Dooku

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dooku
Un'immagine di Dooku
Un'immagine di Dooku
Universo Guerre stellari
Alter ego

Darth Tyranus

1ª app. in L'attacco dei cloni
Ultima app. in La vendetta dei Sith
Interpretato da Christopher Lee
Voci italiane
Specie Umana
Sesso Maschio
Luogo di nascita Serenno
Affiliazione Jedi, Jedi Grigi Vecchia Repubblica, Sith, Darth Sidious
« Il migliore di tutti dovrebbe essere il più forte studente, sì? Il più saggio? Il più istruito nelle vie della Forza? Il migliore di tutti Dooku sarebbe! Il nostro più grande apprendista! Il nostro più grande fallimento. »
(Yoda)

Il Conte Dooku di Serenno, noto anche come Darth Tyranus è un personaggio dell'universo fantascientifico di Guerre stellari interpretato da Christopher Lee nella saga cinematografica. Celebre Maestro Jedi, abbandonò l'Ordine Jedi e divenne dapprima uno dei pochi Jedi Grigi della storia dell'Ordine passando in un secondo momento al Lato Oscuro della Forza divenendo un Signore Oscuro dei Sith. Nato sul pianeta Serenno nel 102 BBY, era l'erede di una grande ricchezza e del titolo nobiliare di Conte. Dooku entrò a far parte dell'Ordine dei Jedi fin da bambino, e in seguito divenne l'apprendista di Thame Cerulian, che anni dopo uccise. In qualità di Cavaliere Jedi, scelse come suo primo padawan Qui-Gon Jinn; successivamente addestrò Komari Vosa. Dooku era uno stimato istruttore nel Tempio Jedi e uno dei più famosi spadaccini della Galassia. Si diceva che solo il Maestro Yoda e Mace Windu avrebbero potuto combattere alla pari con lui.

Dooku trascorse quasi settanta anni da Jedi, ma la disastrosa battaglia di Galidraan fece crollare la sua fede nell'Ordine e nella Repubblica Galattica. Successivamente venne influenzato dal Senatore Palpatine di Naboo, e decise di lasciare l'Ordine dei Jedi. Dopo aver appreso che Palpatine era sotto mentite spoglie il Signore Oscuro dei Sith Darth Sidious, Dooku passò al lato oscuro della Forza, divenendo l'apprendista di Sidious con il nome di Darth Tyranus e pian piano divenne lui stesso un Signore Oscuro dei Sith.

Indice

Biografia [modifica]

Fin da bambino Dooku fu addestrato dal gran maestro Yoda, come egli stesso dice in L'attacco dei Cloni. Il suo passaggio al Lato Oscuro fu però un avvenimento dovuto al forte impatto che ebbe su di lui la drammatica morte del suo vecchio Padawan Qui-Gon Jinn, cosa che lo scosse profondamente nelle sue convinzioni Jedi.

Dopo aver abbandonato l'Ordine dei Jedi e abbandonatosi completamente al Lato Oscuro della Forza, Dooku diventò Darth Tyranus, l'apprendista Sith di Darth Sidious, dopo la morte del giovane Darth Maul. La conversione di Dooku al Lato Oscuro della Forza cominciò con l'assassinio del Maestro Jedi Sifo-Dyas, suo ex amico e confidente nell'ordine; quando assunse il controllo dei piani di Sifo-Dyas per creare un esercito di cloni per la Repubblica, Dooku cancellò ogni riferimento al pianeta Kamino dagli archivi Jedi. In verità, Dooku si unì a Palpatine (a cui aveva giurato finta fedeltà) perché voleva creare un nuovo ordine repubblicano che potesse distruggere quello attuale e corrotto.

Rivendicando le sue ricchezze e il suo titolo di Conte, Dooku organizzò con Sidious una cospirazione per far scoppiare una guerra che avrebbe portato i Sith al potere. Iniziò dunque a stringere legami con pianeti e corporazioni che erano malcontenti dell'operato della Repubblica, diventando il leader del movimento separatista. Questo movimento si unì con la Confederazione dei Sistemi Indipendenti, alla quale si unirono centinaia di sistemi galattici. Come leader politico della Confederazione, Dooku guidò l'organizzazione contro la Repubblica in un conflitto che venne poi soprannominato Guerre dei Cloni. Questa guerra culminò in una grande battaglia nella capitale della Repubblica Coruscant.

Sarà lui a rivelare a Obi-Wan Kenobi, il Padawan di Qui-Gon, su Geonosis che il Signore Oscuro dei Sith, Darth Sidious, controlla il Senato Galattico.

Durante la Battaglia di Geonosis, Dooku ferì Obi-Wan ad una gamba e ad una spalla e dopo un duello contro Anakin Skywalker, il Padawan di Obi-Wan, tagliò il braccio destro al giovane Jedi. Subito dopo ingaggiò un formidabile duello col suo vecchio maestro e mentore Yoda, rispetto al quale, nonostante la sua grande abilità, era evidentemente meno potente. Comunque, distraendo il potente Jedi, riuscì a fuggire e tornare a Coruscant presso Darth Sidious.

In seguito fu egli a far rinascere sotto forma di cyborg un Kaleesh che poi sarebbe diventato il terribile Generale Grievous (utilizzando peraltro il sangue del suo vecchio amico Jedi Sifo-Dyas per renderlo sensibile alla Forza), per usarlo per i suoi scopi.

Fu poi lui a trovare e a prendere come sua apprendista Asajj Ventress su Rattatak, per poi inviarla ad eliminare Anakin Skywalker su Yavin IV. In seguito, poiché era divenuta troppo potente, l'oscuro signore dei Sith Darth Sidious gli ordinò di eliminarla, nonostante lo stesso Dooku non volesse poiché era stata sua apprendista. Così, in accordo con la Madre Talzin delle Sorelle Oscure di Dathomir, Dooku prese come apprendista lo Zabrak Savage Opress (fratello di Darth Maul) per usarlo come aveva fatto con Ventress. Savage, però, era stato a sua volta preso come apprendista dalla stessa Ventress e alla fine, coinvolto in questo gioco di vendette tra Dooku e Asajj, decide di fuggire per tornare dalla Madre Talzin.

Per vendicarsi di Madre Talzin e delle sorelle oscure, Dooku invierà poi il generale Grievous e le sue armate ad eliminarle su Dathomir. Nonostante il tentativo di Ventress di impedire il massacro delle sue sorelle, Grievous riuscì nel suo intento.

Durante le guerre dei cloni farà rapire il figlio di Jabba the Hutt, d'accordo con suo zio Ziro the Hutt da alcuni cacciatori di taglie, facendo credere che sia stata la repubblica. Successivamente su Tatooine viene affrontato da Anakin Skywalker, il quale sembra avere la meglio, ma non riesce a chiudere a suo favore il duello poiché costretto ad andare in soccorso della sua apprendista Ahsoka Tano.

Tre anni dopo (ne La vendetta dei Sith), nel 19 BBY, durante la battaglia sopra l'orbita di Coruscant, a bordo dell' Invisible Hand, Dooku si ritroverà ad affrontare ancora una volta Kenobi e Skywalker, accorsi per salvare il Cancelliere Palpatine, apparentemente rapito dal conte. Egli metterà fuori combattimento Obi-Wan in un duello, ma infine le sue mani e la sua testa verranno tagliate da Anakin soggiogato da un ordine di Palpatine.

Personalità e tratti caratteristici [modifica]

« Era uno dei più brillanti Jedi che io abbia mai avuto l'onore di conoscere. »
(Jocasta Nu)

Il maestro Dooku era un provetto filosofo, oratore, politico, guerriero ed esperto nella Forza, considerato uno dei più grandi Jedi della storia per la sua personalità e per il suo vigore. Yoda lo considerava il più grande studente del Tempio dei Jedi, oltre che il suo più grande fallimento. Ai tempi delle guerre dei Cloni, Dooku praticava la Forza da circa otto decadi.[1]

Fin da ragazzo Dooku si era affermato per le sue abilità e per la sua completa devozione agli ideali dell'Ordine dei Jedi e al servizio della galassia. Desiderava diventare un grande Maestro Jedi, e non considerava minimamente la possibilità di lasciare l'Ordine.[2] Non si è al corrente se Dooku abbia mai violato le leggi Jedi che regolano i rapporti affettivi, oppure se abbia avuto una qualche relazione romantica anche quando fu un Signore Oscuro dei Sith. Comunque, la sua apprendista Komari Vosa si era infatuata di lui, e per questo motivo si congedò dall'apprendistato.[3]

La personalità di Dooku lo portava a non dimenticare con facilità i tradimenti. Lorian Nod, un suo vecchio amico ai tempi dell'Ordine dei Jedi, cercò di incastrarlo in un complotto, ma Dooku si scontrò con lui e lo ridusse in fin di vita. Solo l'intervento dell'allora Padawan Qui-Gon Jinn dissuase Dooku dall'uccidere il vecchio amico.[4] Successivamente, Dooku interpretò la battaglia di Galidraan come un tradimento dei Jedi verso gli ideali propri della loro categoria, e ciò influenzò molto il suo passaggio verso il lato oscuro della Forza.[2] Durante un incontro con il maestro Yoda su Vjun, il suo vecchio maestro cercò di riportarlo sulla via della luce, ma Dooku non ne volle sapere quando capì che Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker erano presenti, interpretando questa mossa come un tradimento personale.[1]

Da quando passò al lato oscuro, Dooku divenne umanocentrico.[5] Infatti, benché rimase un profondo conoscitore delle popolazioni e arti aliene,[6] Dooku disprezzava la maggior parte dei membri del consiglio Separatista.

Poteri e abilità [modifica]

Addestramento con la Spada Laser [modifica]

« È uno schermidore. Vantaggio, posizione, vantaggio - per lui sono naturali come respirare. »
(Lo spirito di Qui-Gon Jinn a Yoda, riguardo Dooku)

Prima che lasciasse l'Ordine dei Jedi, Dooku era conosciuto come uno dei più esperti duellanti e istruttori di spada dell'intero Ordine[2], e al tempo della crisi della Confederazione, si diceva che oltre a Yoda, solo Mace Windu avrebbe potuto uguagliarlo in terreno neutro.[1] Benché stili come la Forma III, IV e V erano molto utili nell'era dominata dai blaster, lo spirito competitivo di Dooku lo portò a specializzarsi nella seconda forma del combattimento con la spada laser, il Makashi, anche se mantenne un'alta conoscenza delle altre forme:[7] Dooku era uno dei pochi praticanti di questo stile che predilige lo scontro uno contro uno,[2] e dimostrava una padronanza senza pari nell'Ordine.[8]

Quando divenne un Signore dei Sith, Darth Tyranus aveva poco ancora da imparare sull'arte della spada; nonostante ciò, apprese l'arte Sith Dun Möch, atta a distruggere la concentrazione di un avversario per mezzo di provocazioni.[9] Il suo tentativo di utilizzare questa tecnica su Anakin Skywalker a bordo della Invisible Hand ne è un esempio. Alla fine, però, le provocazioni di Dooku non fecero altro che incoraggiare Skywalker a utilizzare la sua rabbia per rompere le difese del Signore dei Sith.[5]

Abilità nella Forza [modifica]

« La sua conoscenza della Forza era... unica. »
(Jocasta Nu)

Come Jedi, Dooku era un rinomato studioso della Forza. Durante la sua carriera, infatti, apprese diverse arti Jedi: era esperto nella telecinesi, arte sulla quale tenne delle lezioni in qualità di Maestro Jedi.[2] La sua abilità nella telecinesi era spesso utilizzata per aumentare la sua abilità nel duello, benché Dooku fosse anche capace di effettuare dei piccoli voli.[10] Come Signore dei Sith, spesso combinava la telecinesi con l'uso dei fulmini di Forza[8] o del soffocamento.[5] Inoltre, Dooku aveva una notevole capacità di effettuare più operazioni contemporaneamente, utilizzando frequentemente la Forza durante i combattimenti con la spada laser.[5]

In aggiunta a ciò, Dooku aveva una buona conoscenza della Forza vivente, che una volta utilizzò per curarsi da una malattia mortale.[11] Era anche capace di addomesticare i mostri, come il drago Krayt, e assoggettarli al proprio volere.[12] Quando divenne Darth Tyranus, apprese l'abilità del drenaggio di Forza, che utilizzò diverse volte per carpire informazioni dall'avversario.[13] Dooku inoltre era un maestro della meditazione Qey'tek, che gli permetteva di nascondere la sua presenza nella Forza; solitamente questa barriera era impenetrabile per i Jedi, ma Obi-Wan Kenobi riuscì a percepire la presenza del Signore dei Sith sul pianeta Tythe.[7]

Equipaggiamento [modifica]

Abbigliamento [modifica]

Quando assunse il titolo di Conte, Dooku abbandonò l'uniforme Jedi per adottare l'abbigliamento che contraddistingueva la nobilità di Serenno da centinaia di anni.[14] Il Conte indossava infatti una mantellina sorretta da un gancio argenteo, sopra una tunica cintata e dei pantaloni di tonalità nere o marroni. Gli indumenti erano composti dai migliori materiali in circolazione:[15] in particolare, i suoi stivali erano fatti di rara pelle di rancor, mentre tutti i suoi mantelli erano foderati con delle armature leggere, che fungevano da protezione.[16]

Spade Laser [modifica]

« Eleganza. Maestria. Semplicità. »
(Dooku a Grievous, a bordo della Invisible Hand)

Da Iniziato Jedi, Dooku utilizzò la comune spada laser d'allenamento sotto la giurisdizione del Maestro Yoda,[4] ma quando divenne Padawan di Thame Cerulian, Dooku costruì la sua spada laser personale. Questa spada era sostanzialmente uguale a quella che successivamente utilizzò in qualità di Cavaliere Jedi, costituita da un'elsa cilindrica con un design standard.[17]

Quando Dooku divenne Maestro Jedi, costruì una spada laser maggiormente personalizzata. Questa era caratterizzata da un'elsa curvata, che permetteva dei movimenti più precisi, adatta a un praticante dello stile Makashi. Inoltre la spada poteva essere rimpicciolita mediante un pulsante, permettendo maggiore flessibilità nel combattimento spada-spada.[16] La spada conteneva una lama blu,[11] ed era probabilmente ispirata dalla spada in possesso dal Maestro Jedi Tyvokka.[17] Dooku utilizzò questa spada durante la battaglia di Galidraan, sebbene appena prima di lasciare l'Ordine dei Jedi sia stato visto utilizzare una spada simile a quella utilizzata mentre era un Cavaliere Jedi.[2]

Come Signore Oscuro dei Sith, Dooku ritornò a utilizzare la spada laser curvata che aveva utilizzato a Galidraan, inserendo un cristallo sintetico di colore rosso, che contraddistingueva i Sith. Inoltre, la spada conteneva una doppia regolazione, che permetteva di rendere la lama più corta.[8] La spada di Dooku fu anche d'ispirazione per le spade laser costruite dalla sua apprendista Komari Vosa. Dopo aver ucciso Vosa, il Conte diede le due spade alla sua seguace oscura, Asajj Ventress.[2] La spada di Dooku fu molto probabilmente distrutta quando l'Invisible Hand venne abbattuta, poiché Anakin Skywalker la lasciò nella stanza dove Dooku fu ucciso[5].

Note [modifica]

  1. ^ a b c Sean Stewart, Yoda: Dark Rendezvous (in inglese), Londra, Del Rey, 2004. ISBN 9780345463098
  2. ^ a b c d e f g Ryder Windham, Jedi vs. Sith: The Essential Guide to the Force (in inglese), Londra, Del Rey, 2007. ISBN 0345493346
  3. ^ (EN) Komari Vosa in Star Wars Databank. URL consultato in data 10-07-2008.
  4. ^ a b Jude Watson, Legacy of the Jedi (in inglese), New York, Scholastic, 2003. ISBN 0439536669
  5. ^ a b c d e Matthew Stover, Star Wars Episode III: Revenge of the Sith (in inglese), Londra, Del Rey, 2005. ISBN 0345428838
  6. ^ (EN) Geonosian fanblade starfighter in Star Wars Databank. URL consultato in data 10-07-2008.
  7. ^ a b James Luceno, Labyrinth of Evil (in inglese), Londra, Del Rey, 2005. ISBN 0345475720
  8. ^ a b c R. A. Salvatore, Star Wars Episode II: Attack of the Clones (in inglese), Londra, Del Rey, 2002. ISBN 0345428811
  9. ^ Reynolds, David West (Ottobre 2002). Fightsaber: Jedi Lightsaber Combat. Star Wars Insider (62).
  10. ^ Clone Wars Episodio 7
  11. ^ a b Blackman, Haden (Settembre 2002). Jango Fett: Open Seasons. Star Wars: Bounty Hunter.
  12. ^ Ostrander, John (Febbraio 2006). The Hidden Enemy, Part 3. Star Wars: Republic.
  13. ^ Cassidy, Chris (2004). Precipice. Hyperspace.
  14. ^ Drew Karpyshyn, Darth Bane: Rule of Two (in inglese), Londra, Del Rey, 2007. ISBN 0345477480
  15. ^ Luceno James, Revenge of the Sith: The Visual Dictionary (in inglese), Londra, DK Publishing, 2005. ISBN 1405308273
  16. ^ a b David West Reynolds, Attack of the Clones: The Visual Dictionary (in inglese), Londra, DK Publishing, 2002. ISBN 0789485885
  17. ^ a b (2001) HoloNet News. Holonet News 531 (54).

Collegamenti esterni [modifica]

Guerre stellari Portale Guerre stellari: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Guerre stellari