Morte Nera
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| Morte Nera | |
|---|---|
| Costruttore | |
| Descrizione | |
| Tipo | Arma di distruzione |
| Lunghezza | 160 chilometri (diametro) |
| Armamento | Laser Gravitonico (capace di distruggere un pianeta), 15.000 torri turbolaser, 2.500 cannoni laser, 2.500 cannoni ionici, 700 raggi traenti |
| Scudi | |
| Scafo | |
| Equipaggio | 265.675 persone, di cui 52.276 artiglieri, 42.782 tecnici navali e 180.216 tra piloti e personale di supporto.[1] |
| Velocità | 400 km/s (nell'iperspazio raggiunge fino a 50000 volte la velocità della luce) |
| Trasporto Truppe | 607.360 soldati e 30.984 assaltatori.[1] |
| Affiliazione | Impero Galattico |
| Carico | circa 42.000 caccia TIE e 2.300 Hangar |
| Passeggeri | in numero variabile; è in grado di ospitare la Corte Imperiale in caso di necessità |
| « Non è una luna quella, è una stazione spaziale. » | |
La Morte Nera è una terribile arma di distruzione che compare nella saga cinematografica di fantascienza Guerre Stellari.
Indice |
[modifica] Descrizione
Nell'universo immaginario della saga di Guerre Stellari, la Morte Nera (nell'originale inglese Death Star, "stella della morte") era una gigantesca stazione da battaglia spaziale realizzata dall'Impero Galattico allo scopo di rafforzare il suo regime di terrore. La Morte Nera aveva le dimensioni di una piccola luna e l'arma principale di cui disponeva era un cannone laser in grado di distruggere un pianeta delle dimensioni della Terra in pochi secondi.
La Morte Nera appariva come una enorme sfera di colore grigio scuro, con una sorta di cratere nell'emisfero nord, all'interno del quale era ospitata l'arma laser principale. La superficie era protetta da una fitta maglia di turbolaser e radiofari traenti; queste difese da sole erano in grado di sviluppare un volume di fuoco pari a più della metà dell'intera flotta imperiale.
La stazione ospitava anche intere guarnigioni di truppe imperiali e un'intera flotta di navicelle (tra cui migliaia di caccia TIE).
[modifica] Apparizioni e storia
Nella saga ufficiale di Guerre Stellari appaiono complessivamente due stazioni Morte Nera, informalmente chiamate Morte Nera I e Morte Nera II.
Il progetto e la costruzione della Morte Nera I iniziarono (in segreto) già durante il complotto per la scalata al potere da parte dell'Imperatore, sotto la supervisione del Grand Moff Tarkin. La Morte Nera I appare in forma di modello olografico in Episodio II - L'attacco dei cloni e, in costruzione, in Episodio III - La vendetta dei Sith.
Dopo il rovesciamento della Repubblica, per ordine del Grand Moff Tarkin, la Morte Nera I venne usata a titolo dimostrativo per distruggere il pacifico mondo di Alderaan, pianeta natale della principessa Leila Organa. La Morte Nera fu quindi attaccata dai ribelli e distrutta da Luke Skywalker. La Morte Nera ultimata, con l'Impero ormai saldamente al potere, nonché la sua distruzione, sono elementi centrali della trama di Episodio IV - Una nuova speranza.
Tre anni dopo l'Impero iniziò la costruzione della Morte Nera II, più potente della prima, in orbita attorno alla luna boscosa di Endor. Intorno alla stazione spaziale, ancora in costruzione (sebbene parzialmente operativa) avvenne lo scontro risolutivo tra Alleanza Ribelle ed impero, con la caduta di quest'ultimo. La Morte Nera II e la sua distruzione vengono mostrati in Episodio VI - Il ritorno dello Jedi.
[modifica] Note
- ^ a b Death Star (Expanded Universe) in Star Wars Databank. Lucasfilm. URL consultato il 2007-08-09.
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Morte Nera su Star Wars Databank
- (EN) Death Star su Wookieepedia
- (IT) Morte Nera sul DataBank di SWX.it

