In linea con l'assassino

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In linea con l'assassino
In linea con l assassino.png
Colin Farrell in una scena del film
Titolo originale Phone Booth
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2002
Durata 81 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere thriller
Regia Joel Schumacher
Soggetto Larry Cohen
Produttore David Zucker, Gil Netter
Casa di produzione 20th Century Fox
Fotografia Matthew Libatique
Montaggio Mark Stevens
Musiche Harry Gregson-Williams, Nathan Larson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

In linea con l'assassino (Phone Booth) è un film del 2002 diretto da Joel Schumacher.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

New York. Stuart "Stu" Shepard è un giovane manager di quart'ordine, ma che fa di tutto per sembrare importante a chi gli sta intorno, basando il tutto su una serie infinita di bugie e sotterfugi. Ogni giorno si reca alla medesima cabina telefonica nel cuore di Manhattan per telefonare a Pam, una giovane ragazza di provincia arrivata nella grande mela per tentare la carriera di attrice; Stu le ha fatto grandi promesse sfruttando i suoi fantomatici "contatti", ma in realtà vorrebbe soltanto intraprendere una relazione extraconiugale con lei, all'insaputa di sua moglie Kelly.

Al termine della chiamata, Stu sta per andarsene, ma improvvisamente sente il telefono squillare... incuriosito, risponde: dall'altra parte della cornetta c'è uno squilibrato con un fucile di precisione, che gli dice di tenere la cabina sotto tiro da un edificio vicino, e che minaccia di ucciderlo qualora riagganci e se ne vada. Lo sconosciuto sa molte cose di Stu, compreso il fatto che vuole tradire la moglie, e gli chiede di far chiarezza sia con lei che con Pam (la quale non sa che lui è sposato). Il killer dimostra di fare sul serio uccidendo un uomo vicino alla cabina, ma astutamente riesce a far sì che l'omicidio appaia colpa di Stu. Il gioco psicologico del killer prosegue anche con l'arrivo della polizia, dei media, e di Kelly e Pam.

Alla fine la polizia riesce a capire dove si trova il killer e, una volta arrivati sul posto, trovano un uomo in una pozza di sangue; viene identificato da Stu, il quale asserisce di aver avuto un litigio con lui proprio quella mattina. In realtà altri non è che un depistaggio poiché, quando Stu viene liberato e portato nell'ambulanza, il vero killer si fa vivo (ma Stu non può chiedere aiuto, poiché sotto l'effetto di un potente sedativo) e gli parla rivelando che il suo operato aveva un'insospettata valenza morale: se Stu avesse continuato a mentire, come aveva fatto sino a quel momento, lui si sarebbe rifatto vivo e l'avrebbe ucciso. Stu avrebbe, dunque, dovuto essere sincero con sé stesso e con le persone che gli stavano accanto, per avere salva la vita.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola si svolge in tempo reale (in altre parole, lo scorrere del tempo nel film è pari a quello vissuto dallo spettatore durante la visione), e fa ampio uso dello split screen, in modo analogo a quanto avviene nella serie televisiva 24 (di cui è protagonista Kiefer Sutherland, proprio il cattivo di In linea con l'assassino).

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Larry Cohen aveva proposto originariamente l'idea di una pellicola che si svolgesse interamente in una cabina telefonica ad Alfred Hitchcock negli anni sessanta; a Hitchcock l'idea piacque, ma né lui né Cohen riuscirono all'epoca a trovare una trama plausibile per mantenere il film confinato alla cabina, pertanto l'idea fu abbandonata. Cohen riprese in mano il soggetto alla fine degli anni novanta, quando ebbe l'idea del cecchino.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese principali del film sono state completate in dieci giorni, con altri due giorni per le altre scene e rifacimenti. Sebbene sia ambientato a New York, è stato girato per la maggior parte nel centro di Los Angeles (alla Quinta Strada, tra Broadway Street e Spring Street): questo fatto è rivelato anche dal passaggio per strada degli autobus della Contea di Los Angeles; sullo schermo viene invece detto che la cabina si trova tra la West 53 Street e la 8th Avenue a Manhattan. La versione del regista del film include un cameo di Jared Leto.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La distribuzione del film doveva originariamente avvenire negli Stati Uniti nell'autunno del 2002, ma proprio in quel periodo (ottobre 2002) si verificarono a Washington alcuni casi di cecchini serial killer (argomento trattato nel film), e fu così deciso di rimandare l'uscita della pellicola all'aprile del 2003.[1][2]

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Durante il la pellicola, il cecchino avverte Shepard di non muoversi, dicendogli che una volta un tizio è stato colpito dalla polizia 41 volte solo per aver estratto il portafogli. Questo è un riferimento all'uccisione del giovane studente liberiano Amadou Diallo, avvenuta proprio a New York il 4 febbraio 1999, fatto che destò molto scalpore e indignazione negli Stati Uniti: poiché corrispondeva alla descrizione di uno stupratore, la polizia lo avvicinò, ed egli, per identificarsi, fece per tirare fuori il suo portafogli; erroneamente la polizia pensò invece che stesse estraendo una pistola, e quattro agenti gli spararono 41 volte, centrandolo con 19 colpi e uccidendolo.
  • Attaccati alla cabina telefonica si possono notare degli adesivi raffiguranti André the Giant, marchio di fabbrica del designer Obey.
  • Alle spalle della cabina telefonica dove si svolge il film si può notare un pannello pubblicitario dove è scritta una frase interrogativa abbastanza emblematica, «Who do you think you are?» («Chi ti credi di essere?»), con molta probabilità riferita dal punto di vista tematico proprio all'atteggiamento del protagonista, un uomo dalla bugia facile che si nasconde dietro un'apparenza e un ego spropositati.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Alan Kurtz, Muhammad & Malvo: The D.C. Snipers in blogcritics.org, 6 dicembre 2009. URL consultato il 29 giugno 2010.
  2. ^ (EN) 2002 Area Sniper Shootings in washingtonpost.com. URL consultato il 29 giugno 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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