Conte Dooku

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Dooku
Un'immagine di Dooku
Un'immagine di Dooku
Universo Guerre stellari
Alter ego Darth Tyranus
1ª app. in L'attacco dei cloni
Ultima app. in La vendetta dei Sith
Interpretato da Christopher Lee
Voce orig. Corey Burton (Star Wars: Clone Wars, Star Wars: The Clone Wars e Star Wars Episodio III: La vendetta dei Sith videogioco)
Voci italiane
Specie Umana
Sesso Maschio
Luogo di nascita Serenno
Affiliazione Jedi, Jedi Grigi Vecchia Repubblica, Sith, Asajj Ventress, Savage Opress (brevemente)
« Il migliore di tutti dovrebbe essere il più forte studente, sì? Il più saggio? Il più istruito nelle vie della Forza? Il migliore di tutti Dooku sarebbe! Il nostro più grande apprendista! Il nostro più grande fallimento. »
(Yoda)

Dooku, il cui nome Sith è Darth Tyranus, il conte di Serenno, è un personaggio dell'universo fantascientifico di Guerre stellari presente nella nuova trilogia.

Il personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Allievo di Yoda e maestro prima di Qui-Gon Jinn e poi di Komari Vosa, è stato uno dei migliori Jedi di sempre. Celebre Maestro Jedi, Dooku era uno stimato istruttore nel Tempio, oltre che uno dei più famosi spadaccini della Galassia. Si diceva che solo Yoda e Mace Windu avrebbero potuto combattere alla pari con lui. Abbandonò l'Ordine dei Jedi e divenne dapprima uno dei pochi Jedi Grigi della storia dell'Ordine passando in un secondo momento al Lato Oscuro della Forza divenendo un Signore Oscuro dei Sith.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato sul pianeta Serenno nel 102 BBY, era l'erede di una grande ricchezza e del titolo nobiliare di "conte". Dooku entrò a far parte dell'Ordine Jedi fin da bambino e fu preso come Padawan direttamente dal grande maestro Yoda. In qualità di Cavaliere Jedi, scelse come suo primo Padawan Qui-Gon Jinn, colpito dalla sua abilità come spadaccino. Assieme, Dooku e Qui-Gon svolsero molte missioni attraverso la Galassia. In una di queste, i due vennero inviati dal Consiglio dei Jedi come scorta del senatore Blix Annon durante un suo incarico diplomatico; durante il viaggio, un gruppo di pirati dello spazio si infiltrò nella loro nave ed il loro capo si scoprì essere Lorian Nod, Jedi rinnegato, un tempo buon amico di Dooku ed adesso sua nemesi; i due duellarono e Dooku cedette all'ira, che lo rese imbattibile: quando sembrò che egli avrebbe assestato il colpo finale contro Nod, furono le parole di Qui-Gon a fermare Dooku dal compiere tale azione. Qualche tempo dopo, i due ricevettero la loro missione finale come Maestro e Padawan, che durò circa due anni, al termine dei quali, Qui-Gon venne promosso al rango di Cavaliere: come ultime parole riservate a Jinn come studente, Dooku gli disse che egli aveva una sola debolezza, la sua compassione per la vita di tutti i senzienti, e lo mise in guardia riguardo al fatto che il tradimento sarebbe inevitabilmente venuto da una persona vicina (che sarebbe stato Xanatos, suo primo Padawan). In seguito, Dooku divenne il maestro di Komari Vosa.

Conversione al Lato Oscuro (32 BBY - 22 BBY)[modifica | modifica wikitesto]

Dooku trascorse quasi settant'anni da Jedi, ma la disastrosa battaglia di Galidraan (42 BBY) e il forte impatto che ebbe su di lui la drammatica morte di Qui-Gon fecero crollare la sua fede nell'Ordine e nella Repubblica Galattica. Successivamente venne influenzato dal senatore di Naboo Palpatine, e decise di lasciare l'Ordine dei Jedi poco dopo gli eventi della battaglia di Naboo (32 BBY). Dopo aver appreso che Palpatine era sotto mentite spoglie il Signore Oscuro dei Sith Darth Sidious, Dooku passò al Lato Oscuro della Forza, divenendo il suo nuovo apprendista con il nome di Darth Tyranus (dopo la sconfitta di Darth Maul su Naboo) e pian piano divenne lui stesso un Signore Oscuro dei Sith. La conversione di Dooku al Lato Oscuro cominciò con l'assassinio del Maestro Jedi Sifo-Dyas, suo ex-amico e confidente nell'Ordine (32 BBY); per far ciò si accordò con il sindacato Pyke, utilizzando lo pseudonimo di Tyranus, affinché questi attaccassero lo Shuttle Jedi 775519 di Sifo-Dyas, il quale era stato inviato su Oba Diah (pianeta sede dei Pyke) dal Cancelliere Supremo Finis Valorum (poco prima della fine della sua carriera politica) insieme al suo assistente Silman; Sifo-Dyas morì nell'attacco allo shuttle e il suo corpo fu poi dato a Dooku mentre Silman, scampato per miracolo alla morte, fu catturato e imprigionato dai Pyke. A seguito di ciò, quando assunse il controllo dei piani di Sifo-Dyas per creare un esercito di cloni per la Repubblica, Dooku cancellò ogni riferimento al pianeta Kamino e ad altri trentacinque mondi, come Byss, Dagobah e Dromund Kaas, dagli Archivi Jedi e oltre a questo rubò informazioni circa le segrete rotte iperspaziali dei Jedi delle regioni del Nucleo. Dopo aver fatto questo contattò il cacciatore di taglie Mandaloriano Jango Fett, da tutti ritenuto uno dei migliori nel suo campo e per testare la sua abilità lo inviò su Kholma, una delle lune di Bogden, per uccidere la sua ex allieva Komari Vosa; a seguito dell'uccisione di Vosa, Dooku stabilì che Fett fosse perfetto come matrice genetica per i cloni. In verità, Dooku si unì a Palpatine (a cui aveva giurato finta fedeltà) perché voleva creare un nuovo ordine repubblicano che potesse distruggere quello attuale e corrotto.

Rivendicando le sue ricchezze e il suo titolo di conte, Dooku organizzò con Sidious una cospirazione per far scoppiare una guerra che avrebbe portato i Sith al potere. Iniziò dunque a stringere legami con pianeti e corporazioni che erano malcontenti dell'operato della Repubblica, diventando il leader del movimento Separatista. Questo movimento, a seguito delle alleanze stipulate, formò la Confederazione dei Sistemi Indipendenti, alla quale si unirono centinaia di sistemi galattici. Come leader politico della Confederazione Separatista, Dooku guidò l'organizzazione contro la Repubblica in un lungo conflitto che venne poi nominato Guerre dei Cloni. Questa guerra culminerà in una grande battaglia nella capitale della Repubblica Coruscant.

Lo scoppio del conflitto (22 BBY)[modifica | modifica wikitesto]

Il conte fa la sua prima apparizione nel secondo episodio della saga; viene inizialmente menzionato e la sua presenza incombe minacciosa nella prima parte dell'episodio fino ad apparire nella seconda parte, quando Obi-Wan Kenobi arriva su Geonosis e scopre la cospirazione del conte e dei Separatisti, prima di venire catturato dai droidi distruttori (22 BBY). Una volta catturato Obi-Wan, Dooku tenta di indurlo ad unirsi a lui, sostenendo che Qui-Gon (maestro dello stesso Obi-Wan) avrebbe sicuramente abbracciato la causa del suo vecchio mentore (lo stesso Dooku) se avesse saputo la verità che Dooku conosce molto bene: che il Senato galattico è controllato da Darth Sidious. Obi-Wan, sostenendo il contrario sul suo maestro e non credendo alle parole di Dooku, rifiuta seccamente e per questo viene condannato a morte in un'arena sul pianeta insieme ad Anakin Skywalker (Padawan di Obi-Wan) e la senatrice Padmé Amidala (che lo stesso Dooku e il viceré Nute Gunray avevano cercato di far uccidere), giunti sul pianeta per salvarlo. Il tempestivo intervento di Mace Windu, Yoda e di molti altri Maestri Jedi a capo del neonato esercito di cloni, salva i tre e il conflitto tra le truppe di cloni e di droidi si sviluppa nella battaglia di Geonosis; durante essa, Dooku cerca di fuggire portando con sé i piani di un'arma micidiale, la Morte Nera, ma la sua fuga viene ostacolata dall'intervento di Obi-Wan e Anakin. Dooku si scontra in duello con i due Jedi, al termine del quale ferisce Obi-Wan ad una gamba e una spalla e mozza il braccio destro ad Anakin. Subito dopo si scontra in un breve ma formidabile duello col suo vecchio mentore Yoda, rispetto al quale, nonostante la sua grande abilità, è evidentemente meno potente. Comunque, distraendo il potente Jedi, riesce a fuggire e tornare a Coruscant presso Darth Sidious, annunciandogli che la guerra è cominciata.

Le Guerre dei Cloni (22 BBY - 19 BBY)[modifica | modifica wikitesto]

Poco tempo prima della prima battaglia di Geonosis fece rinascere, sotto forma di cyborg, un Kaleesh che poi sarebbe diventato il terribile generale Grievous (utilizzando peraltro il sangue del suo vecchio amico Jedi Sifo-Dyas per renderlo sensibile alla Forza), per usarlo per i suoi scopi.

I Jedi Quinlan Vos e Sora Bulq diventeranno, influenzati da Dooku, alcuni dei suoi sicari.

Prese poi come sua apprendista Asajj Ventress su Rattatak, per poi inviarla ad eliminare Anakin Skywalker su Yavin IV. Dal duello ne uscì vincitore Skywalker anche se Asajj non morì.

Fece rapire poi il figlio di Jabba the Hutt (d'accordo con suo zio Ziro the Hutt) da alcuni cacciatori di taglie, facendo credere che sia stata la Repubblica. Successivamente su Tatooine affrontò Anakin Skywalker, il quale sembrò avere la meglio, ma non riuscì a chiudere a suo favore il duello poiché costretto ad andare in soccorso della sua apprendista Ahsoka Tano.

Inseguito da Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker, atterrò sul pianeta desolato di Vanqor e chiese aiuto al pirata Weequay Hondo Ohnaka il quale, dopo averlo condotto su Florrum, lo fece prigioniero chiedendo un riscatto alla Repubblica Galattica ma anche alla Confederazione dei Sistemi Indipendenti. Dooku riuscì poi a scappare uccidendo prima della sua fuga il pirata Turk Falso, secondo di Ohnaka, e un suo compagno.

Poiché Asajj era divenuta troppo potente, Darth Sidious gli ordinò di eliminarla, nonostante lo stesso Dooku non volesse poiché era stata sua apprendista. Così, in accordo con la Madre Talzin delle Sorelle Oscure di Dathomir, Dooku prese come apprendista lo Zabrak Savage Opress (fratello di Darth Maul) per usarlo come aveva fatto con Ventress. Savage, però, era stato a sua volta preso come apprendista dalla stessa Ventress e alla fine, coinvolto in questo gioco di vendette tra Dooku e Asajj, decise di fuggire per tornare dalla Madre Talzin.

Per vendicarsi di Madre Talzin e delle sorelle oscure, Dooku inviò il generale Grievous e le sue armate ad eliminarle su Dathomir. Nonostante il tentativo di Ventress di impedire il massacro delle sue sorelle, Grievous riuscì nel suo intento.

Organizzò inoltre un complotto insieme al primo ministro Gungan Rish Loo per convincere il capo dei Gungan, Boss Lyonie, a marciare verso Theed insieme ai Separatisti. In realtà Lyonie si era lasciato convincere dal primo ministro Loo attraverso una collana (datagli dallo stesso Loo) che lo aveva ipnotizzato. Dopo una fuga improvvisata, Loo riuscì a colpire Lyonie con un pugnale, senza però ucciderlo. Il posto di Lyonie, temporaneamente, venne preso da Jar Jar Binks data la loro incredibile somiglianza e, con un inganno, il popolo dei Gungan catturò il generale Grievous, nonostante la morte del capitano Tarpals, amico storico di Jar Jar, sacrificatosi per la cattura di Grievous. Nel frattempo Anakin Skywalker inseguì Loo fino al suo laboratorio segreto dove incontrò Dooku il quale, dopo aver ucciso Loo, ingaggiò un breve duello con Skywalker il quale venne sconfitto e catturato dal conte. Venne poi rilasciato dopo la liberazione di Grievous.

Sempre su Naboo, poi, il conte organizzò un attentato per rapire il cancelliere Palpatine con l'aiuto di Cad Bane, Moralo Eval, Embo, Derrown, Twazzi e Rako Hardeen (che in realtà era Obi-Wan); grazie al tempestivo intervento di quest'ultimo, infatti, l'attentato fallisce. Nel palazzo di Theed, però, mentre Anakin e Palpatine si stavano dirigendo verso la sala da pranzo furono bloccati da Dooku, il quale combatté contro Skywalker. In quel duello Anakin, come altre volte, sotto lo sguardo compiaciuto di Palpatine, mostrò tutta la sua rabbia e aggressività arrivando, al culmine della rabbia, a cercare di strangolare Dooku. Questi però riuscì a liberarsi con una scarica di Fulmini di Forza, tentando poi di fuggire col Cancelliere, ma questi fu salvato da Kenobi e Skywalker. Nonostante questo Dooku riuscì a fuggire, facendosi ancora una volta beffe dell'operato di Skywalker.

Nel 20 BBY, un clone di nome Tup uccise la Maestra Jedi Tiplar su Ringo Vinda perché ebbe una disfunzione cerebrale che lo convinse ad attuare lo sterminio dei Jedi prima dei tempi previsti. Dooku, informato dal comandante Separatista Trench (che su Ringo Vinda aveva assistito all'omicidio di Tiplar), ottenne dai Kaminoani il chip difettoso del clone Tup, il quale fu ucciso, facendo rimanere all'oscuro l'Ordine 66 ideato da Sidious. Nello stesso anno Dooku cercò di impedire ad Obi-Wan e Anakin di scoprire il segreto della morte di Sifo-Dyas. I due Jedi si erano recati su Oba Diah per parlare con Silman, tenuto prigioniero dai Pyke e Dooku li raggiunse in tempo per uccidere l'ex assistente di Valorum. A seguito dell'assassinio affrontò i due Jedi e, nella lotta, uccise il leader dei Pyke per poi fuggire con la sua astronave.

Si recò su Stygeon Prime in una prigione segreta e impenetrabile, assieme al suo maestro, per cercare in tutti i modi di estorcere a Darth Maul, imprigionato, l'ubicazione delle basi della Shadow Collective ma lo Zabrak venne soccorso da un gruppo di guerrieri della Ronda della Morte, riuscendo quindi ad evadere. Il gruppo si rifugiò poi su Zanbar, luna di Mandalore, dove Maul e le sue forze tentarono di riorganizzarsi; all'improvviso, però, vennero attaccati dagli eserciti di droidi del generale Grievous: durante la battaglia molti Mandaloriani vengono uccisi e Maul ingaggiò un breve duello con Grievous, riuscendo all'ultimo a fuggire. L'intento di Maul era quello di raggiungere Dathomir per tornare da madre Talzin; tuttavia questo suo piano non fu ignoto a Sidious. Scelta come roccaforte il pianeta Ord Mantell, Maul si organizza con i capi del Sole Nero e dei Pyke per tendere una trappola a Dooku e Grievous, chiedendo l'aiuto a Madre Talzin, la quale fa partire per Ord Mantell i Fratelli della Notte, capeggiati da Viscus, in soccorso del loro fratello Maul. In quel frangente le armate di droidi di Grievous attaccano Ord Mantell ma, ingegnosamente, Maul fugge su un caccia Mandaloriano e attacca lo schieramento di navi Separatiste. Intanto Dooku, sceso sul pianeta alla ricerca di Maul, s'imbatte nei Fratelli della Notte, sconfiggendoli; nel momento in cui sta per uccidere Viscus viene catturato dal Sole Nero e dai Pyke mentre, nello spazio, Maul riesce a catturare Grievous. A seguito di ciò, però, sotto consiglio di Talzin, Maul decide di non uccidere Dooku bensì di allearsi con lui per sconfiggere Sidious, avendo Talzin previsto che questi avrebbe tradito il conte (cosa che effettivamente accadrà); infatti, turbato dalle criptiche parole della strega, Dooku accetta l'alleanza e, insieme a Maul, affronta in duello Obi-Wan e la Maestra Jedi Tiplee (sorella della defunta Tiplar), che erano accorsi insieme alle cannoniere della Repubblica sull'avamposto della Shadow Collective. Nel breve duello che ne scaturisce Dooku uccide Tiplee e, insieme a Maul, riesce a fuggire dopo l'arrivo di Mace Windu e Aayla Secura, mentre Grievous fugge attraverso un guscio di salvataggio (dopo che il conte aveva premuto con la Forza l'interruttore della cella di detenzione dove il Kaleesh era rinchiuso). Successivamente Maul e Dooku si recano su Dathomir dove Madre Talzin prende possesso del corpo del conte poco prima dell'arrivo di Sidious e Grievous. Maul e Dooku (controllato da Talzin) affrontano in duello Grievous e Sidious e questi, attraverso una potente scarica di Fulmini di Forza, riesce a far uscire la strega dal corpo del conte; a quel punto, mentre Maul mette fuori combattimento Grievous con un calcio facendolo cadere in un baratro, Talzin, Sidious e Dooku ingaggiano uno scontro con i Fulmini di Forza, mentre nello spazio le forze Separatiste sono in procinto di atterrare su Dathomir. Quando la Shadow Collective decide di fuggire per la loro inferiorità numerica, Talzin spinge via Maul che viene tratto in salvo da due suoi accoliti mentre la strega, esaurite le forze, viene pugnalata al petto da Grievous, accorto improvvisamente. Maul riesce dunque a fuggire da Dathomir mentre Sidious, Dooku e Grievous osservano i resti del corpo ormai dissolto di Talzin.

Battaglia su Coruscant e la fine di Dooku[modifica | modifica wikitesto]

Nel 19 BBY, durante la battaglia sopra l'orbita di Coruscant, a bordo dell'Invisible Hand, Dooku si ritrova ad affrontare ancora una volta Anakin e Obi-Wan, accorsi per salvare il cancelliere Palpatine, apparentemente rapito dal conte; quest'ultimo mette fuori combattimento Obi-Wan, ma, complici l'età ormai avanzata (ha infatti ottantatré anni) e il desiderio di vendetta del giovane Skywalker (furioso con Dooku per avergli mozzato un braccio su Geonosis), viene sconfitto da quest'ultimo, che dapprima gli mozza le mani e poi, spinto da Palpatine che ha così l'occasione di sbarazzarsi di Dooku, ritenuto da lui ormai molto indebolito oltre che un eventuale e scomodo testimone se catturato dalla Repubblica, lo decapita a sangue freddo.

Personalità e tratti caratteristici[modifica | modifica wikitesto]

« Era uno dei più brillanti Jedi che io abbia mai avuto l'onore di conoscere. »
(Jocasta Nu)

Dooku era un provetto filosofo, oratore, politico, guerriero ed esperto nella Forza, considerato uno dei più grandi Jedi della storia per la sua personalità e per il suo vigore. Yoda lo considerava il più grande studente del Tempio Jedi, oltre che il suo più grande fallimento. Ai tempi delle Guerre dei Cloni, Dooku praticava la Forza da circa otto decadi[1].

Fin da ragazzo Dooku si era affermato per le sue abilità e per la sua completa devozione agli ideali dell'Ordine dei Jedi e al servizio della Galassia. Desiderava diventare un grande Maestro Jedi, e non considerava minimamente la possibilità di lasciare l'Ordine[2]. Non si è al corrente se Dooku abbia mai violato le leggi Jedi che regolano i rapporti affettivi, oppure se abbia avuto una qualche relazione romantica anche quando fu un Signore Oscuro dei Sith. Comunque, la sua apprendista Komari Vosa si era infatuata di lui, e per questo motivo si congedò dall'apprendistato[3].

La personalità di Dooku lo portava a non dimenticare con facilità i tradimenti. Lorian Nod, un suo vecchio amico ai tempi dell'Ordine dei Jedi, cercò di incastrarlo in un complotto, ma Dooku si scontrò con lui e lo ridusse in fin di vita. Solo l'intervento dell'allora Padawan Qui-Gon Jinn dissuase Dooku dall'uccidere il vecchio amico[4]. Successivamente, Dooku interpretò la battaglia di Galidraan come un tradimento dei Jedi verso gli ideali propri della loro categoria, e ciò influenzò molto il suo passaggio verso il lato oscuro della Forza[2]. Durante un incontro con il maestro Yoda su Vjun, il suo vecchio maestro cercò di riportarlo sulla via della luce, ma Dooku non ne volle sapere quando capì che Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker erano presenti, interpretando questa mossa come un tradimento personale[1].

Da quando passò al Lato Oscuro, Dooku divenne umanocentrico[5]: infatti, benché rimase un profondo conoscitore delle popolazioni e arti aliene[6], Dooku disprezzava la maggior parte dei membri del consiglio Separatista.

Inoltre, nonostante fosse stato Dooku ad ordinare la creazione di Grievous, provava repulsione per quel ripugnante cyborg anche se, nei suoi piani, era previsto che, una volta conclusa la guerra, Grievous sarebbe stato usato come capro espiatorio per tutti i crimini commessi in quel conflitto, onde evitare che la colpa ricadesse su Dooku stesso.

Poteri e abilità[modifica | modifica wikitesto]

Addestramento con la spada laser[modifica | modifica wikitesto]

« È uno schermidore. Vantaggio, posizione, vantaggio: per lui sono naturali come respirare. »
(Lo spirito di Qui-Gon Jinn a Yoda, riguardo Dooku)

Prima che lasciasse l'Ordine dei Jedi, Dooku era conosciuto come uno dei più esperti duellanti e istruttori di spada dell'intero Ordine[2], e al tempo della crisi della Confederazione, si diceva che oltre a Yoda, solo Mace Windu avrebbe potuto uguagliarlo in terreno neutro[1]. Benché stili come la Forma III, IV e V erano molto utili nell'era dominata dai blaster, lo spirito competitivo di Dooku lo portò a specializzarsi nella seconda forma del combattimento con la spada laser, il Makashi, anche se mantenne un'alta conoscenza delle altre forme[7]: Dooku era uno dei pochi praticanti di questo stile che predilige lo scontro uno contro uno[2] e dimostrava una padronanza senza pari nell'Ordine[8].

Quando divenne un Signore dei Sith, Darth Tyranus aveva poco ancora da imparare sull'arte della spada; nonostante ciò, apprese l'arte Sith Dun Möch, atta a distruggere la concentrazione di un avversario per mezzo di provocazioni.[9] Il suo tentativo di utilizzare questa tecnica su Anakin Skywalker a bordo dell'Invisible Hand ne è un esempio. Alla fine, però, le provocazioni di Dooku non fecero altro che incoraggiare Skywalker a utilizzare la sua rabbia per rompere le difese del Signore dei Sith.[5]

Abilità nella Forza[modifica | modifica wikitesto]

« La sua conoscenza della Forza era... unica. »
(Jocasta Nu)

Come Jedi, Dooku era un rinomato studioso della Forza. Durante la sua carriera, infatti, apprese diverse arti Jedi: era esperto nella telecinesi, arte sulla quale tenne delle lezioni in qualità di Maestro Jedi[2]. La sua abilità nella telecinesi era spesso utilizzata per aumentare la sua abilità nel duello, benché Dooku fosse anche capace di effettuare dei piccoli voli[10]. Come Signore dei Sith, spesso combinava la telecinesi con l'uso dei fulmini di Forza[8] o del soffocamento[5]. Inoltre, Dooku aveva una notevole capacità di effettuare più operazioni contemporaneamente, utilizzando frequentemente la Forza durante i combattimenti con la spada laser[5]. Quando divenne un Signore dei Sith, inoltre, apprese dal suo maestro Darth Sidious come lanciare Fulmini di Forza.

In aggiunta a ciò, Dooku aveva una buona conoscenza della Forza Vivente, che una volta utilizzò per curarsi da una malattia mortale[11]. Era anche capace di addomesticare i mostri, come il drago Krayt, e assoggettarli al proprio volere[12]. Quando divenne Darth Tyranus, apprese l'abilità del drenaggio di Forza, che utilizzò diverse volte per carpire informazioni dall'avversario[13]. Dooku inoltre era un maestro della meditazione Qey'tek, che gli permetteva di nascondere la sua presenza nella Forza; solitamente questa barriera era impenetrabile per i Jedi, ma Obi-Wan Kenobi riuscì a percepire la presenza del Signore dei Sith sul pianeta Tythe[7].

Equipaggiamento[modifica | modifica wikitesto]

Abbigliamento[modifica | modifica wikitesto]

Quando assunse il titolo di Conte, Dooku abbandonò l'uniforme Jedi per adottare l'abbigliamento che contraddistingueva la nobilità di Serenno da centinaia di anni[14]. Il Conte indossava infatti una mantellina (marrone nei film, nera nei romanzi) sorretta da un gancio argenteo, sopra una tunica cintata e dei pantaloni di tonalità nera. Gli indumenti erano composti dai migliori materiali in circolazione[15]: la sua veste era fatta di nanoseta Corelliana nera e in particolare, i suoi stivali erano fatti di rara pelle di Rancor, mentre tutti i suoi mantelli erano foderati con maglie corazzate leggere, che fungevano da protezione[16].

Spade Laser[modifica | modifica wikitesto]

« Se intendi vincere combattendo contro i migliori tra i Jedi devi avere la paura, la sorpresa e l'intimidazione sempre dalla tua parte. Se manca uno solo di questi elementi meglio è per te ritirarti. Devi fiaccarli ancor prima di attaccarli; solo così otterrai la vittoria e conquisterai il tuo trofeo. »
(Dooku a Grievous)

Da Iniziato Jedi, Dooku utilizzò la comune spada laser d'allenamento sotto la giurisdizione del maestro Yoda[4], ma quando divenne Padawan di Thame Cerulian, Dooku costruì la sua spada laser personale. Questa spada era sostanzialmente uguale a quella che successivamente utilizzò in qualità di Cavaliere Jedi, costituita da un'elsa cilindrica con un design standard[17].

Quando Dooku divenne Maestro Jedi, costruì una spada laser maggiormente personalizzata. Questa era caratterizzata da un'elsa curvata, che permetteva dei movimenti più precisi, adatta a un praticante dello stile Makashi. Inoltre la spada poteva essere rimpicciolita mediante un pulsante, permettendo maggiore flessibilità nel combattimento spada-spada[16]. La spada conteneva una lama blu[11], ed era probabilmente ispirata dalla spada in possesso dal Maestro Jedi Tyvokka[17]. Dooku utilizzò questa spada durante la battaglia di Galidraan, sebbene appena prima di lasciare l'Ordine dei Jedi sia stato visto utilizzare una spada simile a quella utilizzata mentre era un Cavaliere Jedi[2].

Come Signore Oscuro dei Sith, Dooku ritornò a utilizzare la spada laser curvata che aveva utilizzato a Galidraan, inserendo un cristallo sintetico di colore rosso, che contraddistingueva i Sith. Inoltre, la spada conteneva una doppia regolazione, che permetteva di rendere la lama più corta[8]. La spada di Dooku fu anche d'ispirazione per le spade laser costruite dalla sua apprendista Komari Vosa. Dopo che Jango Fett uccise Vosa, il conte diede le due spade alla sua seguace oscura, Asajj Ventress[2]. La spada di Dooku fu molto probabilmente distrutta quando l'Invisible Hand venne abbattuta, poiché Anakin Skywalker la lasciò nella stanza dove aveva ucciso lo stesso Dooku[5].

Veicoli[modifica | modifica wikitesto]

Dooku era solito usare il suo elegante veliero interstellare di fattura Geonosiana che, a differenza dei normali caccia Geonosiani, era più lungo, dalla forma più affusolata e provvisto, inoltre, di una speciale "vela" che gli permetteva di viaggiare con più facilità, eleganza e fluidità nello spazio. Oltre a questo, per azioni rapide, Dooku usava spesso uno speeder Geonosiano, dalla forma dinamica e leggera che gli permetteva di compiere grandi distanze a grande velocità.

Concept art[modifica | modifica wikitesto]

Il nome "Dooku" deriva dalla parola giapponese doku che significa veleno. Poiché in portoghese e in gaelico la parola "Dooku" fa sgradevolmente assonanza con do.cu (letteralmente "dal sedere"), nel doppiaggio brasiliano il personaggio è chiamato "Dookan". Il nome Sith "Tyranus", invece, deriva dalla parola greca Tyrannos che indica appunto il tiranno. Il concept art di Dooku, inoltre, potrebbe essere ispirato a quello del conte Dracula, personaggio dell'omonimo romanzo di Bram Stoker, dato che entrambi possiedono lo stesso titolo nobiliare e il loro abbigliamento è molto simile.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel videogioco Star Wars - Episodio III: La Vendetta dei Sith per Playstation 2, Dooku non viene ucciso da Anakin nella maniera del film, ma viene trafitto allo stomaco dalla spada laser del Jedi. Nell'adattamento a fumetti, invece, Dooku viene ucciso alla stessa maniera del film, con la differenza che gli viene mozzata da Anakin solo la mano destra.
  • Dooku, insieme al Generale Grievous, è l'unico personaggio importante della saga a non comparire in nessuna locandina dei film, incluso il film Star Wars: The Clone Wars.
  • Nell'adattamento a fumetti de L'Attacco dei Cloni, durante il duello con Yoda, Dooku (trovandosi in difficoltà) utilizza oltre alla sua spada laser anche quella dalla lama azzurra usata da Anakin e Obi-Wan nei precedenti duelli contro di lui. Viene però poi disarmato della sua spada dalla lama rossa e costretto a difendersi dagli attacchi di Yoda proprio con quella dalla lama azzurra. Questa scena non compare né nel romanzo né nel film.
  • Dooku è l'unico tra i Sith conosciuti (ad esempio Darth Maul, Dart Fener e Darth Sidious) che non presenta occhi dalle iridi gialle con il contorno rosso, simbolo dell'enorme influenza del Lato Oscuro.
  • Nel romanzo Outbound Flight di Timothy Zahn, ambientato nell'arco temporale tra La Minaccia Fantasma e L'Attacco dei Cloni (27 BBY precisamente), viene menzionato per la prima volta come Lord Tyranus prima de L'Attacco dei Cloni (in ordine cronologico), nonostante il romanzo sia del 2006.
  • Sempre nel romanzo de La Vendetta dei Sith viene detto che Dooku non ha mai duellato con Anakin Skywalker prima del loro ultimo duello sull'Invisible Hand e che, oltre a questo, i due non si erano mai incontrati dal duello su Geonosis; questo è in contraddizione con quanto succede nella serie Star Wars: The Clone Wars e nell'omonimo film in cui Dooku e Anakin duellano due volte su Naboo e una volta su Zygerria, Oba Diah e Tatooine (nel film Star Wars: The Clone Wars). Inoltre il duello tra il conte e Anakin e Obi-Wan sull'Invisibile Hand è molto più lungo nel romanzo ufficiale rispetto al film.

Apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Legacy of the Jedi
  • Darth Plagueis
  • Maul: Lockdown (solo menzionato)
  • Most Precious Weapon
  • Star Wars: Jedi - The Dark Side 1 (solo menzionato)
  • Qui-Gon & Obi-Wan: The Aurorient Express (menzionato indirettamente)
  • Jango Fett: Open Seasons
  • Star Wars: Battlefront
  • Star Wars: Bounty Hunter
  • Episode I Adventures 1: Search for the Lost Jedi (menzionato indirettamente)
  • Jedi Quest: The Final Showdown (solo menzionato)
  • Outbound Flight (solo menzionato)
  • Star Wars Adventures 4: Jango Fett vs. the Razor Eaters
  • Star Wars Adventures 5: The Shape-Shifter Strikes
  • Star Wars Adventures 6: The Warlords of Balmorra
  • The Approaching Storm (appare in ologramma)
  • Star Wars: Jedi Starfighter (appare in ologramma)
  • Boba Fett: The Fight to Survive
  • Boba Fett: Part I: Survival
  • Fett Club - Star Wars Tales 24
  • Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (prima apparizione)
  • Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (romanzo ufficiale e romanzo versione junior)
  • Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (fumetto)
  • Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (videogioco per Gameboy Advance)
  • Star Wars: Battlefront II
  • Star Wars Visionaries - The Eyes of Revolution
  • Star Wars: Battle for the Republic
  • Only the Force (solo menzionato)
  • Jedi: Count Dooku
  • Jedi: Mace Windu
  • Jedi: Shaak Ti (appare in ologramma)
  • Jedi: Yoda (solo menzionato)
  • Boba Fett: Crossfire
  • Boba Fett: Maze of Deception (solo menzionato)
  • Boba Fett: Hunted (solo menzionato)
  • Star Wars: Republic 49: Sacrifice
  • Star Wars: Republic 50: The Defense of Kamino
  • Star Wars: Republic 53: Blast Radius (solo menzionato)
  • Star Wars: Republic 54: Double Blind (appare in ologramma)
  • Star Wars: Republic 58: The Battle of Jabiim, Part 4 (solo menzionato)
  • Star Wars: Republic 59: Enemy Lines (solo menzionato)
  • Star Wars: Republic 60: Hate and Fear (solo menzionato)
  • Star Wars: Republic 61: Dead Ends (solo menzionato)
  • Star Wars: Republic 63: Striking from the Shadows
  • Star Wars: Republic 64: Bloodlines (appare in flashback)
  • Star Wars: Republic 68: Armor (solo menzionato)
  • Star Wars Republic: Rite of Passage
  • Star Wars: General Grievous (appare in ologramma)
  • Star Wars Tales 19 - Rather Darkness Visible
  • Secrets of the Jedi (solo menzionato)
  • Jedi Trial
  • Shatterpoint (solo menzionato)
  • Hero of Cartao (solo menzionato)
  • The Cestus Deception (solo menzionato)
  • The Hive (solo menzionato)
  • Brothers in Arms (solo menzionato)
  • Yoda: Dark Rendezvous
  • Star Wars: Clone Wars
  • Star Wars: The Clone Wars
  • Star Wars: The Clone Wars (film)
  • The Clone Wars: La Trappola dei Sith
  • The Clone Wars: Le Vie della Forza
  • Star Wars: Republic: The Dreadnaughts of Rendili (solo menzionato)
  • Star Wars: Republic: Trackdown (appare in ologramma e in flashback)
  • Darth Maul: Son of Dathomir
  • Dark Discipline
  • Boba Fett: A New Threat (solo menzionato)
  • Boba Fett: Pursuit (solo menzionato)
  • Order 66: A Republic Commando (solo menzionato)
  • Star Wars Battlefront: Elite Squadron
  • Star Wars: Obsession
  • Labyrinth of Evil
  • Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith
  • Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith (fumetto)
  • Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith (romanzo ufficiale e romanzo versione junior)
  • Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith (videogioco per Playstation 2)
  • Star Wars: Purge (solo menzionato)
  • Star Wars: Purge: Seconds to Die (solo menzionato)
  • Tarkin (solo menzionato)
  • A New Dawn (solo menzionato)
  • Dart Fener e la Prigione Fantasma 3 (solo menzionato)
  • Dart Fener e la Prigione Fantasma 4 (solo menzionato)
  • Coruscant Nights I: Jedi Twilight (solo menzionato)
  • Coruscant Nights II: Street of Shadows (solo menzionato)
  • Imperial Commando: 501st (solo menzionato)
  • The Last of the Jedi: The Desperate Mission (solo menzionato)
  • The Last of the Jedi: Reckoning (solo menzionato)
  • Star Wars Battlefront: Renegade Squadron (come busto nell'Archivio Jedi)
  • Star Wars: Agent of the Empire 1: Iron Eclipse, Part 1 (solo menzionato)
  • Star Wars Galaxies: An Empire Divided (solo menzionato)
  • Star Wars Galaxies (solo come busto)
  • The Life and Legend of Obi-Wan Kenobi (solo menzionato)
  • The Rise and Fall of Darth Vader (appare in flashback)
  • Millennium Falcon (solo menzionato)
  • Betrayal (solo menzionato)
  • Bloodlines (solo menzionato)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Sean Stewart, Yoda: Dark Rendezvous, Londra, Del Rey, 2004, ISBN 978-0-345-46309-8.
  2. ^ a b c d e f g (EN) Ryder Windham, Jedi vs. Sith: The Essential Guide to the Force, Londra, Del Rey, 2007, ISBN 0-345-49334-6.
  3. ^ (EN) Komari Vosa in Star Wars Databank. URL consultato il 10 luglio 2008.
  4. ^ a b (EN) Jude Watson, Legacy of the Jedi, New York, Scholastic, 2003, ISBN 0-439-53666-9.
  5. ^ a b c d e (EN) Matthew Stover, Star Wars Episode III: Revenge of the Sith, Londra, Del Rey, 2005, ISBN 0-345-42883-8.
  6. ^ (EN) Geonosian fanblade starfighter in Star Wars Databank. URL consultato il 10 luglio 2008.
  7. ^ a b (EN) James Luceno, Labyrinth of Evil, Londra, Del Rey, 2005, ISBN 0-345-47572-0.
  8. ^ a b c (EN) R. A. Salvatore, Star Wars Episode II: Attack of the Clones, Londra, Del Rey, 2002, ISBN 0-345-42881-1.
  9. ^ David West Reynolds, Fightsaber: Jedi Lightsaber Combat in Star Wars Insider, nº 62, ottobre 2002.
  10. ^ Clone Wars Episodio 7
  11. ^ a b Haden Blackman, Jango Fett: Open Seasons in Star Wars: Bounty Hunter, settembre 2002.
  12. ^ John Ostrander, The Hidden Enemy, Part 3 in Star Wars: Republic, febbraio 2006.
  13. ^ Chris Cassidy, Precipice in Hyperspace, 2004.
  14. ^ (EN) Drew Karpyshyn, Darth Bane: Rule of Two, Londra, Del Rey, 2007, ISBN 0-345-47748-0.
  15. ^ (EN) Luceno James, Revenge of the Sith: The Visual Dictionary, Londra, DK Publishing, 2005, ISBN 1-4053-0827-3.
  16. ^ a b (EN) David West Reynolds, Attack of the Clones: The Visual Dictionary, Londra, DK Publishing, 2002, ISBN 0-7894-8588-5.
  17. ^ a b HoloNet News in Holonet News, vol. 531, nº 54, 2001.

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