HMS Aurora (12)

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HMS Aurora
Chung King
Tchoung King
HMS Aurora nel 1942 al largo di Liverpool
HMS Aurora nel 1942 al largo di Liverpool
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg Flag of the Republic of China.svg Naval Ensign of the People's Republic of China.svg
Tipo Incrociatore leggero
Classe Classe Arethusa
Proprietario/a Naval Ensign of the United Kingdom.svg Royal Navy
Flag of the Republic of China.svg Zhōnghuá Mínguó Hǎijūn
Naval Ensign of the People's Republic of China.svg Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Hǎijūn
Caratteristiche generali
Dislocamento 5.250 t
Lunghezza 154,2 m
Larghezza 15,5 m
Pescaggio 4,3 m
Propulsione Quattro turbine a ingranaggi Parsons
Quattro caldaie Admiralty a tre cilindri
Quattro assi
64.000 hp
Velocità 32,25 nodi
Autonomia 5.300 mn a 13 nodi
Equipaggio 500
Armamento
Armamento
  • 6 cannoni da 152 mm in installazioni binate
  • 8 da 102 mm antiaerei
  • 16 cannoni da 40mm Pom-Pom antiaerei
  • 6 tubi lanciasiluri da 533 mm in installazioni trinate
Corazzatura 51 mm cintura corazzata

25 mm barbetta
25 mm torrette

51 mm ponte

dati tratti da[1]

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La HMS Aurora era un incrociatore leggero costruito per la Royal Navy britannica nel 1936, ultimo esemplare della classe Arethusa, e largamente impiegata nel successivo conflitto mondiale.

Costruita nei cantieri del Portsmouth Royal Dockyard, venne impostata il 23 luglio 1935, varata il 20 agosto 1936 e completata l'8 novembre 1937.

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

La sua attività durante la seconda guerra mondiale fu molto intensa, specialmente nel Mar Mediterraneo dove insieme alla gemella Penelope e ad alcuni cacciatorpediniere,formò la spina dorsale della forza 'K' di navi corsare basate a Malta; questa piccola squadra si distinse nelle sue incursioni sulle rotte del naviglio italiano, fino a quando non finì su di un campo minato, provocando gravi danni ad entrambi gli incrociatori, oltre alla perdita dell'incrociatore Neptune (più grande degli Arethusa) e di un cacciatorpediniere, praticamente radiato anche se riuscì a rientrare in porto[2].

Dopo i lavori di ripristino la nave tornò in azione nel Mediterraneo inquadrata nella forza Q, nel gennaio 1943. Giunta a destinazione, venne impiegata insieme alla sorella Penelope e agli incrociatori Dido e Sirius in missioni di intercettazione di convogli nemici e di appoggio alle truppe di terra in azione in Algeria e Tunisia.

Dal 1º giugno venne impiegata nel bombardamento di Pantelleria, effettuato per preparare lo sbarco delle forze alleate (Operazione Corkscrew). Il 10 giugno fornì copertura agli sbarchi sull'isola insieme agli incrociatori Penelope, Newfoundland, Orion ed Euryalus. L'Aurora ceduto alla Cina nazionalista e ribattezzato Chung King. Successivamente venne catturato dai comunisti dalla Repubblica Popolare Cinese ed affondato nel marzo 1949 da un aereo dai nazionalisti. Recuperato dai comunisti rimase in servizio fino alla metà degli anni cinquanta cambiando varie volte il suo nome.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Morris, op. cit., p. 196
  2. ^ Collins, op. cit., p. 137

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Collins-Jane's, Warship of World War II, Glasgow, HarperCollins Publishers, 1996. ISBN 0-00-470872-5.
  • (EN) Douglas Morris, Cruisers of the Royal and Commonwealth navies, Liskeard, Maritime Books, 1987. ISBN 0-907771-35-1.

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