New Italian Epic

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New Italian Epic (in italiano: Nuovo [stile] epico italiano) è una denominazione proposta dallo scrittore Wu Ming 1 per un insieme di opere letterarie scritte in Italia da diversi autori - tra cui lo stesso collettivo Wu Ming - nel periodo dal 1993 (fine della "Prima Repubblica") al 2008[1]. Tale corpus di libri è descritto come formato da romanzi - in prevalenza, anche se non esclusivamente, romanzi storici - e altri testi letterari, che avrebbero in comune diverse caratteristiche stilistiche, costanti tematiche e una intenzione allegorica di fondo. Si tratterebbe di un particolare tipo di narrativa metastorica con tratti peculiari, derivanti dal contesto italiano di questi anni di fine e inizio secolo e millennio[2].

Origine di New Italian Epic[modifica | modifica sorgente]

La denominazione è stata usata, nel marzo del 2008, da Wu Ming 1, per la prima volta come titolo di un suo intervento ai lavori di "Up Close & Personal", seminario sulla letteratura italiana contemporanea, tenutosi all'Università McGill di Montréal in Canada, nel Québec.

In giorni successivi Wu Ming 1 ha discusso di New Italian Epic in dibattiti presso altri college nordamericani, tra cui il Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, nell'ambito di un programma di studi comparativi su vari mass-media, diretto da Henry Jenkins[3].

Da questi interventi Wu Ming 1 in seguito ha tratto il saggio New Italian Epic. Memorandum 1993-2008: narrativa, sguardo obliquo, ritorno al futuro, scritto e pubblicato on-line nella primavera dello stesso anno[4]. Durante tutto il 2008 il NIE ha avuto una vasta eco in rete, in convegni e conferenze, sui giornali, nella pubblicistica specializzata e in trasmissioni radiofoniche.[5].

Anche in Italia Wu Ming 1 ha riproposto l'espressione "New Italian Epic" in lingua inglese.[6]. A volte si usa l'acronimo NIE. La declinazione più comune dell'acronimo è al maschile ("il NIE"), e lo stesso Wu Ming 1 ha detto di ritenere "Epic" un "aggettivo maschile sostantivato" ("il nuovo [romanzo] epico italiano"). Nella stampa italiana spesso il NIE è indicato però come "Nuova epica italiana".

Alla fine dell'estate 2008 Wu Ming 1 ha messo in rete una versione del Memorandum marcata “2.0”, ovvero annotata ed estesa e quindi da estendere, con risposte ad alcune critiche, con approfondimenti dei punti più controversi e con precisazioni e allargamenti dell'orizzonte.

Nel gennaio 2009 la collana Stile Libero delle edizioni Einaudi ha pubblicato una versione ulteriormente arricchita e aggiornata del Memorandum (la "3.0"), col titolo New Italian Epic. Letteratura, sguardi obliqui, ritorni al futuro.

Il "Memorandum"[modifica | modifica sorgente]

Il Memorandum è stato inteso come una "proposta aperta, abbozzo di lettura comparata, albo di appunti da tenere sotto gli occhi, ricordare, utilizzare"[7] e propone di prestare attenzione a un insieme di opere scritte in Italia negli ultimi quindici anni (1993-2008), cercando parentele inattese o, all'inverso, sciogliendo legami troppo spesso dati per scontati[8].

Il Memorandum è stato anche descritto[9] come un manifesto letterario, in virtù del fatto che contiene una classificazione. Secondo l'autore e altri partecipanti al dibattito[10], la definizione di "manifesto" è fuorviante, poiché si tratta di un documento in forma di fascicolo che non annuncia un movimento di autori né prescrive niente, bensì descrive a posteriori un dialogo tra libri già esistenti, esponendo per sommi capi le caratteristiche di una serie di opere che si pongono oltre il postmodernismo. "Il NIE è solo una delle molte-buone-diverse cose che accadono oggi nella letteratura italiana", si legge nella prefazione all'edizione 2.0.

Caratteristiche del New Italian Epic[modifica | modifica sorgente]

Le caratteristiche del NIE elencate nel memorandum sono sette, precedute da alcune premesse intese come cornice concettuale. Tali premesse riguardano specificità storiche e geografiche: in questa parte del memorandum viene descritto a grandi linee il contesto sociale e culturale in cui le opere sono nate e a cui fanno riferimenti espliciti o in allegoria.

Le sette caratteristiche individuate da Wu Ming 1 sono:

  • Rifiuto del tono distaccato e "gelidamente ironico" predominante nel romanzo postmoderno.[11] Questa prima caratteristica è definita nel memorandum una “conditio sine qua non”.
  • "Sguardo obliquo" o “azzardo del punto di vista”. Sperimentazione di punti di vista inconsueti e inattesi. Sguardo che si amplia a volte in maniera vertiginosa includendo l’extraumano come parte integrante della narrazione. A questi esperimenti, secondo Wu Ming 1, sarebbe sottesa una motivazione etica e politica.[12]
  • Complessità narrativa unita a un'attitudine “pop” che spesso porta al successo di pubblico. Molti di questi romanzi, pur essendo, secondo Wu Ming 1, complessi strutturalmente e nei contenuti, sono diventati best seller. Alcuni esempi sono Q di Luther Blissett, Romanzo criminale di Giancarlo De Cataldo, L'ottava vibrazione di Carlo Lucarelli e soprattutto Gomorra di Roberto Saviano.
  • Narrazione di storie alternative e “ucronie potenziali”. Queste narrazioni offrono una possibile diversa soluzione rispetto alla realtà storica.
  • Sperimentazione linguistica dissimulata che mira a sovvertire “dall'interno” il registro della prosa.[13]
  • Oggetti narrativi non identificati (anche chiamati UNO: Unidentified Narrative Objects). Molti dei testi del corpo in esame non solo non ricadrebbero in nessun genere letterario predefinito, ma allargherebbero i confini del letterario inglobando elementi testuali che producono effetti “perturbanti”. Tra i libri citati nel memorandum, Asce di guerra dei Wu Ming, Sappiano le mie parole di sangue di Babsi Jones e il già citato Gomorra.[14]
  • Comunità e transmedialità. I testi del NIE hanno come caratteristica quella di fungere spesso da testi base per la creazione di derivati da parte della comunità di fan. I derivati o spin-off sono spesso presenti in rete, ed interessano i vari media (film, telefilm, serie televisive, fumetti, videogiochi, composizioni musicali, siti internet).

A quest'elencazione, con la versione 2.0 del memorandum e con interventi di altri scrittori e studiosi[15], si sono aggiunte altre costanti tematiche ritrovate nei testi del NIE, ad esempio la "morte del Vecchio": molti libri della “nebulosa” descrivono le conseguenze della scomparsa di un capostipite o fondatore, una figura di riferimento che rappresentava un mondo oggi entrato in crisi o addirittura ha costruito un mondo ma non ha preparato i posteri a gestirne la crisi. Una coincidenza ha voluto che in diversi libri questo personaggio fosse indicato con la semplice antonomasia “il Vecchio”. Secondo Wu Ming 1, su questo mitologema il NIE costruisce una grande allegoria dell'attuale fase storica.[16]

Nel Memorandum, al catalogo delle caratteristiche del NIE segue una riflessione sull'allegoria, che sfocia in un'esortazione a immaginare il futuro e anche l'estinzione della specie umana, con un approccio che l'autore definisce “ecocentrico” e descrive come un "ricorso sistematico" alla figura retorica della "fallacia patetica", ovvero l'attribuzione di coscienza, pensieri ed emozioni umane a oggetti ed enti inanimati, alla prosopopea degli antichi.

Il dibattito sui media e nel mondo culturale[modifica | modifica sorgente]

Contributi e interventi di altri scrittori[modifica | modifica sorgente]

L'apparizione del memorandum ha innescato, a partire dall'aprile 2008, una discussione tra scrittori, nonché tra scrittori e lettori. In rete o sulle pagine di alcuni giornali (come L'Unità, La Repubblica, Liberazione e il manifesto) hanno preso posizione quasi tutti gli autori menzionati da Wu Ming 1.

Su La Repubblica Carlo Lucarelli ha interpretato il memorandum come un invito agli autori italiani perché si occupino sempre più dei lati oscuri della nostra storia nazionale, e ha esortato a sua volta a muoversi verso una "nuova frontiera che non è soltanto fisica (nuove ambientazioni, nuovi mondi da creare ed esplorare), e non è soltanto narrativa (nuove trame, nuove avventure, diverse tecniche di montaggio, temi ed emozioni estreme) ma è anche stilistica (parole nuove, nuove costruzioni, nuove costruzioni in [...] romanzi mutanti)"[17].

Massimo Carlotto, su il manifesto, ha stabilito un nesso tra crisi del romanzo giallo italiano e tentativi di definire una nuova narrativa[18].

Valerio Evangelisti, in un lungo articolo su L'Unità, ha descritto i vari modi in cui è possibile conseguire un esito poetico che ha definito "massimalista": "Parlare per sistemi, quadri storico-geografici, visioni di società intere, empiti cosmici. Si può ricorrere alle forme della narrativa avventurosa, purché l'esito sia raggiunto: fare riflettere, in via realistica o metaforica, sulla percezione collettiva di una quotidianità alienata. È ciò che gli autori del New Italian Epic cercano di fare [...]"[19].

Marcello Fois[20]), presentando le proprie opere in Francia, ha definito il New Italian Epic l'ultimo sviluppo di una tendenza a recuperare la letteratura popolare, ignorando diktat e prescrizioni della critica, tendenza iniziata negli anni Novanta da alcuni autori (come quelli riuniti nel Gruppo 13). Secondo Fois la prima fase sarebbe consistita "nel liberarsi dal pudore di fare letteratura di genere, senza prestare ascolto ai critici; la seconda fase - più recente - concerne la tematica. Ci si è sbarazzati del pudore di parlare dell'Italia di oggi. Si è fatto riferimento alla situazione attuale del nostro Paese per la via traversa del romanzo storico."[21]

L'autore di noir e storico della filosofia Girolamo De Michele è intervenuto più volte, in rete o sulla pagine di Liberazione, con interventi che argomentavano parallelismi tra poetica noir, New Italian Epic, neorealismo e pensiero di Gilles Deleuze.[22]

Intervenendo su il manifesto, Tommaso Pincio ha espresso perplessità sull'espressione "oggetti narrativi non-identificati", al contempo interpretando il memorandum sul NIE come il segnale di una conquistata centralità della forma-romanzo nella produzione culturale italiana, dopo un lungo periodo in cui la critica l'aveva guardata con sospetto[23].

In seguito, sono intervenuti in varie forme e su diversi media Giuseppe Genna, Antonio Scurati, Vanni Santoni, Simone Sarasso, Alessandro Bertante, Letizia Muratori, Giovanni Maria Bellu, Giulio Angioni, Alan D. Altieri, Valter Binaghi, Kai Zen, JP Rossano e diversi altri scrittori[24]

Repliche e controversie critiche[modifica | modifica sorgente]

Ha scritto il critico e storico della letteratura Alberto Asor Rosa:

« "Di tutto si può disputare e dubitare meno che dei dati certi. E i dati certi sono che in Italia c' è stata negli ultimi anni un' impetuosa fioritura di giovani autori di narrativa. In quali direzioni, con quali tratti comuni (ammesso che ce ne siano)? Com'è noto, fino a qualche decennio fa ragionamenti critici di tendenza e ricerca creativa crescevano il più delle volte di conserva e si aiutavano a vicenda. È un dato certo oggi anche la scomparsa pressoché totale del primo elemento dell'endiadi (la critica) [...] Volgendosi intorno, l' unico tentativo recente di sistemazione teorico-letteraria di tale materia degno di questo nome è New Italian Epic. Letteratura, sguardo obliquo, ritorno al futuro di (dei?) Wu Ming (Einaudi, Stile libero, 2009), altamente meritorio per il solo fatto, - raro, ripeto, - di entrare nel merito."[25] »

Subito dopo l'uscita del memorandum in libreria, in una rassegna di titoli apparsa sull'edizione telematica de "La Repubblica", il giornalista Dario Olivero ha scritto:

« "All'inizio fu Petrolio di Pasolini. Il primo tentativo organico di scrivere un romanzo sul buio: Mattei, l'Eni, Cefis, la strategia della tensione, l'Italia. Ora siamo a Saviano, con un'accelerazione impressionante negli ultimi anni. Lucarelli, Siti, De Cataldo, Evangelisti, Wu Ming. Molti partirono dal noir seguendo l'idea di Sciascia e del giallo americano: usare il poliziesco come griglia della realtà. Sono arrivati molto più in là, alla più importante corrente culturale che l'Italia ricordi dai tempi del Neorealismo."[26] »

Tra i critici e gli storici della letteratura che hanno manifestato interesse per il dibattito sul NIE esprimendo pareri positivi o tesi al dialogo, vanno citati Alberto Casadei, Ranieri Polese, Stefano Jossa[27]. In un suo intervento intitolato "New Italian Epic: sfide e paure", Casadei ha scritto:

« "è la cooperazione, e quindi anche l'espansione o riscrittura creativa dei testi, a risultare decisiva non tanto come tratto stilistico quanto come modalità di posizionamento della letteratura nel panorama letterario. L'opera non vale in sé ma per le implicazioni che essa deve riuscire ad avere nella reinterpretazione dei lettori: è comunque, sostanzialmente, allegorica. Le conseguenze operative di queste posizioni sono note, e anzi sono addirittura esemplificate in un saggio di Wu Ming 2, La salvezza di Euridice, che completa il volume einaudiano. Ma vale la pena di sottolineare che anche a livello interpretativo si colgono qui molti spunti interessanti su testi diversi per genesi e per sperimentalità, da De Cataldo a Babsi Jones, da Carlotto a Camilleri, oltre ai vari altri già citati."[28] »

Recensendo il libro sul quotidiano "Il Riformista", Luca Mastrantonio ha scritto:

« "un libro che, letto senza pedanterie culturali, militanza o entusiasmi “entristi”, traccia un vettore importante della letteratura italiana contemporanea. New Italian Epic è un curioso ibrido culturale. Più simile a un ogm che a un prodotto doc, sebbene pubblicato da Einaudi, è un interessante cyberbook di teoria letteraria [...] in questo saggio si sente, palpitante, il bisogno di disegnare mappe mentali tra i libri, accoppiare con più o meno giudizio autori, creare punti cospicui per rilevare posizioni e rotte dell'editoria italiana.[29] »

Tra coloro che hanno mosso obiezioni alla ricostruzione della recente produzione letteraria fatta dai Wu Ming, spicca la critica letteraria Carla Benedetti, firma del settimanale “L'Espresso” e docente all'Università di Pisa. Pur apprezzando il termine usato ("L'epica è parola euforica: evoca apertura, vastità di orizzonti, grandezza di scrittura e d'impresa, e accende un'idea di letteratura molto più potente di quella che ha dominato l'Italia degli ultimi tempi"), Benedetti ha contestato ai Wu Ming di avere ragionato su un campione di opere molto selettivo, cancellando le tracce di una grande fetta della produzione più viva di questi anni e di tanti autori e libri importanti che in quello stesso periodo si muovevano fuori dal postmoderno. Perciò obietta al New Italian Epic di nascondere

« dietro all'apparenza di un manifesto teorico, il volto repressivo del canone […] con tanto di requisiti che un libro deve possedere per rientrarvi. Un canone piccolo, e su misura, tarato sul tipo di libri che scrivono i Wu Ming stessi. Un grappolo di quattro opere, due loro, una di Giancarlo De Cataldo e una di Evangelisti ne formano il cuore. Poi l'occhio si muove intorno a scoprire libri analoghi di Massimo Carlotto, Carlo Lucarelli, Andrea Camilleri e altri scrittori che hanno praticato la genre fiction per "andare oltre". Secondo gli autori il nuovo corso della letteratura italiana nascerebbe infatti "dopo il lavoro sui generi, dalla loro forzatura". Ma sono proprio sicuri i Wu Ming che in questi anni non si sia mosso in Italia qualcosa di grande e di alternativo al "pastiche postmodernista" partendo anche da altre zone e percorrendo liberamente altre vie?[30] [...] “Gomorra” [...] non ha forzato il noir, l’ha proprio scartato, instaurando col lettore un patto inusuale che nessuno dei libri canonizzati condivide."[31] »

Nel gennaio 2009 il collettivo Wu Ming ha utilizzato una frase di Carla Benedetti riportata sul quotidiano Libero (“[Il New Italian Epic] è una baggianata. È solo autopropaganda”)[32] come "strillo" in rete per l'uscita di New Italian Epic[33].

Il giornalista culturale, poeta e scrittore Paolo Di Stefano, firma del “Corriere della sera”, ha scritto:

« Per dimostrare come la «New Epic» sia davvero «very new», i Wu Ming saltano a piè pari le generazioni più vicine. Come a dire: l'«Epic» si è malauguratamente interrotta negli anni 50, ma mezzo secolo dopo per vostra fortuna sono arrivati gli attuali salvatori della Patria: cioè Noi. [...] Resta il dubbio che il manifesto dei Wu Ming sia stato suggerito più da un intento promozional-goliardico che da un autentico slancio (auto)critico-letterario.[34] »

Dopo l'uscita di New Italian Epic in libreria (gennaio 2009), sulla stampa quotidiana sono apparsi diversi articoli polemici firmati da critici. Tra gli intervenuti: Fabrizio Rondolino, Filippo La Porta ed Emanuele Trevi.

Obiezioni ad alcuni argomenti di Wu Ming 1 sono state sollevate anche dallo scrittore Tiziano Scarpa in un articolo uscito su "Il primo amore"[35], apprezzato anche dallo stesso Wu Ming 1, che sul medesimo sito pubblica una risposta in tre puntate intitolata "Wu Ming / Tiziano Scarpa: Face Off", in seguito raccolta in un unico testo in formato PDF[36].

Nel febbraio-marzo 2009 Wu Ming 1 ha pubblicato on line un'analisi in due puntate degli "stratagemmi retorici" utilizzati dai detrattori, intitolata: "New Italian Epic: reazioni de panza"[37].

Il dibattito nel mondo accademico internazionale[modifica | modifica sorgente]

L'espressione "New Italian Epic" e il corpus di opere a cui fa riferimento vengono discussi per la prima volta nel marzo 2008 durante "Up Close & Personal", seminario sulla letteratura italiana contemporanea organizzato dal Department of Italian Studies dell'università McGill di Montréal, Canada, a cui partecipano italianisti da tutto il Nordamerica.

Nell'ottobre del 2008 presso l'Institute of Germanic and Romance Studies dell'Università di Londra si tiene una tavola rotonda sul NIE a cui partecipano gli scrittori Wu Ming 1, Vanni Santoni e Gregorio Magini del gruppo Scrittura Industriale Collettiva, e alcuni ricercatori e studiosi di vari paesi (tra cui l'olandese Monica Jansen, docente all'Università di Anversa e autrice del libro Il dibattito sul postmoderno in Italia[38]). L'IGRS decide di pubblicare gli atti delle conferenze londinesi in forma di numero monografico del "Journal of Romance Studies". Il volume dal titolo "Overcoming Postmodernism: the Debate on New Italian Epic" (maggio 2010) è di fatto la prima monografia critica sul New Italian Epic. Contemporaneamente si forma un gruppo di ricerca dedicato al NIE denominato "PolifoNIE" che è attivo dal 2008 al 2010. Nell'ambito della Conferenza Biennale della Society for Italian Studies[39], vengono organizzate due sessioni sull'argomento.

Una tavola rotonda, intitolata "Le roman épique italien"[40], è organizzata anche dall'Université de Provence di Aix-en-Provence e dalla rivista "Cahiers d'Études Romanes".

Il memorandum sul New Italian Epic è stato anche ripreso nell'ambito di studi accademici su audiovisivi e nuovi media, con particolare riferimento alla non-tipologia degli "oggetti narrativi non-identificati", applicabile ai prodotti "ibridi" che emergono dal mondo dei garage media. Nel marzo 2009 il Programma di PhD Planetary Collegium M-Node, assieme alla Scuola di Media Design & Arti Multimediali della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, ha organizzato il simposio "New Italian (Media) Epic", con la presenza di Wu Ming 1, Derrick De Kerckhove, Antonio Caronia, Francesco Monico, e molti altri tra film-maker, artisti e teorici dei media. Da questo simposio è nato un laboratorio permanente[41].

Nel novembre 2009 italianisti di tutto il mondo si incontrano a Varsavia, Polonia, al convegno "Fiction, faction, reality: incontri, scambi, intrecci nella letteratura italiana dal 1990 ad oggi" , organizzato dal Dipartimento di lingua e letteratura italiana dell'Università di Varsavia e dall’Istituto Italiano di Cultura. Alcuni panel sono dedicati al New Italian Epic.

Nel marzo 2010 alla University of California, Berkeley, si tiene l'ottavo incontro annuale della Cultural Studies Association. Uno dei panel di discussione è dedicato a "The New Italian Epic between Pulp and political intervention".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il 2008 è definito "anno del grande bagno di sangue della sinistra italiana, ma anche [...] ultimo anno di gloria del berlusconismo", cfr. Wu Ming 1, "Lo sfondamento", in "Speciale New Italian Epic", Carmillaonline.com, 6 gennaio 2010.
  2. ^ C. Boscolo, "Scardinare il Postmoderno. Etica e metastoria nel New Italian Epic", www.carmillaonline.com, 29/04/2008.
  3. ^ La sezione podcast del Comparative Media Studies Program, MIT, Cambridge, Mass.
  4. ^ Testo del saggio pubblicato sul sito Carmilla on line., anche chiamato "Memorandum sul New Italian Epic".
  5. ^ Per una visione generale del dibattito in rete, cfr. la sezione "New Italian Epic" sul sito carmillaonline.com; articoli sul New Italian Epic sono usciti, oltre che su diversi quotidiani, su riviste letterarie come Atelier, Tabard e Materiali; la trasmissione di Radio 3 Fahrenheit ha dedicato due puntate alla discussione in data 14/05/2008 e 11/06/2008.
  6. ^ L'autore ha spiegato in un'intervista: "in inglese, perché mi rivolgevo a una platea eterogenea e multinazionale, e anche perché dà l'idea del minimo distacco necessario per capire cosa succede nella cultura italiana. Bisogna uscire un po' da se stessi, dal solito campo percettivo condiviso, e salire su un'altura (in realtà basta un piccolo dosso), per vedere il brulichìo di persone, cose, informazioni.", Intervista alla rivista “Loop: culture, linguaggi e conflitti dentro l'apocalisse”, n.0, dicembre 2008
  7. ^ Premessa all'edizione 2.0 di New Italian Epic, settembre 2008, p.1.
  8. ^ Cfr. il paragrafo "La nebulosa", in New Italian Epic., cit., p. 7 della versione in formato pdf.
  9. ^ Paolo Di Stefano, «Ecco il manifesto della 'Nuova Epica'», Corriere della sera, 13 maggio 2008, p.38.
  10. ^ Cfr. glossa III ("Opere"), New Italian Epic, cit., p. 7 della versione in formato pdf; G. Pispisa, "Riflessioni sul New Italian Epic", carmillaonline.com, 1 settembre 2008; M. Amici, "Il fronte davanti agli occhi", intervento alla conferenza "The Italian Perspective on Metahistorical Fiction: The New Italian Epic", Institute of Germanic and Romance Studies, University of London, UK, 2 ottobre 2008.
  11. ^ ”Le opere del New Italian Epic non mancano di humour, ma rigettano il tono distaccato e gelidamente ironico da pastiche postmodernista. È [...] questa particolare forma di ironia quella di cui noto il perdurante abuso: l'ironia a corso forzoso, schermata e anaffettiva, tipica del postmodernismo della fase terminale.” New Italian Epic 2.0, settembre 2008, p. 13.
  12. ^ «L'adozione di punti di vista "inusitati", se motivata e non ridotta a mero giochino, è una presa di posizione etica ineludibile. Noi siamo intossicati dall'adozione di punti di vista "normali", prescritti, messi a fuoco per noi dall'ideologia dei dominanti. È imperativo depurarsi, cercare di vedere il mondo in altri modi, sorprendendo noi stessi.»New Italian Epic 2.0, settembre 2008, p. 14
  13. ^ «Nel NIE c'è molta sperimentazione stilistica e linguistica, ma nella maggior parte dei casi è "incanalata" nel racconto, serve a raccontare meglio. C'è chi scrive in versi, chi inventa idiomi e idioletti, chi frattura la sintassi, chi usa in modo ossessivo figure retoriche desuete [...], chi 'amputa' alcuni elementi a torto ritenuti indispensabili (per esempio le particelle pronominali). Tutto questo, però, corrisponde a precise esigenze espressive, non ha come stella polare la "bella pagina", la frase che grida al mondo: "Come sono scritta bene!"», Wu Ming 1, intervista alla rivista Loop, cit.
  14. ^ «Sono libri che oggi appaiono perturbanti, e in apparenza esterni o eccentrici rispetto all'idea consolidata di romanzo, ma che probabilmente in futuro chiameremo senza remore 'romanzi'. Oggi c'è molto pudore a chiamare "romanzo" Gomorra, da un lato perché si ha paura di depotenziarne il valore testimoniale e di denuncia, dall'altro perché come romanzo... sembra che non funzioni, non si sa dove comincia né dove finisce, non si sa come prenderlo, c'è il giornalistico e c'è il letterario ma cosa è giornalistico? E cosa è letterario? Penso che questo pudore e questo balbettìo col tempo si dissolveranno.», Wu Ming 1, intervista alla rivista Loop, cit.
  15. ^ Cfr. ad esempio come il sociologo Claudio Coletta traccia e tratta la figura del "Sopravvissuto" nelle opere del NIE: C. Coletta, "Storie di sopravvissuti", in carmillaonline.com, 10 dicembre 2008.
  16. ^ Wu Ming 1, New Italian Epic 2.0, cit.; Wu Ming 1, “Noi dobbiamo essere i genitori”, intervento all'IGRS della University of London, 2 ottobre 2008.
  17. ^ C. Lucarelli, "Noi scrittori della nuova epica", La Repubblica, 6 maggio 2008.
  18. ^ M.Carlotto, "Legalità d'evasione", il manifesto, 13 giugno 2008.
  19. ^ V. Evangelisti, Literary Opera, L'Unità, 6 maggio 2008.
  20. ^ Fois è uno dei più noti rappresentanti, tra l'altro, anche di ciò che si dice nouvelle vague o Nuova letteratura sarda
  21. ^ Interview à Marcello Fois par Stefano Palombari, L'Italie à Paris, 24 ottobre 2008, traduzione dal francese apparsa su carmillaonline.
  22. ^ Cfr. ad esempio G. De Michele, "Neorealismo ed epica. Una risposta ai critici letterari (e agli altri)", su carmillaonline.com, 23 giugno 2008.
  23. ^ T. Pincio, "Il what if all'italiana", il manifesto, 30 agosto 2008.
  24. ^ Cfr. la sezione "New Italian Epic" del sito carmillaonline.com, cit., che aggrega e segnala link a interventi apparsi altrove.
  25. ^ Alberto Asor Rosa, "Ritorno in provincia: le cento Italie dei giovani narratori", La Repubblica, 15 dicembre 2009.
  26. ^ D. Olivero, "Libri, il romanzo politico: quattro passi nel New Italian Epic", repubblica.it, 18 dicembre 2008.
  27. ^ Per una rassegna degli interventi, cfr. la sezione "New Italian Epic" di Carmilla on line.
  28. ^ A. Casadei, "New Italian Epic: sfide e paure", carmillaonline.com, 26 febbraio 2009.
  29. ^ L. Mastrantonio, "NIE, il cyberbook sull'epica italiana non pacificata", "Il Riformista", 5 febbraio 2009.
  30. ^ C. Benedetti, "Free Italian Epic", già uscito in parte in "L'Espresso" n. 10, 12 marzo 2009, con il titolo "Stroncatura epica". Tuttavia, Wu Ming 1, nel testo "New Italian Epic: reazioni de panza / part 2", pubblicato sul sito carmillaonline.com, ricorda che le opere menzionate nel memorandum come facenti parte del NIE sono in tutto 61. Nello stesso testo Wu Ming 1 ha argomentato che questo genere di critiche si basa sul ricorso a un espediente retorico - che ha battezzato "delle palle di can(n)one" -, oppure è prodotto da una distorsione nello sguardo del critico, che ha chiamato "effetto di canone." Scrive Wu Ming 1: "A che serve pretendere l'inserimento [nel libro] di opere che [...] palesemente non c'entrano? [...] Nella letteratura italiana di oggi esistono tante altre nebulose di opere. Che vengano esplorate, coi loro concatenamenti e sottoinsiemi, ma non si dica che tutto è accostabile a tutto." I quattro testi a cui sembra fare riferimento Benedetti (54, Manituana, Black Flag e Nelle mani giuste) sono usati da Wu Ming 1 come punti di partenza aneddotici, cfr. New Italian Epic, pagg. 5-9 dell'edizione Einaudi, 2009. Nel memorandum sul NIE non risultano passaggi in cui essi vengano posti al centro di un canone o caratterizzati come più caratteristici di altri.
  31. ^ C. Benedetti, "Free Italian Epic". Carla Bendetti ha argomentato questa sua posizione in "Le quattro forze di'Gomorra'". Per una lettura di Gomorra concorde con quella di Benedetti, cfr. Tiziano Scarpa, "L’epica-popular, gli anni Novanta, la parresìa". Per un'interpretazione di Gomorra diversa da quelle di Benedetti e Scarpa, cfr. invece Dimitri Chimenti, "Innesti, prelievi e inserti in Gomorra di Roberto Saviano. Appunti per una tipologia retorica", Carmilla on line, 2009. Cfr. anche Riccardo Capecchi, "Parresia, cura del sé, moltitudine. Un punto di vista sul New Italian Epic", Il Primo Amore, 2009.
  32. ^ F. Borgonovo, «La rinascita dell'epica italiana? È solo autopromozione«, Libero, 1 giugno 2008, p.28.
  33. ^ Giap n.5, IXa serie, gennaio 2009
  34. ^ Paolo Di Stefano, «Ecco il manifesto della 'Nuova Epica'», cit. Nelle versioni "2.0" e "3.0" del memorandum, Wu Ming 1 cita questo articolo di Di Stefano come esempio ed emblema di fraintendimento da parte di una "casta di mediatori" dedita a "cavillare sulle premesse dei discorsi per non faticare sui discorsi stessi."(Cfr. NIE 2.0, p. 10.)
  35. ^ Tiziano Scarpa, "L'epica-popular, gli anni Novanta, la parresìa"
  36. ^ Wu Ming 1, Wu Ming / Tiziano Scarpa: Face Off, Il Primo Amore, dal 16 marzo 2009. Formato PDF.
  37. ^ New Italian Epic: reazioni de panza, carmillaonline, 18 febbraio 2009.]
  38. ^ M. Jansen, Il dibattito sul postmoderno in Italia. In bilico tra dialettica e ambiguità, Cesati, Firenze 2002
  39. ^ Biennial Conference of the Society for Italian Studies, Royal Holloway University of London]
  40. ^ Sito ufficiale del Centre Aixois d'Études romanes
  41. ^ il blog "New Media Epic"

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]