Jabba the Hutt

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Jabba the Hutt
Jabba sul suo trono nel film Il Ritorno dello Jedi
Jabba sul suo trono nel film Il Ritorno dello Jedi
Universo Guerre Stellari
Specie Hutt
Sesso ermafrodita (personalità maschile)[1]
Luogo di nascita Nal Hutta, Tatooine
Affiliazione Boba Fett, Bib Fortuna, Salacious Crumb
« Se ti raccontassi la metà di quel che ho sentito su Jabba the Hutt, ti prenderebbe un cortocircuito! »
(C-3PO a R2-D2)

Jabba the Hutt (anche Jabba de' Hutt) è un personaggio immaginario della saga fantascientifica di Guerre stellari, dall'aspetto di anfibio, dotato di braccia antropomorfe, privo di arti inferiori ma con una lunga coda. È apparso per la prima volta in Star Wars: Episodio VI - Il ritorno dello Jedi; per questo film, fu realizzato con un grande pupazzo con la pelle in lattice, ma negli altri film e nelle nuove sequenze introdotte nella trilogia originale si usò invece la grafica computerizzata (CGI).

Nonostante sia un personaggio relativamente minore, Jabba the Hutt è apparso in tre dei sei film della saga. Jabba the Hutt è menzionato in Star Wars: Episodio IV - Una nuova speranza e in Star Wars: Episodio V - L'Impero colpisce ancora, ma la sua prima apparizione in un film è stata nel 1983 con la terza puntata della trilogia originale, Il ritorno dello Jedi, diretto da Richard Marquand e scritto da Lawrence Kasdan e George Lucas. È poi apparso nel prequel del 1999, Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma. Successivamente una scena con Jabba fu inserita in Una nuova speranza nell'Edizione Speciale del 1997. L'ultima apparizione cinematografica di Jabba the Hutt è nello spin-off d'animazione del 2008, Star Wars: The Clone Wars. Oltre ai film, Jabba the Hutt appare in romanzi e fumetti dell'Universo Espanso e a volte viene citato con il suo nome completo, Jabba Desilijic Tiure.[2]

Il ruolo del personaggio è principalmente antagonistico. È un gangster Hutt di circa 600 anni, che utilizza un vasto seguito di criminali, cacciatori di taglie, contrabbandieri, assassini e guardie del corpo per gestire il suo impero criminale. Il palazzo di Jabba sul pianeta desertico Tatooine è un ex monastero di un gruppo di mistici noti come monaci B'omarr. Lì tiene a sua disposizione molti intrattenitori, schiavi, droidi e creature aliene. Jabba ha un bieco senso dell'umorismo, una risata bellicosa, un insaziabile appetito e un'affinità per il gioco d'azzardo, le schiave e la tortura.[2]

Il personaggio fu inserito nella campagna di merchandising di Guerre stellari durante l'uscita di Il ritorno dello Jedi. L'immagine di Jabba ha svolto fin dall'inizio un ruolo influente nella cultura popolare, soprattutto negli Stati Uniti. Il suo nome viene usato come espediente letterario satirico e caricatura politica per evidenziare le qualità negative come l'obesità e la corruzione.[3][4]

La rivista Forbes lo pone al 4º posto nella classifica dei personaggi di fantasia più ricchi del mondo con un patrimonio di 8.4 miliardi di dollari.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nella finzione cinematografica, uno scorcio di Tatooine, epicentro dell'impero criminale di Jabba (nella realtà, la location si trova in Tunisia).

Jabba the Hutt nasce su Nal Hutta nel 600 BBY.[5] È il figlio di un potente boss del crimine chiamato Zorba the Hutt.[6] Prende formalmente il controllo del clan Desilijic verso il 2 BBY, quando uccide i figli di Jiliac the Hutt, l'ex-leader.[7] All'incredibilmente giovane età di 80 anni, l'intraprendente gangster stabilisce il suo impero criminale sul remoto pianeta desertico di Tatooine.[8] Nel 516 BBY sposta le sue operazioni criminali in un antico monastero B'omarr, proteggendosi nella confortevole oscurità del pianeta.[9]

Il primo, rischioso lavoro di Jabba è come trafficante d'armi, con il suo amico Ephant Mon. Durante l'ascesa al potere del senatore Palpatine, l'Hutt è uno dei diversi gangster che tentano di affermare il proprio predominio. Fra i suoi avversari c'è il Principe Xizor, capo dell'organizzazione criminale Sole Nero.

Jabba ha diversi tirapiedi (fra cui il Twi'lek Bib Fortuna, suo maggiordomo e consigliere, che lo segue ovunque) e fa spesso scommesse sugli sgusci. Durante la Boonta Eve Classic, una corsa degli sgusci a Mos Espa su Tatooine, nella quale Anakin Skywalker vince la gara e riscatta la sua libertà, Jabba the Hutt assiste dalla sua tribuna accompagnato da Gardulla the Hutt e dal suo maggiordomo Bib Fortuna. Nonostante sia l'organizzatore ed anfitrione della gara, Jabba si mostra totalmente disinteressato, a tal punto che si appisola, perdendosi la fine della corsa.[10]

Un Gamorreano, una delle guardie del palazzo di Jabba.

Successivamente, durante le guerre dei cloni, Jabba rimane vittima di un complotto ordito da suo zio Ziro e dal Conte Dooku: suo figlio, Rotta the Hutt, viene rapito dalla Confederazione dei Sistemi Indipendenti, facendo credere a Jabba che sia stata la Repubblica a portarglielo via. L'Hutt si incontra con Obi-Wan Kenobi, intenzionato a negoziare una resa, mentre Anakin Skywalker, accompagnato da Ahsoka Tano, la giovane padawan del Jedi, salva il figlio di Jabba. Lo scopo del rapimento era quello di mettere anche gli Hutt contro la Repubblica, in modo da vederla impegnata su due fronti, indebolendosi. Invece, in cambio del salvataggio del figlio, Jabba permette alle navi della Repubblica di attraversare lo spazio Hutt.[11]

L'Hutt subisce una grave perdita economica quando Ian Solo, il suo miglior contrabbandiere abbandona un intero carico di spezie molto preziose durante una missione pericolosa vicino a Kessel. Ian è costretto ad abbandonarla perché la sua nave, il Millennium Falcon, è stata abbordata da una squadra imperiale. Jabba pretende che Ian lo ripaghi del valore del carico, ma quando il contrabbandiere non riesce a rimborsarlo, l'Hutt mette una taglia sulla testa di Ian.[12]
Greedo, un cacciatore di taglie alieno, tenta di riscuotere la taglia, ma viene ucciso da Ian Solo quando cerca di catturarlo a Mos Eisley. Subito dopo la morte di Greedo, Ian Solo torna all'hangar dove stava la sua nave. Lì trova Jabba e il suo seguito di cacciatori di taglie. Ian promette di ricompensare Jabba appena riceve il pagamento per trasportare fino ad Alderaan Obi-Wan Kenobi, Luke Skywalker, R2-D2 e C-3PO. Jabba avvisa Ian che se non paga presto, metterà sulla sua testa una taglia enorme, a sua detta "così grossa da non potersi avvicinare a nessun sistema civilizzato".[13] Ian si unisce poi all'Alleanza Ribelle e non salda il suo debito, che ha ormai raggiunto la cifra, comprensiva d'interessi, di 224 190 crediti.[14]

Successivamente Ian Solo, Leila Organa, Chewbecca e C-3PO vengono catturati su Cloud City dal cacciatore di taglie Boba Fett per conto di Dart Fener, che ha l'intenzione di tendere una trappola a Luke Skywalker nel momento in cui viene in aiuto dei suoi amici. Fener lascia Ian Solo a Fett, dopo averlo ibernato nella carbonite.

Il corpo ibernato di Ian viene consegnato a Jabba da Boba Fett e viene esposto nella sala del trono del signore del crimine. Lando Calrissian, i droidi C-3PO e R2-D2, Leila e Chewbecca si infiltrano nella residenza di Jabba. Poco dopo che Leila stessa venga catturata e trattenuta come schiava dall'Hutt (e forzata ad indossare l'ormai celebre bikini metallico), Luke arriva al palazzo per negoziare per la vita di Ian Solo. Luke viene gettato nella fossa del mostruoso rancor, situata sotto la sala del trono. Dopo che Luke uccide la bestia, Jabba lo condanna, insieme a Ian e Chewbecca, ad una lenta morte nella pancia del Sarlacc, una grande creatura aliena nel Mare delle Dune di Tatooine. L'esecuzione si trasforma in un combattimento quando Luke sfugge alla morte con l'aiuto di R2-D2 e riesce a sconfiggere le guardie di Jabba. Durante la confusione seguente, Leila strangola l'Hutt con le sue catene da schiava. Luke, Leila, i due droidi, Lando, Ian Solo e Chewbacca riescono a fuggire poco prima che il veliero di Jabba esploda, uccidendo tutti i suoi occupanti.

Pochi dei tirapiedi e servitori dell'Hutt gli erano leali e negli ultimi giorni della sua vita molti stavano cercando di assassinarlo. Quando Jabba viene ucciso, i suoi ex cortigiani sopravvissuti si uniscono ai suoi rivali su Tatooine e la sua famiglia, che risiede nel suo pianeta natale Nal Hutta, avanza pretese sul suo palazzo, sui suoi averi e sul suo impero criminale.[15]

Successivamente il contrabbandiere Talon Karrde sostituisce Jabba come "pesce grande nello stagno" e sposta il quartier generale dell'impero criminale dell'Hutt fuori da Tatooine.[16]

Caratterizzazione[modifica | modifica sorgente]

Secondo il critico cinematografico Murray Pomerance, le debolezze di Jabba the Hutt includono vizio, lussuria, avarizia e gola.[17] Il personaggio è conosciuto nell'universo di Guerre stellari come un "vile gangster" (nella versione italiana "malvagio bandito")[18] che si diverte torturando e umiliando i suoi subordinati e i suoi nemici. Si circonda di schiave scarsamente vestite di tutte le specie, incatenandone molte al suo palco.

Lo Star Wars Databank — un database ufficiale online di informazioni su Guerre stellari — sottolinea che anche i residenti del suo palazzo non erano al sicuro dal suo desiderio di dominare e torturare. Jabba a volte faceva uccidere anche i suoi più leali servitori.[19] In Il ritorno dello Jedi la ballerina schiava Oola viene gettata in pasto al rancor perché non ha soddisfatto la lussuria dell'Hutt.[20]

L'aspetto fisico di Jabba the Hutt è grottesco tanto quanto il suo personaggio e rinforza la sua personalità di pervertito criminale. Come lo definisce Ian Solo in Il ritorno dello Jedi, Jabba è una "disgustosa massa putrescente verminosa" (in originale "slimy piece of worm-ridden filth"). Il critico cinematografico Roger Ebert lo descrive come "un incrocio tra un rospo e il gatto del Cheshire"[21] e l'astrofisico e scrittore di fantascienza Jeanne Cavelos dà a Jabba il "premio per l'alieno più disgustoso".[22] Gli autori di fantascienza Tom e Martha Veitch hanno scritto che il corpo di Jabba è un "ammasso miasmico" di carne che oscilla quando ride.

Emette un odore inconfondibile e la sua lingua gonfia gronda saliva.[23] L'appetito di Jabba è insaziabile e la sua dieta è alquanto varia e indiscriminata. Per esempio, il suo giullare, la lucertola-scimmia kowakiana Salacious Crumb, deve far ridere il gangster Hutt almeno una volta al giorno, sennò Jabba lo mangerà.[24][25]

Comunque Jabba the Hutt mostra anche rari momenti di carità. In una storia dell'Universo Espanso, impedisce ad un Chevin di nome Ephant Mon di morire congelato su un pianeta ghiacciato, coprendolo con i suoi stessi gonfi strati di grasso; i due vengono salvati e Ephant Mon diviene totalmente leale all'Hutt, facendo di lui il solo residente del suo palazzo di cui Jabba si fidasse.[26]

Ideazione e creazione[modifica | modifica sorgente]

L'aspetto di Jabba the Hutt subì diverse modifiche fra le differenti versioni dei film. Il cambiamento nella sua ideazione da una creatura pelosa a una lumaca e da un pupazzo alla grafica computerizzata rappresentano due dei cambiamenti più notevoli del personaggio nel processo d'ideazione e creazione.

Episodio IV - Una nuova speranza[modifica | modifica sorgente]

George Lucas

La sceneggiatura originale di Una nuova speranza descrive Jabba come una "creatura grassa, simile ad una lumaca, con occhi su antenne estensibili ed una bocca brutta ed enorme",[19] ma Lucas ha dichiarato in un'intervista che il personaggio iniziale che aveva in mente era più peloso ed assomigliava ad un Wookiee.

Quando nel 1976 filmarono la scena fra Ian Solo e Jabba, Lucas usò l'attore nord irlandese Declan Mulholland come controfigura e gli fece leggere le battute di Jabba vestendo un abito marrone. Lucas voleva rimpiazzare Mulholland in post-produzione con una creatura in stop-motion. La scena avrebbe collegato Una nuova speranza a Il ritorno dello Jedi e spiegato perché Ian Solo era stato imprigionato alla fine di L'Impero colpisce ancora.[27] Tuttavia Lucas decise di tagliare la scena per limiti di budget e di tempo e perché non accresceva la trama del film.[28] La scena rimase nel romanzo e negli adattamenti a fumetti e per la radio del film.

Lucas riprese in considerazione la scena nell'Edizione Speciale del 1997 di Una nuova speranza, reinserendo la sequenza e sostituendo Mulholland con una versione CGI di Jabba the Hutt e i dialoghi in inglese con l'huttese, una lingua artificiale inventata dal sound designer Ben Burtt. Joe Letteri, il supervisore agli effetti visivi per l'Edizione Speciale, ha spiegato che il fine ultimo della scena era di farla sembrare come se Jabba the Hutt fosse veramente sul set parlando e recitando con Harrison Ford e che i tecnici lo avessero semplicemente fotografato. Letteri ha dichiarato che la nuova scena consiste in cinque riprese che ebbero bisogno di oltre un anno per essere completate.[29][30]

La scena fu perfezionata ulteriormente per la pubblicazione del 2004 in DVD, migliorando l'aspetto di Jabba con miglioramenti nelle tecniche CGI, anche se neppure questa versione sembra perfettamente uguale al pupazzo originale di Jabba the Hutt.[31]

Ad un certo punto della scena originale Ford cammina dietro Mulholland. Questo divenne un problema quando aggiunsero il Jabba in CGI, dal momento che la sua coda interferiva con il tragitto di Ian. Il problema fu risolto facendo salire Ian sulla coda, provocando all'Hutt un gemito di dolore.

Lucas ha confessato che alcune persone rimasero turbate dall'aspetto di Jabba in CGI, lamentandosi che il personaggio "sembrava finto". Lucas respinse questa accusa, sostenendo che il personaggio, sia come pupazzo che come grafica computerizzata, sembrerà sempre "finto" dal momento che il personaggio non è reale. Inoltre ha detto che non vede differenza fra un pupazzo in lattice e uno generato al computer.[32] Il personaggio in CGI ha interpretato azioni che il pupazzo non avrebbe potuto, come camminare. L'aspetto di Jabba in La minaccia fantasma era sempre una CGI, basata sul personaggio in Una nuova speranza.

Episodio VI - Il ritorno dello Jedi[modifica | modifica sorgente]

Lucas ha basato il CGI su come il personaggio è originariamente apparso in Il ritorno dello Jedi. In questo film Jabba the Hutt è un'immensa, sedentaria creatura simile ad una lumaca, disegnata dal "Reparto Creature" della Industrial Light & Magic di Lucas. Il consulente di design Ralph McQuarrie ha dichiarato: "Nei miei disegni Jabba era enorme, agile, una sorta di figura simile ad una scimmia. Ma poi il design andò verso un'altra direzione e Jabba divenne una creatura più simile ad un verme".[33] Secondo il documentario del 1985 From Star Wars to Jedi, Lucas respinse i bozzetti iniziali del personaggio. In uno Jabba sembrava troppo umano — quasi come Fu Manchu — mentre in un altro troppo simile ad una lumaca.

Lucas alla fine scelse un design che fosse un ibrido fra i due.[34] Il costumista di Il ritorno dello Jedi Nilo Rodis-Jamero ha commentato:

« La mia visione di Jabba era letteralmente Orson Welles quando era anziano. L'ho visto come un uomo molto raffinato. La maggior parte dei cattivi che preferiamo sono persone molto intelligenti. Ma Phil Tippett continuava ad immaginarlo come un qualche tipo di lumaca, quasi come in Alice nel Paese delle Meraviglie. Allo stesso momento scolpiva una creatura che assomigliava ad una lumaca che fuma. Io continuavo a pensare che dovevo proprio andare via, ma alla fine ha portato a questo.[35] »

Disegnato dall'artista degli effetti visivi Phil Tippett,[36] Jabba the Hutt è stato ispirato dall'anatomia di diverse specie animali. La struttura del suo corpo e i processi riproduttivi sono basati sui vermi Anellidi, animali privi di peli, di scheletro e ermafroditi. La testa di Jabba fu modellata basandosi su quella di un serpente, completa di occhi a patata con le pupille a fessura e una bocca che si apre larga abbastanza da ingoiare una grossa preda. La sua pelle era umida, una caratteristica tipica degli anfibi. Il design di Jabba rimase lo stesso per quasi tutti i membri della specie Hutt nelle successive storie di Guerre stellari.[1]

In Il ritorno dello Jedi Jabba è interpretato da un pupazzo di una tonnellata che richiese tre mesi e mezzo milione di dollari per essere costruito. Durante le riprese, il pupazzo aveva un truccatore a propria disposizione. Il pupazzo necessitò di tre burattinai per essere manovrato, facendone uno dei più grandi mai usati nella storia del cinema.[34] Stuart Freeborn disegnò il pupazzo, mentre John Coppinger scolpì i suoi pezzi in lattice, argilla e polistirolo.

I burattinai erano David Alan Barclay, Toby Philpott e Mike Edmonds, che facevano parte del gruppo che creava e manovrava i Muppet. Barclay muoveva il braccio destro e la bocca e leggeva i dialoghi in inglese del personaggio, mentre Philpott controllava il braccio sinistro, la testa e la lingua. Edmonds, il più basso dei tre (ha interpretato anche l'Ewok Logray in altre scene) era responsabile dei movimenti della coda di Jabba. Gli occhi e le espressioni facciali erano manovrati tramite radiocomando.[19][32][34]

Lucas espresse la sua scontentezza dell'aspetto e dell'immobilità del pupazzo, lamentandosi che il pupazzo doveva essere spostato in giro per il set per filmare diverse scene. Nel commento alla Edizione Speciale in DVD di Il ritorno dello Jedi, Lucas fa notare che se la tecnologia fosse stata disponibile nel 1983, Jabba the Hutt sarebbe stato un personaggio in CGI simile a quello che appare nella scena dell'Edizione Speciale di Una nuova speranza.[32]

Jabba the Hutt parla solo Huttese nel film, ma le sue battute sono sottotitolate in inglese. La sua voce e i dialoghi in Huttese sono interpretati dall'attore Larry Ward.[34][37] La sua voce fu resa più pesante ed espansa abbassandola di un'ottava e facendola passare attraverso un generatore sub-armonico.[38]
Fu registrata una traccia audio per accompagnare il movimento delle braccia e della bocca. Gli effetti sonori furono creati passando una mano in un piatto di formaggio e raschiando con uno straccio sporco di fango l'interno di un bidone della spazzatura.[39]

Il compositore John Williams.

Il tema musicale di Jabba, composto da John Williams, è suonato da una tuba. Un recensore della colonna sonora di Il ritorno dello Jedi commenta: "Fra le nuove idee tematiche [della colonna sonora c'è] il bel brano di tuba di Jabba the Hutt (suonato lungo le linee politicamente scorrette della tuba, che rappresenta l'obesità)".[40]
Il tema è molto simile ad un altro, scritto da Williams per un personaggio possente in Ladri sprint, anche se questo tema non appare nell'album della colonna sonora del film. Successivamente Williams trasformò il tema in un pezzo sinfonico eseguito dalla Boston Pops Orchestra, con un assolo di tuba di Chester Schmitz. Il ruolo del pezzo nel film e nella cultura popolare è diventato obiettivo di studi di musicologi come Gerald Sloan, che dice che il pezzo di Williams "amalgama il mostruoso e il lirico".[41]

Secondo lo storico cinematografico Laurent Bourzereau, la morte di Jabba the Hutt è stata suggerita dallo sceneggiatore Lawrence Kasdan. Lucas decise che Leila lo avrebbe strangolato con le proprie catene. Si ispirò ad una scena de Il padrino, dove un personaggio obeso chiamato Luca Brasi viene garrotato da un assassino.[42]

The Clone Wars[modifica | modifica sorgente]

Nel realizzare Star Wars: The Clone Wars è stata impiegata interamente la CGI, ma invece di far assumere al film e ai personaggi, fra cui Jabba, un aspetto realistico, ne è stato preferito uno stilizzato, omaggio agli stili altrettanto stilizzati degli anime e manga giapponesi e della supermarionation della serie britannica degli anni sessanta Thunderbirds.[43] La voce di Jabba è del doppiatore statunitense Kevin Michael Richardson.

Nell'Universo Espanso[modifica | modifica sorgente]

La prima apparizione di Jabba the Hutt nella letteratura di Guerre stellari fu nell'adattamento non canonico della Marvel Comics di Una nuova speranza. In sei contro la Galassia (1977) di Roy Thomas e Cosa accadde a Jabba the Hut? (1979) e In combattimento mortale (1980), entrambi di Archie Goodwin, illustrano Jabba the Hutt (originariamente scritto Hut)[44] come un umanoide alto con faccia da tricheco, cresta e uniforme arancione brillante. Gli artisti della Marvel per disegnare Jabba si basarono su un personaggio poi chiamato Mosep Binneed, un alieno visibile brevemente nella scena della cantina di Mos Eisley in Una nuova speranza.[19][45][46][47] Nel romanzo tratto dalla sceneggiatura di Guerre stellari Jabba viene descritto come "un grande ammasso di muscoli e grasso con un cranio peloso segnato dalle cicatrici", ma non si danno altri dettagli sull'aspetto fisico del personaggio o della sua specie.[48]

Jabba the Hutt nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Con la prima uscita nei cinema di Il ritorno dello Jedi nel 1983 e con la conseguente campagna di merchandising, Jabba the Hutt divenne un'icona nella cultura popolare mondiale e, in particolar modo, statunitense. Il personaggio è stato oggetto di una serie di action figure, prodotte e distribuite dalla Kenner e poi dalla Hasbro, dal 1983 al 2004.[49] Negli anni novanta Jabba divenne il protagonista di una propria serie a fumetti, raccolti poi nell'antologia Jabba the Hutt: L'arte del commercio.[50]

Il ruolo di Jabba nella cultura popolare si estende oltre l'universo di Guerre stellari e i suoi fan. Nella parodia di Mel Brooks Balle spaziali, Jabba the Hutt viene parodiato da "Pizza the Hutt" (nella versione italiana chiamato "Pizza Margherita"), una massa gigantesca e invadente fatta interamente di pizza, il cui nome cita sia Jabba the Hutt che la catena statunitense di ristoranti Pizza Hut. Come Jabba, Pizza the Hutt è un usuraio e un gangster. Il personaggio va incontro alla morte verso la fine del film, quando rimane chiuso nella sua auto e mangia se stesso fino a morire.

Il National Air and Space Museum dello Smithsonian Institution a Washington, D.C., includeva un'esposizione su Jabba the Hutt nella mostra temporanea Star Wars: The Myth of Magic, che ha chiuso nel 1999. Il settore della mostra dedicato a Jabba era intitolato "The Hero's Return" ("Il ritorno dell'eroe").[51]

In una puntata della serie I Griffin Peter cerca rassicurare suo figlio Chris amareggiato del fatto di essere grasso dicendogli che tutta la sua famiglia è stata composta da gente grassa a cominciare dal prozio "Jabba Griffin" (del quale si vede anche l'aspetto, un Jabba con la faccia di Peter). Compare in oltre nel film "It's a trap" basato appunto su "Il ritorno dello Jedi" dove è interpretato da Joe.

Jabba the Hutt nei mass media[modifica | modifica sorgente]

Fin dall'uscita nei cinema di Il ritorno dello Jedi, il nome "Jabba the Hutt" è diventato sinonimo di obesità e corruzione nei mass media soprattutto statunitensi. Il nome è utilizzato frequentemente come espediente letterario per evidenziare i difetti dei personaggi, come peso, gola, obesità ecc.

Nel suo libro umoristico The Darma of Star Wars (2005), lo scrittore Matthew Bortolin tenta di mostrare similitudini fra gli insegnamenti buddisti e Guerre stellari. Bortolin sottolinea che, se una persona prende le decisioni volute da Jabba, questa persona non ha compreso il corretto concetto spirituale del Dharma. Il libro di Bortolin rinforza l'idea che il nome di Jabba sia sinonimo di negatività:

« Un modo di vedere se pratichiamo il giusto sostentamento è di comparare il nostro commercio con quello di Jabba the Hutt. Jabba ha le sue grasse e tozze dita in molti dei traffici che conducono al lato oscuro.

Egli traffica per lo più nel commercio di Spezia illegale — rendendolo il corrispondente nella galassia di Guerre stellari di un trafficante di droga. Inoltre fa affari nella tratta di schiave. Lui stesso ha molte schiave, e ne dà qualcuna in pasto al Rancor, una creatura che tiene segregata e tormentata nella sua prigione.[52] »

Al di fuori della letteratura, il nome del personaggio è diventato un termine dispregiativo. Dire che qualcuno "assomiglia a Jabba the Hutt" è solitamente interpretato come un insulto riferito al peso e/o all'aspetto della persona.[3] Il termine viene a volte usato dai media per attaccare importanti personalità. In un episodio della serie televisiva South Park, l'attrice statunitense Sally Struthers viene ritratta nei panni di Jabba the Hutt. Nella serie Lost, il nome Jabba è utilizzato da Sawyer come soprannome dispregiativo nei confronti dell' obeso e poco attraente Hugo.

In un altro significato del termine, Jabba the Hutt rappresenta l'avarizia e l'anarchia, soprattutto nel mondo economico.[4] Per esempio, il biografo di Michael Jordan, Mitchell Krugel, ha usato il termine per screditare il general manager dei Chicago Bulls Jerry Krause, dopo che Krause aveva fatto un commento su Jordan e i contratti multi-milionari di altri giocatori.[53]

Jabba the Hutt è diventato ugualmente un popolare mezzo di caricatura nella politica statunitense. Per esempio, gli oppositori del legislatore democratico della California Jackie Goldberg la rappresentano come il personaggio di Guerre stellari. Il Los Angeles Daily News l'ha caricaturata come una grottesca figura sovrappeso simile a Jabba, mentre il New Times LA ha definito la Goldberg come "un Jabba the Hutt umano che consuma il bene mentre produce il male."[54]

Il professore William Ouchi ha usato il termine per descrivere come vede la burocrazia inefficiente del sistema scolastico pubblico degli Stati Uniti: "Con tutti questi livelli non necessari di grasso organizzativo, i distretti scolastici sono arrivati ad assomigliare a Jabba the Hutt — il capo pirata in Guerre stellari".[55]

Anche nella politica irlandese, il Ministro della Salute Mary Harney è stata chiamata "Jabba da Harney" nello show satirico Gift Grup.

Nel videogame Conker's Bad Fur Day appare un personaggio vagamente simile, sia fisicamente che di carattere e azioni, a Jabba The Hutt. Anche nel nome i due si assomigliano; nel videogioco, infatti, il personaggio si chiama Bugga The Knut.

Apparizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Star Wars: Darth Plagueis
  • Maul: Lockdown
  • Star Wars: Republic 5: Prelude to Rebellion, Part 5
  • Star Wars: Republic 6: Prelude to Rebellion, Part 6
  • Urchins - Star Wars Tales 14
  • Episode I Adventures 5: The Ghostling Children (solo menzionato)
  • Episode I Adventures 6: The Hunt for Anakin Skywalker
  • Episode I Adventures 7: Capture Arawynne
  • Episode I Adventures 8: Trouble on Tatooine (solo menzionato)
  • Catch That Pit Droid!
  • Podracing Tales
  • Star Wars: Galactic Battlegrounds
  • Star Wars: Galactic Battlegrounds: Clone Campaigns
  • Episode I: Anakin Skywalker (solo in un'immagine)
  • Episode I Adventures 8: Trouble on Tatooine (solo menzionato)
  • Star Wars - Episodio I: La Minaccia Fantasma (prima apparizione in ordine cronologico)
  • Star Wars - Episodio I: La Minaccia Fantasma (romanzo ufficiale e romanzo versione junior)
  • Star Wars - Episodio I: La Minaccia Fantasma (fumetto)
  • Star Wars - Episodio I: La Minaccia Fantasma (videogioco per Pc e Playstation)
  • Episode I: Qui-Gon Jinn (solo menzionato)
  • Star Wars: Republic 7: Outlander, Part 1 (solo menzionato)
  • Star Wars: Republic 8: Outlander, Part 2
  • Star Wars: Republic 9: Outlander, Part 3 (solo menzionato)
  • Star Wars: Republic 10: Outlander, Part 4 (solo menzionato)
  • Star Wars: Republic 11: Outlander, Part 5 (solo menzionato)
  • Star Wars: Republic 12: Outlander, Part 6
  • Star Wars: Bounty Hunter
  • Star Wars: Republic 20: Twilight, Part 2 (solo menzionato)
  • Star Wars: Racer Revenge
  • Boba Fett: The Fight to Survive (solo menzionato)
  • Boba Fett: Maze of Deception (solo menzionato)
  • Boba Fett: Hunted
  • Star Wars: The Clone Wars
  • Star Wars: The Clone Wars (film)
  • Star Wars: The New Droid Army (solo menzionato)
  • Boba Fett: A New Threat
  • Boba Fett: Pursuit (solo menzionato)
  • The Paradise Snare (solo menzionato)
  • Jabba the Hutt: The Gaar Suppoon Hit
  • Jabba the Hutt: The Hunger of Princess Nampi
  • Jabba the Hutt: The Dynasty Trap
  • Jabba the Hutt: Betrayal
  • The Hutt Gambit
  • A Hunter's Fate: Greedo's Tale
  • Rebel Dawn
  • This Crumb for Hire
  • Star Wars: The Force Unleashed II (appare in ologramma)
  • Han Solo and the Lost Legacy (solo menzionato)
  • When the Domino Falls (solo menzionato)
  • "Stop That Jawa!"—Star Wars Tales 2 (solo menzionato)
  • Underworld: The Yavin Vassilika
  • Outbid But Never Outgunned (solo menzionato)
  • GalaxyCite "Wanderer of Worlds" — Star Wars Galaxy 9 (solo menzionato)
  • Way of the Wookiee (solo menzionato)
  • Star Wars Journal: The Fight for Justice (solo menzionato)
  • Star Wars - Episodio IV: Una Nuova Speranza
  • Star Wars - Episodio IV: Una Nuova Speranza (romanzo ufficiale)
  • Star Wars 2: Six Against the Galaxy
  • SWAJsmall "Spare Parts"—Star Wars Adventure Journal 11
  • A Boy and His Monster: The Rancor Keeper's Tale
  • Star Wars: Rebellion
  • SWAJsmall "The Great Herdship Heist"—Star Wars Adventure Journal 15 (solo menzionato)
  • Star Wars: Rogue Squadron III: Rebel Strike
  • Rebel Force: Renegade
  • Star Wars 7: New Planets, New Perils! (solo menzionato)
  • Star Wars 8: Eight for Aduba-3 (solo menzionato)
  • Star Wars 9: Showdown on a Wasteland World! (solo menzionato)
  • Star Wars 12: Doomworld! (solo menzionato)
  • Star Wars 16: The Hunter (solo menzionato)
  • Star Wars 31: Return to Tatooine (solo menzionato)
  • Star Wars 32: The Jawa Express (solo menzionato)
  • Star Wars 35: Dark Lord's Gambit (solo menzionato)
  • Star Wars 37: In Mortal Combat
  • A Bad Feeling: The Tale of EV-9D9 (solo menzionato)
  • And the Band Played On: The Band's Tale
  • Star Wars Missions 5: The Hunt for Han Solo (solo menzionato)
  • Star Wars Missions 6: The Search for Grubba the Hutt
  • Star Wars Missions 7: Ithorian Invasion (appare in ologramma)
  • Star Wars Missions 8: Togorian Trap
  • Star Wars Missions 10: Showdown in Mos Eisley
  • The Rebel Thief
  • Star Wars Missions 11: Bounty Hunters vs. Battle Droids
  • Star Wars Missions 12: The Vactooine Disaster
  • Star Wars Missions 19: Bounty on Bonadan (solo menzionato)
  • Star Wars Missions 14: The Monsters of Dweem (solo menzionato)
  • Shadows in the Force (solo menzionato)
  • FFG Crates of Krayts (solo menzionato)
  • The Bounty Hunter of Ord Mantell (solo menzionato)
  • Traitor's Gambit (solo menzionato)
  • The Power Gem (solo menzionato)
  • A Bitter Winter (solo menzionato)
  • Galaxy of Fear: Ghost of the Jedi
  • Star Wars: Empire at War: Forces of Corruption
  • Allegiance (solo menzionato)
  • Galaxy of Fear: Army of Terror (solo menzionato)
  • Galaxy of Fear: The Brain Spiders
  • Galaxy of Fear: The Hunger (solo menzionato)
  • Tatooine Sojourn (solo menzionato
  • The Second Kessel Run (solo menzionato)
  • The Frozen World of Ota (solo menzionato)
  • Gal-icon Star Wars Galaxies: An Empire Divided
  • A New Beginning
  • Showdown (Mentioned only)
  • Side Trip (solo menzionato)
  • Star Wars - Episodio V: L'Impero Colpisce Ancora (solo menzionato)
  • Star Wars - Episodio V: L'Impero Colpisce Ancora (romanzo ufficiale e romanzo versione junior, solo menzionato)
  • Star Wars 39: The Empire Strikes Back: Beginning (solo menzionato)
  • Star Wars 40: The Empire Strikes Back: Battleground Hoth (solo menzionato)
  • The Prize Pelt: The Tale of Bossk (solo menzionato)
  • Star Wars 43: The Empire Strikes Back: Betrayal at Bespin (solo menzionato)
  • Star Wars 44: The Empire Strikes Back: Duel a Dark Lord (solo menzionato)
  • Star Wars 50: The Crimson Forever (solo menzionato)
  • GalaxyCite "Hunting the Hunters" — Star Wars Galaxy 6 (solo menzionato)
  • "A Hot Time in the Cold Town Tonite!"—Star Wars Tales 6 (appare in ologramma)
  • Star Wars 67: The Darker (solo menzionato)
  • The Life and Legend of Obi-Wan Kenobi (solo menzionato)
  • L'Ombra dell'Impero
  • L'Ombra dell'Impero (fumetto)
  • WEG icon2 "Just Another Day's Work"—Shadows of the Empire Sourcebook (solo menzionato)
  • Star Wars 68: The Search Begins (solo menzionato)
  • Star Wars 70: The Stenax Shuffle (solo menzionato)
  • Star Wars 71: Return to Stenos (solo menzionato)
  • Star Wars 79: The Big Con (solo menzionato)
  • Battle of the Bounty Hunters
  • The Bounty Hunters: Scoundrel's Wages (solo menzionato)
  • The Employment Test (solo menzionato)
  • The Rise and Fall of Darth Vader (solo menzionato)
  • The One That Got Away
  • That's Entertainment: The Tale of Salacious Crumb
  • Of the Day's Annoyances: Bib Fortuna's Tale
  • Star Wars - Episodio VI: Il Ritorno dello Jedi
  • Star Wars - Episodio VI: Il Ritorno dello Jedi (romanzo ufficiale e romanzo versione junior)
  • Star Wars: Return of the Jedi 1: In the Hands of Jabba the Hutt
  • Sleight of Hand: The Tale of Mara Jade
  • Out of the Closet: The Assassin's Tale (solo menzionato)
  • Taster's Choice: The Tale of Jabba's Chef
  • A Time to Mourn, a Time to Dance: Oola's Tale
  • Goatgrass: The Tale of Ree-Yees
  • And Then There Were Some: The Gamorrean Guard's Tale
  • Let Us Prey: The Whiphid's Tale
  • Tongue-tied: Bubo's Tale (appare in flashback)
  • Star Wars Journal: Hero for Hire (solo menzionato)
  • A Free Quarren in the Palace: Tessek's Tale
  • The Great God Quay: The Tale of Barada and the Weequays
  • Old Friends: Ephant Mon's Tale
  • Mara Jade: By the Emperor's Hand 1
  • Shaara and the Sarlacc: The Skiff Guard's Tale (solo menzionato)
  • Skin Deep: The Fat Dancer's Tale (solo menzionato)
  • A Barve Like That: The Tale of Boba Fett (appare in flashback)
  • Star Wars: Return of the Jedi 2: The Emperor Commands
  • The Mandalorian Armor (appare in ologramma)
  • Slave Ship (appare in ologramma)
  • Hard Merchandise (solo menzionato)
  • One Last Night in the Mos Eisley Cantina: The Tale of the Wolfman and the Lamproid (solo menzionato)
  • La Tregua di Bakura (solo menzionato)
  • Star Wars 81: Jawas of Doom (appare in flashback)
  • The Ordeal of Boba Fett (solo menzionato)
  • The Jabba Tape (solo menzionato)
  • A Credit for Your Thoughts (solo menzionato)
  • Three Against the Galaxy (appare in flashback)
  • Shadows of the Empire: Evolution (solo menzionato)
  • Handoff (solo menzionato)
  • X-wing Rogue Squadron: Battleground: Tatooine (solo menzionato)
  • The Glove of Darth Vader (solo menzionato)
  • The Lost City of the Jedi (solo menzionato)
  • Zorba the Hutt's Revenge (appare in ologramma)
  • Mission from Mount Yoda (solo menzionato)
  • Queen of the Empire (solo menzionato)
  • Prophets of the Dark Side (solo menzionato)
  • Luke Skywalker and the Shadows of Mindor (solo menzionato)
  • Hutt and Seek (solo menzionato)
  • Crossroads (solo menzionato)
  • Tatooine Ghost (solo menzionato)
  • L'erede dell'Impero (solo menzionato)
  • Sfida alla Nuova Repubblica (solo menzionato)
  • L'ultima missione (solo menzionato)
  • Dark Empire (solo menzionato)
  • Jedi Search (solo menzionato)
  • Io, Jedi (solo menzionato)
  • Spetto del Passato (solo menzionato)
  • Visione del Futuro (solo menzionato)
  • La Stella di Cristallo (solo menzionato)
  • Prima della Tempesta (solo menzionato)
  • Shield of Lies (solo menzionato)
  • Jade Solitaire (solo menzionato)
  • Showdown at Centerpoint (solo menzionato)
  • Star Wars: Union (appare in sogno)
  • Young Jedi Knights: Diversity Alliance (solo menzionato)
  • Young Jedi Knights: Delusions of Grandeur (solo menzionato)
  • Young Jedi Knights: Jedi Bounty (solo menzionato)
  • Young Jedi Knights: Crisis at Crystal Reef (solo menzionato)
  • Boba Fett: A Practical Man (solo menzionato)
  • Vector Prime (solo menzionato)
  • Agents of Chaos I: Hero's Trial (solo menzionato)
  • Agents of Chaos II: Jedi Eclipse (solo menzionato)
  • Balance Point (solo menzionato)
  • Recovery (solo menzionato)
  • Edge of Victory II: Rebirth (solo menzionato)
  • Destiny's Way (solo menzionato)
  • Bloodlines (solo menzionato)
  • Inferno (solo menzionato)
  • Millennium Falcon (solo menzionato)
  • Fury (solo menzionato)
  • Revelation (solo menzionato)
  • Invincible (solo menzionato)
  • Outcast (solo menzionato)
  • Omen (solo menzionato)
  • SWInsider small "Getaway"—Star Wars Insider 134 (solo menzionato)
  • Crucible (solo menzionato)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Stephen Sansweet, Hutt in Star Wars Encyclopedia, New York, Del Rey, 1998, p. 134. ISBN 0-345-40227-8.
  2. ^ a b Stephen Sansweet, Jabba Desilijic Tiure (Jabba the Hutt) in Star Wars Encyclopedia, pp. 146–147.
  3. ^ a b Per esempio, vedi Fat Wars: The Obesity Empire Strikes Back, Center for Consumer Freedom, 26 maggio 2005. URL consultato il 5 dicembre 2007.
  4. ^ a b Koenraad Kuiper, Star Wars: An Imperial Myth in Journal of Popular Culture, n. 21.4, 1988, pp. p. 78.
  5. ^ Leland Chee, Major Character Birth Years in StarWars.com. URL consultato il 10-01-2008.
  6. ^ (EN) Paul e Hollace Davids, Zorba the Hutt's Revenge, New York, Bantam Spectra, 1992. ISBN 0-553-15889-9.
  7. ^ (EN) A.C. Crispin, Rebel Dawn, New York, Bantam Spectra, 1998. ISBN 0-553-15889-9.
  8. ^ Jim Woodring, Jabba the Hutt: L'arte del commercio (Jabba the Hutt: The Art of the Deal), Magic Press, 1999.
  9. ^ James Luceno, Inside the Worlds of the Star Wars Trilogy, Dorling Kindersley Publishing, 2004.
  10. ^ Mos Espa Grand Arena in Star Wars Databank. URL consultato il 05-12-2007.
  11. ^ Star Wars: The Clone Wars
  12. ^ Ann C. Crispin, The Hutt Gambit, New York, Bantam Spectra, 1997. ISBN 0-553-57416-7.
  13. ^ La scena fu tagliata nella versione originale del 1977 di Guerre stellari - Episodio IV - Una nuova speranza ma fu reinserita nell'edizione speciale del 1997.
  14. ^ (EN) Bill Slavicsek, Curtis Smith, The Star Wars Sourcebook, West End Games, 1987.
  15. ^ Kevin J. Anderson, Tales from Jabba's Palace, New York, Bantam Spectra, 1996. ISBN 0-553-56815-9.
  16. ^ Timothy Zahn, L'erede dell'Impero (Heir to the Empire), Sperling & Kupfer, 1993. ISBN 88-200-1544-7.
  17. ^ Murray Pomerance, Hitchcock and the Dramaturgy of Screen Violence, in Steven Jay Schneider, New Hollywood Violence, Manchester, Manchester University Press, 2004, p. 47. ISBN 0-7190-6723-5.
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  29. ^ Intervista a Joseph Letteri, Star Wars Episodio IV: Una nuova speranza, Edizione Speciale (VHS, 20th Century-Fox, 1997).
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  47. ^ Archie Goodwin, Marvel Guerre stellari #37: In combattimento mortale, Marvel, luglio 1980.
  48. ^ George Lucas, Guerre stellari: Dalle avventure di Luke Skywalker, New York, Del Rey, 1977, p.107. ISBN 0-345-26079-1.
  49. ^ Una serie completa di action figure su Jabba the Hutt venduta dalla Kenner nel 1983 è stata valutata sui 70 dollari nel 2003 dai collezionisti se in buone condizioni e con la confezione originale. Vedi Geoffrey T Carlton, Star Wars Super Collector's Wish Book: Identification & Values, Paducah, Ky., Collector Books, 2003, p. 13. ISBN 1-57432-334-2.
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  51. ^ "The Hero's Return", Star Wars: The Myth of Magic al National Air and Space Museum.
  52. ^ Matthew Bortolin, The Dharma of Star Wars, Somerville, Mass., Wisdom Publications, 2005, p. 139. ISBN 0-86171-497-0.
  53. ^ Mitchell Krugel, One Last Shot: The Story of Michael Jordan's Comeback, New York, St. Martin's Press, 2003, p. 55. ISBN 0-312-99223-8.
  54. ^ Patrick Mallon, California Dictatorship, Philadelphia, Xlibris, 2004, p. 235. ISBN 1-4134-6797-0.
  55. ^ William G. Ouchi, Making Schools Work: A Revolutionary Plan to Get Your Children the Education They Need, New York, Simon and Schuster, 2003, p. 96. ISBN 0-7432-4630-6.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • David West Reynolds, Star Wars Episodio I: Guida ai personaggi, Fabbri, 1999. ISBN 88-451-7413-1.
  • (EN) Andy Mangels, The Essential Guide to Characters, New York, Del Rey, 1995. ISBN 0-345-39535-2.
  • (EN) Daniel Wallace, The New Essential Guide to Characters, New York, Del Rey, 2002. ISBN 0-345-44900-2.
  • (EN) Daniel Wallace, Kevin J. Anderson, The New Essential Chronology, New York, Del Rey, 2005. ISBN 0-345-49053-3.
  • (EN) Martin Wixted, Star Wars Galaxy Guide 7: Mos Eisley, Honesdale, West End Games, 1993. ISBN 0-87431-187-X.
  • Star Wars: Guida definitiva alla saga di George Lucas in Ciak, giugno 2005.
  • Star Wars: La saga completa in Future heroes, n. 1, ottobre 2005.

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