Dionaea muscipula

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Dionea
Dionaea muscipula01.jpg
Dionaea muscipula
Stato di conservazione
Status iucn2.3 VU it.svg
Vulnerabile
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Phylum Tracheophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Nepenthales
Famiglia Droseraceae
Genere Dionaea
Specie D. muscipula
Classificazione APG
Ordine Caryophyllales
Famiglia Droseraceae
Nomenclatura binomiale
Dionaea muscipula
Soland. ex Ellis
Habitat
Dionaea distribution.svg
Areale della Dionaea muscipula

La Dionaea muscipula, volgarmente chiamata dionea o venere acchiappamosche, è una pianta carnivora appartenente alla famiglia delle Droseracee. È l'unica specie del genere Dionaea ed è originaria degli Stati Uniti (Carolina del Nord e Carolina del Sud).[1]
Si dice che Darwin, quando la vide, la soprannominò "La pianta più spettacolare del mondo". Grazie alla sua capacità di compiere rapidi movimenti tigmonastici e la forma delle foglie, che ricordano una bocca piena di denti acuminati, è forse la pianta che più facilmente cattura l'immaginario collettivo.

Il nome del genere deriva da Διοναια, epiteto di Afrodite, la dea greca della grazia e della bellezza.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Una foglia di D. muscipula con la sua preda
Struttura della foglia
Una Dionaea muscipula in buone condizioni

È una piccola pianta erbacea, perenne, le cui foglie sono disposte a rosetta attorno ad un punto centrale. Questa pianta misura fra i 10 ed i 14 centimetri quando è adulta. L'aspetto della pianta varia a seconda delle stagioni: d'inverno, le foglie si abbassano al suolo entrando nel cosiddetto periodo di dormienza, mentre d'estate le foglie si alzano dritte.

Le trappole[modifica | modifica wikitesto]

Quando cattura è veramente spettacolare. I lunghi piccioli delle foglie posseggono alla loro estremità una trappola munita di "denti" morbidi; le trappole sono formate da due lembi dentro ognuno dei quali si hanno tre piccoli peli che fanno da sensore; quando questi sensori vengono toccati o vibrano le trappole si chiudono di scatto (tigmonastia). La pianta, grazie ad un sofisticato sistema "memoria", riesce a distinguere il primo "tocco", rimanendo ferma in attesa, dal secondo, che invece impartisce l'ordine di "serrare" le trappole. Ogni 30/40 secondi circa la "memoria" viene resettata facendo ripartire il ciclo. Questo sistema è usato dalla pianta per evitare di chiudere le trappole quando non abbia ancora "riconosciuto" la preda: una chiusura selettiva per risparmiare energia. Per riconosciuto si intende che "l'oggetto" all'interno della trappola debba muoversi, almeno due volte, nell'arco temporale di 30/40 secondi. In seguito alla chiusura della trappola, se la Dionaea rileva il movimento della preda, inizia la fase digestiva, altrimenti si riaprirà lentamente dopo qualche ora. Per questo motivo si sconsiglia di somministrare prede non vive poiché queste non verrebbero riconosciute e costituirebbero esclusivamente uno stress per la pianta. Il colore delle trappole dipende soprattutto dall'illuminazione che la pianta riceve: più luce solare la pianta riceve, più rosse ed energetiche sono le trappole (esistono alcune varietà, che esposte per lunghissimi periodi alla luce solare, si colorano totalmente di rosso).
Le trappole misurano solitamente 2 - 3 centimetri, ma alcuni cultivar selezionati artificialmente possono raggiungere i 5 - 6 centimetri, oppure possono presentare delle forme e dei colori particolari (denti lunghi o uniti, seghettati o addirittura inesistenti, ma anche colorazione completamente rossa, verde o gialla).

Periodo di fioritura[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo totale di una foglia di Dionea

La pianta fiorisce tra maggio e giugno nel relativo habitat naturale. Può subire variazioni in coltura. Dal centro della rosetta si alza lo stelo, lungo circa 20-30 cm con all'estremità diversi fiori bianchi disposti a capolino. Questi fiori daranno facilmente piccolissimi semi neri brillanti somiglianti ai semi dell'uva.

Molti coltivatori preferiscono tagliare lo stelo fiorale nell'estremità inferiore per evitare che la pianta ancora giovane utilizzi tutta l'energia anche delle trappole per produrre il fiore, indebolendosi e rischiando poi la vita per produrre i semi; tagliando lo stelo fiorale infatti, la pianta è più propensa a produrre nuove foglie (lo stelo fiorale, una volta reciso tende a risvilupparsi costantemente, dipende ovviamente dalle condizioni di luce e di calore). È quindi consigliato recidere lo stelo fiorale se la pianta è ancora giovane, finché la "rosetta" non raggiunge un diametro di almeno 15-20cm.

Fiore di Dionaea muscipula.

Periodo di sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Da marzo ad ottobre.

Periodo di dormienza[modifica | modifica wikitesto]

Da novembre a gennaio la pianta sospende la produzione di foglie e va in riposo invernale. Durante questo periodo molte foglie anneriscono e solitamente le trappole cessano di chiudersi, ma rimane inalterata l'attività radicale. Possibilmente da evitare è la formazione di ghiaccio nell'acqua della pianta che comunque in questo periodo deve essere ridotta a quantità minime (1 cm nel sottovaso), solamente l'indispensabile a mantenere la torba umida e attendendo il totale assorbimento prima della successiva annaffiatura.

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Propagazione[modifica | modifica wikitesto]

Per seme[modifica | modifica wikitesto]

Semi di Dionaea muscipula.

I coltivatori che preferiscono ripropagarla per seme ignorano la recisione del fiore, anche se dopo aver prodotto i semi e reciso poi il frutto secco, la pianta impiega più tempo a riprendere lo sviluppo.
Il seme si posiziona sulla superficie del terreno umido e per far nascere una piantina fino ai primi 2 cm di diametro occorre almeno un anno, minimo dieci mesi. Se la plantula vive in ottime condizioni può svilupparsi più velocemente. Per produrre i semi è sufficiente fecondare l'ovario posizionando il polline sullo stimma con l'aiuto di un piccolo pennello.

Per talea[modifica | modifica wikitesto]

La dionaea viene ripropagata anche per talea: basterà staccare una foglia in ottime condizioni dal basso (compreso una parte del parenchima radicale con una radichetta) e posizionarla sulla superficie umida del terreno. Dopo alcune settimane si vedrà, dal punto di distacco, una nuova plantula che per accrescersi e sviluppare la radice richiede tempo.
Quando si sarà sviluppata la radice non importerà rinterrarla manualmente: posizionando le foglie verso l'alto, col passare del tempo le radici provvederanno ad interrarsi da sole.

Substrato[modifica | modifica wikitesto]

Per avere successo con la coltivazione di questa pianta, è comunque indispensabile utilizzare come substrato torba acida di sfagno mista a perlite o sabbia di quarzo possibilmente priva di sali e in proporzione 1 a 1. Il substrato deve avere un'aerabilità considerevole e non deve essere premuto. Diffidate delle torbe bionde per acidofile in quanto hanno un ph leggermente meno acido (>= 4) e soprattutto spesso sono fertilizzate (e questo è totalmente da evitare in quanto costituisce per questa pianta un vero e proprio veleno). Non dovrebbe mancare anche dello sfagno adagiato in superficie, essendo grande "accumulatore" di acqua, garantisce una umidità ottimale alla pianta.

È possibile, inoltre, aggiungere un pizzico di vermiculite, ma in quantità mai superiore al 10%, per stimolare la crescita della pianta.

Innaffiature[modifica | modifica wikitesto]

È meglio evitare di innaffiare la pianta dall'alto: deve essere riempito il sottovaso con 2-3 cm di acqua distillata, osmotizzata o direttamente con acqua piovana; mantenere il livello di acqua nel sottovaso costante e controllare eventualmente l'umidità del terreno. Non utilizzare acqua dal rubinetto o in bottiglia, porterebbe alla morte la malcapitata dionaea entro poche settimane. È possibile, inoltre, vaporizzare regolarmente la pianta. Nel periodo invernale, invece, si consiglia di riempire il sottovaso con 1 cm di acqua e attendere il completo assorbimento prima del successivo riempimento onde evitare che eventuali gelate possano danneggiare la parte radicale.

Piante di Dionaea in evidente stato di fioritura.

Rinvaso[modifica | modifica wikitesto]

La pianta deve essere rinvasata quando sono visibili le radici che escono dai fori del vaso o quando la torba che ne costituisce il substrato inizia a dare segnali di marcescenza. Tale condizione si evidenzia, generalmente, nell'arco di un anno ed è contraddistinta dal colore scuro della torba. Tuttavia, l'utilizzo di vermiculite potrebbe rendere necessario il rinvaso in tempi più brevi in quanto accelera la marcescenza del substrato.

La dionaea è una pianta non eccessivamente delicata ma che ha bisogno di cure particolarissime, totalmente diverse da quelle abitualmente somministrate alle piante comuni. Un evidente segno di morte imminente della pianta può essere dovuto a diversi fattori sia naturali che causati dall'uomo:

  • ristagni di acqua;
  • terreno secco e arido;
  • utilizzo di terriccio universale;
  • utilizzo di acqua dal rubinetto o in bottiglia;
  • somministrazione di ogni tipo di concime;
  • trappole ripetutamente scattate a vuoto o con insetti non vivi;
  • esposizione in casa anziché all'aperto;
  • esposizione in luoghi eccessivamente ventilati;
  • insufficiente ricezione di sole diretto;
  • attacchi da parassiti;
  • infiorescenza sviluppata da pianta debole o troppo piccola;
  • marciume del substrato.

Varietà[modifica | modifica wikitesto]

L'uomo ha creato, attraverso delle cultivar di D. muscipula specializzate, delle piante i cui colori e le caratteristiche delle trappole sono differenti:

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/dionea/
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