Mitologema

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Per mitologema, secondo la definizione di Károly Kerényi, si intende l'elemento minimo riconoscibile di un complesso di materiale mitico che viene continuamente rivisitato, plasmato e riorganizzato ma che al cuore si mantiene di fatto la stessa storia, lo stesso racconto primordiale.

In polemica con Bronisław Malinowski che considerava uno studioso serio ma troppo empirico e che negava il valore simbolico del mito, Kerényi cercò quel che vi è di universale e fondante nel mito.

Il mitologema è appunto il modello archetipo che, arricchito da elementi propri di una cultura, dà origine al mito. L'abbandono di un figlio che sopravvive e, divenuto grande, è causa di profonde trasformazioni è, per esempio, un mitologema: la storia di Mosè, di Paride e di Romolo sono i miti da esso originati.

I mitologemi sarebbero quindi il materiale mitico che secondo la nota teoria di Vladimir Propp avrebbe dato origine alle fiabe, unitamente a reminiscenze folcloriche e storiche.

Allo stesso modo anche le immagini primordiali di Carl Gustav Jung, con il quale Kerényi collaborò, sono riconducibili al concetto di mitologema. Anche Georges Dumézil, Claude Lévi-Strauss, Gilbert Durand e Roland Barthes hanno fatto uso del termine.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Károly Kerényi, Prolegomeni allo studio scientifico della mitologia (1941), Torino: Boringhieri, 1983, pp. 15-17.
  • William James, Le varie forme della coscienza religiosa, Bocca Milano, 1945
  • Carl Gustav Jung, La vita simbolica, Bollati Boringhieri, Torino, 1975
  • C. G. Jung, Gli archetipi dell'inconscio collettivo, Bollati Boringhieri, Torino, 1976
  • Furio Jesi, Mito, Isedi, Milano, 1973
  • Claudio Naranjo, Narrazione e mito, in "Informazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria", n. 40, maggio-agosto 2000, pp. 2-7, Roma
  • Joseph Campbell, L'eroe dai mille volti, Guanda, Parma, 1998 ISBN 8882461955

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