Solidago canadensis

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Verga d'oro del Canada
Solidago canadensis 20050815 248.jpg
Solidago canadensis
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Astereae
Sottotribù Solidagininae
Genere Solidago
Specie S. canadensis
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Astereae
Sottotribù Solidagininae
Nomenclatura binomiale
Solidago canadensis
L., 1753
Nomi comuni

(DE) Kanadische Goldrute
(FR) Solidage du Canada
(EN) Canadian Goldenrod

La Verga d'oro del Canada (nome scientifico Solidago canadensis L., 1753) è una pianta erbacea di media altezza appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

L'etimologia del nome generico (Solidago) è controversa ma in ogni caso fa riferimento alle proprietà medicamentose di varie specie di questo genere, e potrebbe derivare dal latino solido il cui significato è “consolidare, rinforzare” e quindi anche “guarire del tutto”[1]. Il nome specifico (canadensis) si riferisce alla zona d'origine della specie.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Solidago canadensis) è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum del 1753[2].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il portamento

Sono piante la cui altezza può arrivare fino 5 – 18 dm (massimo 20 dm). La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante erbacee perenni con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e dotate di un asse fiorale più o meno eretto.

Radici[modifica | modifica sorgente]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto consiste in un rizoma strisciante (breve o lungo).
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto, rispetto alla specie più comune di questo genere (Solidago virgaurea), è più alta e pelosa (vellutata in alto verso l'infiorescenza) con portamento eretto. Ogni pianta produce da 10 a 20 gambi.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

In questa specie non sono presenti foglie radicali[3]. La disposizione delle foglie cauline lungo il fusto è alterna e sono picciolate. Hanno una forma lanceolato-lineare (anche quelle inferiori) con apice acuto e bordi seghettati (8-10 denti per lato). La lamina è tri-nervia. Le foglie superiori sono progressivamente più piccole, più sottili e con margini interi. Dimensione delle foglie: larghezza 2 –3 cm; lunghezza 7 – 15 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Infiorescenza

L'infiorescenza è composta da racemi unilaterali formati ognuno da numerosi capolini peduncolati (da 150 a oltre 1000), eretti e disposti su rami arcuati e più o meno corimbosi. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae : il peduncolo sorregge un involucro cilindrico composto da diverse squame che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono due tipi di fiori (in totale non più di 20 fiori): i fiori esterni ligulati, e i fiori centrali tubulosi. In particolare, quelli periferici sono femminili, mentre quelli centrali sono ermafroditi. I fiori femminili periferici sono disposti in una unica circonferenza (meno di una decina); sono fertili ed hanno una corolla ligulata con la ligula molto allargata e patente verso l'esterno. L'involucro è formato da numerose scaglie (a forma oblunga o campanulato-ristretta) disposte in modo embricato su più serie (3 - 4), mentre il ricettacolo è nudo (senza pagliette) e convesso. Lunghezza del peduncolo: 2 – 4 mm. Dimensione dei capolini: 3 – 6 mm. Lunghezza dell'involucro: 3 mm. Lunghezza dei fiori ligulati: 4 mm. Lunghezza dei fiori tubulosi: 3 – 4 mm. Dimensioni dell'involucro: larghezza 1,5 mm: lunghezza 3 mm.

Fiore[modifica | modifica sorgente]

I fiori

I fiori sono zigomorfi (quelli periferici ligulati) e attinomorfi(quelli centrali tubolosi). Entrambi sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi)[4].

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[5][6]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame quasi inesistenti.
  • Corolla: i petali della corolla sono 5; i fiori di tipo tubulososono saldati a tubo e terminano in cinque dentelli (o lacinie) appena visibili, quelli ligulati sono saldati a tubo nella parte basale e si prolungano in una ligula nastriforme terminante anche questa in cinque dentelli. La corolla è colorata di giallo.
  • Androceo: gli stami (5) hanno delle antere con appendice triangolare (non filiforme); sono saldate e formano una specie di manicotto avvolgente lo stilo.
  • Gineceo: i carpelli sono due e formano un ovario bicarpellare infero uniloculare. Lo stilo è unico terminante in uno stigma profondamente bifido di tipo filiforme e scanalato nei fiori esterni, mentre è breve e conico nei fiori tubulosi più interni. Nei fiori di tipo tubuloso lo stilo sporge di 2 mm.
  • Fioritura: da luglio a ottobre.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

I frutti (degli acheni) hanno una forma più o meno cilindrica con le estremità assottigliate. La superficie è percorsa da coste. Ogni achenio è sormontato da un pappo senza coroncina e con i peli disposto in unico rango (raramente due). Dimensione degli acheni: 1 – 1,5 mm. Dimensione del pappo: 1,8 – 2,2 mm.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della pianta (Distribuzione regionale[8] – Distribuzione alpina[9])
  • Habitat: l'habitat tipico sono le paludi, i boschi igrofili, incolti umidi, sponde e argini; ma anche ambienti ruderali, bordi delle strade e aree abbandonate. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro e medi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido. In alcune zone (Nord America) è considerata pianta infestante per la facilità di propagazione e per la difficoltà di estirpare i rizomi[7].
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 800 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e in parte quello montano (oltre a quello planiziale – del piano).

Fitosociologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[9]:

Formazione: delle comunità perenni nitrofile
Classe: Artemisietea vulgaris

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza del Solidago canadensis (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[6] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[10]). Il genere di appartenenza (Solidago) comprende oltre 100 specie, diffuse soprattutto nelle zone temperate del Nord America.
Il genere (essendo abbastanza numeroso) è suddiviso in varie sezioni. La specie di questa voce è inserita, dal botanico toscano Adriano Fiori, nella sezione UNILATERALES con riferimento alla disposizione dei capolini lungo i rami dell'infiorescenza.
Il numero cromosomico di S. canadensis è: 2n = 18[2].

Varietà[modifica | modifica sorgente]

Nella tabella seguente sono indicate alcune sottospecie, varietà e forme non presenti in Italia. L'elenco può non essere completo e alcuni nominativi sono considerati da altri autori dei sinonimi della specie principale o anche di altre specie[2][11]:
Sottospecie:

  • subsp. altissima (L.) O.Bolòs & Vigo (1983)
  • subsp. elongata (Fernald) D.D.Keck (1958)
  • subsp. gilvocanescens (Rydb.) Á.Löve & D.Löve (1982)
  • subsp. salebrosa (Piper) D.D.Keck (1958)

Varietà:

  • var. arizonica A.Gray (1882)
  • var. bartramiana (Fernald) Beaudry (1970)
  • var. canescens A.Gray (1882)
  • var. fallax (Fernald) Beaudry (1968)
  • var. gilvocanescens Rydb. (1895)
  • var. glabrata Porter (1894)
  • var. hargeri Fernand (1915): il fusto è più peloso (distribuzione: Nord America).
  • var. intermedia Torr. & A.Gray (1842)
  • var. lepida (DC.) Cronquist (1994)
  • var. procera (Aiton) Torr. & A.Gray (1842)
  • var. rupestris Porter (1894)
  • var. salebrosa M.E.Jones (1910)
  • var. scabra (Willd.) Torr. & A.Gray (1841)
  • var. scabriuscula Porter
  • var. subserrata (DC.) Cronquist (1955)

Forme:

  • fo. procera (Aiton) Voss in Vilm. (1894)

Ibridi[modifica | modifica sorgente]

Nell'elenco seguente sono indicati alcuni ibridi interspecifici:

  • Solidago × bartramiana Fernald (sinonimo: Solidago canadensis var. bartramiana (Fernald) Beaudry - Ibrido con Solidago uliginosa.
  • Solidago × niedereri E. Khek (1905) - Ibrido con Solidago virgaurea.

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti[12]:

  • Aster canadensis (Linnaeus) Kuntze (1891)
  • Doria canadensis (L.) Lunell (1917)
  • Solidago altissima L.
  • Solidago glabra Desf (1829) subsp. canadensis (L.) Bonnier (1922)
  • Solidago humilis Miller (1768)
  • Solidago lepida DC. (1836)
  • Solidago longifolia Schrad. ex DC.
  • Solidago nervosa Gaterau (1789)
  • Solidago praecox Moench (1794)
  • Solidago tournefortii Tausch (1828)

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

In Italia allo stato spontaneo si trovano solamente due altre specie di Solidago oltre alla Verga d'oro del Canada. Si distinguono per i seguenti caratteri:

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

Secondo la medicina popolare la Verga d'oro del Canada ha le seguenti proprietà medicamentose[13]:

  • analgesica (attenua il dolore);
  • antisettica (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi);
  • astringente (limita la secrezione dei liquidi);
  • emostatica (blocca la fuoriuscita del sangue in caso di emorragia);
  • febbrifuga (abbassa la temperatura corporea);

La radice inoltre come impacco può essere impiegata contro le ustioni. Un tè fatto dai fiori può essere utilizzato nel trattamento della diarrea e della febbre.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

In alcune zone le foglie della Verga d'oro del Canada viene considerata commestibile[14]; anche i semi possono essere usati eventualmente in tempo di carestia.

Giardinaggio[modifica | modifica sorgente]

Questa specie in Italia è prevalentemente impiegata nel giardinaggio. Con le sue dimensioni e le copiose infiorescenze terminali riesce a decorare in modo vistoso vaste aree dei giardini.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Botanical names. URL consultato il 13 dicembre 2010.
  2. ^ a b c Tropicos Database. URL consultato il 13 dicembre 2010.
  3. ^ eFloras - Flora of North America. URL consultato il 14 dicembre 2010.
  4. ^ Pignatti, op. cit., Vol. 3 - p. 1
  5. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 13 dicembre 2010.
  6. ^ a b Botanica Sistematica, op. cit., p. 520
  7. ^ a b Strasburger, op. cit., vol. 2 - p. 971
  8. ^ a b Checklist of the Italian Vascular Flora, op. cit., p. 168
  9. ^ a b Flora Alpina, op. cit., Vol. 2 - p. 428
  10. ^ Strasburger, op. cit., vol. 2 - p. 858
  11. ^ The International Plant Names Index. URL consultato il 14 dicembre 2010.
  12. ^ Index synonymique de la flore de France. URL consultato il 14 dicembre 2010.
  13. ^ Plants For A Future. URL consultato il 15 dicembre 2010.
  14. ^ Motta, op. cit., Vol. 3 - p. 728

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jose L. Panero and Vicki A. Funk, Toward a phylogenetic subfamilial classification for the Compositae (Asteraceae) in Proceeding of the biological society of Washington. 115(a):760 – 773. 2002.
  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 727.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 17, ISBN 88-506-2449-2.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 428.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume 2, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd-Campbell-Kellogg-Stevens-Donoghue, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 168, ISBN 88-7621-458-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]