Pietro Tacchini

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Roma, busto di Pietro Tacchini nella sede dell'UCEA

Pietro Tacchini (Modena, 21 marzo 1838Spilamberto, 24 marzo 1905) è stato un astronomo, astrofisico e meteorologo italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Laureatosi in ingegneria a Modena, fu inviato all'Università degli Studi di Padova università di Padova a perfezionarsi in astronomia, fu dall'ora direttore del piccolo osservatorio del Ducato di Modena e Reggio ducato di Modena

Nel 1862 Tacchini fu contattato per conto del governo da Giovanni Schiaparelli, con la proposta di andare all'Osservatorio di Palermo, che era allora dotato della migliore strumentazione disponibile all'epoca, con la qualifica di astronomo aggiunto e l'incarico sostanziale di direttore. Il giovane astronomo accettò e restò in Sicilia dal 1863 al 1879, dando grande sviluppo all'attività dell'osservatorio, con l'acquisto di ulteriori strumentazioni e la pubblicazione del Bullettino Meteorologico del R. Osservatorio di Palermo, che divenne anche il veicolo di pubblicazione della ricerca astronomica da lui condotta localmente, in particolare circa le sue osservazioni spettroscopiche delle protuberanze solari.

In questa ricerca Tacchini condivideva con Angelo Secchi l'opinione che il futuro dell'astronomia fosse nell'astrofisica - disciplina allora nascente - mentre la maggior parte degli astronomi dell'epoca ritenevano che il terreno di ricerca dell'astronomo dovesse restare nell'ambito della meccanica celeste e dell'astronomia di posizione.

Nel 1871 fondò con Secchi la Società degli Spettroscopisti Italiani (di cui rimase presidente a vita), che nel 1872 cominciò a pubblicare le Memorie della Società degli Spettroscopisti Italiani, edite a cura dello stesso Tacchini, prima rivista specializzata in astrofisica in Italia. Organizzò inoltre, con Secchi all'osservatorio vaticano e Giuseppe Lorenzoni all'osservatorio di Padova, una rete di osservazioni spettroscopiche quotidiane dell'attività solare. Nel 1879 successe a Padre Angelo Secchi nella direzione dell'Osservatorio del Collegio Romano.

Partecipò a numerose spedizioni scientifiche, finalizzate soprattutto all'osservazione di eclissi solari: nel 1875 con gli inglesi della Royal Astronomical Society, nelle Isole Nicobare; nel 1882 in Egitto; nel 1883 con i francesi in Micronesia; nel 1886, ancora con gli inglesi nelle Antille; nel 1887 in Russia e nel 1900 in Algeria.

Nel 1874, in India per l'osservazione del transito di Venere sul Sole, progettò l'osservatorio di Calcutta, realizzato nell'anno successivo, e nel 1876 propose la costruzione di un osservatorio a Catania (che fu chiamato Osservatorio Bellini) sulla parte alta dell'Etna, a quota 2941 metri. Grazie a questa iniziativa, a Catania sorse la prima (e unica all'epoca) cattedra di astrofisica italiana che fu affidata, insieme all'osservatorio realizzato nel 1880, ad Annibale Riccò, e l'Italia partecipò al progetto di carta del cielo dell'Accademia delle scienze francese.

Nominato nel 1879 direttore dell'Osservatorio del Collegio romano (dove succedeva ad Angelo Secchi morto l'anno precedente) e dell’Ufficio Centrale di Meteorologia[1], ugualmente allocato al Collegio Romano progettò e realizzò la Stazione meteorologica di Monte Cimone (allora Osservatorio astronomico meteorologico) ed altri osservatori tra cui la Stazione meteorologica di Sestola. Nel 1895 fondò la Società sismologica Italiana, rimanendone direttore fino alla morte. Tutte queste attività erano accompagnate dalla redazione di Memorie e Bollettini ufficiali.

In effetti Tacchini fu, oltre che un importante ricercatore, una rilevante figura di organizzatore scientifico, non solo in campo astronomico, ma anche meteorologico e sismologico. Tuttavia tra il 1899 e il 1902 si dimise da tutti gli incarichi, ritirandosi a Spilamberto, deluso dal ridimensionamento e dal mancato riconoscimento dei suoi progetti scientifici.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1888 gli fu assegnata la Medaglia Rumford. Gli è stato dedicato un asteroide, 8006 Tacchini[2] e nel 1973 gli è stato dedicato un cratere lunare di 40 km di diametro, Tacchini[3]. Gli è dedicata una strada a Roma.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Oggi UCEA (Ufficio Centrale di Ecologia Agraria), allocato nella stessa storica sede al Collegio romano.
  2. ^ (EN) M.P.C. 32349 dell'8 agosto 1998
  3. ^ (EN) Tacchini

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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