Battaglia del mare di Barents

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Battaglia del mare di Barents
La fine del cacciatorpediniere Z.16 Friedrich Eckoldt
La fine del cacciatorpediniere Z.16 Friedrich Eckoldt
Data 31 dicembre 1942
Luogo Mare di Barents
Esito Vittoria strategica inglese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Perdite
Circa 250 morti
1 cacciatorpediniere e 1 dragamine affondati
2 cacciatorpediniere danneggiati
Circa 330 morti
1 cacciatorpediniere affondato
1 incrociatore pesante danneggiato
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La battaglia del mare di Barents fu una battaglia navale combattutasi negli ultimi giorni del 1942 nell'Oceano Artico che vide opporsi la scorta del convoglio JW518[1], diretto in Unione Sovietica ed una squadra della Kriegsmarine che schierava l'incrociatore pesante Hipper, la corazzata tascabile Lutzow e diversi cacciatorpediniere.

La scorta britannica durante la battaglia fu aiutata dalla Force R, comandata dall'ammiraglio R.L. Burnett della Royal Navy.

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 1942 vennero combattute le battaglie di Stalingrado, Guadalcanal ed El Alamein; il Terzo Reich era all'apice della sua espansione e solo l'Unione Sovietica combatteva ancora in Europa. Gli Alleati tentarono alcuni sbarchi, ma non erano ancora pronti per l'assalto contro le forze dell'Asse in Europa.

Per aiutare l'URSS, gli Alleati inviavano materiali militari via mare, destinati ai porti di Murmansk e Arcangelo sul Mar Bianco. I cargo erano raggruppati in convogli protetti da una scorta di cui facevano parte, a volte, anche navi di linea. In tutta la guerra, furono inviati 40 convogli per un totale di 792 cargo. Le perdite, molto variabili da un convoglio all'altro, ammontarono a circa il 7,5% La base tedesca per interrompere questo approvvigionamento si trovava in Norvegia, luogo a cui i convogli dovevano avvicinarsi per raggiungere l'Unione Sovietica. Vi erano navi da guerra, U-Boot e l'aviazione. Gli U-Boot e gli aerei cercavano i convogli e li segnalavano; mentre essi venivano attaccati da navi di superficie, sottomarini, o da aeroplani quali i bombardieri e gli aerosiluranti.

Forze in campo[modifica | modifica sorgente]

Alleati[modifica | modifica sorgente]

Il convoglio[modifica | modifica sorgente]

Il convoglio era composto da 14 navi mercantili battenti bandiere diverse ed era organizzato in quattro file da tre o quattro cargo. Ogni fila era distante circa 1 km dall'altra, ed ogni cargo distava 400 metri da quello che lo precedeva e da quello che lo seguiva. L'andatura era regolata dalla nave più lenta, e toccava gli 8 nodi.

Il convoglio era sotto la direzione di un commodoro[2] Per questo convoglio è il Capitano di Vascello R.A. Melhuish. Egli è imbarcato sul cargo Empire Archer, che si trova all'inizio della seconda colonna di destra. Il ruolo del commodoro è dirigere il convoglio; egli non ha autorità sulla scorta.[3]

Per fare un esempio, era il commodoro che decideva l'organizzazione del convoglio, secondo una schema esposto ai capitani delle navi prima della partenza. Quando le navi erano uscite dal porto, il commodoro faceva un segnale, RZ2 in questo caso, e le navi si disponevano in due colonne. Poi, al segnale RV, si formavano le 4 colonne che sarebbero state la formazione del convoglio durante la traversata.

Era sempre il commodoro a decidere la velocità del convoglio. In genere, il comandante della scorta passava le sue decisioni al commodoro, che le trasmetteva ai capitani delle navi. Il convoglio procedeva a zig-zag. Ogni nave aveva un orologio particolare che emetteva un rumore per indicare il momento della virata, la cui ampiezza veniva definita prima della partenza. Andare a zig-zag permetteva di sfuggire agli attacchi sottomarini, perché i siluri non avevano ancora i sistemi attuali di guida automatica, e la loro traiettoria veniva definita prima del lancio. Se l'obiettivo cambiava rotta, non poteva dunque essere colpito. Questo convoglio di piccola taglia trasportava nelle sue stive, o in casse poste sui ponti, 2 040 camion, 202 carri armati,[4] 87 aerei da caccia e 33 bombardieri. Trasportava anche 54 321 t di altri prodotti, dai lingotti di rame e di zinco fino agli esplosivi, passando per le razioni K. Due petroliere trasportavano 20 120 t di olio combustibile e 12 650 t di kerosene.

La scorta[modifica | modifica sorgente]

La scorta era sotto il comando del Capitano di Vascello Rupert Sherbrooke,[5] comandante la diciassettesima flottiglia di cacciatorpediniere. Essa è composta da 5 cacciatorpediniere di Classe O, quasi nuovi. I loro nomi sono: HMS Onslow, HMS Obedient, HMS Obdurate, HMS Orwell e HMS Oribi. Solo due di essi hanno dei cannoni moderni da 120 mm, gli altri hanno vecchi pezzi da 114 mm.

Inoltre c'è il cacciatorpediniere HMS Achates che, entrato in servizio nel 1930, è di Classe A e ha una stazza di 1 540 t per 98 m di lunghezza. Ha quattro cannoni da 120, ma due di essi sono stati rimpiazzati da un mortaio ASM Hérisson. Ha anche due lanciasiluri e due cannoni contraerei da 40 mm.

Fanno parte della scorta anche le corvette HMS Rhododendron e HMS Hyderabad, il cercamine HMS Bramble e le navi Vizalma e Northen Gem. Queste imbarcazioni, secondo le disposizioni del capitano Sherbrooke, erano disposte attorno al convoglio.

Due ufficiali a bordo di un cacciatorpediniere cercano i sottomarini.

Per evitare intercettazioni, le comunicazioni radio erano vietate. Si comunicava con bandiere o con proiettori, ma esisteva anche un sistema telefonico a breve distanza, difficilmente ascoltabile dalle basi nemiche.

Forze d'aiuto[modifica | modifica sorgente]

Le forze d'aiuto erano composte dalla decima divisione di incrociatori del contrammiraglio R.L. Burnett, l'HMS Sheffield (C24) e l'HMS Jamaica (44). La prima nave era della Classe Town e la seconda della Classe Crown Colony. Disponevano di 12 pezzi da 152 mm, e, come grandezza, erano simili agli incrociatori tedeschi. Erano accompagnati da due cacciatorpediniere: gli HMS Matchless e HMS Opportune. Più lontano, vi erano anche la corazzata HMS Anson (79) e l'incrociatore pesante HMS Cumberland (57), accompagnati da 5 cacciatorpediniere, ma che saranno troppo lontani per intervenire nella battaglia. Infine, 9 sottomarini, di cui uno polacco ed uno olandese erano posizionati davanti alle basi tedesche; essi dovevano cercare di silurare le unità nemiche che tentavano di prendere il largo.

Germania[modifica | modifica sorgente]

Le forze tedesche erano comandate dal viceammiraglio Oskar Kummetz che poi dirigerà l'Operazione Regenbogen. Quest'operazione era stata approvata da Hitler, su proposta dello Stato Maggiore della Marina. Hitler, infatti, aveva discusso con i suoi ammiragli dopo la distruzione della Bismarck e, per ragioni di prestigio, non voleva che fossero effettuate operazione nelle quali le grosse unità di superficie della Kriegsmarine potessero essere distrutte. Gli ammiragli speravano di fargli cambiare idea offrendo al dittatore una vittoria in mare. Il disastro del convoglio PQ-17 e le elevate perdite inflitte al PQ-18 permetterono ai nazisti di sperare di riuscire a distruggere il convoglio successivo.[6]

A quell'epoca, i tedeschi avevano numerose navi attraccate in Norvegia. A seconda della stagione, i convogli avevano una rotta compresa tra 1 500 e 2 000 miglia marine da percorrere, ed erano a portata dell'aviazione. Dovevano passare a 200 miglia dall'Altafjord e virare ad una distanza compresa tra le 50 e le 100 miglia dalle basi di Kirkenes e Petsamo.

Ad Altafjord erano stanziati l'incrociatore pesante Admiral Hipper, la corazzata Lutzow, l'incrociatore leggero Köln e 5 cacciatorpediniere. A Trondheim, invece, si trovavano la nave da battaglia Tirpitz e 3 cacciatorpediniere. A Narvik l'incrociatore leggero Nurnberg ed un cacciatorpediniere. Per l'inizio del 1943 sarebbero dovuti arrivare il Scharnhorst, il Prinz Eugen e 5 cacciatorpediniere supplementari. Per quanto riguarda i sottomarini, vi erano due flottiglie di base in Norvegia.

Navi da combattimento[modifica | modifica sorgente]

L'Hipper era un incrociatore pesante con otto pezzi da 203 mm. Il Lutzow una corazzata tascabile con sei cannoni da 280 mm. ed era la gemella dell'Admiral Graf Spee; in origine avrebbe dovuto chiamarsi Deutschland, ma Hitler aveva comandato di cambiarne il nome, perché nessuno avrebbe potuto vantarsi di "affondare la Germania".[7]

Cacciatorpediniere[modifica | modifica sorgente]

Sei cacciatorpediniere dovevano partecipare all'operazione. Ve n'erano di due tipi:

  • Lo Z.4 Richard Beitzen, lo Z.6 Theodor Riedel e lo Z.16 Friedrich Eckoldt erano armati di cannoni da 127 mm.
  • Gli Z.29, Z.30 et Z.31, armati di cannoni da 150 mm.

Lo Z.16 conduceva la flottiglia.

Il piano[modifica | modifica sorgente]

L'ammiraglio Kummetz pensò di mettere i sei cacciatorpediniere in prima linea e le navi da combattimento sui fianchi: l'Hipper a nord-ovest, il Lutzow a sud.

Si sarebbe dovuto sorprendere il convoglio all'alba e prenderlo tra due fuochi. Il piano era relativamente semplice, ma all'ammiraglio arrivarono precisi ordini: "...non ingaggiare il combattimento con avversari di forza uguale, per non rischiare gli incrociatori..."[8]. Questa eccessiva prudenza spiegherà poi buona parte degli insuccessi tedeschi.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

Il convoglio apparve il 22 dicembre 1942 alle 14:15 a Loch Ewe con il mare in piena tempesta, forza 12 per la scala di Beaufort.

Il 24, un Focke-Wulf Fw 200,[9] viene avvistato e gli inglesi pensano di essere stati individuati. Non è niente, ed è un sottomarino, l'U354, ad essere il primo ad individuare il convoglio, segnalando anche che la scorta non è potente.

Battaglia del mare di Barents

La tempesta disperde una parte del convoglio. Per dare un'idea della sua violenza, si nota che le torrette delle navi erano girate all'indietro, per evitare danni. Questo non impedirà che due delle quattro torrette dell'HMS Onslow siano fuori uso quando Sherbrooke decide di attaccare l'Hipper. Una parte della scorta viene inviata a cercare la parte del convoglio che si è persa, ma l'HMS Oribi non lo ritroverà mai, e l'HMS Bramble avrà la sfortuna di cadere tra le mani dei tedeschi. Il 31 dicembre, l'Hipper e il Lutzow, accompagnati da 6 cacciatorpediniere si avvicinano al convoglio. Verso le 9:15, i britannici distinguono le sagome di diverse navi, e pensano che possano essere quelle sovietiche[10], l'HMS Obdurate riceve l'ordine di identificarli. Nel frattempo i tedeschi aprono il fuoco. L'Hipper arriva da nord e fa fuoco. Nonostante la disposizione delle forze, l'HMS Onslow e l'HMS Orwell si lanciano all'attacco dell'incrociatore. Nello stesso tempo, il convoglio si porta a sud-est e l'HMS Achates emette una fumata per nasconderlo[11]

L'Hipper smette di combattere a causa di una burrasca di neve che aggiunge i suoi effetti a quelli di una fumata emessa dalla nave tedesca. Il convoglio ed i cacciatorpediniere rimangono alla loro posizione stimata. Più volte si ripeterà la stessa scena. L'Hipper appare per tirare sul convoglio. Le due unità di scorta sparano, senza conseguenze, contro i tedeschi e simulano lanci di siluri, evitati dall'incrociatore che si allontana in mezzo alla tempesta.

Verso le 10:15 avviene il quarto attacco dei britannici, che fingono di lanciare siluri. L'HMS Onslow è preso da un colpo da 203 mm, che sventra la ciminiera. Due altri distruggeranno due dei suoi cannoni. Sherbrooke, gravemente ferito, lascia il comando all'HMS Obedient.

È poi il turno dell'HMS Achates, che continua a emettere fumate, a prendere un proiettile da 203 mm. Finirà per inabissarsi. Il suo posto sarà allora preso dalla piccola corvetta Hyberabad[12]. Ma i tedeschi non trovano ancora il successo. Le pessime condizioni meteorologiche, burrasche nevose che limitano la visibilità e in più gli ordini di prudenza, li incitano a non rischiare e, ogni tanto, a cessare il fuoco; i cacciatorpediniere non attaccano, lo faranno solo quando ci saranno maggiori possibilità di distruggere il convoglio. Nello stesso tempo, il cercamine HMS Bramble, isolato, è affondato dall'Hipper.

Alle 11:32, l'Hipper segnala via radio: "...sto combattendo con la scorta... nessun incrociatore in prossimità del convoglio... ". Qualche minuto più tardi, dei colpi da 152 mm gli finiscono intorno.

Attraverso il radar, gli incrociatori di Burnett hanno identificato quello tedesco, che si trova a loro portata. Quest'ultimo riceve un colpo che mette fuori servizio una sua caldaia, facendogli diminuire la velocità a 15 nodi. L'Hipper effettua una virata a nord, ed è preso ancora due volte, ed il suo hangar di idrovolanti prende fuoco.

L'incrociatore tedesco cessa il fuoco e i suoi cacciatorpediniere confondono l'HMS Sheffield con esso. Il Z.16 Friedrich Eckoltd, infatti, aveva domandato all'Hipper su chi avesse voluto tirare. Questi risponde che non avrebbe avuto intenzione di fare fuoco. Il comandante Bachmann non avrà il tempo di capire quello che sottintende questa risposta. Il cacciatorpediniere viene colpito da diversi proiettili da 152 mm ed affonda con tutto il suo equipaggio in pochi minuti. Alle 12:00, la Lutzow trova il convoglio sul quale indirizza i suoi colpi da 280 mm. Ma, visto il lungo raggio (16 km), prende l'HMS Obdurate. Poco dopo, i tedeschi si ritirano. La scorta vince la battaglia; nessun cargo è stato distrutto, ma al prezzo della perdita di 3 navi e di altre danneggiate.

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

È dopo questa battaglia che Hitler deciderà la fine dell'utilizzo della flotta di superficie e di puntare sulla guerra sottomarina, rimpiazzando il grandammiraglio Erich Raeder con Karl Dönitz.

Hitler apprese i risultati della battaglia dagli inglesi, attraverso l'agenzia Reuters, la marina tedesca gli aveva già dato la sua versione[non chiaro].

In un certo senso, questo combattimento è stata la più grande vittoria della Royal Navy durante la seconda guerra mondiale. Al prezzo di qualche nave, ha ottenuto la neutralizzazione della flotta di superficie nemica.

Dalla parte inglese, il Capitano Sherbrooke fu premiato con la Victoria Cross. Egli ha generosamente riconosciuto che quest'onorificenza fosse assegnata all'intero equipaggio dell'Onslow. Nella battaglia era stato gravemente ferito, ed aveva perso un occhio. Comunque ritornò al servizio attivo e si ritirò dalla marina negli anni cinquanta, con il grado di contrammiraglio.[13]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dopo la tragedia del convoglio PQ17, la numerazione dei convogli che dovevano raggiungere l'Unione Sovietica venne modificata. Vi erano le lettere JW seguite da un numero a due cifre a partire da 51. Il convoglio JW51 fu diviso in due parti indipendenti. JW51A partì il 15 dicembre 1942 ed arrivò a Murmansk senza problemi; fu la scorta del JW51B ad essere impegnata in questa battaglia.
  2. ^ Il commodoro era assistito, in caso di problemi, da un vicecommodoro e da un controcommodoro che si trovavano su due altre navi. Il titolo di commodoro non ha relazioni con il grado militare di commodoro
  3. ^ Il commodoro non rimpiazza il posto del Capitano della nave in cui è ospitato, in questo caso il Capitano Maugham
  4. ^ Tanti quanto una divisione
  5. ^ Ufficialmente, il suo nome era Robert, ma veniva chiamato Rupert per evitare la confusione con un suo zio. Era discendente dell'Ammiraglio Jervis, Lord St. Vincent per la sua vittoria sugli spagnoli, nel 1797 a Capo St. Vincent.
  6. ^ Convoglio che i tedeschi pensano si chiami PQ-20, non avendo ancora saputo del cambio di sistema di denominazione.
  7. ^ Per l'esattezza, la nave era partita troppo velocemente, ed Hitler non era riuscito a rompere la bottiglia per battezzarla...
  8. ^ Bekker, pagina 338.
  9. ^ Il Focke-Wulf Fw 200 era un quadrimotore utilizzato per la ricognizione a lungo raggio e come bombardiere. Per le condizioni meteo, la Luftwaffe non potrà intervenire in questa battaglia.
  10. ^ Un messaggio tradotto male aveva fatto diventare degli aerei navi.
  11. ^ Un bottone speciale crea un rumore che si sente in sala macchine, ed i meccanici aprono i bruciatori, e ciò genera enormi quantità di fumo che resta al livello del mare. Ai giorni nostri si utilizzano dei dispositivi fumogeni.
  12. ^ Tattica che fa parte del piano esposto prima della partenza ai capitani; nulla è improvvisato in queste manovre.
  13. ^ (EN) findagrave.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]