Universo espanso (Guerre stellari)

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L'Universo espanso di Guerre stellari è l'insieme di storie derivate da fumetti, romanzi e altri media al di fuori dei film. L'universo espanso è considerato canonico dalla Lucasfilm Ltd., anche se secondario ai film.

L'Universo espanso è noto anche con il nome in lingua inglese di Expanded Universe (spesso abbreviato come EU).

Con l'aumentare del materiale pubblicato si sono verificate delle contraddizioni, sia per errori effettuati nelle prime pubblicazioni e poi corretti, sia per l'introduzione di una nuovo "canone" da parte di prodotti più ufficiali. Se può capitare che l'Universo Espanso si contraddica, la regola generale è che l'Universo Espanso può contraddire sé stesso, ma non i film, che costituiscono l'ossatura della trama dell'universo narrativo. A partire dai primi anni 2000 la Lucasfilm gestisce una sorta di database, realizzato con FileMaker, chiamato Holocron (dall'omonimo oggetto che nelle storie contiene il sapere dei Jedi e dei Sith), contenente i riferimenti a tutti i personaggi, oggetti, luoghi, ecc... dell'universo narrativo, sia per quanto già pubblicato, sia per gli sviluppi futuri previsti, in modo che autori differenti intenti a lavorare sugli stessi soggetti non producano materiale incongruente.

Il 25 aprile 2014, dopo l'acquisizione di Guerre stellari da parte di Disney, è stato annunciato che tutto il materiale precedentemente pubblicato legato all'Universo espanso sarà considerato appartenente a un universo alternativo, chiamato "Legends", anche se parte di esso potrebbe apparire nel futuro materiale canonico[1].

La nascita dell'Universo espanso[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo in cui la trilogia originale veniva girata e distribuita nei cinema, vennero prodotti diversi romanzi, oltre a serie di fumetti e strisce e linee di giocattoli, che erano quasi sempre incentrati intorno ai personaggi principali dei film. La gemma di Kaiburr, romanzo scritto da Alan Dean Foster e pubblicato nel 1978, nato da un soggetto inizialmente pensato come base per la trama di un possibile seguito a basso costo di Una nuova speranza, nel caso questo non avesse avuto successo al botteghino[2], è uno tra i primi esempi di questi prodotti derivati. La situazione andò avanti così per un decennio, con scarsa coordinazione tra gli autori, inizialmente anche a causa della mancata conoscenza da parte degli sceneggiatori di quella che sarebbe stata la trama dei successivi film della prima classica.

Nel 1987 Star Wars era un universo narrativo conosciuto e con un buon seguito, ma senza la prospettiva di nuovi film che potessero garantire il mantenimento di questo interesse del pubblico: Il ritorno dello Jedi e i due spin off L'avventura degli Ewoks e Il ritorno degli Ewoks, gli ultimi film prodotti, risalivano ormai ad alcuni anni prima. Anche i cartoni animati ispirati agli Ewoks e ai due droidi protagonisti, R2-D2 e C-3PO, che avevano comunque un target di età di molto inferiore rispetto ai film, erano terminati, così come era scaduta (e non rinnovata) la licenza per i fumetti della Marvel Comics. Anche la Kenner, produttrice delle action figure della saga, che nel 1986 si era vista rifiutare dalla Lucasfilm la linea di giocattoli The Epic Continues, che, per mantenere vivo l'interesse del pubblico, avrebbe dovuto portare avanti la storia dopo il terzo film (presentando un nuovo avversario, il genetista Atha Prime, legato alla Guerra dei Cloni, e mostrando un redivivo Grand Moff Tarkin[3]), cessò la distribuzione sul mercato dei prodotti già realizzati per le linee precedenti, a causa del calo delle vendite degli stessi.

In questa situazione, un editore specializzato in wargame e giochi di ruolo, la West End Games, propose alla Lucasfilm la produzione di un gioco di ruolo ispirato a Guerre Stellari. La WEG aveva prodotto l'anno prima Ghostbusters, ispirato all'omonimo film, che aveva vinto l'H.G. Wells Award come "Best Roleplaying Rules".[4] Dal sistema impiegato in questo gioco l'editore farà derivare il D6 System, su si baserà Guerre stellari - Il gioco di ruolo.

Il problema iniziale che la casa produttrice di giochi si trovava davanti non era quindi tanto sulle meccaniche del gioco (che infatti vinsero nuovamente il "Best Roleplaying Rules" nel 1987[5]), quanto sulla carenza di materiale che descrivesse ed approfondisse l'universo narrativo di Guerre Stellari, ovvero tutto ciò che andava oltre la trilogia e i pochi prodotti correlati usabili senza contraddire questa. Oltre ai materiali già in possesso dell'editore (i film, una guida con le informazioni sugli stessi e sui romanzi, una raccolta di articoli della rivista di fantascienza Starlog, ecc..) la Lucasfilm fornì quindi alla WEG tutto il materiale di archivio che era stato prodotto per i film. Con questa summa di informazioni la WEG iniziò a dare forma al mondo, decidendo (previa autorizzazione della Lucasfilm) anche nomi di pianeti, razze aliene, background dei personaggi, ecc... dove questi erano assenti nel materiale ufficiale prodotto fino ad allora.[6][7]

Quando agli inizi degli anni '90 vennero messi in produzione due seguiti, uno a fumetti (Dark Empire, scritto da Tom Veitch e disegnato da Cam Kennedy, pubblicato tra il 1991 ed il 1992 per la Dark Horse Comics, la nuova licenziataria che aveva sostituito la Marvel) e uno in narrativa (la trilogia di Thrawn, scritta da Timothy Zahn e pubblicata a partire dal 1993), dando inizio a quella che si rivelerà una estremamente prolifica produzione di nuovo materiale, i manuali di gioco prodotti fino ad allora vennero consegnati agli autori come materiale di riferimento su cui basarsi per le loro opere, facendo sì che quanto inventato dagli autori della WEG divenisse il primo canone dell'Universo espanso.[6]. A loro volta gli elementi narrativi introdotti nei romanzi e nei fumetti vennero poi incorporati nel gioco di ruolo e la stessa WEG dette alle stampe Star Wars Adventure Journals (1994-1997), un periodico contenente sia materiale per il gioco che racconti brevi ambientati nella galassia di Guerre Stellari, che continuerà a pubblicare fino alla perdita dei diritti alla fine del decennio.

La definizione del canone[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 la Lucasfilm diede vita al primo di una serie di progetti multimediali, dal titolo L'ombra dell'Impero, che doveva narrare gli eventi avvenuti tra l'episodio V e VI (seguiranno La Guerra dei Cloni nel 2003, ambientato tra l'episodio II e III, e Il potere della Forza nel 2008, ambientato tra episodio III e IV). Il progetto prevedeva, tra le altre cose, un romanzo, fumetti, un videogioco per Nintendo 64 e PC basati su Windows, ed una nuova linea di giocattoli prodotta dalla Kenner. L'anno successivo venne proiettata nei cinema l'edizione speciale, che fece da apripista per la nuova trilogia, distribuita a partire dal 1999; quest'ultima descriveva un periodo (quello delle guerre dei cloni) che, per espressa volontà di Lucas, non era stato ancora trattato nell'Universo Espanso.

Tutto questo nuovo materiale, oltre a rinnovare nuovamente l'interesse del pubblico per il marchio, portò anche problemi di coerenza e, in alcuni casi, si resero necessarie delle retcon. Se da un lato i nuovi film avevano portato sullo schermo diversi elementi presi dall'Universo Espanso (come il nome del pianeta capitale Coruscant o il codice Jedi), dall'altro contraddicevano apertamente alcune situazioni presenti nelle altre pubblicazioni (come la possibilità per i Jedi di sposarsi), mentre in altri casi ancora introducevano nuove interpretazioni di materiale già presente (es il personaggio dello "zio" Owen Lars, presentato come fratello di Obi-Wan Kenobi nei primissimi prodotti legati alla saga[8][9], per poi divenire il semplice tutore a cui veniva affidato, senza un esplicito motivo, Luke Skywalker, e definito infine in L'attacco dei cloni come il fratellastro di Anakin Skywalker e quindi il reale zio di Luke).

Proprio per evitare queste situazioni, che con con il gran numero di prodotti di cui era previsto l'arrivo sul mercato si sarebbero fatte sempre più frequenti, con l'introduzione dell'Holocron vennero definiti dalla Lucas Licensing diversi livelli di "canonicità" del materiale pubblicato:

  • G (George Lucas) Canon è il canone principale. In questa categoria ricadono i film (comprese le scene tagliate quando successivamente distribuite[10]) e i romanzi e le le trasmissioni radio tratte da questi (quando non li contraddicono), i copioni e qualsiasi altro materiale che viene direttamente da George Lucas stesso. G Canon è superiore a qualsiasi altra forma di canone.
  • C (continuity) Canon si riferisce alla maggior parte del materiale dell'Universo Espanso ed è il secondo nella gerarchia di autorità. Tutto quello che è stato pubblicato su Guerre stellari, che non ricade in altre categorie è C Canon[11]. Questo materiale viene considerato attendibile, a meno che non contraddica materiale G Canon. Le pubblicazioni C Canon non devono contraddire né il G Canon, né le precedenti pubblicazioni C Canon.
  • S (secondario) Canon è solitamente associato a storie vecchie, meno accurate o meno coerenti con l'Universo Espanso, che non si adattano perfettamente a canoni superiori, come ad esempio il romanzo La Gemma di Kaiburr, alcuni dei primi fumetti della Marvel[12] o lo The Star Wars Holiday Special[13].
  • N Canon è detto anche "non-canon" o "non-continuity", è costituito da storie alternative (pubblicate sotto l'etichetta Infinities) e da qualsiasi cosa non si adegui a canoni superiori. Le storie N Canon non sono considerate canoniche.

Con l'uscita nel 2008 della serie animata Star Wars: The Clone Wars (preceduta dal lungometraggio omonimo), creata direttamente dalla Lucasfilm Animation, venne deciso di inserire un nuovo livello di canone, il T (televisione) canon[12], posto tra il C e il G, comprendente i progetti televisivi recenti elaborati direttamente dalla Lucasfilm, che avevano quindi priorità su quanto già presente nell'Universo Espanso.

Contemporaneamente alla notizia dell'acquisto della Lucasfilm da parte della The Walt Disney Company, nell'ottobre 2012, è stata annunciata l'intenzione di produrre un nuovo capitolo della saga cinematografica da far uscire nei cinema durante il 2015[14].

Nei primi giorni del 2014 è stato annunciato che i diritti per i fumetti nel 2015 sarebbero passari dalla Dark Horse alla Marvel[15][16](anche questa recentemente acquisita dalla Disney). Alcuni mesi dopo, il 25 aprile 2014 è stato annunciato che tutto il materiale precedentemente pubblicato legato all'Universo espanso sarà considerato come appartenente a un universo alternativo, chiamato "Legends" (alcuni di questi prodotti, come i romanzi di successo, sono già stati ristampati sotto questa nuova classificazione). La nuova continuity prenderà in considerazione come canonico il materiale prodotto direttamente dalla Lucasfilm (film e serie animate, il pratica i precedenti livelli G e T), ma elementi del vecchio Universo Espanso potranno comunque essere ripresi anche nelle nuove produzioni, come la successiva serie animata Star Wars Rebels[17].

Holocron continuity database[modifica | modifica wikitesto]

« In aggiunta all'essere un archivio per informazioni già pubblicate, lo Holocron è un mezzo per tenere traccia di qualsiasi cosa sia in fase di sviluppo. Le informazioni vengono inserite sin dalla prima stesura, e quindi è presente una certa quantità di informazioni su dei prodotti che non verranno rilasciati se non tra qualche anno. È anche usato per contenere informazioni di referenze non pubblicate. »
(Leland Chee)

Lo Holocron continuity database è il database usato internamente da Lucas Licensing per tenere traccia di tutti gli elementi creati per l'universo di Guerre stellari, e contiene elementi presi da quasi tutte le sue fonti. Il database è gestito da Leland Chee tramite l'uso di software FileMaker Pro 7, ed è stato creato circa nel 2000, partendo da un nucleo di materiale importato nel database dai CD-ROM per sistema Microsoft Windows di Star Wars: Behind the Magic (contenente informazioni e scene tagliate inerenti la trilogia classica, pubblicato nel 1998) e di Episode I Insider's Guide.

Leland Chee è un impiegato della Lucasfilm di origine est-asiatica ed è colui che gestisce direttamente il database. Generalmente si fa riconoscere con il soprannome Tasty Taste (in italiano Sapore saporito) e invia messaggi frequentemente nei forum di StarWars.com. Attualmente Chee afferma che non ci sono pianificazioni di un rilascio di qualsiasi porzione dello Holocron al pubblico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Legendary Star Wars Expanded Universe Turns a New Page in StarWars.com, 25 aprile 2014. URL consultato il 27 aprile 2014.
  2. ^ Star Wars: ecco la trama del sequel mai realizzato in BadTaste.it, 6 maggio 2014.
  3. ^ (EN) Steve Sansweet, Tales of Phantom Toys, Star Wars Galaxy Magazine, vol 2, Topps Publishing, Winter 1995, pag 58 e seg
  4. ^ (EN) Charles S. Roberts/H.G. Wells Award Winners (1986), Academy of Adventure Gaming, Arts & Design. URL consultato il 16 ottobre 2007 (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2007).
  5. ^ (EN) Charles S. Roberts/H.G. Wells Award Winners (1987)
  6. ^ a b (EN) Star Wars Insider, 144, ottobre 2013, pag 22 e seg
  7. ^ (EN) Star Wars Insider, 145, novembre 2013, pag 26 e seg
  8. ^ (EN) Galaxy Guide 01 - A New Hope, 2ª ed., West End Games, 1995, p. 15.
  9. ^ (EN) The Essential Guide to Characters, Del Rey Books, 1995, p. 102.
  10. ^ (EN) Leland Y Chee, What'd I say again? Select posts by me regarding continuity, articolo del 21 dicembre 2006, aggiornato al 28 marzo 2011, dalla rubrica Keeper of the Holocron's Blog del vecchio sito web ufficiale di Star Wars
  11. ^ (EN) Leland Y Chee, What is the Holocron?, articolo del 24 maggio 2005, aggiornato al 20 ottobre 2011, dalla rubrica Keeper of the Holocron's Blog del vecchio sito web ufficiale di Star Wars
  12. ^ a b (EN) Leland Y Chee, starwars.com forum HolocronKeeper comments archive, articolo del 6 maggio 2011, dalla rubrica Keeper of the Holocron's Blog del vecchio sito web ufficiale di Star Wars
  13. ^ (EN) Meet Leland Chee, the Star Wars Franchise Continuity Cop, articolo di Wired, del 18 agosto 2008
  14. ^ Disney compra Lucasfilm e annuncia: nel 2015 una nuova saga di «Guerre Stellari», articolo de Il Sole 24 ore, del 30 ottobre 2012
  15. ^ (EN) The End of an Era, articolo di Mike Richardson, del 3 gennaio 2014, dal sito della Dark Horse Comics)
  16. ^ (EN) Lucasfilm and Marvel Join Forces to Publish Star Wars Comics, notizia dal sito ufficiale della Marvel Comics, del 3 gennaio 2014
  17. ^ (EN) The Legendary Star Wars Expanded Universe Turns a New Page, articolo del sito ufficiale di Star Wars, del 25 aprile 2014

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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