Universo espanso (Guerre stellari)

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L'Universo espanso di Guerre stellari, noto anche con il nome in inglese di Expanded Universe (spesso abbreviato in EU), è l'insieme del materiale ufficiale della saga di Guerre stellari pubblicato al di fuori dei sei film originali, di Star Wars: The Clone Wars, dell'omonima serie televisiva, di Star Wars Rebels e tutti i prodotti usciti a partire dal 25 aprile 2014, data di introduzione del nuovo canone da parte della Disney/Lucasfilm. Esso include fumetti, libri, videogiochi, giocattoli e altri media, espandendo e continuando la storia trattata nei film in un intervallo di tempo che va da 36 000 anni prima de La minaccia fantasma fino a 134 anni dopo Il ritorno dello Jedi.

Pur con alcune contraddizioni al suo interno, l'Universo espanso è stato considerato canonico dalla Lucasfilm, a patto che non contraddicesse quanto affermato nei film; tanto che lo stesso George Lucas utilizzò alcuni dei nomi e personaggi introdotti negli adattamenti all'interno della saga cinematografica. Il 25 aprile 2014, dopo l'acquisizione di Guerre stellari da parte di Disney, venne annunciato che l'Universo espanso non avrebbe avuto ulteriori aggiunte e tutto il materiale precedentemente pubblicato su di esso sarebbe stato commercializzato sotto un nuovo marchio: Star Wars Legends, escludendolo dalla continuity della saga[1].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« After Star Wars was released, it became apparent that my story—however many films it took to tell—was only one of thousands that could be told about the characters who inhabit its galaxy. But these were not stories that I was destined to tell. Instead, they would spring from the imagination of other writers, inspired by the glimpse of a galaxy that Star Wars provided. Today, it is an amazing, if unexpected, legacy of Star Wars that so many gifted writers are contributing new stories to the Saga. »

(IT)

« Dopo l'uscita di Guerre stellari divenne apparente che la mia storia — indipendentemente dal numero di film che avrebbe richiesto per essere narrata — era solo una delle migliaia che si sarebbero potute raccontare sui personaggi che popolano la sua galassia. Ma queste erano storie che non ero destinato a narrare. Sarebbero nate invece dalla fantasia di altri scrittori, ispirati dalla visione della galassia che Guerre stellari offriva. Oggi è un'eredità al tempo stesso soprendente e inattesa di Guerre stellari, il fatto che così tanti scrittori di talento contribuiscano ad aggiungere nuove storie alla saga. »

(George Lucas, nell'introduzione dell'edizione inglese del 1994 de La gemma di Kaiburr[2])

Nel periodo in cui la trilogia originale veniva girata e distribuita nei cinema, vennero prodotti diversi romanzi, serie di fumetti, strisce e linee di giocattoli, che erano quasi sempre incentrati intorno ai personaggi principali dei film. La gemma di Kaiburr, romanzo scritto da Alan Dean Foster e pubblicato nel 1978, nato da un soggetto inizialmente pensato come base per la trama di un possibile seguito a basso costo di Una nuova speranza, nel caso questo non avesse avuto successo al botteghino[3], è uno tra i primi esempi di questi prodotti derivati. La situazione andò avanti così per un decennio, con scarsa coordinazione tra gli autori, inizialmente anche a causa della mancata conoscenza da parte degli sceneggiatori di quella che sarebbe stata la trama dei successivi film della prima trilogia.

Videro così la luce i due film spin-off L'avventura degli Ewoks e Il ritorno degli Ewoks, le serie televisive animate Star Wars: Ewoks e Star Wars: Droids, con protagonisti R2-D2 e C-3PO, destinate ad un pubblico più giovane rispetto a quello della trilogia, e numerosi fumetti pubblicati dalla Marvel Comics nella collana Marvel Star Wars. La Kenner, produsse action figure della saga fino al 1986, anno in cui cessò la distribuzione sul mercato dei prodotti già realizzati per le linee precedenti a causa del calo delle vendite degli stessi. La stessa Kenner, prima di cessare la distribuzione dei prodotti, si era vista rifiutare dalla Lucasfilm la linea di giocattoli The Epic Continues, che, con lo scopo di mantenere vivo l'interesse del pubblico, avrebbe dovuto portare avanti la storia dopo il terzo film , presentando un nuovo avversario, il genetista Atha Prime, legato alla Guerra dei Cloni, e mostrando un redivivo Grand Moff Tarkin[4].

Il punto di svolta e l'apice[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 l'editore specializzato in wargame e giochi di ruolo West End Games propose alla Lucasfilm la produzione di un gioco di ruolo ispirato a Guerre stellari. Il problema iniziale che la casa produttrice di giochi si trovò davanti era costituito dalla carenza di materiale che descrivesse ed approfondisse l'universo narrativo della saga, ovvero tutto ciò che andava oltre la trilogia e i pochi prodotti correlati già pubblicati utilizzabili senza contraddire questa. La Lucasfilm fornì quindi alla West End Games tutto il materiale di archivio che era stato prodotto per i film e, con questa summa di informazioni, la WEG iniziò a dare forma alla galassia, decidendo — previa autorizzazione della Lucasfilm — anche nomi di pianeti, razze aliene e informazioni aggiuntive, come il background dei personaggi, dove queste erano assenti nel materiale ufficiale prodotto fino ad allora[5][6].

Agli inizi degli anni novanta vennero messe in produzione due opere che affrontarono per la prima volta la questione degli eventi successivi a Il ritorno dello Jedi, un'epoca ancora inesplorata nel materiale originale: nel giugno 1991 L'erede dell'Impero, prima parte della trilogia di Thrawn di Timothy Zahn, e nel dicembre dello stesso anno la miniserie a fumetti Dark Empire, scritta da Tom Veitch, illustrata da Cam Kennedy e pubblicata dalla Dark Horse Comics, la nuova licenziataria che aveva sostituito la Marvel. Il tentativo di ricostruzione della Nuova Repubblica e dell'Ordine Jedi sotto la rinnovata minaccia dell'Impero Galattico e dei Sith, così come il futuro dei personaggi principali Luke, Ian e Leila, ottennero un eccezionale riscontro critico e di pubblico e influenzarono tutti gli autori successivi che si cimentarono nella composizione di storie ambientate nello stesso arco temporale[7]. I manuali di gioco prodotti della West End Games vennero consegnati agli autori di questi primi seguiti, per essere usati come materiale di riferimento su cui basarsi per le loro opere, divenendo di fatto il primo canone dell'Universo espanso[5].

Con il periodo della tarda Repubblica Galattica dichiarato interdetto da George Lucas in attesa dell'eventuale realizzazione di possibili prequel, gli autori dell'Universo espanso esplorarono epoche più remote della galassia, come il periodo compreso tra il 5000 e il 4000 BBY, narrato nella serie di fumetti Cronache Jedi. Altri due romanzi di Timothy Zahn, Spettro del passato e Visione del futuro, conclusero invece il conflitto tra gli ultimi scampoli dell'Impero e la Nuova Repubblica; per cui, con la serie di romanzi The New Jedi Order, vennero introdotti per la prima volta dei nuovi cattivi: la razza aliena degli Yuuzhan Vong intenti ad invadere la galassia[7].

L'effettiva realizzazione di una nuova trilogia cinematografica che fungesse da prequel, iniziata nel 1999 e conclusa nel 2005, liberò infine anche quest'ultimo periodo della storia della galassia alla fantasia degli autori dell'Universo espanso. Essi poterono dunque collegare le nuove linee narrative al materiale già esistente, senza il rischio di contraddire la storia canonica[7].

L'era Disney[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'acquisto di Lucasfilm da parte di The Walt Disney Company, il 30 ottobre 2012, vennero avviati i preparativi per una trilogia sequel che avrebbe narrato una storia originale piuttosto che appoggiarsi sul materiale dell'Universo espanso, introducendo di fatto una nuova continuity. Tutto il materiale dell'EU è stato quindi definito "non canonico" e quanto precedentemente pubblicato raccolto sotto il nuovo marchio di Star Wars Legends. Nonostante ciò è stato annunciato che materiale e personaggi dell'Universo espanso avrebbero potuto influenzare o sarebbero potuti comparire occasionalmente nelle nuove opere della serie[1].

(EN)

« Even though they would no longer be part of a Star Wars official history, they're still stories that mean something, and they can mean something to you, even if they didn't 'happen'. That they are legends. And legends are big, and legends are exciting, and legends are special, and you can read them, and tell them, and love them. And then we also read history, and we retell that, and love it, and that gets retold until it's a legend too.

So that's why we called it Legends... So it wouldn't get shoved off too far to the side, and treated like it never happened. »

(IT)

« Nonostante non faranno più parte della storia ufficiale di Guerre stellari, sono storie che mantengono il loro siginificato, e possono valere qualcosa per i lettori anche se non sono "avvenute". In questo sono leggende. E le leggende sono grandiose, entusiasmanti, speciali e si prestano ad essere lette, raccontate, amate. Allo stesso modo leggiamo la storia e l'amiamo e la raccontiamo fino a quando non diventa essa stessa leggenda.

Per questo abbiamo chiamato la serie Legends... In modo che non venisse liquidata come una cosa marginale che non è mai avvenuta. »

(Shelly Shapiro, caporedattore di Del Rey Books[8])

Cronologia fittizia dell'Universo espanso[modifica | modifica wikitesto]

A differenza dei film, i cui eventi si svolgono nell'arco di 36 anni, l'Universo espanso copre 37.139 mila anni di storia dell'universo fantascientifico di Guerre stellari. L'opera ambientata cronologicamente più indietro nel tempo è la serie a fumetti Dawn of the Jedi, i cui eventi hanno luogo 37 mila anni prima dei film. La più recente cronologicamente è la serie Legacy, che si colloca 139 anni dopo gli eventi de Il ritorno dello Jedi. La cronologia riportata qui sotto utilizza il cosiddetto Calendario Galattico Standard, adottato all'interno della Galassia nella finzione narrativa della serie. In esso lo spartiacque è costituito dalla battaglia di Yavin vista nel film Guerre stellari, per cui l'acronimo BBY (Before the Battle of Yavin) viene utilizzato per indicare eventi precedenti alla battaglia di Yavin e ABY (After the Battle of Yavin) per gli avvenimenti successivi. La data di creazione dell'universo viene collocata nel 13.000.000.000 BBY.

L'era pre-repubblicana (13.000.000.000 BBY - 25.053 BBY)

Menzionata per la prima volta in Knights of the Old Republic; durante quest'era i Rakata, dei bipedi provenienti da Lehon, formarono un vasto impero grazie all'uso del Lato Oscuro della Forza. Quest'era terminò con il collasso dell'impero rakatiano e la nascita della Repubblica Galattica nel 25.053 BBY.

La Vecchia Repubblica (25.053 BBY - 1.000 BBY)

Durante questo periodo i Jedi sono numerosi e governano la Galassia come guardiani della pace e della giustizia. Il fumetto Tales of the Jedi ha luogo durante quest'era e narra la lunga guerra combattuta tra Jedi e Jedi Oscuri. La serie Knights of the Old Republic, il MMORPG Star Wars: The Old Republic e Darth Bane si collocano temporalmente in questo periodo. Durante quest'era avviene anche la Grande Guerra Sith.

La nascita dell'Impero (1.000 BBY - 0 BBY)

Durante questo periodo, corrispondente alla trilogia prequel, ha luogo l'apparente sconfitta dei Sith. Negli anni del declino della Repubblica, il Senato è infangato dalla corruzione e dagli scandali, e la burocrazia è talmente rigida da impedire un vero e proprio governo. Il Signore dei Sith, Darth Sidious, sotto l'identità del senatore Palpatine, orchestra segretamente la sua ascesa a Cancelliere Supremo e pianifica personalmente le guerre dei cloni, promettendo di riunire la Galassia sotto un nuovo ordine e di distruggere l'Ordine dei Jedi. La minaccia fantasma ha luogo nell'anno 32 BBY, L'attacco dei cloni e The Clone Wars nel 22 BBY e La vendetta dei Sith nel 19 BBY. In questo periodo ha luogo anche la serie televisiva Star Wars Rebels.

La ribellione (0 BBY - 4 ABY)

Dopo la scomparsa della Vecchia Repubblica si sparge in tutta la galassia un sentimento di protesta verso la tirannia del nuovo Impero. Alcuni gruppi formano l'Alleanza Ribelle e la Guerra civile galattica ha inizio. Questa era ha inizio con la vittoria dei ribelli nella Battaglia di Yavin e termina con la morte dell'Imperatore nello spazio sopra la Luna boscosa di Endor. L'Alleanza viene rinominata prima in Alleanza dei Pianeti Liberi e in seguito in Nuova Repubblica. La trilogia cinematografica originale ha luogo in questi anni: Guerre stellari nel 0 BBY, L'Impero colpisce ancora nel 3 ABY e Il ritorno dello Jedi nel 4 ABY.

La Nuova Repubblica (4 ABY - 25 ABY)

Dopo aver sconfitto l'Impero nella Battaglia di Endor, l'Alleanza Ribelle deve trasformarsi da resistenza militare a vero e proprio governo galattico. Mentre cerca di reclamare i territori un tempo dell'Impero, la Nuova Repubblica deve affrontare insurrezioni di lealisti all'Impero e signori della guerra ribelli. Inoltre Luke Skywalker, l'ultimo dei Jedi, comincia a ricostruire l'antico Ordine e ad addestrare nuovi apprendisti Jedi.

Il nuovo Ordine dei Jedi (25 ABY - 37 ABY)

Grazie all'aiuto dell'Ordine dei Jedi, formato da più di cento guerrieri, la Nuova Repubblica firma un trattato di pace con ciò che resta dell'Impero. La galassia vive finalmente un periodo di pace dopo decenni di guerre. Ma una terribile minaccia aliena proveniente dallo spazio sconosciuto invade la Repubblica: gli Yuuzhan Vong mettono a ferro e fuoco interi mondi, come narrato nei libri della serie The New Jedi Order. I misteriosi Killik danno inizio a una guerra tra Chiss, la Colonia e l'Alleanza Galattica, con Jedi presenti tra i ranghi di tutti gli schieramenti. La trilogia sequel comincerà in questi anni, anche se non è noto se finirà anche in quest'era.

Eredità (37 ABY - 139 ABY)

Dopo aver raggiunto la pace con i Yuuzhan Vong, la neo-formata Federazione Galattica della Alleanza Libere fatica a lavorare come una singola entità. Alle varie minaccia interne si aggiunge un pericolo proveniente da ciò che resta del Lato Oscuro, che minaccia di dare origine a un nuovo Signore dei Sith più potente di Dart Fener e dell'Imperatore Palpatine. Il nuovo Ordine dei Jedi creato da Luke Skywalker entra in una nuova era mentre gli eredi di Skywalker crescono. Jacen Solo si è alleato con una vecchia nemesi di Luke, Lumiya, che gli ha promesso di portare pace nella Galassia se diventerà il nuovo Signore dei Sith. I romanzi della serie Legacy of the Force sono ambientati in questo periodo. In seguito agli eventi di Legacy of the Force ha inizio una nuova serie, Fate of the Jedi, che mostra i tentativi di Luke di rimediare agli errori di Jacen Solo. Ambientata 130 anni dopo i film è invece la serie Legacy, che segue la storia di Cade Skywalker, che affronta un nuovo Impero Galattico sotto il controllo del nuovo Ordine dei Sith, e la storia di Ania Solo, che vaga per la Galassia nel tentativo di fermare i piani di Darth Wredd.

L'Universo espanso e il canone di Guerre stellari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Canone di Guerre stellari.

Nel 1996 la Lucasfilm diede vita al primo di una serie di progetti multimediali, dal titolo L'ombra dell'Impero, che doveva narrare gli eventi avvenuti tra l'episodio V e VI. Il progetto prevedeva, tra le altre cose, un romanzo, fumetti, un videogioco per Nintendo 64 e PC basati su Windows, ed una nuova linea di giocattoli prodotta dalla Kenner. L'anno successivo venne proiettata nei cinema l'edizione speciale, che fece da apripista per la nuova trilogia, distribuita a partire dal 1999; quest'ultima descriveva un periodo (quello delle guerre dei cloni) che, per espressa volontà di Lucas, non era stato ancora trattato nell'Universo espanso.

Tutto questo nuovo materiale, oltre a rinnovare nuovamente l'interesse del pubblico per il marchio, portò anche problemi di coerenza e, in alcuni casi, si resero necessarie delle retcon. Se da un lato i nuovi film avevano portato sullo schermo diversi elementi presi dall'Universo espanso (come il nome del pianeta capitale Coruscant o il codice Jedi), dall'altro contraddicevano apertamente alcune situazioni presenti nelle altre pubblicazioni (come la possibilità per i Jedi di sposarsi), mentre in altri casi ancora introducevano nuove interpretazioni di materiale già presente (ad esempio il personaggio dello "zio" Owen Lars, presentato come fratello di Obi-Wan Kenobi nei primissimi prodotti legati alla saga[9][10], per poi divenire il semplice tutore a cui veniva affidato, senza un esplicito motivo, Luke Skywalker, e definito infine in L'attacco dei cloni come il fratellastro di Anakin Skywalker e quindi il reale zio, seppur non di sangue, di Luke). Proprio per evitare queste situazioni, che con il gran numero di prodotti di cui era previsto l'arrivo sul mercato si sarebbero fatte sempre più frequenti, venne introdotto l'Holocron continuity database, una banca dati che raccogliesse tutto il materiale prodotto sulla saga e furono definiti dalla Lucas Licensing diversi livelli di "canonicità" del materiale pubblicato. Le opere dell'Universo espanso vennero considerate canoniche a meno che non contraddicessero quanto affermato nei film o in altre opere prodotte direttamente da Lucasfilm.

In seguito all'acquisto della Lucasfilm da parte della The Walt Disney Company, nell'ottobre 2012, e alla creazione di una nuova continuity della saga, è stato annunciato che tutto il materiale precedentemente pubblicato legato all'Universo espanso sarà raccolto sotto il marchio Star Wars Legends e verrà considerato non più canonico. La nuova continuity prenderà in considerazione come canonico solo il materiale prodotto direttamente dalla Lucasfilm, anche se elementi del vecchio Universo espanso potranno comunque essere ripresi nelle nuove produzioni[1].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Film televisivi[modifica | modifica wikitesto]

The Star Wars Holiday Special[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1978 è stato prodotto un film per la televisione, sequel del film Guerre stellari, intitolato The Star Wars Holiday Special. Il telefilm, trasmesso per la prima e unica volta il 17 novembre 1978 dall'emittente statunitense CBS, non è mai stato distribuito in nessun formato e le uniche copie disponibili sono quelle registrate da quell'unica messa in onda.

La storia principale del film, ambientato nel 2 ABY, vede come protagonista Chewbecca e Ian Solo in visita su Kashyyyk, pianeta natale di Chewbecca, per celebrare il Life Day. Lo speciale introduce, inoltre, tre membri della famiglia di Chewbecca: suo padre Attichitcuk, la moglie Mallatobuck (Malla), e il figlio Lumpawarrump (Lumpy). Lo show contiene diversi elementi televisivi, inclusi siparietti comici e uno spezzone animato, nel quale viene introdotto per la prima volta il famoso personaggio di Boba Fett.

Lucas ha finito con l'odiare questo film per la TV, tanto che è possibile vederlo solo attraverso copie amatoriali ed ha affermato che, se solo potesse, distruggerebbe tutte quelle che sono ancora in circolazione[11].

L'avventura degli Ewoks e Il ritorno degli Ewoks[modifica | modifica wikitesto]

Il successo de Il ritorno dello Jedi e dei personaggi degli Ewok, introdotti nel film, tra gli spettatori più piccoli, diede vita a due spin-off televisivi: L'avventura degli Ewoks (The Ewoks Adventure) e Il ritorno degli Ewoks (Ewoks: The Battle for Endor). Entrambi sono ambientati sulla Luna boscosa di Endor, dove si era svolto in larga parte il terzo film della trilogia originale e sono collocati cronologicamente tra L'Impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi.

Dopo aver ultimato Il ritorno dello Jedi, Lucas pensò di espandere sistematicamente l'universo di Guerre stellari con videogiochi, fumetti, libri e prodotti televisivi. Dopo la delusione dello speciale televisivo del 1978, egli decise di supervisionare di persona il progetto, scrivendo il soggetto e lasciando a terzi la produzione, per assicurarsi della qualità del prodotto. Il primo film fu ultimato in sette settimane: sei di riprese e una di re-shoot, durante la quale furono rigirate diverse sequenze. Il re-shoot venne effettuato dallo stesso Lucas, che girò e montò la parte finale del film, in quanto il regista era impegnato a dirigere un altro film e non poteva tornare a rifare le ultime scene[12].

I film vennero trasmessi per la prima volta negli Stati Uniti dalla ABC nei giorni del ringraziamento del 1984 e 1985, rispettivamente il 25 e il 24 novembre.

Serie televisive[modifica | modifica wikitesto]

La saga di Guerre stellari ha generato diverse serie televisive animate. Di queste, tre si inseriscono nell'Universo espanso, mentre Star Wars: The Clone Wars e Star Wars Rebels sono considerati materiale canonico. Per queste produzioni, Lucas ha sempre svolto il ruolo di produttore esecutivo e, in alcuni casi, ha collaborato ai soggetti e alla sceneggiature.

Star Wars: Droids e Star Wars: Ewoks[modifica | modifica wikitesto]

Star Wars: Droids e Star Wars: Ewoks sono due serie televisive d'animazione realizzate dallo studio canadese Nelvana tra il 1985 e il 1987. Entrambe le serie sono state trasmesse sul network statunitense ABC a partire dal 7 settembre 1985. Ewoks narra in 35 episodi le avventure degli Ewok prima de Il ritorno del Jedi. Droids, in 13 episodi, ripercorre invece le gesta dei droidi C-3PO e R2-D2 ed è ambientato cronologicamente tra La vendetta dei Sith ed Una nuova speranza. Dal punto di vista finanziario entrambe le serie furono un insuccesso, a causa degli alti costi di produzione e dello scarso interesse da parte dei fan[13][14].

Star Wars: Clone Wars[modifica | modifica wikitesto]

Il logo della serie Star Wars: Clone Wars

Star Wars: Clone Wars è una serie televisiva d'animazione statunitense realizzata da Genndy Tartakovsky. Ambientata durante le guerre dei cloni e collocata cronologicamente tra L'attacco dei cloni e La vendetta dei Sith, consiste in 20 episodi della durata di tre minuti, che compongono la stagione uno e due (poi conosciute con il nome di Volume 1), e 5 episodi della durata variabile tra i dodici e i quindici minuti, che vanno a comporre la terza stagione (poi conosciuta come Volume 2). I 25 episodi sono per la maggior parte composti da enfatizzate scene d'azione, battaglie e scontri, a discapito di un maggior sviluppo della trama.

La serie, iniziata il 7 novembre 2003 e conclusasi il 25 marzo 2005, è stata trasmessa da Cartoon Network ed è andata in onda in italiano a partire dal 10 novembre sulla piattaforma satellitare Sky Italia per concludersi il 6 maggio 2005[15][16].

Star Wars: Clone Wars è considerato il miglior prodotto televisivo legato a Guerre stellari[17] e ha vinto due Premi Emmy per il "miglior programma animato di un'ora o più" nel 2004 e nel 2005.

Serie televisiva live action[modifica | modifica wikitesto]

Una serie televisiva live action basata sull'universo di Guerre stellari è un progetto portato avanti da Lucasfilm già dal 2005, quando George Lucas rivelò la sua intenzione di creare un telefilm ambientato tra La vendetta dei Sith e Una nuova speranza, in cui i protagonisti sarebbero stati diversi dai personaggi principali dei film e sarebbe stato approfondito l'humus politico e criminale della Galassia all'alba della caduta della Repubblica[18][19]. Nel 2008 l'autore era già a lavoro sulla sceneggiatura, rivelando di aver pensato la serie come insieme di 100 episodi della durata di un'ora ciascuno[20]. Il produttore Rick McCallum lo ha definito uno show complesso, dark e adulto[21] e il "materiale più audace che abbiamo mai prodotto"[22].

Nel 2011 lo sviluppo della serie venne sospeso per problemi organizzativi e in attesa di evoluzioni tecnologiche e riduzioni dei costi[23]. Il progetto venne riesumato a inizio 2013, in seguito all'acquisizione di Lucasfilm da parte della Disney, con il network televisivo ABC indicato come possibile interessato[24].

Adattamenti radiofonici[modifica | modifica wikitesto]

Un adattamento radiofonico de Una nuova speranza fu trasmesso per la prima volta dalla National Public Radio nel 1981. L'adattamento venne scritto dall'autore di fantascienza Brian Daley e diretto da John Madden. Nel 1983 anche L'Impero colpisce ancora fu adattato. Il ritorno del Jedi, al contrario, dovette aspettare fino al 1996, quando la Highbridge Audio, dopo l'abbandono della National Public Radio a causa di problemi di budget, mise in commercio delle versioni su CD dei primi due film e completò l'opera con la realizzazione del terzo adattamento[25].

Questi adattamenti contengono materiale aggiuntivo scritto da Lucas, ma mai usato nei film. Vari membri del cast originale prestarono la propria voce, inclusi Mark Hamill, Anthony Daniels e Billy Dee Williams, mentre altri personaggi vennero doppiati da attori diversi rispetto a quelli presenti nei film, come ne caso di Yoda, doppiato da John Lithgow. Queste trasmissioni radiofoniche facevano uso della colonna sonora originale di John Williams e degli effetti sonori di Ben Burtt[25].

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Libri di Guerre stellari.

I romanzi basati su Guerre stellari precedono l'uscita del primo film. Nel 1976, infatti, uscì la trasposizione letteraria del lungometraggio, scritta dal ghostwriter Alan Dean Foster, ma accreditata a George Lucas. Il successivo romanzo di Foster, La Gemma di Kaiburr, del 1978, fu la prima opera dell'Universo espanso che non coprisse eventi già narrati nei film ad essere pubblicata.

Durante il periodo della trilogia originale uscirono periodicamente romanzi sulla serie, tra cui Han Solo, guerriero stellare e vari adattamenti dei film, ma dopo la fine della saga ci fu un lungo arco di tempo nel quale non venne pubblicato nessun nuovo libro. I romanzi usciti si limitavano inoltre all'arco temporale della trilogia originale, espandendo al massimo la storia di qualche personaggio nei periodi non coperti dai film. La LucasBooks cambiò radicalmente questo approccio con l'introduzione di The New Jedi Order, serie ambientata venti anni dopo gli eventi narrati ne Il ritorno del Jedi. Essa divenne celebre anche per aver narrato la morte di un personaggio principale della saga. Da allora diverse centinaia di romanzi sono stati pubblicati dalla casa editrice Ballantine Books.

Nel 1991 debuttò il primo capitolo della trilogia di Thrawn, di Timothy Zahn, che riaccese l'interesse per l'Universo espanso da parte dei fan. A essa si aggiunse anche, nel 1996, il progetto multimediale L'ombra dell'Impero (Shadows of the Empire), ambientato tra L'Impero colpisce ancora e Il ritorno del Jedi e composto dal romanzo di Steve Perry, un videogioco, una serie a fumetti e una colonna sonora composta da Joel McNeely[25]. L'avvento della trilogia prequel contribuì ad allargare l'universo dei romanzi, che si focalizzarono soprattutto sulla guerra dei cloni e sulle varie avventure in solitario di personaggi minori, come Aayla Secura o Jango Fett.

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fumetti di Guerre stellari.
Copertina di Mio fratello, il mio nemico, tratta dalla serie Rebellion

La Marvel Comics ha pubblicato fumetti e adattamenti dedicati a Star Wars dal 1977 al 1986. La casa editrice statunitense capì che il filone sarebbe potuto diventare redditizio e impiegò per la serie una vasta gamma di autori di peso, come Roy Thomas, Archie Goodwin, Chris Claremont e Ron Frenz. La Marvel pubblicò anche una striscia quotidiana ad opera di Russ Manning, Steve Gerber e Archie Goodwin. Alle fine degli anni ottanta, la casa editrice annunciò che avrebbe pubblicato una nuova serie scritta da Tom Veitch, ma ciò nonostante, nel dicembre 1991, la Dark Horse Comics acquisì i diritti della pubblicazione dei fumetti di Guerre stellari e lanciò diverse serie, che prendevano le fila della serie e ne continuavano gli archi narrativi. La Dark Horse ha pubblicato un gran numero di serie mensili, ambientate in varie epoche[16] fino al 2014, anno in cui i diritti sono tornati in mano alla Marvel.

La maggior parte di questo materiale è inedito in italiano. Nel corso degli anni sono stati pubblicati solo gli adattamenti ufficiali da parte della Magic Press. Nel gennaio 2008 la Panini Comics ha comunicato l'inizio della pubblicazione di una miniserie, tratta dalla collana Rebellion, sotto la costola Cult Comics. Nel 2009 sono usciti diversi volumi, contenenti episodi autoconclusivi tratti dalla serie Empire e storie brevi dalla testata Star Wars: Clone Wars, edita originariamente nel 2003[26].

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi LucasArts.

Sin dal 1982 sono stati pubblicati oltre 120 videogiochi ambientati nell'universo di Guerre stellari, appartenenti ai generi e alle tipologie più disparate: platform, strategici, sparatutto, simulatori di volo, di ruolo e MMORPG.

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Il primo videogioco, basato su L'Impero colpisce ancora, fu creato per l'Atari 2600 dalla Parker Brothers. In esso il giocatore deve guidare uno snowspeeder durante la battaglia di Hoth e distruggere gli AT-AT sparsi nei livelli. Negli anni seguenti la fine della serie apparvero molti altri giochi, come Death Star Battle, nel quale il giocatore controllava il Millennium Falcon in missione per distruggere la seconda Morte Nera, e Jedi Arena, il primo gioco contenente una simulazione di spada laser. Nel 1983 venne realizzato, da parte di Atari, un arcade intitolato semplicemente Star Wars e basato sulle scene finali del primo film: il gioco, dotato di grafica vettoriale e alcuni frammenti di voci campionate, è stato in seguito convertito per la maggior parte delle piattaforme domestiche. Un seguito, realizzato con la medesima tecnologia e ispirato a L'impero colpisce ancora, è stato distribuito due anni più tardi come kit di conversione per il cabinato originale.

A causa della crisi dei videogiochi del 1983, che uccise temporaneamente il mercato delle console, non furono più prodotti giochi basati sulla saga. Bisognerà aspettare fino al 1987 quando una casa produttrice inglese distribuirà diverse versioni a 8 bit dei giochi vettoriali e arcade degli anni passati. Nel 1991 il videogioco a piattaforme Star Wars venne distribuito nelle versioni Nintendo Entertainment System, Sega Master System e Game Boy, e così anche, un anno dopo, Star Wars: The Empire Strikes Back. Nel 1992 fu la volta di Super Star Wars, gioco creato per il Super Nintendo, seguito da Super Star Wars: The Empire Strikes Back, nel 1993 e Super Star Wars: Return of the Jedi, nel 1994.

Il logo della LucasArts

Espansione[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi degli anni '90, la serie iniziò ad allontanarsi dai film e si concentrò maggiormente sull'Universo espanso. Ne è un esempio il gioco Star Wars: X-Wing, del 1993, uno dei primi simulatori di volo ambientati nell'universo di Guerre stellari, seguito poco dopo da Star Wars: TIE Fighter; altri titoli includono Star Wars Chess, videogioco di scacchi realizzato da The Software Toolworks sotto licenza della Lucas, o lo sparatutto Rebel Assault, creato interamente con grafica digitalizzata e tra i primi a sfruttare la capienza dei CD-ROM.

Il primo passo verso una serie di giochi più moderni venne fatto con Dark Forces, uno sparatutto in prima persona del 1995 nel quale il giocatore interpreta il ruolo di Kyle Katarn, Star Wars: Jedi Knight II: Jedi Outcast e Star Wars: Masters of Teräs Käsi, ambientato nel periodo tra Una nuova speranza e L'Impero colpisce ancora. Il gioco narra la lotta tra Luke e Arden, un'assassina ingaggiata da Palpatine affinché eliminasse il giovane Jedi.

La saga continua[modifica | modifica wikitesto]

Quando La minaccia fantasma entrò in pre-produzione, dozzine di licenze vennero vendute, dando vita a diversi giochi che espandevano l'universo della saga, come il primo capitolo della serie Rogue Squadron, dalla quale venne tratta anche una serie a fumetti.

Dopo l'uscita di Episodio I nel 1999, vennero realizzati e distribuiti moltissimi giochi ispirati al film. Il primo, Star Wars: Episodio I Racer, basato sulla sequenza degli sgusci del film, ottenne molto successo[27], mentre altri giochi basati sul film, come Star Wars: Battle for Naboo e Star Wars: Episode I: Jedi Power Battles, non vennero accolti favorevolmente[28][29]. Nello stesso anno venne pubblicato il titolo strategico Star Wars: Rebellion, particolare in quanto introduce navi e pianeti mai visti nei canoni originali. Il secondo RTS, Star Wars: Force Commander non venne accolto positivamente a causa di un primitivo motore 3D del gioco e di una grafica già in partenza datata[30].

Nel 2002, poco prima dell'uscita de L'attacco dei cloni, vide la luce un'altra ondata di giochi basati sul film, tra cui Star Wars: The Clone Wars, Star Wars: Racer Revenge e Star Wars: Bounty Hunter. I giochi si concentravano su personaggi o eventi del film, come Jango Fett e le guerre dei cloni.

Sempre nel 2002, oltre ai giochi basati sulla pellicola, vennero distribuiti spin-off e tie-in come Star Wars: Jedi Knight II: Jedi Outcast, che dette l'opportunità di duellare realisticamente con la spada laser. Un anno più tardi, uscirono due nuovi videogiochi: il nuovo capitolo della serie Jedi Knight, intitolato Star Wars Jedi Knight: Jedi Academy, e Star Wars: Knights of the Old Republic, un videogioco di ruolo che ebbe un vasto successo e venne eletto non solo gioco dell'anno, ma anche uno dei migliori videogiochi basati su Guerre stellari[31].

Nel 2004 vennero distribuiti altri due giochi: Star Wars: Battlefront e Star Wars: Knights of the Old Republic II: The Sith Lords, mentre nel 2005, contemporaneamente all'uscita de La vendetta dei Sith nei cinema, vennero pubblicati: Episodio III: Il videogioco, Star Wars: Battlefront II e Lego Star Wars, il cui sequel uscì un anno dopo. Nel 2006, Star Wars: l'Impero in guerra venne distribuito, assieme alla sua espansione L'esercito dei corrotti.

Nel 2008 la LucasArts sviluppò un gioco di nuova generazione per PlayStation 3, Xbox 360 e Wii, uscito il 16 settembre negli Stati Uniti d'America, e il 19 in Europa. Il gioco, intitolato Star Wars: il Potere della Forza, è ambientato nel periodo inesplorato tra La vendetta dei Sith e Una nuova speranza e narra di un misterioso apprendista segreto di Dart Fener incaricato di assassinare gli ultimi Jedi rimasti[32]. Inoltre, in concomitanza con l'uscita della serie The Clone Wars e dell'omonimo prequel cinematografico, vennero distribuiti altri due giochi: il primo, dal titolo Star Wars: The Clone Wars - Jedi Alliance per Nintendo DS, mentre il secondo, Star Wars: The Clone Wars - L'era dei duelli[33], per Wii. Entrambi i giochi sono un'esclusiva delle console Nintendo e sono stati distribuiti l'11 novembre 2008 negli Stati Uniti, mentre finora solo L'era dei duelli è stato distribuito in Italia, il 14 novembre dello stesso anno[34][35]. Il 26 ottobre 2010 in Nord America, e tre giorni dopo nel resto del mondo, è uscito Star Wars: Il potere della Forza II.

Giochi di ruolo[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati prodotti su licenza due differenti giochi di ruolo ambientati nell'universo di Star Wars, il primo Guerre stellari - Il gioco di ruolo (Star Wars the Rolplaying Game) pubblicato dalla West End Games negli anni ottanta e novanta[36] e tradotto in italiano dalla Stratelibri, il secondo, Star Wars il Gioco di Ruolo (Star Wars the Roleplaying Game), prodotto dalla Wizards of the Coast nel 2000[37] e tradotto in italiano dalla 25 Edition[38].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) The Legendary Star Wars Expanded Universe Turns a New Page su starwars.com, 25 aprile 2014. URL consultato il 27 aprile 2014.
  2. ^ (EN) The Star Wars Canon: Quotes by Rank su canonwars.com. URL consultato il 18 febbraio 2015.
  3. ^ Star Wars: ecco la trama del sequel mai realizzato su badtaste.it, 6 maggio 2014. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  4. ^ (EN) Steve Sansweet, Tales of Phantom Toys, Star Wars Galaxy Magazine, vol 2, Topps Publishing, Winter 1995, pag 58 e seg
  5. ^ a b (EN) Star Wars Insider, nº 144, ottobre 2013, pp. 22 e segg..
  6. ^ (EN) Star Wars Insider, nº 145, novembre 2013, pp. 26 e segg..
  7. ^ a b c (EN) Amelia Hill, History of the Expanded Universe su About.com. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  8. ^ (EN) Andrew Dyce, 'Star Wars' Creatives Explain Why Canon vs Expanded Universe Shouldn't Matter su screenrant.com. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  9. ^ (EN) Galaxy Guide 01 - A New Hope, 2ª ed., West End Games, 1995, p. 15.
  10. ^ (EN) The Essential Guide to Characters, Del Rey Books, 1995, p. 102.
  11. ^ (EN) L. Wayne Hicks, The Star Wars Holiday Special su tvparty.com. URL consultato il 15 marzo 2015.
  12. ^ (EN) Michael Streeter, LucasFan Interview with Eric Walker of The Ewok Adventure su lucasfan.com. URL consultato il 17 marzo 2015.
  13. ^ Droids: the adventures of R2-D2 and C-3PO su guerrestellari.net. URL consultato il 17 marzo 2015.
  14. ^ Ewoks su guerrestellari.net. URL consultato il 17 marzo 2015.
  15. ^ Silvio Sosio, Star Wars, ecco i cartoni su Fantascienza.com, 20 ottobre 2003. URL consultato il 17 marzo 2015.
  16. ^ a b Marco Consoli, Star Wars: guida definitiva alla saga di George Lucas, Milano, Mondadori, 2005.
  17. ^ (EN) Eric Goldman, Travis Fickett e Dan Iverson, Star Wars on TV - From the Holiday Special to Clone Wars, we look back at the television spinoffs set in a galaxy far, far away..., IGN, 25 maggio 2007, p. 3. URL consultato il 17 marzo 2015.
  18. ^ (EN) Thank the Maker: George Lucas su starwars.com, 14 gennaio 2008. URL consultato il 15 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2005).
  19. ^ (EN) Steve Weintraub, Producer Rick McCallum Talks RED TAILS and Live-Action STAR WARS TV Series; Describes Show as “EMPIRE STRIKES BACK on Steroids” su collider.com, 18 gennaio 2012. URL consultato il 17 marzo 2015.
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  21. ^ (EN) Scott Collura, Is This the Star Wars Live-Action Show's Title?, IGN, 9 gennaio 2012. URL consultato il 17 marzo 2015.
  22. ^ (EN) Rick McCallum: Star Wars TV Show Still Coming, IGN, 20 maggio 2012. URL consultato il 17 marzo 2015.
  23. ^ (EN) James Peaty, Rick McCallum interview: Dennis Potter, Star Wars TV series, George Lucas & Red Tails su denofgeek.com, 3 giugno 2012. URL consultato il 3 marzo 2014.
  24. ^ (EN) ABC in talks to develop TV shows based on 'Star Wars' characters, Reuters, 4 agosto 2013. URL consultato il 17 marzo 2015.
  25. ^ a b c Fiorenzo Delle Rupi, Guida completa alla narrativa di Star Wars su guerrestellari.net. URL consultato il 17 marzo 2015.
  26. ^ Le nostre collane - Star Wars, Panini Comics, 4 agosto 2010. URL consultato il 24 marzo 2015.
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  30. ^ (EN) Star Wars: Force Commander su GameSpot. URL consultato il 23 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2003).
  31. ^ (EN) Star Wars: Knights of the Old Republic su LucasArts.com. URL consultato il 23 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2004).
  32. ^ (EN) Chris Hicks, Star Wars: The Force Unleashed dated for Sept. 16 su Gamesradar.com, 3 aprile 2008. URL consultato il 23 marzo 2015.
  33. ^ (EN) Riccardo Anselmi, È arrivato il nuovo Star Wars su Fantascienza.com, 16 novembre 2008. URL consultato il 23 marzo 2015.
  34. ^ (EN) The Clone Wars Video Games! su TheForce.net, 30 agosto 2008. URL consultato il 23 marzo 2015.
  35. ^ Star Wars: The Clone Wars - il trailer del videogioco su GuerreStellari.net. URL consultato il 23 marzo 2015 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2015).
  36. ^ (EN) Lawrence Schick, Heroic Worlds: A History and Guide to Role-Playing Games, New York, Prometheus Books, 1991, p. 323, ISBN 0879756535.
  37. ^ (EN) Shannon Appelcline, Designers & Dragons, Mongoose Publishing, 2011, p. 288, ISBN 978-1-907702-58-7.
  38. ^ Ciro Alessandro Sacco, Mondi Eroici 2011 – Guida al Collezionismo di Giochi di Ruolo in Italia, Genova, Wild Boar Edizioni, 2010, pp. 28-29, 52-53, ISBN 978-88-95186-30-6.

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