Erigeron annuus

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Cespica annua
Erigeron annuus subsp. annuus ENBLA01.jpg
Erigeron annuus subsp. annuus
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Astereae
Sottotribù Conyzinae
Genere Erigeron
Specie E. annuus
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Astereae
Sottotribù Conyzinae
Nomenclatura binomiale
Erigeron annuus
(L.) Pers., 1807
Nomi comuni

Cespola annua
Falsa camomilla

La Cespica annua (nome scientifico Erigeron annuus (L.) Pers., 1807) è una pianta erbacea, annuale con fiori bianchi e gialli molto simili alle “margheritine”, appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del genere (erigeron) deriva dalla combinazione di due parole : dal greco eri (= lana) e dal latino gerere (= portare) e fa riferimento alla vistosa pelosità della pianta. Ma altri testi fanno riferimento ad altri significati : eri (= inizio, sollecito, presto) e geron (= vecchio), richiamandosi forse al pappo di alcune specie che invecchiando diventa grigio oppure al breve periodo della sua fioritura.
Il genere ha ricevuto la denominazione di Erigeron dal botanico e naturalista svedese Carl von Linné nel 1737.
Il nome specifico (annuus), assegnato prima da Carl von Linné e successivamente in via definitiva nel 1807 dal botanico e micologo sudafricano Christian Hendrik Persoon (Stellenbosch, 1 febbraio 1761 – Parigi, 16 novembre 1836), fa riferimento allo sviluppo annuale della pianta.
Gli inglesi chiamano questa pianta : Annual fleabane; mentre i francesi la chiamano Aster annuel e i tedeschi Zweijahriger Feinstrahl.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

La pianta può arrivare fino a 1,5 metri di altezza ed è sparsamente pelosa. La forma biologica della specie è terofita scaposa (T scap) : ossia è una pianta annua (in questo caso anche bienne) con fusto allungato e poco foglioso.

Radici[modifica | modifica sorgente]

La radice è fibrosa del tipo fittonante.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Il fusto è eretto e ramoso nell'infiorescenza. La sua superficie è ispida con peli patenti.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Il margine fogliare è dentato in modo grossolano (con pochi denti per lato : 3 - 5); ma anche, in qualche varietà, semplicemente intero.

  • Foglie basali: le foglie basali (o inferiori) sono lanceolate – spatolate, oppure oblanceolate oppure ovali con un breve picciolo. Dimensione delle foglie basali: larghezza 1 – 1,5 mm, lunghezza 5 – 7 cm.
  • Foglie cauline: le foglie lungo il fusto sono lanceolate - allungate, sessili, progressivamente abbreviate e a disposizione alterna; spesso sono a lamina intera e con margine ciliato e pubescenti da entrambi i lati.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

L'infiorescenza è composta da numerosi capolini (da 5 a 50 e più) disposti a corimbo. La struttura dell'infiorescenza è quella tipica delle Asteraceae : un involucro formato da squame a forma di coppa di Champagne, fa da protezione al ricettacolo che è del tipo nudo (senza pagliuzze) sul quale s'inseriscono due tipi di fiori : quelli esterni ligulati e quelli interni tubulosi. Le squame sono disposte su 2 – 3 serie finemente ghiandolate. Diametro dei capolini: fino a 2 cm; dimensioni dell'involucro: larghezza 7 mm, altezza 3,5 mm.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

I fiori sono tetra-ciclici (calicecorollaandroceogineceo), pentameri ed ermafroditi.
I fiori ligulati (da 80 a 125) sono raggianti e più lunghi dell'involucro; sono di colore bianco o liliacino. Dimensione dei fiori ligulati: lunghezza 4 – 10 mm. I fiori tubulosi (quelli del disco centrale) sono gialli.
In generale i caratteri morfologici dei fiori di queste piante possono essere così riassunti:

K 0, C (5), A (5), G 2 infero
  • Calice: i sepali sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: i petali sono 5 con la porzione inferiore saldata a tubo.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate tra di loro e formano un manicotto circondante lo stilo.
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli; lo stilo è unico ma profondamente bifido
  • Fioritura : la fioritura va da giugno a ottobre inoltrato; mentre la sporulazione va da luglio ad novembre.
  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite lepidotteri (falene e farfalle) e api. È una pianta apogamica (o autogamica – a sviluppo diretto senza processo gamico) quindi sono piante autofertili o anche a generazione per partenogenesi (generazione senza intervento sessuale).

Frutti[modifica | modifica sorgente]

I frutti sono degli acheni, pelosi sormontati da un pappo molle bianco e sono percorsi da 2 nervature longitudinali. I peli del pappo sono radi. Dimensione dei frutti: da 0,8 a 1 mm; dimensione del pappo : 6 – 8 mm.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Descriviamo qui i caratteri morfologici più evidenti e distintivi delle tre sottospecie più diffuse sull'arco alpino:

  • E. annuus subsp. annuus : è la sottospecie di riferimento; la maggior parte delle caratteristiche descritte in questa schede si riferiscono a questa sottospecie. La pianta in genere è poco fogliosa; le foglie sono tutte dentate; i fiori ligulati sono più grandi del disco giallo interno. Questa sottospecie è praticamente presente su tutto l'arco alpino.
  • E. annuus subsp. septentrionalis : si differenzia dalla sottospecie di riferimento in quanto le foglie hanno la lamina intera. Questa sottospecie è presente principalmente nelle provincie di Bolzano e di Novara, un po' meno nel resto delle Alpi.
  • E. annuus subsp. strigosus : è molto più fogliosa delle altre due sottospecie; le foglie sono a lamina intera e sono più lunghe; il disco giallo del capolino è più grande che nelle altre sottospecie. Questa sottospecie è presente su tutto l'arco alpino ma in modo discontinuo.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) per questa specie è Nordamer. : relativo cioè alle zone dell'America del nord (naturalizzato in seguito sul nostro territorio); per questo motivo a volte viene definita anche “avventizia” oppure “xenofita”.
  • Diffusione : è una specie diffusa in tutta Europa. In Italia è comune al nord e al centro (non è presente al sud).
  • Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono i margine dei sentieri e delle strade; ma anche i luoghi erbosi e più o meno secchi oppure incolti o ambienti ruderali e macerie ma anche fanghiglie; a quote più alte è possibile trovarla nelle praterie rase, prati e pascoli aridi, o in luoghi pietrosi. È considerata una specie sinantropa. Il substrato può essere indifferentemente siliceo o calcareo, con pH neutro e con un buon livello di sostanze nutrienti ma con poca acqua.
  • Diffusione altitudinale : dal piano fino a 1200 m s.l.m. (raramente fino a 1800 m s.l.m.); ; sono compresi quindi i piani vegetazionali collinare e montano (occasionalmente quello subalpino).

Fitosociologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale :

Formazione : Comunità delle perenni nitrofile;
Classe : Artemisietea vulgaris;

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia delle Asteraceae o Compositae è la famiglia vegetale più numerosa, organizzata in oltre 1000 generi per un totale di circa 20.000 specie.
La Cespica annua appartiene al genere Erigeron comprendente diverse centinaia di specie una buona parte di origine americana (la specie esaminata qui è di origine americana naturalizzata in Europa), mentre le altre sono di origine europea (e asiatica) di cui una decina sono proprie della flora italiana.
Secondo le classificazioni più tradizionali[1] la specie Erigeron annuus è compresa nella sezione delle Euerigeron insieme a Erigeron karwinskyanus e altre. Le altre sezioni sono: Eschenbachia, Caenothus e Trimorpha.

Variabilità[modifica | modifica sorgente]

L'Erigeron annuus forma un gruppo apomittico (o apogamico – vedi il paragrafo relativo all'impollinazione) e quindi poco differenziato. I caratteri che possono variare sono i seguenti :

  • individui con le foglie tutte dentate e i fiori ligulati bianchi (o rosei) di 9 – 10 mm;
  • individui con le foglie superiori non dentate e fiori ligulati bianchi di soli 5 mm.

Fuori dall'Italia e dall'Europa, specialmente in America (luogo di origine di queste piante), si possono incontrare molte più varianti che rendono difficile la classificazione di questa specie.
Nell'elenco che segue sono indicate alcune varietà e sottospecie (l'elenco può non essere completo e alcuni nominativi sono considerati da altri autori dei sinonimi della specie principale o anche di altre specie):

  • Erigeron annuus (L.) Pers. subsp. annuus (L.) Desf. (1804)
(sinonimi:
= Aster annuus L. (1753) (basionimo = prima descrizione della sottospecie);
= Erigeron annuum;
= Stenactis annua (L.) Less. subsp. annua)
(incluso in = Stenactis annua)
  • Erigeron annuus (L.) Pers. subsp. septentrionalis (Fernald & Wiegand) Wagenitz in Hegi (1965)
(sinonimi:
= Erigeron ramosus var. septentrionalis Fernald & Wiegand in Rhodora (1913) (basionimo = prima descrizione della sottospecie);
= Erigeron strigosus)
(incluso in = Stenactis annua)
  • Erigeron annuus (L.) Pers. subsp. strigosus (Willd.) Wagenitz in Hegi (1965)
(sinonimi:
= Erigeron ramosus (Walter) Britton, Sterns & Poggenb.;
= Erigeron strigosus Willd. (1803) (basionimo = prima descrizione della sottospecie);
= Erigeron strigosus Muhl. ex Willd.;
= Stenactis annua (L.) Less. subsp. strigosa (Muhl. ex Willd.) Soó;
= Stenactis ramosa (Walter) Domin;
= Trimorpha elongata Lindm.)
(incluso in:
= Stenactis annua;
= Erigeron annuum)
  • Erigeron annuus (L.) Pers. var. discoideus (Victorin & J. Rousseau) Cronquist

Ibridi[modifica | modifica sorgente]

Gli ibridi che più facilmente si possono incontrare con la specie di questa scheda sono quelli con la specie affine Erigeron strigosus.

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Erigeron annuus può essere chiamata con nomi diversi. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Aster annuus L.
  • Erigeron heterophyllus Muhlenberg ex Willd. (1803) (sinonimo = E. annuus subsp. annuus)
  • Erigeron integrifolius Bigelow (1824) (sinonimo = E. annuus subsp. strigosus)
  • Erigeron pseudoannuus Makino (1929) (sinonimo = E. annuus subsp. strigosus)
  • Erigeron ramosus (T. Walter) B. S. P. (1888), non Rafin. (sinonimo = E. annuus subsp. strigosus)
    • var. septentrionalis Fernald & Wiegand (1913) (sinonimo = E. annuus subsp. septentrionalis)
  • Erigeron strigosus Muhlenberg ex Willd. (1803) (sinonimo = E. annuus subsp. strigosus)
    • var. septentrionalis (Fernald & Wiegand) Fernald (1942) (sinonimo = E. annuus subsp. septentrionalis)
  • Stenactis annua (L.) Less.

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

  • Erigion strigosus Muhlenb (sinonimo = Erigion ramosus Walther Britton) : si differenzia per i fiori più piccoli e per una fogliosità più densa del fusto. Ma non è presente allo stato spontaneo in Italia.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Questa pianta è sempre stata ben accettata dagli animali da pascolo ma ultimamente in alcune zone sta diventando una specie invasiva. Ad esempio in Svizzera la “Cespica annua” si sta spingendo sempre più a quote alte impoverendo così l'alimentazione dei bovini (è una pianta a basso contenuto nutrizionale). Le cause che contribuiscono alla crescente invasività di questa pianta potrebbero essere : (1) una maggiore possibilità di sopravvivenza in inverno ad altitudine più elevata a causa di riscaldamento del clima; (2) una crescente siccità estiva, facilitando la diffusione di queste specie piuttosto rustiche; (3) e una diminuzione di alcuni tipi di lumache (ghiotte di queste piante) a causa di un sempre più alto grado di urbanizzazione delle valli alpine.
Mentre negli Stati Uniti sono considerate “erbacce invasive” di tipo pioniere (ossia piante che per prime s'insediano in nuovi terreni come le frane) in competizione con altre “erbacce” importate dall'Europa.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

In cucina vengono utilizzate le giovani foglie (in bollitura).

Giardinaggio[modifica | modifica sorgente]

Attualmente l'unico uso che si fa di queste piante è nel giardinaggio. Erigeron annuus insieme ad altre specie come Erigeron ramosus vennero introdotte in Europa (dall'America) verso il XVIII secolo a scopi ornamentali. Quindi si sono perfettamente naturalizzate ai nostri climi, simili assai a quelli di provenienza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore, 1960.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori, TN Tuttonatura, 1980.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 130.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 24. ISBN 88-506-2449-2.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 434.

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