HMS Howe (32)

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HMS Howe
La Howe nel canale di Suez nel 1944
La Howe nel canale di Suez nel 1944
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg
Tipo Nave da battaglia
Classe King George V
Proprietà Naval Ensign of the United Kingdom.svg Royal Navy
Identificazione 32
Ordinata 28 aprile 1937
Costruttori Fairfield Shipbuilding and Engineering Company
Cantiere Govan
Impostata 1 giugno 1937
Varata 9 aprile 1940
Entrata in servizio 29 agosto 1942
Destino finale Demolita dal 6 giugno 1958 a Inverkeithing
Caratteristiche generali
Dislocamento 37.316
Lunghezza 227 m
Larghezza 31,4 m
Pescaggio 10,5 m
Propulsione Quattro assi
110.000 Hp
Velocità 29,5 nodi  (55 km/h)
Autonomia 6.000 mn a 14 nodi (11.000 km a 26 km/h)
Equipaggio 1.422
Armamento
Armamento
  • 10 cannoni da 356 mm in due torrette quadruple e una binata
  • 16 cannoni da 133 mm in torrette binate
  • 32 cannoni da 40 mm antiaerei "Pom Pom" in installazioni ottuple
  • 14 cannoni da 40 mm antiaerei Bofors
  • 65 cannoni da 20 mm antiaerei Oerlikon singoli
Mezzi aerei 2
Note
Motto Utcumque placuerit deo

[senza fonte]

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La HMS Howe (Pennant number 32), quinta nave da guerra britannica a portare questo nome, è stata una nave da battaglia classe King George V della Royal Navy. Inizialmente era previsto che il nome della nave fosse HMS Beatty, in onore dell'Ammiraglio David Beatty, ma nel febbraio 1940 venne ribattezzata Howe, in onore dell'Ammiraglio Howe[1]. Venne impostata nei cantieri Fairfield il 1 giugno 1937, varata il 9 aprile 1940 ed entrò in servizio il 29 agosto 1942, in piena seconda guerra mondiale.

Servizio[modifica | modifica wikitesto]

Al momento dell'ingresso in servizio la Howe venne assegnata alla Home Fleet. Le prove in mare e l'installazione degli apparati radar durarono fino ai primi di novembre 1942. In seguito alla battaglia del mare di Barents salpò da Scapa Flow con l'ammiraglia King George V, l'incrociatore Bermuda e sei cacciatorpediniere per proteggere il convoglio di ritorno RA51 e impedire l'ingresso nell'Atlantico della "corazzata tascabile" Lützow. Tornata alla base senza aver intercettato la nave nemica partecipò alla scorta ad altri convogli artici diretti in Unione Sovietica fino all'aprile 1943.

In maggio venne designata per appoggiare i previsti sbarchi in Sicilia (Operazione Husky), venendo trasferita a Gibilterra il 21 maggio,giungendo a destinazione cinque giorni dopo. In giugno venne trasferita ad Algeri e designata per far parte insieme alla King George V della forza di riserva con il compito di evitare interferenze della Regia Marina nelle operazioni di sbarco. Il 12 luglio bombardò Trapani e le isole di Favignana e Levanzo come diversivo per minacciare la presenza di sbarchi sulla costa ovest della Sicilia. In agosto rimase di base ad Algeri e l'8 settembre, in seguito alla notizia dell'Armistizio con l'Italia venne inviata insieme alla King George V, agli incrociatori Aurora, Dido, Penelope e Sirius e ad una scorta di cacciatorpediniere, a prendere possesso del porto di Taranto e delle installazioni navali. A bordo delle navi venne imbarcata per l'occasione la 1ª Divisione Aviotrasportata. Durante il viaggio le navi incrociarono le navi da battaglia italiane Andrea Doria e Caio Duilio con due incrociatori e un cacciatorpediniere dirette a Malta per la resa. La King George V venne quindi distaccata per scortare le navi italiane[2]. Il 9 settembre coprì lo sbarco delle truppe a Taranto e in seguito venne distaccata per scortare la flotta italiana da Malta ad Alessandria d'Egitto.

Celebrazione religiosa sotto i cannoni principali della nave nel gennaio 1945

Tornata ad Algeri il 1 ottobre venne trasferita nuovamente presso la Home Fleet. Giunta in patria, venne designata per prestare servizio nella Eastern Fleet e rimase in cantiere fino al maggio 1944 per essere preparata al servizio in estremo oriente e ricevere le più moderne apparecchiature radar. Vennero inoltre rimossi gli aerei imbarcati. Il 30 giugno salpò per il Mediterraneo, giungendo a Colombo, via canale di Suez, il 3 agosto seguente. Il 24 agosto coprì le portaerei Victorious e Indomitable durante una missione di bombardamento su Padang, nell'isola di Sumatra. Il 16 settembre partecipò ad una missione simile con obiettivo la città di Sigli. Il 22 novembre venne trasferita presso la appena formatasi Pacific Fleet, con base a Fremantle, dove giunse l'11 dicembre. Il 18 gennaio 1945 giunse a Sydney, riprendendo il mare il 2 febbraio successivo con a bordo il Comandante in Capo della Pacific Fleet Bruce Fraser dirigendosi ad Auckland, in Nuova Zelanda, dove l'Ammiraglio era atteso per una serie di colloqui con il Gabinetto di guerra. Tornata in Australia, giunse a Manus, base avanzata della flotta, il 7 marzo, per partecipare alle operazioni congiunte con la US Navy. Il 26 marzo partecipò ad una missione di attacco alle basi aeree giapponesi a Sakishima. Ritirata dalla zona di operazioni il 21 aprile giunse a Leyte due giorni dopo per fare rifornimento e ricevere piccole riparazioni. Il 1 maggio tornò in azione nella stessa zona e il 4 bombardò i campi di aviazione di Hiara. Nei giorni successivi la flotta venne attaccata varie volte da Kamikaze e la Formidable rimase gravemente danneggiata. Il 25 maggio venne ritirata dalla zona di operazioni e iniziò il viaggio di ritorno a Sydney, dove giunse il 5 giugno per essere ritirata dal servizio attivo nella Pacific Fleet e trasferita a Durban per un ciclo di lavori, completato il quale si diresse verso Città del Capo, tornando successivamente in patria.

La campana della Howe conservata nella Cattedrale di St. Giles a Edimburgo

Dopo la fine del conflitto rimase in servizio attivo fino al 1946, per diventare poi ammiraglia dello Squadrone d'addestramento con base a Portland Harbour. Venne quindi trasferita in riserva nel 1950 e ormeggiata a Devonport Nel 1957 venne infine messa in vendita e acquistata dalla BISCO per la demolizione, che avvenne a Inverkeithing a partire dal 2 giugno 1958.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Colledge, p. 189
  2. ^ Konstam, p. 44

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Colledge JJ, Ships of the Royal Navy. The complete record of all fighting ships of the Royal Navy from 15th century to the present, a cura di Ben Warlow, Philadelphia & Newbury, Casemate, 2010, ISBN 978-1-935149-07-1.
  • (EN) Angus Konstam, British Battleships 1939-1945 (2). Nelson and King George V Classes, Illustratori: Tony Brian, Paul Wright, Oxford, Osprey Publishing Ltd., 2009, ISBN 978-1-84603-389-6.

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