Frati francescani dell'Immacolata

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Frati Francescani dell'Immacolata)

I Frati Francescani dell'Immacolata (in latino Congregatio Fratrum Franciscanorum Immaculatae) sono un istituto religioso maschile di diritto pontificio riconosciuto dalla Chiesa cattolica nel 1990. I membri di questa congregazione clericale pospongono al loro nome la sigla F.I.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La storia di questo istituto ha inizio il 2 agosto 1970 dopo che cinque anni prima padre Stefano Maria Manelli O.F.M. Conv. aveva meditato e approfondito le Fonti Francescane e gli scritti di san Massimiliano Maria Kolbe, soprattutto dopo il Concilio Vaticano II che con il decreto Perfectae Caritatis invitava al ritorno alle fonti originarie per un rinnovamento della vita consacrata. Il 24 dicembre 1969 padre Manelli chiede al Superiore generale dei Frati Minori Conventuali, padre Basilio Heiser, di avviare una nuova esperienza di vita francescana. Il superiore asseconda l'istanza chiedendo a padre Manelli di preparare un programma di vita per questa comunità religiosa rinnovata. Nasce così la Traccia mariana di vita francescana accettata con benevolenza dal Superiore.

Sin dall'inizio la vita dei primi due frati della nuova comunità religiosa, è, per loro stessa volontà, molto dura: preghiera e povertà, penitenza e lavoro di apostolato. Fra Italo Cammi nella Leggenda francescana dell'Immacolata scrive: "Si riposa sul letto di tavole senza giaciglio nei mesi meno freddi. Si sopporta il duro freddo nei lunghi mesi invernali con temperature di frequente sotto lo zero. Si va con i sandali a piedi nudi, sotto l'acqua e nella neve". Per quanto riguarda il nutrimento non si acquista nulla ma "il necessario arriva sempre, e se c'è di più si cerca di donare a chi è povero e bisognoso"[senza fonte] . Il 2 agosto 1970, padre Stefano Maria Manelli e padre Gabriele Maria Pellettieri, frati minori conventuali, entrano per la prima volta in quella che sarà considerata la "Casa Madre" dell'Istituto dei Frati Francescani dell'Immacolata. La nuova casa madre è a Frigento (AV), sullo spartiacque tra le valli dell'Ufita e del Fredane a oltre 900 metri sul livello del mare. La casa è attigua al santuario della Beata Vergine del Buon Consiglio, una piccola chiesa e un piccola casa, un povero convento con poche celle e pochi altri ambienti. A Frigento vengono eretti, vista la fioritura vocazionale, prima il noviziato (1971) e cinque anni dopo lo studentato.

Quel gruppo di frati viene riconosciuto dalla Chiesa venti anni dopo, nel 1990, come nuovo dono e realtà. Infatti, il 22 giugno 1990, solennità del Sacro Cuore di Gesù, l'allora Arcivescovo di Benevento Mons. Carlo Minchiatti, “per decisione del Santo Padre” (cfr Segreteria di Stato Prot. n. 258.501), firmò il decreto di erezione del nuovo Istituto di Diritto diocesano, e il 23 giugno 1990, festa del Cuore Immacolato di Maria, ci fu l'erezione effettiva dell'Istituto presso il Centro La Pace di Benevento, con la professione dei voti di circa 30 religiosi. La novità proposta dai fondatori consiste nell'aver sviluppato, perfezionandolo, oltre ai tre già noti voti un quarto voto denominandolo "voto mariano": questo voto viene emesso nella professione religiosa al primo posto seguito dai voti dell'obbedienza, della povertà e della castità. La rapida crescita dello stesso nel mondo e le credenziali dei Vescovi nelle cui diocesi si trovavano le case dell'Istituto, portò il 1º gennaio 1998, solennità della Madre di Dio, al riconoscimento pontificio (cfr. CRIS Prot. n. B 242-1/94).

La Congregazione per i Religiosi e le Società di Vita Apostolica (con approvazione ex auditu di papa Francesco [1]) in seguito alla precedente Visita Apostolica, ha deciso, con decreto dell'11 luglio 2013, il commissariamento della Congregazione. Il fondatore Padre Stefano Maria Manelli, con tutto l'Istituto dei Frati Francescani dell'Immacolata unito a lui, obbedisce alle direttive della Santa Sede. Questo provvedimento ha suscitato non poche perplessità dal momento che il decreto emesso dalla Congregazione presieduta dal cardinale João Braz de Aviz intacca uno dei capisaldi dell'identità dell'Istituto religioso. Fa, infatti, divieto ai frati di celebrare la messa secondo la forma straordinaria del rito romano (il cosiddetto rito romano antico (Vetus Ordo) o «messa di S. Pio V»). Tale decisione sembra contraddire le disposizioni contenute nella legge universale della Chiesa stabilita nel 2007 da Papa Benedetto XVI con il motu proprio Summorum Pontificum, con il quale viene data piena libertà a tutti i sacerdoti di rito romano di celebrare la messa tridentina. Secondo quanto riportato dal noto vaticanista Sandro Magister nel suo blog "Settimo Cielo", il divieto contenuto nel decreto di commissariamento deciso dal Vaticano avrebbe suscitato perplessità anche nel Pontefice emerito Benedetto XVI, il quale avrebbe espresso stupore e preoccupazione durante alcune confidenze fatte ad un gruppo di pellegrini venuti a fargli visita[2][3]. Il Commissario apostolico della congregazione, padre Fidenzio Volpi, ha sospeso dal 27 novembre 2013 le attività di tutti i Cenacoli della Missione dell'Immacolata Mediatrice, associazione di laici legati ai Frati francescani dell'Immacolata.

Secondo alcune dichiarazioni rilasciate nel novembre 2013 dal Cardinale Castrillón Hoyos, Presidente emerito della Pontificia commissione "Ecclesia Dei", il provvedimento di divieto avrebbe tuttavia carattere transitorio, anche perché la stragrande maggioranza dei frati avrebbe richiesto di poter riprendere a celebrare more antiquo[4].

Carisma[modifica | modifica sorgente]

Il carisma dell'Istituto è francescano-mariano, e consiste nel vivere il francescanesimo alla luce dell'Immacolata secondo la Regola bollata di S. Francesco d'Assisi e la Traccia mariana di vita francescana, con un nuovo voto religioso, principale e costitutivo, il "voto mariano" della consacrazione illimitata all'Immacolata, emesso nella professione religiosa, insieme agli altri tre voti di obbedienza, povertà e castità. Il voto della consacrazione illimitata all'Immacolata riporta i Francescani dell'Immacolata alle pure origini mariane del francescanesimo (Santa Maria degli Angeli) e ai recenti esempi e insegnamenti di san Massimiliano Maria Kolbe (“folle” dell'Immacolata e martire della carità), con una spinta particolare alla missionarietà e all'uso dei mass-media per l'apostolato. Si distingue per la fedeltà alla Chiesa e al suo Magistero, con una sensibilità anche alla cura della liturgia celebrata nelle due forme del Rito Romano in applicazione del motu proprio Summorum Pontificum.

Diffusione[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2009 la congregazione contava 53 case e 350 membri, 119 dei quali sacerdoti.[5] Al 31 dicembre 2010 i Frati erano 352 in tutto il mondo con poco meno di duecento sacerdoti in 55 case religiose (24 in Italia, 5 nel resto d'Europa, 6 nelle Filippine, 1 in Kazakistan, 5 negli Stati Uniti, 2 in Brasile, 2 in Argentina, 2 in Australia, 2 in Benin, 2 in Nigeria, 1 in Camerun, 1 in Ciad.[6]

Suore Francescane dell'Immacolata[modifica | modifica sorgente]

La famiglia sorella dei Frati Francescani dell'Immacolata, le Suore Francescane dell'Immacolata, è legata anch'essa alla Regola Bollata di S. Francesco e alla Traccia Mariana di vita francescana, e professano il Voto Mariano di consacrazione illimitata all'Immacolata. Anch'esse hanno come padri fondatori padre Stefano Maria Manelli e padre Gabriele Maria Pellettieri, sono presenti in tutti e cinque i continenti con circa 47 case e e con circa trecentocinquanta membri. Di recente hanno istituito anche una forma di vita puramente contemplativa presso monasteri chiamati "Colombai dell'Immacolata" (2 in Italia, 1 in Inghilterra e 1 nelle Filippine). Il 9 novembre 1998 le Suore ottengono il riconoscimento pontificio dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

Clarisse dell'Immacolata[modifica | modifica sorgente]

Il 29 luglio 2006 c'è stata l'aggregazione canonica delle "Clarisse dell'Immacolata", novello ramo dell'Ordine di S. Chiara d'Assisi che segue l'originaria Regola, fondato da Madre Maria Pia Miari, con 4 Monasteri-Roseti in Italia e con oltre 40 monache contemplative[7].

Missione dell'Immacolata Mediatrice[modifica | modifica sorgente]

La "Missione dell'Immacolata Mediatrice" (MIM) è l'Associazione pubblica di fedeli che vive il carisma dell'Istituto secondo il proprio stato di vita e nei diversi gradi di consacrazione all'Immacolata (Missionari dell'Immacolata con l'Atto di Consacrazione, Missionari dell'Immacolata con voto privato, i Terziari Francescani dell'Immacolata), portando avanti la “stessa Missione universale dell'Immacolata Mediatrice”. L'ispirazione originaria della fondazione MIM è nata l'8 settembre 1990 a Loreto da parte di P. Stefano Maria Manelli, approvata canonicamente una prima volta il 6 gennaio 1991 dall'Arcivescovo di Benevento, la seconda volta il 24 maggio 1997 con decreto proprio dall'Arcivescovo Mons. Serafino Sprovieri e in ultimo ufficialmente presentata nel decreto di erezione pontificia dei Francescani dell'Immacolata, avvenuta il 1º gennaio 1998. La MIM ha un testo legislativo denominato “Sentiero Mariano Serafico”. I membri, diverse migliaia nel mondo, si radunano in Cenacoli, presenti presso le Case Mariane dei FI o almeno guidate da membri FI.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Radio Vaticana Radio Vaticana
  2. ^ In difesa dei francescani puniti da papa Francesco
  3. ^ La prima volta che Francesco contraddice Benedetto
  4. ^ All'Open Forum della FIUV il card. Castrillón dichiara che le limitazioni alla forma straordinaria per i Francescani dell'Immacolata sono determinate da questioni interne all'...
  5. ^ dati statistici riportati dall'Annuario Pontificio per l'anno 2011, Città del Vaticano, 2011, p. 1459
  6. ^ Annuario 2011. Frati Francescani dell'Immacolata edito dalla Segreteria generale, p. 177
  7. ^ Tv Dell'Immacolata

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Cattolicesimo Portale Cattolicesimo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cattolicesimo