Mangiati vivi!

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Mangiati vivi!
Titolo originale Mangiati vivi!
Paese di produzione Italia
Anno 1980
Durata 95 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere orrore
Regia Umberto Lenzi
Soggetto Umberto Lenzi
Sceneggiatura Umberto Lenzi
Produttore Mino Loy, Luciano Martino
Art director Giovanni Masini
Fotografia Federico Zanni
Montaggio Eugenio Alabiso
Effetti speciali Paolo Ricci
Musiche Carlo Maria Cordio
Scenografia Massimo Antonello Geleng
Costumi Massimo Antonello Geleng
Trucco Raul Ranieri
Interpreti e personaggi

Mangiati vivi! è un film del 1980, diretto da Umberto Lenzi con protagonista Janet Agren.

La pellicola riporta Umberto Lenzi al genere cannibal, da lui inaugurato nel 1972 con Il paese del sesso selvaggio. Qui riprende i temi di quel film, con più cannibalismo e un riutilizzo delle scene, in particolare la morte di Me Me Lay, uguale al film precedente. Il film è liberamente ispirato ad un fatto realmente accaduto ovvero il massacro e suicidio di massa avvenuto a Jonestown (Guyana) il 18 novembre 1978 ad opera del predicatore Jim Jones e della sua setta

Trama[modifica | modifica sorgente]

New York, 1980. La città viene sconvolta da una serie di omicidi effettuati mediante dardi intinti nel veleno di cobra. In seguito ad un incidente stradale, nel quale l'assassino trova la morte, la polizia locale rinviene una pellicola appartenente a Diana Morris (Paola Senatore). Le autorità convocano, quindi, la sorella della donna, Sheila Morris (Janet Agren), nella speranza di ricavare qualche indizio sull'intricata vicenda.

Sheila stessa, preoccupata sulle sorti della sorella di cui da lungo tempo non ha notizie, si mette segretamente alla sua ricerca. L'analisi del materiale video sembra portare ad una comunità religiosa newyorkese chiamata Setta della Purificazione che, sotto i perentori ordini del santone Melvyn Jonas (Ivan Rassimov), ha costituito un villaggio nella profonda giungla della Nuova Guinea. In questo sperduto luogo, già da qualche mese, l'intera setta era stata convinta ad insediarsi per rinnegare la civiltà occidentale e tornare alle origini, noncurante dei pericoli dell'ambiente ostile e delle locali tribù di cannibali.

Giunta sul luogo, Sheila ingaggia Mark Butker (Robert Kerman), un disertore fuggitivo dal Vietnam da tempo trasferitosi in quella località sperduta. Sheila chiede a Mark di farle da guida. Dopo aver superato mille pericoli i due raggiungono il Villaggio della Purificazione ove, finalmente, incontrano Diana Morris. I pericoli per i protagonisti sono però appena iniziati, perché il reverendo Jonas si rivela essere dedito alle peggiori pratiche sadiche e manipolatrici ostacolando in ogni modo la dipartita dei suoi seguaci, i quali appaiono assolutamente succubi alle sue volontà.

Da New York, nel frattempo, giungono diversi soccorsi via elicottero. Alla vista di tali soccorsi, Jonas, convince l'intera setta al suicidio di massa. Tra suicidi, omicidi e cannibalismo solo Mark e Sheila sopravviveranno mentre, a seguito della concitazione dei salvataggi, Jonas riesce a far perdere le sue tracce.

Sheila Morris, un tempo benestante, scopre di essere ridotta sul lastrico a causa della donazione dell'intero patrimonio familiare a favore di Jonas (donazione effettuata dalla sorella Diana).

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nel film ci sono varie scene "riciclate" da altre pellicole appartenenti al genere, ad esempio quella dell'evirazione è presa dal film La montagna del dio cannibale mentre quella dello squartamento dell'indigena è la stessa di Ultimo mondo cannibale.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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