Universo espanso (Guerre stellari)

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L'Universo espanso di Guerre stellari, noto anche con il nome in inglese di Expanded Universe (spesso abbreviato in EU), è l'insieme del materiale ufficiale della saga di Guerre stellari pubblicato al di fuori dei sei film originali, di The Clone Wars, dell'omonima serie televisiva e di Star Wars Rebels. Esso include fumetti, libri, videogiochi, giocattoli e altri media, espandendo e continuando la storia trattata nei film in un intervallo di tempo che va da 36 000 anni prima de La minaccia fantasma fino a 134 anni dopo Il ritorno dello Jedi.

Pur con alcune contraddizioni al suo interno, l'Universo espanso è stato considerato canonico dalla Lucasfilm, a patto che non contraddicesse quanto affermato nei film; tanto che lo stesso George Lucas utilizzò alcuni dei nomi e personaggi introdotti negli adattamenti all'interno della saga cinematografica. Il 25 aprile 2014, dopo l'acquisizione di Guerre stellari da parte di Disney, venne annunciato che l'Universo espanso non avrebbe avuto ulteriori aggiunte e tutto il materiale precedentemente pubblicato su di esso sarebbe stato commercializzato sotto un nuovo marchio: Star Wars Legends, escludendolo dalla continuity della saga[1].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« After Star Wars was released, it became apparent that my story—however many films it took to tell—was only one of thousands that could be told about the characters who inhabit its galaxy. But these were not stories that I was destined to tell. Instead, they would spring from the imagination of other writers, inspired by the glimpse of a galaxy that Star Wars provided. Today, it is an amazing, if unexpected, legacy of Star Wars that so many gifted writers are contributing new stories to the Saga. »

(IT)

« Dopo l'uscita di Guerre stellari divenne apparente che la mia storia — indipendentemente dal numero di film che avrebbe richiesto per essere narrata — era solo una delle migliaia che si sarebbero potute raccontare sui personaggi che popolano la sua galassia. Ma queste erano storie che non ero destinato a narrare. Sarebbero nate invece dalla fantasia di altri scrittori, ispirati dalla visione della galassia che Guerre stellari offriva. Oggi è un'eredità al tempo stesso soprendente e inattesa di Guerre stellari, il fatto che così tanti scrittori di talento contribuiscano ad aggiungere nuove storie alla saga. »

(George Lucas, nell'introduzione dell'edizione inglese del 1994 de La gemma di Kaiburr[2])

Nel periodo in cui la trilogia originale veniva girata e distribuita nei cinema, vennero prodotti diversi romanzi, serie di fumetti, strisce e linee di giocattoli, che erano quasi sempre incentrati intorno ai personaggi principali dei film. La gemma di Kaiburr, romanzo scritto da Alan Dean Foster e pubblicato nel 1978, nato da un soggetto inizialmente pensato come base per la trama di un possibile seguito a basso costo di Una nuova speranza, nel caso questo non avesse avuto successo al botteghino[3], è uno tra i primi esempi di questi prodotti derivati. La situazione andò avanti così per un decennio, con scarsa coordinazione tra gli autori, inizialmente anche a causa della mancata conoscenza da parte degli sceneggiatori di quella che sarebbe stata la trama dei successivi film della prima trilogia.

Videro così la luce i due film spin-off L'avventura degli Ewoks e Il ritorno degli Ewoks, le serie televisive animate Star Wars: Ewoks e Star Wars: Droids, con protagonisti R2-D2 e C-3PO, destinate ad un pubblico più giovane rispetto a quello della trilogia, e numerosi fumetti pubblicati dalla Marvel Comics nella collana Marvel Star Wars. La Kenner, produsse action figure della saga fino al 1986, anno in cui cessò la distribuzione sul mercato dei prodotti già realizzati per le linee precedenti a causa del calo delle vendite degli stessi. La stessa Kenner, prima di cessare la distribuzione dei prodotti, si era vista rifiutare dalla Lucasfilm la linea di giocattoli The Epic Continues, che, con lo scopo di mantenere vivo l'interesse del pubblico, avrebbe dovuto portare avanti la storia dopo il terzo film , presentando un nuovo avversario, il genetista Atha Prime, legato alla Guerra dei Cloni, e mostrando un redivivo Grand Moff Tarkin[4].

Il punto di svolta e l'apice[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 l'editore specializzato in wargame e giochi di ruolo West End Games propose alla Lucasfilm la produzione di un gioco di ruolo ispirato a Guerre stellari. Il problema iniziale che la casa produttrice di giochi si trovò davanti era costituito dalla carenza di materiale che descrivesse ed approfondisse l'universo narrativo della saga, ovvero tutto ciò che andava oltre la trilogia e i pochi prodotti correlati già pubblicati utilizzabili senza contraddire questa. La Lucasfilm fornì quindi alla West End Games tutto il materiale di archivio che era stato prodotto per i film e, con questa summa di informazioni, la WEG iniziò a dare forma alla galassia, decidendo — previa autorizzazione della Lucasfilm — anche nomi di pianeti, razze aliene e informazioni aggiuntive, come il background dei personaggi, dove queste erano assenti nel materiale ufficiale prodotto fino ad allora[5][6].

Agli inizi degli anni novanta vennero messe in produzione due opere che affrontarono per la prima volta la questione degli eventi successivi a Il ritorno dello Jedi, un'epoca ancora inesplorata nel materiale originale: nel giugno 1991 L'erede dell'Impero, prima parte della trilogia di Thrawn di Timothy Zahn, e nel dicembre dello stesso anno la miniserie a fumetti Dark Empire, scritta da Tom Veitch, illustrata da Cam Kennedy e pubblicata dalla Dark Horse Comics, la nuova licenziataria che aveva sostituito la Marvel. Il tentativo di ricostruzione della Nuova Repubblica e dell'Ordine Jedi sotto la rinnovata minaccia dell'Impero Galattico e dei Sith, così come il futuro dei personaggi principali Luke, Ian e Leila, ottennero un eccezionale riscontro critico e di pubblico e influenzarono tutti gli autori successivi che si cimentarono nella composizione di storie ambientate nello stesso arco temporale[7]. I manuali di gioco prodotti della West End Games vennero consegnato agli autori di questi primi seguiti, per essere usati come materiale di riferimento su cui basarsi per le loro opere, divenendo di fatto il primo canone dell'Universo espanso[5].

Con il periodo della tarda Repubblica Galattica dichiarato interdetto da George Lucas in attesa dell'eventuale realizzazione di possibili prequel, gli autori dell'Universo espanso esplorarono epoche più remote della galassia, come il periodo compreso tra il 5000 e il 4000 BBY, narrato nella serie di fumetti Cronache Jedi. Altri due romanzi di Timothy Zahn, Spettro del passato e Visione del futuro, conclusero invece il conflitto tra gli ultimi scampoli dell'Impero e la Nuova Repubblica; per cui, con la serie di romanzi The New Jedi Order, vennero introdotti per la prima volta dei nuovi cattivi: la razza aliena degli Yuuzhan Vong intenti ad invadere la galassia[7].

L'effettiva realizzazione di una nuova trilogia cinematografica che fungesse da prequel, iniziata nel 1999 e conclusa nel 2005, liberò infine anche quest'ultimo periodo della storia della galassia alla fantasia degli autori dell'Universo espanso. Essi poterono dunque collegare le nuove linee narrative al materiale già esistente, senza il rischio di contraddire la storia canonica[7].

L'era Disney[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'acquisto di Lucasfilm da parte di The Walt Disney Company, il 30 ottobre 2012, vennero avviati i preparativi per una trilogia sequel che avrebbe narrato una storia originale piuttosto che appoggiarsi sul materiale dell'Universo espanso, introducendo di fatto una nuova continuity. Tutto il materiale dell'EU è stato quindi definito "non canonico" e quanto precedentemente pubblicato raccolto sotto il nuovo marchio di Star Wars Legends. Nonostante ciò è stato annunciato che materiale e personaggi dell'Universo espanso avrebbero potuto influenzare o sarebbero potuti comparire occasionalmente nelle nuove opere della serie[1].

(EN)

« Even though they would no longer be part of a Star Wars official history, they're still stories that mean something, and they can mean something to you, even if they didn't 'happen'. That they are legends. And legends are big, and legends are exciting, and legends are special, and you can read them, and tell them, and love them. And then we also read history, and we retell that, and love it, and that gets retold until it's a legend too.

So that's why we called it Legends... So it wouldn't get shoved off too far to the side, and treated like it never happened. »

(IT)

« Nonostante non faranno più parte della storia ufficiale di Guerre stellari, sono storie che mantengono il loro siginificato, e possono valere qualcosa per i lettori anche se non sono "avvenute". In questo sono leggende. E le leggende sono grandiose, entusiasmanti, speciali e si prestano ad essere lette, raccontate, amate. Allo stesso modo leggiamo la storia e l'amiamo e la raccontiamo fino a quando non diventa essa stessa leggenda.

Per questo abbiamo chiamato la serie Legends... In modo che non venisse liquidata come una cosa marginale che non è mai avvenuta. »

(Shelly Shapiro, caporedattore di Del Rey Books[8])

La definizione del canone[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 la Lucasfilm diede vita al primo di una serie di progetti multimediali, dal titolo L'ombra dell'Impero, che doveva narrare gli eventi avvenuti tra l'episodio V e VI (seguiranno La Guerra dei Cloni nel 2003, ambientato tra l'episodio II e III, e Il potere della Forza nel 2008, ambientato tra episodio III e IV). Il progetto prevedeva, tra le altre cose, un romanzo, fumetti, un videogioco per Nintendo 64 e PC basati su Windows, ed una nuova linea di giocattoli prodotta dalla Kenner. L'anno successivo venne proiettata nei cinema l'edizione speciale, che fece da apripista per la nuova trilogia, distribuita a partire dal 1999; quest'ultima descriveva un periodo (quello delle guerre dei cloni) che, per espressa volontà di Lucas, non era stato ancora trattato nell'Universo espanso.

Tutto questo nuovo materiale, oltre a rinnovare nuovamente l'interesse del pubblico per il marchio, portò anche problemi di coerenza e, in alcuni casi, si resero necessarie delle retcon. Se da un lato i nuovi film avevano portato sullo schermo diversi elementi presi dall'Universo espanso (come il nome del pianeta capitale Coruscant o il codice Jedi), dall'altro contraddicevano apertamente alcune situazioni presenti nelle altre pubblicazioni (come la possibilità per i Jedi di sposarsi), mentre in altri casi ancora introducevano nuove interpretazioni di materiale già presente (es il personaggio dello "zio" Owen Lars, presentato come fratello di Obi-Wan Kenobi nei primissimi prodotti legati alla saga[9][10], per poi divenire il semplice tutore a cui veniva affidato, senza un esplicito motivo, Luke Skywalker, e definito infine in L'attacco dei cloni come il fratellastro di Anakin Skywalker e quindi il reale zio, seppur non di sangue, di Luke).

Proprio per evitare queste situazioni, che con il gran numero di prodotti di cui era previsto l'arrivo sul mercato si sarebbero fatte sempre più frequenti, con l'introduzione dell'Holocron vennero definiti dalla Lucas Licensing diversi livelli di "canonicità" del materiale pubblicato:

  • G (George Lucas) Canon è il canone principale. In questa categoria ricadono i film (comprese le scene tagliate quando successivamente distribuite[11]) e i romanzi e le le trasmissioni radio tratte da questi (quando non li contraddicono), i copioni e qualsiasi altro materiale che viene direttamente da George Lucas stesso. G Canon è superiore a qualsiasi altra forma di canone.
  • C (continuity) Canon si riferisce alla maggior parte del materiale dell'Universo Espanso ed è il secondo nella gerarchia di autorità. Tutto quello che è stato pubblicato su Guerre stellari, che non ricade in altre categorie è C Canon[12]. Questo materiale viene considerato attendibile, a meno che non contraddica materiale G Canon. Le pubblicazioni C Canon non devono contraddire né il G Canon, né le precedenti pubblicazioni C Canon.
  • S (secondario) Canon è solitamente associato a storie vecchie, meno accurate o meno coerenti con l'Universo Espanso, che non si adattano perfettamente a canoni superiori, come ad esempio il romanzo La Gemma di Kaiburr, alcuni dei primi fumetti della Marvel[13] o lo The Star Wars Holiday Special[14].
  • N Canon è detto anche "non-canon" o "non-continuity", è costituito da storie alternative (pubblicate sotto l'etichetta Infinities) e da qualsiasi cosa non si adegui a canoni superiori. Le storie N Canon non sono considerate canoniche.

Con l'uscita nel 2008 della serie animata Star Wars: The Clone Wars (preceduta dal lungometraggio omonimo), creata direttamente dalla Lucasfilm Animation, venne deciso di inserire un nuovo livello di canone, il T (televisione) canon[13], posto tra il C e il G, comprendente i progetti televisivi recenti elaborati direttamente dalla Lucasfilm, che avevano quindi priorità su quanto già presente nell'Universo espanso.

Contemporaneamente alla notizia dell'acquisto della Lucasfilm da parte della The Walt Disney Company, nell'ottobre 2012, è stata annunciata l'intenzione di produrre un nuovo capitolo della saga cinematografica da far uscire nei cinema durante il 2015[15].

Nei primi giorni del 2014 è stato annunciato che i diritti per i fumetti nel 2015 sarebbero passari dalla Dark Horse alla Marvel[16][17](anche questa recentemente acquisita dalla Disney). Alcuni mesi dopo, il 25 aprile 2014 è stato annunciato che tutto il materiale precedentemente pubblicato legato all'Universo espanso sarà considerato come appartenente a un universo alternativo, chiamato "Legends" (alcuni di questi prodotti, come i romanzi di successo, sono già stati ristampati sotto questa nuova classificazione). La nuova continuity prenderà in considerazione come canonico il materiale prodotto direttamente dalla Lucasfilm (film e serie animate, in pratica i precedenti livelli G e T), ma elementi del vecchio Universo espanso potranno comunque essere ripresi anche nelle nuove produzioni, come la successiva serie animata Star Wars Rebels[1].

Holocron continuity database[modifica | modifica wikitesto]

« In aggiunta all'essere un archivio per informazioni già pubblicate, lo Holocron è un mezzo per tenere traccia di qualsiasi cosa sia in fase di sviluppo. Le informazioni vengono inserite sin dalla prima stesura, e quindi è presente una certa quantità di informazioni su dei prodotti che non verranno rilasciati se non tra qualche anno. È anche usato per contenere informazioni di referenze non pubblicate. »
(Leland Chee)

Lo Holocron continuity database è il database usato internamente da Lucas Licensing per tenere traccia di tutti gli elementi creati per l'universo di Guerre stellari, e contiene elementi presi da quasi tutte le sue fonti. Il database è gestito da Leland Chee tramite l'uso di software FileMaker Pro 7, ed è stato creato circa nel 2000, partendo da un nucleo di materiale importato nel database dai CD-ROM per sistema Microsoft Windows di Star Wars: Behind the Magic (contenente informazioni e scene tagliate inerenti la trilogia classica, pubblicato nel 1998) e di Episode I Insider's Guide.

Leland Chee è un impiegato della Lucasfilm di origine est-asiatica ed è colui che gestisce direttamente il database. Generalmente si fa riconoscere con il soprannome Tasty Taste (in italiano Sapore saporito) e invia messaggi frequentemente nei forum di StarWars.com. Attualmente Chee afferma che non ci sono pianificazioni di un rilascio di qualsiasi porzione dello Holocron al pubblico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) The Legendary Star Wars Expanded Universe Turns a New Page su starwars.com, 25 aprile 2014. URL consultato il 27 aprile 2014.
  2. ^ (EN) The Star Wars Canon: Quotes by Rank su canonwars.com. URL consultato il 18 febbraio 2015.
  3. ^ Star Wars: ecco la trama del sequel mai realizzato su badtaste.it, 6 maggio 2014. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  4. ^ (EN) Steve Sansweet, Tales of Phantom Toys, Star Wars Galaxy Magazine, vol 2, Topps Publishing, Winter 1995, pag 58 e seg
  5. ^ a b (EN) Star Wars Insider, nº 144, ottobre 2013, pp. 22 e segg..
  6. ^ (EN) Star Wars Insider, nº 145, novembre 2013, pp. 26 e segg..
  7. ^ a b c (EN) Amelia Hill, History of the Expanded Universe su About.com. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  8. ^ (EN) Andrew Dyce, 'Star Wars' Creatives Explain Why Canon vs Expanded Universe Shouldn't Matter su screenrant.com. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  9. ^ (EN) Galaxy Guide 01 - A New Hope, 2ª ed., West End Games, 1995, p. 15.
  10. ^ (EN) The Essential Guide to Characters, Del Rey Books, 1995, p. 102.
  11. ^ (EN) Leland Y Chee, What'd I say again? Select posts by me regarding continuity, articolo del 21 dicembre 2006, aggiornato al 28 marzo 2011, dalla rubrica Keeper of the Holocron's Blog del vecchio sito web ufficiale di Star Wars
  12. ^ (EN) Leland Y Chee, What is the Holocron?, articolo del 24 maggio 2005, aggiornato al 20 ottobre 2011, dalla rubrica Keeper of the Holocron's Blog del vecchio sito web ufficiale di Star Wars
  13. ^ a b (EN) Leland Y Chee, starwars.com forum HolocronKeeper comments archive, articolo del 6 maggio 2011, dalla rubrica Keeper of the Holocron's Blog del vecchio sito web ufficiale di Star Wars
  14. ^ (EN) Meet Leland Chee, the Star Wars Franchise Continuity Cop, articolo di Wired, del 18 agosto 2008
  15. ^ Disney compra Lucasfilm e annuncia: nel 2015 una nuova saga di «Guerre Stellari», articolo de Il Sole 24 ore, del 30 ottobre 2012
  16. ^ (EN) The End of an Era, articolo di Mike Richardson, del 3 gennaio 2014, dal sito della Dark Horse Comics)
  17. ^ (EN) Lucasfilm and Marvel Join Forces to Publish Star Wars Comics, notizia dal sito ufficiale della Marvel Comics, del 3 gennaio 2014

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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