Jabba the Hutt

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Jabba the Hutt
Jabba (al centro) in una scena del film Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma
Jabba (al centro) in una scena del film Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma
Universo Guerre stellari
Lingua orig. Inglese
Autore George Lucas
Studio Lucasfilm
1ª app. 25 maggio 1983
1ª app. in Il ritorno dello Jedi
Voci orig.
Specie Hutt
Sesso Maschio
Parenti

Jabba the Hutt è un personaggio immaginario della saga space opera di George Lucas Guerre stellari. Egli è raffigurato come un grosso extraterrestre simile a una lumaca.[1] Il suo aspetto venne descritto dal critico cinematografico Roger Ebert come un incrocio tra un rospo e il gatto del Cheshire.[2]

Nelle prime versioni della trilogia originale di Guerre stellari, Jabba the Hutt apparve per la prima volta ne Il ritorno dello Jedi (1983), anche se è menzionato sia in Guerre stellari (1977) che ne L'Impero colpisce ancora (1980), e una scena precedentemente eliminata che include il personaggio venne aggiunta alla riedizione del 1997 di Guerre stellari e nelle edizioni home video successive. Il ruolo del personaggio è principalmente antagonistico. È un gangster Hutt di circa 600 anni, che utilizza un vasto seguito di criminali, cacciatori di taglie, contrabbandieri, assassini e guardie del corpo per gestire il suo impero criminale. Nel suo palazzo sul pianeta desertico Tatooine, egli tiene a sua disposizione molti intrattenitori, schiavi, droidi e creature aliene. Jabba ha un bieco senso dell'umorismo, una risata bellicosa, un insaziabile appetito e un'affinità per il gioco d'azzardo, le schiave e la tortura.[3]

Il personaggio fu inserito nella campagna di merchandising di Guerre stellari durante l'uscita de Il ritorno dello Jedi. Oltre ai film, Jabba the Hutt appare in romanzi e fumetti dell'universo espanso e a volte viene citato con il suo nome completo, Jabba Desilijic Tiure,[3] mentre in italiano è stato chiamato anche Jabba de' Hutt. L'immagine di Jabba ha giocato fin dall'inizio un ruolo influente nella cultura di massa, soprattutto negli Stati Uniti. Il suo nome viene usato come espediente letterario satirico e caricatura politica per evidenziare qualità negative come obesità e corruzione.[4]

Apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

Jabba the Hutt appare in tre dei sei film live-action di Guerre stellari, in Star Wars: The Clone Wars e nell'omonima serie TV. Ha un ruolo ricorrente nella letteratura dell'universo espanso ed è il protagonista del comic book antologico Jabba de' Hutt: L'arte del commercio (1998), una raccolta di fumetti pubblicati originariamente nel 1995 e 1996.

Film[modifica | modifica wikitesto]

Nella finzione cinematografica, uno scorcio di Tatooine, epicentro dell'impero criminale di Jabba (nella realtà, la location si trova in Tunisia).

Jabba viene menzionato per la prima volta in Guerre stellari (1977), ma appare sullo schermo nel 1983 con il terzo capitolo della trilogia originale di Guerre stellari, Il ritorno dello Jedi. Diretto da Richard Marquand e scritto da Lawrence Kasdan e George Lucas, il primo atto de Il ritorno dello Jedi rappresenta i tentativi della principessa Leila Organa, del Wookiee Chewbecca e del Cavaliere Jedi Luke Skywalker di salvare il loro amico Ian Solo, che era stato imprigionato nella carbonite negli eventi del film precedente, L'Impero colpisce ancora.

Il corpo ibernato di Ian viene consegnato a Jabba da Boba Fett e viene esposto nella sala del trono del signore del crimine. Lando Calrissian, i droidi C-3PO e R2-D2, Leila e Chewbecca si infiltrano nella residenza di Jabba. Poco dopo che Leila stessa venga catturata e trattenuta come schiava dall'Hutt (e forzata ad indossare l'ormai celebre bikini metallico), Luke arriva al palazzo per negoziare la vita di Ian Solo. Luke viene gettato nella fossa del mostruoso rancor, situata sotto la sala del trono. Dopo che Luke uccide la bestia, Jabba lo condanna, insieme a Ian e Chewbecca, ad una lenta morte nella pancia del Sarlacc, una grande creatura aliena nel Mare delle Dune di Tatooine. L'esecuzione si trasforma in un combattimento quando Luke sfugge alla morte con l'aiuto di R2-D2 e riesce a sconfiggere le guardie di Jabba. Durante la confusione seguente, Leila strangola l'Hutt con le sue catene da schiava. Luke, Leila, i due droidi, Lando, Ian Solo e Chewbecca riescono a fuggire poco prima che il veliero di Jabba esploda, uccidendo tutti i suoi occupanti.

La seconda apparizione cinematografica di Jabba the Hutt avvenne nell'edizione speciale di Guerre stellari distribuita nel 1997 per il 20º anniversario del film. Ian Solo ha un confronto nella cantina di Mos Eisley con il cacciatore di taglie alieno Greedo, che termina con la morte di quest'ultimo. Secondo Greedo, Jabba "non ha bisogno di contrabbandieri che abbandonano le loro spedizioni al primo segno di un incrociatore imperiale". Jabba aveva assunto Ian per contrabbandare spezie illegali dall'asteroide Kessel. Ian, però, era stato costretto ad abbandonare il carico quando una squadra di ricerca imperiale era salita a bordo del Millennium Falcon, la nave di Ian. Greedo dice a Ian che "Jabba ha messo una taglia sulla tua testa così grande che ogni cacciatore di taglie della galassia sarà in cerca di te". Subito dopo la morte di Greedo, Ian Solo torna all'hangar dove stava la sua nave. Lì trova Jabba e il suo seguito di cacciatori di taglie. Ian promette di ricompensare Jabba appena riceve il pagamento per trasportare fino ad Alderaan Obi-Wan Kenobi, Luke Skywalker, R2-D2 e C-3PO. Jabba avvisa Ian che se non paga presto, metterà sulla sua testa una taglia enorme, a sua detta "così grossa da non potersi avvicinare a nessun sistema civilizzato". Tuttavia, Ian si unisce poi all'Alleanza Ribelle e non salda il suo debito, che ha ormai raggiunto la cifra, comprensiva d'interessi, di 224.190 crediti.[5] Questa era una scena incompiuta per la versione originale del film, nella quale Jabba era un umano interpretato da Declan Mulholland. Nell'edizione speciale egli venne sostituito da un Jabba in CGI, e la sua voce fu ridoppiata in Huttese.

Jabba the Hutt fa la sua terza apparizione cinematografica nel prequel del 1999 Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma. Il personaggio fa sostanzialmente un cameo e ha poco a che vedere con la trama del film. Durante la corsa degli sgusci Boonta Eve Classic a Mos Espa su Tatooine, in cui il piccolo Anakin Skywalker conquista la sua libertà, Jabba the Hutt appare nella sua tribuna accompagnato da Gardulla the Hutt (uno Hutt femmina) e il suo maggiordomo Twi'lek Bib Fortuna. Pur essendo il presentatore della gara, Jabba ne è totalmente disinteressato e addirittura si assopisce, non vedendone la conclusione.

Jabba fa la sua quarta e ultima apparizione cinematografica in Star Wars: The Clone Wars (2008). In questo film d'animazione, Jabba rimane vittima di un complotto ordito da suo zio Ziro e dal conte Dooku: suo figlio Rotta viene rapito dall'apprendista di Dooku, Asajj Ventress, e portato su Teth, facendo credere a Jabba che sia stata la Repubblica a portarglielo via. L'Hutt si incontra con Obi-Wan Kenobi, intenzionato a negoziare una resa, mentre Anakin Skywalker, accompagnato dalla sua nuova padawan Ahsoka Tano, salva il figlio di Jabba. Lo scopo del rapimento era quello di mettere anche gli Hutt contro la Repubblica, in modo da vederla impegnata su due fronti, indebolendosi. Invece, in cambio del salvataggio del figlio, Jabba permette alle navi della Repubblica di attraversare lo Spazio Hutt.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che nel film, Jabba è apparso anche in quattro episodi della serie TV Star Wars: The Clone Wars, di cui i primi tre fanno parte della terza stagione. Il primo è "Sfera d'influenza", dove appare insieme al figlio Rotta. Jabba è affrontato dal Barone Papanoida, le cui figlie sono state rapite da uno dei suoi cacciatori di taglie, Greedo. Jabba consente di prendere un campione di sangue di Greedo al fine di dimostrare che è lui è il rapitore, ma la vigliaccheria di Greedo parla per prima. Nell'episodio "Piani diabolici", Jabba ingaggia il cacciatore di taglie Cad Bane perché gli porti i progetti della sede del Senato. Quando Bane ritorna con successo, Jabba non solo lo paga, ma lo assume anche per un altro compito. Lui e il Consiglio degli Hutt inviano Bane a liberare suo zio Ziro dal carcere (nonostante egli avesse aiutato a rapire suo figlio). Jabba fa una breve apparizione nell'episodio successivo "Caccia a Ziro", in cui lo si vede ridere divertito sentendo della morte di Ziro per mano di Sy Snootles, e la paga per la consegna dell'olo-diario dello zio. Jabba fa la sua ultima apparizione nella serie nell'episodio della quinta stagione "Eminenza". Lui e il Consiglio degli Hutt vengono avvicinati da Darth Maul, Savage Opress e Pre Vizsla. Jabba è in forma di ologramma su Nal Hutta quando Maul tenta di negoziare, dichiarando di non avere crediti per pagare gli Hutt, e minacciando la loro vita se non si uniranno a loro nella Shadow Collective assieme al Sole Nero e al sindacato Pyke. Jabba naturalmente manda i cacciatori di taglie Embo, Sugi, Latts Razzi e Dengar contro i Sith e il Mandaloriano. Ciò si traduce in una battaglia nel palazzo, dove i signori Hutt scappano tranne uno, che viene giustiziato da Savage per non essere in grado di fornire tutte le informazioni utili. Il Shadow Collective poi affronta Jabba nel suo palazzo su Tatooine, e Jabba, divertito dalla persistenza di Maul, accetta l'alleanza. Quando Vizsla e Opress vengono uccisi e Maul viene catturato da Darth Sidious, Jabba decide di abbandonare l'alleanza.

Letteratura dell'universo espanso[modifica | modifica wikitesto]

Un Gamorreano, una delle guardie del palazzo di Jabba.

Le prime apparizioni di Jabba the Hutt nella letteratura dell'universo espanso furono negli adattamenti Marvel Comics del film Guerre stellari. In Six Against the Galaxy (1977) di Roy Thomas, What Ever Happened to Jabba the Hut? (1979) e In Mortal Combat (1980), entrambi di Archie Goodwin, Jabba the Hutt (originariamente chiamato Hut) apparve come un alto umanoide dal volto simile a quello di un tricheco, con un ciuffo e una divisa luminosa. Il Jabba "ufficiale" non era stato ancora stabilito, poiché doveva ancora apparire.

In attesa del sequel di Guerre stellari, la Marvel mantenne il fumetto mensile attivo con le proprie storie, una delle quali include Jabba che rintraccia Ian Solo e Chewbecca in un vecchio rifugio che usano per il contrabbando. Tuttavia, le circostanze costringono Jabba a rimuovere la taglia su Solo e Chewbecca, consentendo loro di tornare a Tatooine per un'avventura con Luke Skywalker - che è tornato al pianeta al fine di reclutare più piloti per l'Alleanza Ribelle. Nel corso di un'altra avventura, Solo uccide il pirata spaziale Crimson Jack e manda a monte la sua operazione, finanziata da Jabba. Jabba rinnova così la taglia per la testa di Solo, e Ian uccide poi un cacciatore di taglie che gli dice perché è di nuovo braccato. Lui e Chewbecca tornano quindi dai ribelli (Solo cita un incidente con un "cacciatore di taglie che abbiamo incontrato su Ord Mantell" nelle scene d'apertura de L'Impero colpisce ancora).

Gli artisti Marvel basarono Jabba su un personaggio in seguito chiamato Mosep Binneed, un alieno visibile solo brevemente nella scena della cantina di Mos Eisley in Guerre stellari.[6][7][8][9] L'adattamento letterario del film descrive Jabba come "un grande ammasso di muscoli e grasso con un cranio peloso segnato dalle cicatrici", ma non si danno altri dettagli sull'aspetto fisico del personaggio o della sua specie.[10]

I successivi romanzi e fumetti dell'universo espanso adottano l'immagine del personaggio come si vede ne Il ritorno dello Jedi. Essi inoltre elaborano il suo background prima degli eventi de film. Ad esempio, Zorba the Hutt's Revenge (1992), un romanzo per giovani di Paul e Hollace Davids, rivela che il padre di Jabba è un potente signore del crimine chiamato Zorba the Hutt, e che Jabba è nato 596 anni prima degli eventi di Guerre stellari, dandogli un'età di circa 600 anni al momento della sua morte ne Il ritorno dello Jedi.[11] Il romanzo di Ann C. Crispin The Hutt Gambit (1997) spiega come Jabba the Hutt e Ian Solo diventano soci in affari e ritrae gli eventi che portano all'emissione di una taglia sulla testa di Ian.[12] Altre storie - soprattutto dell'antologia di fumetti Dark Horse Comics di Jim Woodring intitolata Jabba de' Hutt: L'arte del commercio (1998) - dettagliano parimenti l'ascesa di Jabba the Hutt alla testa del clan Desilijic, il suo ruolo nel mondo criminale dell'universo di Guerre stellari e la creazione del suo sindacato del crimine su Tatooine.[13]

Tales from Jabba's Palace (1996), una raccolta di racconti a cura dello scrittore di fantascienza Kevin J. Anderson, mette insieme le vite dei vari servitori di Jabba the Hutt nel suo palazzo e dei loro rapporti con lui durante gli ultimi giorni della sua vita. Le storie rivelano che pochi dei suoi servitori gli sono fedeli, e la maggior parte stanno in realtà tramando per assassinarlo. Quando Jabba the Hutt viene ucciso ne Il ritorno dello Jedi, i suoi ex cortigiani sopravvissuti si uniscono ai suoi rivali su Tatooine e la sua famiglia, che risiede nel suo pianeta natale Nal Hutta, avanza pretese sul suo palazzo, sui suoi averi e sul suo impero criminale.[14] Il romanzo di Timothy Zahn L'erede dell'Impero (1991) rivela che un contrabbandiere di nome Talon Karrde sostituisce Jabba come "pesce grande nello stagno" e sposta il quartier generale dell'impero criminale dell'Hutt fuori da Tatooine.[15]

Caratterizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il critico cinematografico Murray Pomerance, Jabba esemplifica lussuria, avarizia e gola.[16] Il personaggio è conosciuto nell'universo di Guerre stellari come un "vile gangster" (nella versione italiana "malvagio bandito")[17] che si diverte torturando e umiliando i suoi subordinati e i suoi nemici. Si circonda di schiave scarsamente vestite di tutte le specie, incatenandone molte al suo palco. Lo Star Wars Databank — un database ufficiale online di informazioni su Guerre stellari — sottolinea che anche i residenti del suo palazzo non sono al sicuro dal suo desiderio di dominare e torturare. Jabba farebbe uccidere anche i suoi più leali servitori.[18] Ad esempio, ne Il ritorno dello Jedi, la ballerina schiava Oola viene gettata in pasto al rancor perché si rifiuta di assecondare i suoi capricci.[19]

L'aspetto fisico di Jabba the Hutt è grottesco tanto quanto il suo personaggio e rinforza la sua personalità di pervertito criminale. Come lo definisce Ian Solo ne Il ritorno dello Jedi, Jabba è una "disgustosa massa putrescente verminosa". Il critico cinematografico Roger Ebert lo descrive come "un incrocio tra un rospo e il gatto del Cheshire",[2] e l'astrofisica e scrittrice di fantascienza Jeanne Cavelos dà a Jabba il "premio per l'alieno più disgustoso".[20] Gli autori di fantascienza Tom e Martha Veitch scrivono che il corpo di Jabba è un "ammasso miasmatico" di carne che oscilla quando ride. Emette un odore inconfondibile: "il corpo lardoso dell'Hutt sembrava rilasciare periodicamente uno scarico di grasso, inviando nuove ondate di puzza di marcio" nell'aria. La sua gonfia lingua gronda saliva mentre egli si nutre di creature che assomigliano a rane e vermi.[21] L'appetito di Jabba è insaziabile e la sua dieta è alquanto indiscriminata. Per esempio il suo giullare, la lucertola-scimmia kowakiana Salacious Crumb, deve far ridere il gangster Hutt almeno una volta al giorno, altrimenti Jabba lo mangerà.[22][23]

Tuttavia, Jabba the Hutt mostra anche rari momenti di carità. In una storia dell'universo espanso impedisce ad un Chevin di nome Ephant Mon di morire congelato su un pianeta ghiacciato coprendolo con i suoi gonfi strati di grasso; i due vengono salvati ed Ephant Mon diviene totalmente leale all'Hutt, facendo di lui il solo residente del suo palazzo di cui Jabba si fida. Inoltre, in Star Wars: The Clone Wars, Jabba sembra avere un affetto genuino per suo figlio Rotta, ed è preoccupato per il suo rapimento e arrabbiato per la sua presunta morte.

Lucas ha notato che ci sarebbe potuto essere un ruolo potenziale di Jabba nei prossimi episodi, poiché potrebbe aver finto la sua morte, ed è visibile una via di fuga che emerge dalla sua chiatta mentre esplode.[24]

Ideazione e creazione[modifica | modifica wikitesto]

L'aspetto di Jabba the Hutt subì diverse modifiche fra le differenti versioni dei film. Il cambiamento nella sua ideazione da una creatura pelosa a una lumaca e da un pupazzo alla CGI rappresentano due dei cambiamenti più notevoli del personaggio nel processo d'ideazione e creazione.

Guerre stellari[modifica | modifica wikitesto]

George Lucas

La sceneggiatura originale di Una nuova speranza descrive Jabba come una "creatura grassa, simile ad una lumaca, con occhi su antenne estensibili ed una bocca brutta ed enorme",[18] ma Lucas ha dichiarato in un'intervista che il personaggio iniziale che aveva in mente era più peloso ed assomigliava ad un Wookiee.

Quando nel 1976 filmarono la scena fra Ian Solo e Jabba, Lucas usò l'attore nord irlandese Declan Mulholland come controfigura e gli fece leggere le battute di Jabba vestendo un abito marrone. Lucas voleva rimpiazzare Mulholland in post-produzione con una creatura in stop-motion. La scena avrebbe collegato Una nuova speranza a Il ritorno dello Jedi e spiegato perché Ian Solo era stato imprigionato alla fine di L'Impero colpisce ancora.[25] Tuttavia Lucas decise di tagliare la scena per limiti di budget e di tempo e perché non accresceva la trama del film.[26] La scena rimase nel romanzo e negli adattamenti a fumetti e per la radio del film.

Lucas riprese in considerazione la scena nell'Edizione Speciale del 1997 di Una nuova speranza, reinserendo la sequenza e sostituendo Mulholland con una versione CGI di Jabba the Hutt e i dialoghi in inglese con l'huttese, una lingua artificiale inventata dal sound designer Ben Burtt. Joe Letteri, il supervisore agli effetti visivi per l'Edizione Speciale, ha spiegato che il fine ultimo della scena era di farla sembrare come se Jabba the Hutt fosse veramente sul set parlando e recitando con Harrison Ford e che i tecnici lo avessero semplicemente fotografato. Letteri ha dichiarato che la nuova scena consiste in cinque riprese che ebbero bisogno di oltre un anno per essere completate.[27]

La scena fu perfezionata ulteriormente per la pubblicazione del 2004 in DVD, migliorando l'aspetto di Jabba con miglioramenti nelle tecniche CGI, anche se neppure questa versione sembra perfettamente uguale al pupazzo originale di Jabba the Hutt.[28]

Ad un certo punto della scena originale Ford cammina dietro Mulholland. Questo divenne un problema quando aggiunsero il Jabba in CGI, dal momento che la sua coda interferiva con il tragitto di Ian. Il problema fu risolto facendo salire Ian sulla coda, provocando all'Hutt un gemito di dolore.

Lucas ha confessato che alcune persone rimasero turbate dall'aspetto di Jabba in CGI, lamentandosi che il personaggio "sembrava finto". Lucas respinse questa accusa, sostenendo che il personaggio, sia come pupazzo che come grafica computerizzata, sembrerà sempre "finto" dal momento che il personaggio non è reale. Inoltre ha detto che non vede differenza fra un pupazzo in lattice e uno generato al computer.[29] Il personaggio in CGI ha interpretato azioni che il pupazzo non avrebbe potuto, come camminare. L'aspetto di Jabba in La minaccia fantasma era sempre una CGI, basata sul personaggio in Una nuova speranza.

Episodio VI - Il ritorno dello Jedi[modifica | modifica wikitesto]

Lucas ha basato il CGI su come il personaggio è originariamente apparso in Il ritorno dello Jedi. In questo film Jabba the Hutt è un'immensa, sedentaria creatura simile ad una lumaca, disegnata dal "Reparto Creature" della Industrial Light & Magic di Lucas. Il consulente di design Ralph McQuarrie ha dichiarato: "Nei miei disegni Jabba era enorme, agile, una sorta di figura simile ad una scimmia. Ma poi il design andò verso un'altra direzione e Jabba divenne una creatura più simile ad un verme".[30] Secondo il documentario del 1985 From Star Wars to Jedi, Lucas respinse i bozzetti iniziali del personaggio. In uno Jabba sembrava troppo umano — quasi come Fu Manchu — mentre in un altro troppo simile ad una lumaca.

Lucas alla fine scelse un design che fosse un ibrido fra i due.[31] Il costumista di Il ritorno dello Jedi Nilo Rodis-Jamero ha commentato:

« La mia visione di Jabba era letteralmente Orson Welles quando era anziano. L'ho visto come un uomo molto raffinato. La maggior parte dei cattivi che preferiamo sono persone molto intelligenti. Ma Phil Tippett continuava ad immaginarlo come un qualche tipo di lumaca, quasi come in Alice nel Paese delle Meraviglie. Allo stesso momento scolpiva una creatura che assomigliava ad una lumaca che fuma. Io continuavo a pensare che dovevo proprio andare via, ma alla fine ha portato a questo.[32] »

Disegnato dall'artista degli effetti visivi Phil Tippett, Jabba the Hutt è stato ispirato dall'anatomia di diverse specie animali. La struttura del suo corpo e i processi riproduttivi sono basati sui vermi Anellidi, animali privi di peli, di scheletro e ermafroditi. La testa di Jabba fu modellata basandosi su quella di un serpente, completa di occhi a patata con le pupille a fessura e una bocca che si apre larga abbastanza da ingoiare una grossa preda. La sua pelle era umida, una caratteristica tipica degli anfibi. Il design di Jabba rimase lo stesso per quasi tutti i membri della specie Hutt nelle successive storie di Guerre stellari.[33]

In Il ritorno dello Jedi Jabba è interpretato da un pupazzo di una tonnellata che richiese tre mesi e mezzo milione di dollari per essere costruito. Durante le riprese, il pupazzo aveva un truccatore a propria disposizione. Il pupazzo necessitò di tre burattinai per essere manovrato, facendone uno dei più grandi mai usati nella storia del cinema.[31] Stuart Freeborn disegnò il pupazzo, mentre John Coppinger scolpì i suoi pezzi in lattice, argilla e polistirolo.

I burattinai erano David Alan Barclay, Toby Philpott e Mike Edmonds, che facevano parte del gruppo che creava e manovrava i Muppet. Barclay muoveva il braccio destro e la bocca e leggeva i dialoghi in inglese del personaggio, mentre Philpott controllava il braccio sinistro, la testa e la lingua. Edmonds, il più basso dei tre (ha interpretato anche l'Ewok Logray in altre scene) era responsabile dei movimenti della coda di Jabba. Gli occhi e le espressioni facciali erano manovrati tramite radiocomando.[18][29][31]

Lucas espresse la sua scontentezza dell'aspetto e dell'immobilità del pupazzo, lamentandosi che il pupazzo doveva essere spostato in giro per il set per filmare diverse scene. Nel commento alla Edizione Speciale in DVD di Il ritorno dello Jedi, Lucas fa notare che se la tecnologia fosse stata disponibile nel 1983, Jabba the Hutt sarebbe stato un personaggio in CGI simile a quello che appare nella scena dell'Edizione Speciale di Una nuova speranza.[29]

Jabba the Hutt parla solo Huttese nel film, ma le sue battute sono sottotitolate in inglese. La sua voce e i dialoghi in Huttese sono interpretati dall'attore Larry Ward.[31][34] La sua voce fu resa più pesante ed espansa abbassandola di un'ottava e facendola passare attraverso un generatore sub-armonico.[35]
Fu registrata una traccia audio per accompagnare il movimento delle braccia e della bocca. Gli effetti sonori furono creati passando una mano in un piatto di formaggio e raschiando con uno straccio sporco di fango l'interno di un bidone della spazzatura.[36]

Il compositore John Williams.

Il tema musicale di Jabba, composto da John Williams, è suonato da una tuba. Un recensore della colonna sonora di Il ritorno dello Jedi commenta: "Fra le nuove idee tematiche [della colonna sonora c'è] il bel brano di tuba di Jabba the Hutt (suonato lungo le linee politicamente scorrette della tuba, che rappresenta l'obesità)".[37]
Il tema è molto simile ad un altro, scritto da Williams per un personaggio possente in Ladri sprint, anche se questo tema non appare nell'album della colonna sonora del film. Successivamente Williams trasformò il tema in un pezzo sinfonico eseguito dalla Boston Pops Orchestra, con un assolo di tuba di Chester Schmitz. Il ruolo del pezzo nel film e nella cultura popolare è diventato obiettivo di studi di musicologi come Gerald Sloan, che dice che il pezzo di Williams "amalgama il mostruoso e il lirico".[38]

Secondo lo storico cinematografico Laurent Bourzereau, la morte di Jabba the Hutt è stata suggerita dallo sceneggiatore Lawrence Kasdan. Lucas decise che Leila lo avrebbe strangolato con le proprie catene. Si ispirò ad una scena de Il padrino, dove un personaggio obeso chiamato Luca Brasi viene garrotato da un assassino.[39]

The Clone Wars[modifica | modifica wikitesto]

Nel realizzare Star Wars: The Clone Wars è stata impiegata interamente la CGI, ma invece di far assumere al film e ai personaggi, fra cui Jabba, un aspetto realistico, ne è stato preferito uno stilizzato, omaggio agli stili altrettanto stilizzati degli anime e manga giapponesi e della supermarionation della serie britannica degli anni sessanta Thunderbirds. La voce di Jabba è del doppiatore statunitense Kevin Michael Richardson.

Nell'Universo Espanso[modifica | modifica wikitesto]

La prima apparizione di Jabba the Hutt nella letteratura di Guerre stellari fu nell'adattamento non canonico della Marvel Comics di Una nuova speranza. In sei contro la Galassia (1977) di Roy Thomas e Cosa accadde a Jabba the Hut? (1979) e In combattimento mortale (1980), entrambi di Archie Goodwin, illustrano Jabba the Hutt (originariamente scritto Hut) come un umanoide alto con faccia da tricheco, cresta e uniforme arancione brillante. Gli artisti della Marvel per disegnare Jabba si basarono su un personaggio poi chiamato Mosep Binneed, un alieno visibile brevemente nella scena della cantina di Mos Eisley in Una nuova speranza.[18][40][41][42] Nel romanzo tratto dalla sceneggiatura di Guerre stellari Jabba viene descritto come "un grande ammasso di muscoli e grasso con un cranio peloso segnato dalle cicatrici", ma non si danno altri dettagli sull'aspetto fisico del personaggio o della sua specie.[43]

Jabba the Hutt nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Con la prima uscita nei cinema di Il ritorno dello Jedi nel 1983 e con la conseguente campagna di merchandising, Jabba the Hutt divenne un'icona nella cultura popolare mondiale e, in particolar modo, statunitense. Il personaggio è stato oggetto di una serie di action figure, prodotte e distribuite dalla Kenner e poi dalla Hasbro, dal 1983 al 2004.[44] Negli anni novanta Jabba divenne il protagonista di una propria serie a fumetti, raccolti poi nell'antologia Jabba the Hutt: L'arte del commercio.[45]

Il ruolo di Jabba nella cultura popolare si estende oltre l'universo di Guerre stellari e i suoi fan. Nella parodia di Mel Brooks Balle spaziali, Jabba the Hutt viene parodiato da "Pizza the Hutt" (nella versione italiana chiamato "Pizza Margherita"), una massa gigantesca e invadente fatta interamente di pizza, il cui nome cita sia Jabba the Hutt che la catena statunitense di ristoranti Pizza Hut. Come Jabba, Pizza the Hutt è un usuraio e un gangster. Il personaggio va incontro alla morte verso la fine del film, quando rimane chiuso nella sua auto e mangia se stesso fino a morire.

Il National Air and Space Museum dello Smithsonian Institution a Washington, D.C., includeva un'esposizione su Jabba the Hutt nella mostra temporanea Star Wars: The Myth of Magic, che ha chiuso nel 1999. Il settore della mostra dedicato a Jabba era intitolato "The Hero's Return" ("Il ritorno dell'eroe").

In una puntata della serie I Griffin Peter cerca rassicurare suo figlio Chris amareggiato del fatto di essere grasso dicendogli che tutta la sua famiglia è stata composta da gente grassa a cominciare dal prozio "Jabba Griffin" (del quale si vede anche l'aspetto, un Jabba con la faccia di Peter). Compare in oltre nel film "It's a trap" basato appunto su "Il ritorno dello Jedi" dove è interpretato da Joe.

Jabba the Hutt nei mass media[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'uscita nei cinema di Il ritorno dello Jedi, il nome "Jabba the Hutt" è diventato sinonimo di obesità e corruzione nei mass media soprattutto statunitensi. Il nome è utilizzato frequentemente come espediente letterario per evidenziare i difetti dei personaggi, come peso, gola, obesità ecc.

Nel suo libro umoristico The Darma of Star Wars (2005), lo scrittore Matthew Bortolin tenta di mostrare similitudini fra gli insegnamenti buddisti e Guerre stellari. Bortolin sottolinea che, se una persona prende le decisioni volute da Jabba, questa persona non ha compreso il corretto concetto spirituale del Dharma. Il libro di Bortolin rinforza l'idea che il nome di Jabba sia sinonimo di negatività:

« Un modo di vedere se pratichiamo il giusto sostentamento è di comparare il nostro commercio con quello di Jabba the Hutt. Jabba ha le sue grasse e tozze dita in molti dei traffici che conducono al lato oscuro.

Egli traffica per lo più nel commercio di Spezia illegale — rendendolo il corrispondente nella galassia di Guerre stellari di un trafficante di droga. Inoltre fa affari nella tratta di schiave. Lui stesso ha molte schiave, e ne dà qualcuna in pasto al Rancor, una creatura che tiene segregata e tormentata nella sua prigione.[46] »

Al di fuori della letteratura, il nome del personaggio è diventato un termine dispregiativo. Dire che qualcuno "assomiglia a Jabba the Hutt" è solitamente interpretato come un insulto riferito al peso e/o all'aspetto della persona. Il termine viene a volte usato dai media per attaccare importanti personalità. In un episodio della serie televisiva South Park, l'attrice statunitense Sally Struthers viene ritratta nei panni di Jabba the Hutt. Nella serie Lost, il nome Jabba è utilizzato da Sawyer come soprannome dispregiativo nei confronti dell'obeso e poco attraente Hugo.

In un altro significato del termine, Jabba the Hutt rappresenta l'avarizia e l'anarchia, soprattutto nel mondo economico.[4] Per esempio, il biografo di Michael Jordan, Mitchell Krugel, ha usato il termine per screditare il general manager dei Chicago Bulls Jerry Krause, dopo che Krause aveva fatto un commento su Jordan e i contratti multi-milionari di altri giocatori.[47]

Jabba the Hutt è diventato ugualmente un popolare mezzo di caricatura nella politica statunitense. Per esempio, gli oppositori del legislatore democratico della California Jackie Goldberg la rappresentano come il personaggio di Guerre stellari. Il Los Angeles Daily News l'ha caricaturata come una grottesca figura sovrappeso simile a Jabba, mentre il New Times LA ha definito la Goldberg come "un Jabba the Hutt umano che consuma il bene mentre produce il male."[48]

Il professore William Ouchi ha usato il termine per descrivere come vede la burocrazia inefficiente del sistema scolastico pubblico degli Stati Uniti: "Con tutti questi livelli non necessari di grasso organizzativo, i distretti scolastici sono arrivati ad assomigliare a Jabba the Hutt — il capo pirata in Guerre stellari".[49]

Anche nella politica irlandese, il Ministro della Salute Mary Harney è stata chiamata "Jabba da Harney" nello show satirico Gift Grup.

Nel videogame Conker's Bad Fur Day appare un personaggio vagamente simile, sia fisicamente che di carattere e azioni, a Jabba The Hutt. Anche nel nome i due si assomigliano; nel videogioco, infatti, il personaggio si chiama Bugga The Knut.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ TIME magazine review by Gerald Clarke, May 23, 1983; last accessed November 26, 2008.
  2. ^ a b Roger Ebert, Il ritorno dello Jedi in Chicago Sun-Times, 25 maggio 1983. URL consultato il 5 dicembre 2007.
  3. ^ a b Stephen Sansweet, Jabba Desilijic Tiure (Jabba the Hutt) in Star Wars Encyclopedia, pp. 146–147.
  4. ^ a b Koenraad Kuiper, Star Wars: An Imperial Myth in Journal of Popular Culture, nº 21.4, 1988, p. 78.
  5. ^ (EN) Bill Slavicsek, Curtis Smith, The Star Wars Sourcebook, West End Games, 1987.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Star Wars: Guida definitiva alla saga di George Lucas in Ciak, giugno 2005.
  • Star Wars: La saga completa in Future heroes, nº 1, ottobre 2005.

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