al tempo di William Shakespeare avevano tutti la vocale [uː], nella pronuncia moderna good si ha abbreviato la vocale in [ʊ] e blood ha accorciato e abbassato la sua vocale a [ʌ] nella maggior parte degli accenti.
Al tempo di Shakespeare (tardo sedicesimo, inizio XVII secolo)[1] erano possibili molte più rime di quanto non sia permesso ora.[2] Ad esempio nella sua commedia The Taming of The Shrew, shrew rimava con row.
[modifica] Fonemi
[modifica] Vocali
Sono soprattutto le vocali che si differenziano tra le varietà inglesi. La seguente tabella mostra i fonemi vocali principali dell'inglese. La vera realizzazione di questi fonemi può cambiare da varietà a varietà.
- Note
- ^ Nell'accento RP, questo fono si avvicina a [e].
- ^ Per i parlanti giovani dell'accento RP, questo fono è più vicino ad [a].
- ^ In molte varietà americane questo fono non è presente; in tali varietà è realizzato come /ɑː/ o /ɔ/.
- ^ Questo fono non è presente in alcune varietà nordamericane dove la realizzazione è [ɑ]. Questa convergenza è chiamata il cot-caught merger.
- ^ La lettera <U> segnala o /uː/ o la vocale isolata /juː/. In inglese britannico se la vocale /juː/ viene dopo /t/, /d/, /s/ o /z/, causa spesso la palatizzazione della consonante precedente, rendendole in [t͡ʃ], [d͡ʒ], [ʃ] e [ʒ] rispettivamente, come in tune, during, sugar, e azure. In inglese americano, la palatizzazione non succede normalmente a meno che la vocale /juː/ non preceda r, che porta /(t, d, s, z)juːr/ a [t͡ʃər], [d͡ʒər], [ʃər] e [ʒər] rispettivamente, come in nature, verdure, sure, e treasure.
- ^ Il simbolo della vocale posteriore, [ʌ], è usato per trascrivere questo fono. In realtà, la realizzazione di questo fonema è vicino a [ɐ] nell'accento RP. In Inghilterra settentrionale, questa vocale non è presente e la vocale ʊ la sostituisce.
- ^ Nelle varietà nordamericane questo fono è infatti una vocale rotica, [ɝ], la versione britannica è la vocale centrale allungata non rotica [ɜː].
- ^ Nelle varietà nordamericane questo fono è infatti una vocale rotica, [ɚ].
- ^ a b Molti parlanti nordamericani non distinguono le due vocali atone. Per loro, roses e Rosa's hanno pronunce uguali, e si usa il simbolo schwa /ə/ per rappresentarla.
- ^ Questo fono è spesso trascritto con /ə/ oppure con /ɪ/.
- ^ a b I dittonghi /eɪ/ e /oʊ/ possono essere i monottonghi [eː] e [oː] in alcune varietà.
- ^ Nell'accento britannico RP e in alcune varietà nordamericane, questo fono è più vicino a [əʊ]. Nella sua forma atona, questo fono può diventare [ɵ] ([ɵʊ] davanti a un'altra vocale) o [ə], dipendendo dall'accento.
- ^ In alcune varietà nordamericane (specialmente l'inglese canadese) /aɪ/ si realizza [ʌɪ] davanti a consonanti sorde, in modo che writer e rider, [ˈɹʌɪɾɚ, ˈɹaɪɾɚ], si distinguano dalle vocali e non dalle consonanti.
- ^ In Canada, questo fono si realizza come [ʌʊ] davanti a consonanti sorde.
- ^ In molti accenti, questo fono si realizza come [ɔː(r)] invece di [ʊə(r)].
- ^ In alcuni accenti non-rotici, viene omessa lo schwa /ə/, rendendo il fono in [ɛː].
[modifica] Dittonghi
Tutti i dittonghi inglesi sono discendenti, a parte /juː/, che si può analizzare come [i̯uː].
| RP (Britannico) | Australiano | Nordamericano | ||
|---|---|---|---|---|
| Americano | Canadese | |||
| low | [əʊ̯] | [əʉ̯] | [oʊ̯] | |
| loud | [aʊ̯] | [æɔ̯] | [aʊ̯] | [aʊ̯] |
| lout | [əʊ̯]1 | |||
| lied | [aɪ̯] | [ɑe̯] | [aɪ̯] | |
| light | [əɪ̯]1 | |||
| lane | [eɪ̯] | [æɪ̯] | [eɪ̯] | |
| loin | [ɔɪ̯] | [oɪ̯] | [ɔɪ̯] | |
| loon | [uː] | [ʉː] | [ʊu̯]4 | |
| lean | [iː] | [ɪi̯]4 | [ɪi̯]4 | |
| leer | [ɪə̯] | [ɪə̯] | [ɪɚ̯]3 | |
| lair | [ɛə̯]2 | [eː]2 | [ɛɚ]3 | |
| lure | [ʊə̯]2 | [ʊə̯] | [ʊɚ̯]3 | |
- Note
- In inglese canadese esistono allofoni di /aʊ/ e /aɪ/. Questo fenomeno (chiamato Canadian raising) esiste (specialmente per /aɪ/) in molte varietà dell'inglese americano, notevolmente nel Nordest, così come in alcune varietà dell'Inghilterra orientale. In alcune zone, specialmente nel nordest degli Stati Uniti, /aɪ/) diventa [ʌɪ].
- Nella Received Pronunciation, le vocali di lair e lure possono diventare i monottonghi [ɛː] e [oː] rispettivamente.[3] Lo stesso vale anche per l'inglese australiano, specialmente per nel primo caso.
- Negli accenti rotici, le vocali di parole come pair, poor e peer si possono analizzare come dittonghi, anche se alcune descrizione le considerano vocali con la /r/ in posizione coda sillabica.[4]
- I monottonghi /iː/ e /uː/ hanno realizzazioni in dittonghi in molte varietà. In alcuni casi, delle trascrizioni più adatte sono [uu̯] e [ii̯], dove si capisce che la vocale atona è più chiusa della vocale tonica. Altre trascrizioni possibili sono /uw/ e /ij/.
[modifica] Consonanti
- Note
- ^ La nasale velare [ŋ] è allofono di /n/ in alcuni accenti britannici settentrionali, presente solo quando precede /k/ e /ɡ/. In tutti gli altri accenti è un fonema distino, anche se è presente solo nella coda sillabica.
- ^ a b c I suoni /ʃ/, /ʒ/, e /ɹ/ sono labializzati in alcuni accenti. La labializzazione non è fonemica in posizione iniziale, quindi è spesso tralasciata nelle trascrizioni. La maggior parte dei parlanti dell'accento General American realizzano la <r> (sempre rotica) come un'approssimante retroflessa /ɻ/, laddove lo stesso fonema è realizzato in inglese scozzese come la vibrante alveolare /r/.
- ^ In alcuni accenti, come Cockney, le consonanti interdentali /θ/ e /ð/ si convergono spesso in /f/ e /v/, e in altri, come l'African American Vernacular English, /ð/ ha converso nella /d̪/ dentale. In alcune varietà irlandesi, /θ/ e /ð/ diventano occlusive dentali, che contrastano con le usuali occlusive alveolari.
- ^ La fricativa palatale sorda /ç/ è presente in molti accenti come allofono di /h/ davanti a /j/; per esempio, human /ˈçjuːmən/. Comunque, in alcuni accenti la /j/ viene omessa mentre la consonante iniziale resta uguale.
- ^ La fricativa velare sorda /x/ è presente in inglese scozzese e in inglese gallese, ed è presente per esempio in parole di origini gaeliche come loch /lɒx/. Per alcuni parlanti è presente in parole prestate dal tedesco o dall'ebreo come Bach /bax/ o Chanukah /xanuka/. /x/ è presente anche in inglese sudafricano. In alcuni dialetti come Scouse (Liverpool) vengono usate [x] o l'affricata [kx] come allofoni di /k/ in parole come docker [dɒkxə]. La maggior parte dei madrelingua inglesi hanno difficoltà a pronunciare questo fono quando imparano un'altra lingua. Dunque, viene spesso sostituito da [k] o [h].
- ^ La monovibrante alveolare [ɾ] è allofono di /t/ e /d/ in sillabe atone negli accenti nordamericani e australiani. Questo fono è presente per esempio come la tt o la dd nelle parole latter e ladder, che sono omofoni per tali parlanti. In alcuni accenti come l'inglese scozzese e l'inglese indiano, sostituisce il fonema /ɹ/.
- ^ La [w] sorda, [ʍ], è presente in inglese scozzese ed inglese irlandese. Nella maggior parte delle altre varietà [w] e [ʍ] convergono in /w/, mentre in alcuni dialetti di Scots converge in /f/.
- ^ La "L velarizzata", a volte chiamata dark L (L scura), [ɫ], è allofono del fonema [l}. In molti accenti, è presente come allofono di [l] in posizione coda della sillaba.
[modifica] Alcuni processi fonologici della lingua inglese
In molte parole inglesi l'accento viene spostato a seconda che la parola venga usata come un nome o un verbo. Ad esempio a rebel ("un ribelle", nome) ha tipicamente l'accento sulla prima sillaba, mentre to rebel ("ribellarsi", verbo) nella seconda. Il numero di parole che utilizzano questo schema, anziché accentare solo la seconda sillaba in tutte le circostanze è raddoppiato all'incirca ogni secolo successivo, includendo recentemente le parole object, convict e addict.
Anche se le variazioni regionali sono molto significative tra i vari dialetti inglesi, alcune generalizzazioni possono essere fatte riguardo alla loro pronuncia:
- Le consonanti occlusive sorde /p t k/ sono aspirate all'inizio della parola (ad esempio tomato), e all'inizio delle sillabe accentate interne alla parola (e.g. potato).
- Viene fatta una distinzione tra vocali tese o rilassate in coppie quali beet/bit e bait/bet, anche se la attuazione fonetica di questa distinzione varia da accento ad accento.
- Laddove [ɹ] originariamente seguiva una vocale tesa o dittongo (nel primo inglese moderno) viene inserita una gradazione in schwa, ottenendo così dittonghi "centranti" come [iə] in beer ([biər]), [uə] in poor ([pʊər]), [aɪə] in fire ([faɪər]), [aʊə] in sour ([saʊər]), ecc. L'evoluzione seguente si differenzia a seconda che l'idioma inglese in questione sia "rotico" (rhotic) o no. In idiomi non "rotici" come Received Pronunciation, la [ɹ] postvocalica venne tralasciata, ottenendo [biə, puə, faɪə, saʊə] e simili. In accenti "rotici" come il "General American", la sequenza [e] è diversa da quella di [ə]. la sequenza [ər] venne fusa in un [ɚ] non sillabico, ottenendo [biɚ, puɚ, faɪɚ, saʊɚ] e simili.
Ne consegue che parole originalmente monosillabiche come quelle appena menzionate vennero a rimare con parole originariamente di due sillabe come seer, doer, higher, power.
- In molti (ma non tutti) gli idiomi inglesi, una simile biforcazione accade nelle vocali tese prima di [ɫ], ottenendo pronunce come [piəɫ] per peel, [puəɫ] per pool, [peəɫ] per pail, and [poəɫ] per pole.
[modifica] Indicazioni per la pronuncia
La lingua inglese scritta è altamente non-fonetica, cioè spesso non vi è una diretta corrispondenza tra l’ortografia e la pronuncia. Non esistono vere e proprie regole, ma si possono individuare dei casi tipici, utili per orientarsi nello studio della pronuncia dell'inglese, notoriamente uno degli aspetti più difficili di questa lingua. Vengono dati degli esempi suddivisi secondo le lettere dell’alfabeto. La pronuncia dei cognomi e dei nomi geografici, spesso molto irregolare, non è qui trattata.
È riportata la pronuncia chiamata Received Pronunciation, con i simboli fonetici IPA. Data la grande varietà di pronunce dell'inglese, questa pronuncia è usata spesso come riferimento, ma è da notare che è usata in pratica solo dal 3–5 % degli inglesi.
Per la pronuncia usata negli Stati Uniti (dove vivono circa i 2/3 dei madrelingua di inglese)[5] vedi la voce Inglese americano.
Tipici errori commessi dai principianti sono indicati alla pagina Pronuncia italiana della lingua inglese.
Nota bene: per leggere l'articolo è necessario avere una buona conoscenza dei simboli fonetici IPA usati nella lingua inglese. Vedi la voce Tabelle IPA per l'inglese.
A ) Può avere diverse pronunce:
Nota: la /ɑ/ non è uguale alla a italiana, ma prolungata e tende al suono /ɔ/.
- / ɔ / es. tall [tɔ:l], talk [tʰɔ:k], quarter ['kʰwɔɹtə*], quality [kʰwɔliti], squad [skwɔd]
- / ɪ / es. village ['vɪləʤ], chocolate ['ʧɔkəlit], character ['kʰæɹiktə*], miracle ['mirikəl]
- / æ / es. band [bæ:nd], bat [bæt], national ['næʃənl]
- / ɛ / es. care [kʰɛə*], prepare [pri'pʰɛə*], nightmare ['naitmɛə*]
- / eɪ / es. base [beiz], cable ['kʰeibəl], nation ['neiʃən], save [seiv]
- / ə / nelle sillabe non accentate: es. boundary ['baundəɹi], separate (verbo) ['sepəɹeit], certain ['sə*tən] .
- Nota: i due punti indicano un suono vocalico allungato. Non esiste in inglese la pronuncia della doppia consonante.
Un simbolo fonetico in corsivo indica che tale suono può essere tralasciato, cioè una pronuncia facoltativa.
- Il gruppo oa si pronuncia / oʊ /: es. goat [gout], goal [goul], oak [ouk]
- Il gruppo au si pronuncia / ɔ /: es. cause [kʰɔ:z], cauliflower ['kʰɔliflauə*].
B ) Come la b italiana [b], ma è muta nei seguenti casi:
- nel gruppo mb a fine parola: es. comb [kʰoʊm], climb [kʰlaim], thumb [θʌm]
- nel gruppo bt a fine parola o in pos. intermedia: es. doubt [daʊt], debt [dɛt], subtle ['sʌtəl]. Ci sono alcune eccezioni, come per es. obtain [əb'tʰeɪn], obtuse [əb'tʰju:s].
C ) Può avere diverse pronunce:
- Davanti alle vocali a, o, u: c dura come nell’italiano casa: [k].
- Davanti alle vocali e, i: s come nell’italiano sole: es. ceiling ['si:lɪŋ], race [ɹeɪ̯s], certify ['sɜ*tɪfaɪ̯], celery ['seləɹi].
- I gruppi ci, ce seguiti da vocale si pronunciano / ʃ /: es. ocean ['oʊʃən], suspicious [səs'pɪʃəs], ma la t non va pronunciata.
- La doppia <c> davanti alle vocali <e> oppure si pronuncia / ks /: accept [ək'sɛpt], accident ['æksɪdənt]. Una rara eccezione è soccer ['sɒkʰə*].
Davanti alle vocali a, o, u si pronuncia / k /: account [ə'kʰaʊ̯nt], accurate ['ækjəɹɪt].
- Si ricorda che in inglese la doppia consonante non ha mai una pronuncia "allungata" come in italiano.
- Il gruppo ch si può pronunciare in vari modi:
- / ʧ / c dolce: es. child [ʧaɪ̯ld], march [mɑː*ʧ]
- / ʃ / come nell’italiano sciare, es. chicane [ʃɪ'keɪ̯n], parachute [ˈpæɹəʃuːt], chivalry [ˈʃɪvəlɹi], prevalentemente in parole di origine francese.
- / k / es. character ['kʰæɹɪktə*], choir ['kʰwaɪ̯ə*], chemical ['kʰɛmɪkəl].
D ) Come per la t, la d inglese è alveolare [d] e non dentale come in italiano.
E ) Può avere due pronunce: / ɪ / come in english oppure / ɛ / come in engineer [ɛnʤɪ'niə*] .
- La doppia e si pronuncia sempre /i:/; es. meet, seek, proceed, eel, etc., salvo se seguita da 'r' come alla fine diengineer [enʤi'niə*] .
- Il gruppo ea si può pronunciare:
- Il gruppo ew può avere due pronunce: /u:/, es lewd [lu:d], crew [kʰɹu:], sewadge ['su:əʤ]; oppure /ju:/, es. few, new. Un'eccezione è il verbo sew [soʊ̯].
- In fine di parola è muta, salvo rare eccezioni. Una di queste è catastrophe kʰəˈtʰæstɹəˌfi:].
F ) Come in italiano [f]. Un'eccezione è la preposizione of [ʌv] .
G ) Può essere g dura: gate [ɡeɪ̯t], gallant, gas, gear, gift, bag, forgive; oppure g dolce: gem [ʤɛm], gentleman, general, marriage.
- Nel gruppo ing a fine parola è muta: es. running [ɹʌnɪŋ], ceiling ['si:lɪŋ], morning ['mɔ:*nɪŋ].
- Nota: in questo caso la n ha il suono velarizzato /ŋ/ , simile alla n dell'italiano angolo.
- oppure si pronuncia /f/: es. tough [tʰʌf], cough [kʰɔːf], rough [ɹʌf], laugh [læf].
- Una rara eccezione è hiccough ['hikʌp], che però è spesso scritta, specialmente nell'Inglese Americano, nella forma più regolare hiccup.
- Il gruppo gn si pronuncia con la g ed n separati: magnet ['mægnət], ignore, magnificent.
- Nel gruppo gn ad inizio parola la g è muta: es. gnat [næt], gnaw [nɔ:].
H ) È aspirata, cioè è sempre presente e non è mai muta, come in hit [hɪt], con alcune eccezioni: honest ['ɒnɪst], honour ['ɒnə*], hour [aʊ̯ə*], heir [ɛə̯*], forehead ['fɒɹɪd], e parole derivate.
I ) Può avere le seguenti pronunce:
- / aɪ / es. light [laɪ̯t], might, dialogue, item, wind (quando è un verbo).
- / ɪ / es. bill, fit, inch, quit, insurance, mint, wind (quando è un sostantivo).
- Nel secondo caso però la i non è pronunciata come in italiano, ma con un suono breve tendente ad / ə /.
- / iː / es. machine
- La lettera i rappresenta solo raramente il fonema /iː/. Questo fonema è normalmente reso con le grafie <ee> ed <ea>.
- Seguita dalla r si pronuncia / ɜ /: es. sir [sɜ*], flirt [flɜ:*t], girl, shirt.
J ) G dolce [ʤ] come nell’italiano giorno, gemma, geranio.
K ) Come nell’italiano corda [k]. È muta nel gruppo iniziale kn: es. knee [ni:], knot [not], knight [nait], know [nou].
L ) Come la l italiana [l], ma spesso con un suono più pieno.
- È muta nei gruppi lf, lm e in alcuni casi nel gruppo lk: es. half [hɑːf], calf [kʰɑːf], salmon ['sæmən], calm [kʰɑ:m], walk [wɔ:k], talk [tʰɔ:k].
- È velarizzata in fine di parola [ɫ] (es. fill [fɪɫ], call, compel, still) e nel gruppo lk (es. milk, silk).
M ) Come la m italiana [m]. È muta nel gruppo mn iniziale: es. mnemonic [nə'mɒnɪk].
N ) Come la n italiana [n], ma nei gruppi ng e nk è velarizzata, con una pronuncia simile alla n dell'italiano angolo:
es. running [ɹʌniŋ], song [sɔŋ], link [lɪŋk], monk [mʌŋk], singing ['siŋiŋ].
O ) Può avere diverse pronunce:
- / ɔ / es. hot [hɔt], copper ['kʰɔpə*]
- / oʊ / es. over [ˈoʊ̯və*], motion [moʊ̯ʃən], rope [ɹoʊ̯p]
- / ʌ / es. done [dʌn], become, love, country
- / u: / nel gruppo ove in fine di parola: es. move [mu:v], improve [ɪm'pʰɹu:v]
- Il gruppo ow può avere due pronunce:
- / aʊ / es. shower ['ʃaʊ̯ə*], coward ['kʰaʊ̯ə*d]; oppure
- / oʊ /: es. rainbow ['ɹeɪ̯nboʊ̯], bowl [boʊ̯l], crow [kʰɹoʊ̯].
- Nota: le /aʊ/ e /oʊ/ inglesi non sono uguali alle /au/ e /ou/ italiane. La [ʊ] di questi dittonghi indica una vocale più rilassata della [u] che si realizza come l'arrotondamento delle labbra dopo la pronuncia della [a] e la [o] (la o chiusa in italiano).
- La doppia o può avere diverse pronunce:
- / u / es. food [fu:d], cool [kʰu:l], balloon [bə'lu:n], stool ['stu:l].
Nota: la u corta (non seguita dai due punti) non è pronunciata come in italiano, ma tende al suono / ə /. - / ʊ / es. good' [gʊd], foot' [fʊt]
- / ʌ / es. blood [blʌd], flood [flʌd].
- / ɔ / es. door [dɔ:*], floor [flɔ:*].
P ) Come la p [p] italiana, con tenendo conto che:
- Ad inizio parola o inizio sillaba accentata è spesso "aspirata" [pʰ], con un suono più accentuato che in italiano.
- Il gruppo ph si pronuncia f: telephone ['telifoun], sphere, photograph.
- Vi sono alcune eccezioni, es. nephew ['nɛvju:] (amer. ['nɛfju:]), shepherd ['ʃɛpə*d], Stephen ['sti:vən].
- È muta nel gruppo ps ad inizio parola: es. psychology [saɪ̯ˈkʰɒləʤi].
- È muta in alcuni casi nel gruppo pt: es. Ptolemy ['tʰɒləmi], receipt [ɹɪ'si:t]. Si pronuncia invece per es. in optic ['ɒptik], script [skrɪpt], option ['ɒpʃən], optimist ['ɒptəmɪst].
Q ) Come la q italiana, cioè [k]. Come in italiano, è sempre segutita dalla lettera 'u'. Spesso il suono [k] e aspirato [kʰ] (vedi sotto k).
R ) È sempre diversa dalla r italiana: [ɹ].
- Nell'accento Received Pronunciation, a fine parola si pronuncia solo se seguita da una parola che inizia per vocale, altrimenti la vocale precedente viene allungata (indicato con un asterisco alto nella trascrizione fonetica).
- In alcune varietà di inglese, come nel General American, in Scozia e Irlanda (pronunce rotiche), la r viene pronunciata in tutte le posizioni.
S ) Può avere il suono / s / (come nell’italiano sole) oppure / z / (come nell’italiano smania).
- Nota: ad inizio di parola la s è sempre aspra come nell'italiano sole: es. sleep [sli:p], slow [sloʊ̯], sweet [swi:t]. Un tipico errore è di pronunciarla come la s dolce dell'italiano rosa.
- In posizione intermedia può essere sonora: es. rose [ɹoʊ̯z], result [ɹi'zʌlt]; oppure sorda: misfit [mɪs'fɪt], respect [ɹis'pɛkt], misgive [mɪs'gɪv].
- Nel gruppo sur può avere due pronunce: /ʒ/, es. measure ['mɛʒə*], treasure, pleasure; oppure /ʃ/: es. sure [ʃuə*], insurance.
- Il gruppo sh si pronuncia come nell’italiano sciare: es. fish ['fɪʃ], shave [ʃeɪ̯v].
T ) La t inglese è alveolare [t], mentre in italiano è dentale.
- Ad inizio parola è spesso "aspirata". Per esempio la t di tell [tʰɜɫ] non si pronuncia come la t di still [stɪɫ] ma in modo più accentuato.
- Il gruppo ti seguito da vocale si pronuncia /ʃ/: es. portion ['pʰɔɹʃən], nation ['neɪ̯ʃən].
- Il gruppo tu in sillaba finale si pronuncia /ʧ/: es. fortune ['fɔ:ʧən], century, texture.
- Nel gruppo st intermedio la t è spesso muta: es. castle [ˈkʰæsəl], fasten [ˈfæsən], Christmas ['kʰɹɪsməs], listen.
- Il gruppo th può avere due pronunce, entrambe non esistenti in italiano:
- / θ es. thick [θɪk], thin, width, think, theater, thought, through, myth.
- / ð / es. this [ðɪs], that, there, breathe, though, their, them, soothe.
U ) Può avere diverse pronunce:
- / ju / es. cube [kʰju:b], cure [kʰjuə*], utility [ju'tiliti], use [ju:z], value ['vælju:].
- / ʊ / es. put [pʰʊt], full [fʊl], bullet ['bʊlɪt]. Nota: la u corta non è uguale alla u italiana, ma si avvicina al suono /ə/.
- / ʌ / es. cut, but, under, bus, rudder, butter.
- È muta nei gruppi ua, uo, ui: es. guard [gɑ*d], buoyancy ['bɔɪ̯ənsi], biscuit ['bɪskət].
V ) Come la v italiana [v].
W ) U semiconsonantica, cioè [w], come nell'italiano buono.
- È muta nelle parole who [hu:], whose [hu:z], whom [hu:m], whole [houl] e nel gruppo iniziale wr: es. write [ɹaɪ̯t], wrong [ɹɔːŋ], wrap [ɹæp], wrist [ɹɪst].
X ) Può avere due pronunce:
- / ks / es. mixer ['mɪksə*], external, exercise, fixture, exile.
- / gs / es. exam [ɪg'zæ:m], exhaust [ɪg'zɔ:st], exist [ɪg'zɪst], executive [ɪg'zɛkjutɪv].
- Nella parola sexual e derivati si pronuncia / kʃ /: ['sɛkʃuəl]
- Ad inizio parola si pronuncia s dolce come nell'italiano rosa: es. xenon ['ziːnən], xylophone ['zaɪ̯ləfoʊ̯n].
Y ) Può avere due pronunce:
- / ɪ / es. olympiad [oʊ̯lɪm'piæd], sycamore ['sɪkəmɔ:*], analyst.
- / aɪ / es. qualify ['kʰwɒlɪfaɪ̯], analyse ['ænəlaɪ̯z], try, why, sky.
Z ) Come nell’italiano rosa [z]: es. zone [zoʊ̯n], zebra ['zi:bɹə], hazel ['heɪ̯zəl].
[modifica] Note
- ^ Fausto Cercignani, Shakespeare's Works and Elizabethan Pronunciation, Oxford, Clarendon Press, 1981.
- ^ Fausto Cercignani (1975), English Rhymes and Pronunciation in the Mid-Seventeenth Century, in “English Studies”, 56/6, 1975, pp. 513–518.
- ^ Roach, op. cit., p. 240
- ^ Wells, Accents of English, Cambridge University Press
- ^ Crystal, David (1997). English as a Global Language. Cambridge: Cambridge University Press. ISBN 0-521-53032-6.
[modifica] Bibliografia
- Fausto Cercignani, English Rhymes and Pronunciation in the Mid-Seventeenth Century, in “English Studies”, 56/6, 1975, pp. 513–518.
- Fausto Cercignani, Shakespeare's Works and Elizabethan Pronunciation. Oxford, Clarendon Press, 1981.
- Mario Pei, The Story of English, J.B. Lippincott, New York 1955.
- Webster's Third New International Dictionary, Merriam-Webster ed., 1986.
- J.C. Wells, Longman Pronunciation Dictionary, Second edition. Harlow: Pearson Education Limited. ISBN 0-582-36468-X (cased edition), 0 582 36467 1 (paperback edition).
[modifica] Voci correlate
- Lingua inglese
- Pronuncia del th inglese
- Inglese americano
- Lingua inglese di Scozia
- Pronuncia italiana della lingua inglese
- Tabelle IPA per l'inglese
- Alfabeto Fonetico Internazionale
- Grande spostamento vocalico
- Wikspeak
- Ghoti
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Fonologia della lingua inglese
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN)Merriam-Webster Online Dizionario d'inglese con registrazione audio di tutte le parole ivi contenute.
- (EN)Sound Comparisons Per ascoltare e paragonare la pronuncia di molte parole nei vari accenti regionali e internazionali dell'inglese
(pagina dell'Università di Edimburgo). - (EN)I suoni della lingua inglese e l'alfabeto fonetico internazionale Registrazioni in formato mp3 di tutti i fonemi della lingua inglese.
- (EN)Laboratorio di Pronuncia dell'inglese on line Laboratorio per migliorare la pronuncia dell'inglese con suggerimenti labiali, vocali e scritti.
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