Masters of War

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Masters of War
Artista Bob Dylan
Autore/i Bob Dylan/Trad.
Genere Folk
Edito da Columbia Records
Pubblicazione
Incisione The Freewheelin' Bob Dylan
Data 1962
Durata 4'34"
The Freewheelin' Bob Dylan – tracce
Successiva

Masters of War è una canzone scritta da Bob Dylan contenuta nell'album The Freewheelin' Bob Dylan del 1963. Si tratta di una riscrittura, con un nuovo testo, dell'antica canzone folk tradizionale Nottamun Town nell'arrangiamento della folksinger Jean Ritchie. [1]

Il brano[modifica | modifica sorgente]

Anche in questa canzone Bob Dylan sventola la bandiera del pacifismo. Si tratta di una delle più dure e ferme condanne del militarismo e dell'industria bellica mai messe in musica. A differenza della celeberrima Blowin' in the Wind, che è ricca di metafore e di simbolismi, qui Bob Dylan rivolge una esplicita protesta contro "I signori della guerra" per i quali lui non esita ad esprimere l'odio che nutre nei loro confronti; dice appunto: «And I hope that you die» (spero che moriate) e «And your death'll come soon» (e che la vostra morte sopraggiunga presto). Ritiene che per costoro non ci possa essere perdono: «All the money you made will never buy back your soul» (tutti i soldi che avete guadagnato non vi basteranno per ricomprarvi l'anima) e «Even Jesus would never Forgive what you do» (anche Gesù non potrebbe mai perdonare ciò che fate). Questa canzone divenne un inno dei pacifisti che protestavano per il conflitto in Vietnam. Lo stesso Bob Dylan fu sorpreso dalla rabbia che espresse in questa canzone. Disse a questo proposito: «La collera è una sorta di catarsi, un modo per ottenere un sollievo temporaneo da una sensazione pesante di impotenza che affligge molti che non riescono a capire una civiltà che (...) definisce tale atto (la guerra, NdR) un'azione di pace».

Registrazione, ed esecuzioni[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente Dylan incise Masters of War nel gennaio 1963 per la rivista Broadside, che ne pubblicò il testo e lo spartito musicale nel numero di febbraio.[2][3] La canzone venne inoltre registrata nella cantina del Gerde's Folk City in febbraio e per l'editore musicale di Dylan, M. Witmark & Sons, in marzo.[4] La versione demo di Witmark venne inclusa nell'album The Bootleg Series Vol. 9 – The Witmark Demos: 1962–1964 nell'ottobre 2010.[5] La versione presente in Freewheelin', registrata il 24 aprile 1963 per la Columbia Records, apparve anche nella raccolta greatest hits Masterpieces e nel cofanetto Biograph (1985).[6][7] Una versione dal vivo, elettrica, registrata al Wembley Stadium di Londra nel 1984, è stata inclusa nell'album Real Live relativo al tour europeo (1985).[8][9]

Durante il 1963, Dylan eseguì la canzone nel corso di tre concerti importanti: il 12 aprile alla Town Hall di New York, il 10 maggio al Brandeis Folk Festival, e il 26 ottobre alla Carnegie Hall. Bob suonò il brano anche durante un'esibizione pomeridiana svoltasi nel corso della sua prima apparizione al Newport Folk Festival il 27 luglio 1963.[2][4] La performance alla Carnegie Hall è stata inclusa nel disco The Bootleg Series Vol. 7: No Direction Home: The Soundtrack (agosto 2005), mentre la versione "Brandeis" nell'album Live in Concert at Brandeis University 10/05/1963 (ottobre 2010).[7] Dopo il '63, Dylan non suonò più versioni acustiche di Masters of War per oltre trent'anni, sino al concerto di Hiroshima in Giappone del 1994.[10]

Cover[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nottamun Town (tradizionale)
  2. ^ a b Bjorner, "Still on the Road", 1963
  3. ^ Broadside, Issue 20, febbraio 1963
  4. ^ a b Heylin, Bob Dylan: Behind the Shades, p. 739
  5. ^ The Bootleg Series Volume 9—The Witmark Demos: 1962-1964, bobdylan.com, 17 ottobre 2010. URL consultato il 6 dicembre 2010.
  6. ^ "Masters of War", Bob Dylan
  7. ^ a b Masters of War, Bob Dylan, allmusic.com. URL consultato il 6 dicembre 2010.
  8. ^ Bjorner, "Still on the Road", 1994
  9. ^ Shelton, No Direction Home, pp. 490 and 534
  10. ^ Bjorner, Still on the Road, 1963-1994
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