Il giustiziere sfida la città

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« Guarda Conti che la vita è un buco, si nasce da un buco, si mangia da un buco, si caca da un buco e si finisce in un buco. E da questo buco qua dipende se adesso finisci nell'ultimo buco. »
(Rambo)
Il giustiziere sfida la città
Il giustiziere sfida la città.png
Titolo di testa del film
Titolo originale Il giustiziere sfida la città
Paese di produzione Italia
Anno 1975
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere poliziesco
Regia Umberto Lenzi
Soggetto David Morrell
Sceneggiatura Vincenzo Mannino
Produttore Luciano Martino
Fotografia Federico Zanni
Montaggio Daniele Alabiso
Effetti speciali Cataldo Galliano
Musiche Franco Micalizzi
Costumi Walter Patriarca
Trucco Iolanda Angelucci Franco Di Girolamo
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il giustiziere sfida la città è un film del 1975, diretto da Umberto Lenzi.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Rambo (Tomas Milian) in una scena del film

Rambo, un ex delinquente all'apparenza ravveduto, fa ritorno a Milano, per andare a trovare il vecchio amico Pino Scalia e la sua famiglia. Pino ora lavora in un'agenzia di vigilanza privata ed egli, saputo che Rambo sembra avere definitivamente chiuso con il suo "passato", cerca di coinvolgerlo nella sua attività ma quest'ultimo, dopo avergli "dimostrato" di essere ancora in forma, non mostra interesse per questo tipo di vita. Nel suo girovagare tra le antiche amicizie Rambo ritrova anche Flora, una spogliarellista con la quale aveva avuto una relazione e che si dimostra ancora affezionata a lui. La vita del protagonista sembra prendere la via della "normalità" ma un evento, la morte di Pino che stava indagando sul sequestro di persona di Piero, il figlio del dott. Marsili, un importante e ricco personaggio disposto a pagare il riscatto ed a non avvertire la polizia per non mettere in pericolo la vita del bambino, lo porta a mettersi sulle tracce del suo assassino.

Al fine di trovare un supporto, Rambo si reca dal suo vecchio boss Don Paternò con il quale ha uno scambio di opinioni dal quale traspare un antico conto in sospeso ma, nonostante l'evidente ostilità del "figlioccio", il dialogo si chiude in modo tranquillo. Dopo inoltre avere scoperto ed ucciso l'omicida dell'amico, si trova in mezzo ad una guerra tra la banda di Paternò e quella di Conti, l'autore del rapimento, ma le due organizzazioni si rendono presto conto del ruolo scomodo del "giustiziere" e decidono di stipulare una tregua per eliminarlo e durante la ricerca viene uccisa Flora che si rifiuta di riferire al gruppo di mafiosi il suo nascondiglio.

Il boss Paternò (Joseph Cotten) in un fotogramma del film, riguardante il proprio suicidio

In fuga dai componenti delle due bande il giustiziere trova con uno stratagemma il sistema di mettere la polizia sulle tracce dei rapitori e, dopo un primo tentativo andato a vuoto, riesce a salvare il bambino ma il figlio di Paternò, nonostante i consigli del padre, intende ancora uccidere Rambo trovando la morte in uno scontro a fuoco.
L'anziano Padrino ora è solo ma Rambo lo rispetta ancora e dopo avere avuto la conferma del sospetto nato dopo il loro primo incontro, ossia che Paternò ha perso la vista, gli offre la possibilità di riparare a Marsiglia presso un boss mafioso ma egli rifiuta preferendo il suicidio. Il giustiziere ha ora pareggiato i suoi conti e, dopo avere regalato una piccola motocicletta a Luigino Scalia, rimasto orfano del padre lascia, forse per sempre, la città.

Fonti di ispirazione[modifica | modifica sorgente]

Il nome del personaggio richiama quello di un film assai più noto: sei anni prima del Rambo interpretato da Sylvester Stallone, Milian lesse il libro First Blood, scritto da David Morrell dal quale poi venne tratto il film statunitense[1]. Affascinato dalla narrativa di Morrell, Milian cercò invano di convincere i "cinematografari" del Bel Paese a produrre un film tratto dal libro con lui stesso come protagonista, ma le difficoltà apparentemente insormontabili nel ricreare una credibile cittadina nordamericana in Italia e i costi proibitivi di girare in location fecero naufragare il progetto; come 'contentino' venne promesso a Milian che il nome del suo prossimo personaggio sarebbe stato 'Rambo'. Il titolo di lavorazione originale del film era ancora più esplicito: Rambo sfida la città. In entrambi i film il personaggio di Rambo viene doppiato dall'attore Ferruccio Amendola.

Il film è anche un omaggio a Sergio Leone ed al suo Per un pugno di dollari, del quale Il giustiziere sfida la città si può considerare una sorta di remake in chiave poliziesca.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La scena della sparatoria in cui Rambo uccide Conti è girata nello stesso casolare di campagna dove è tenuta prigioniera la bambina sequestrata nel film Il trucido e lo sbirro, film in cui troviamo di nuovo Tomas Milian per la prima volta nei panni di "Er Monnezza" sempre girato da Umberto Lenzi.
  • Pur essendo doppiato come di consueto da Ferruccio Amendola (come del resto, in questo genere di film), stranamente il personaggio interpretato da Tomas Milian non ha nessuna inflessione dialettale e per tutta la durata del film parla in perfetto italiano senza mai lasciarsi andare al turpiloquio come accade in genere per dei personaggi simili; presumibilmente ciò è dovuto al tono "drammatico" che la trama svolge fin dall'inizio e l'inserimento di battute inappropriate avrebbe potuto far prendere alla pellicola il sapore della commedia.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dati forniti da Dossier Nocturno, numero 39.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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