Nepenthes

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Nepente
Nepenthes truncata highlandPitcher2.jpg
Nepenthes truncata
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Nepenthales
Famiglia Nepenthaceae
Genere Nepenthes
L., 1753
Classificazione APG
Ordine Caryophyllales
Famiglia Nepenthaceae
Specie
  • Vedi testo

Nepente L., 1753, è il nome comune con cui vengono chiamate le piante carnivore del genere Nepenthes. È l'unico genere della famiglia monotipica delle Nepenthaceae. Il suo nome deriva dal greco antico νη- ne "non", e πένθος pénthos "dolore".

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Le nepente sono piante rampicanti con viticci fogliari. Le foglie adulte sono spesso divise in una base sessile o picciolata assottigliata, un picciòlo (cirro) e una lamina (ascidio) con coperchio. Quando il coperchio è aperto, gli insetti sono attirati dal profumo e cadono all'interno, dove vengono sciolti dal liquido contenente pepsina e assimilati dalla pianta.

La prima descrizione di tali piante venne fornita nel 1658 dal governatore del Madagascar, Étienne de Flacourt, il quale le diede il nome di Amramitico. Il nome attuale le venne dato da J. P. Breyne, nel 1689.

Nel 1874 J. D. Hooker e L. Tate rilevarono la presenza di enzimi nella pianta e dimostrarono il suo processo digestivo.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Nepenthes distribution.svg

Queste piante vivono in ambienti umidi e tropicali e sono molto diffuse in gran parte del Sud-est Asiatico, nelle Seychelles, in Madagascar, nelle isole Comore, in India, nello Sri Lanka e in Australia. È possibile trovarne alcune popolazioni anche nelle isole di Sumatra, Giava, nelle Filippine e in Nuova Guinea.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Comprende le seguenti specie:[senza fonte]

Ibridi e cultivar[modifica | modifica sorgente]

Nel tempo sono stati selezionati molti ibridi e cultivar del genere Nepenthes. Alcuni tra i più conosciuti sono:

  • N. × hookeriana (N. rafflesiana × N. ampullaria)
  • N. × kinabaluensis
  • N. × trusmadiensis (N. macrophylla × N. lowii)
  • N. × alisaputrana
  • N. 'Coccinea' ((N. rafflesiana × N. ampullaria) × N. mirabilis)
  • N. 'Gentle' (N. fusca × N. maxima)
  • N. 'Judith Finn' (N. veitchii × N. spathulata)
  • N. 'Miranda' ((N. maxima × N. northiana) × N. maxima)
  • N. 'Mixta' (N. northiana × N. maxima)
  • N. 'Ventrata' (N. ventricosa × N. alata)
  • N. 'Velvet'

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

In natura queste piante si possono dividere in due grandi gruppi: le piante di pianura dette Lowland e le piante che vegetano alle quote più alte, dette Highland. Quelle di pianura sono le specie più rustiche, le quali si prestano molto bene alla coltivazione. Esse richiedono temperature comprese tra i 15° e i 25°, una buona illuminazione e un tasso di umidità elevato.
Le specie montane sono più difficili da coltivare. Esse richiedono una combinazione di fattori che sono appunto caratteristici delle zone montuose tropicali. Alto tasso di umidita', temperature tra i 18° e i 30°, e un continuo movimento d' aria. Molto importante è lo sbalzo di temperatura tra il giorno e la notte. Condizioni che diventano piuttosto difficili da trovare in ambiente domestico come anche in terrari o serre.

Il substrato ideale è composto da una percentuale del 50% di torba acida di sfagno per carnivore e 50% di perlite oppure da 50% di torba acida di sfagno, 25% di perlite e 25% di bark che serve per alleggerire il terreno, e per consentire un buon passaggio d'aria tra le radici. Volendo, si può integrare il composto con un 10% di vermiculite, un minerale che contribuisce a trattenere l 'umidità.

In generale queste piante richiedono buona illuminazione e gradiscono, a seconda della specie, il sole diretto per qualche ora al giorno, non nelle ore più calde. Sono da evitare i ristagni di acqua (rigorosamente distillata, piovana o da osmosi inversa) nel sottovaso che alla lunga potrebbero portare a marciumi dell' apparato radicale. Nebulizzazioni giornaliere gioveranno alla crescita, ma non sono indispensabili. Vi sono pareri discordi sulla concimazione ma in linea generale la tendenza è di evitarla, in quanto la pianta trarrebbe sufficiente nutrimento dagli insetti catturati che comunque non sono indispensabili per la crescita di questa pianta.

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